ROMA IN TAXI: MARZO 2001



IN COPERTINA: VINCENZO CANTATORE & EVA HERZIGOVA


ZOOM: EVA HERZIGOVA. DOLCE GHIACCIO BOLLENTE

Fra le più affascinanti donne del mondo, è nata il 10 Marzo 1973 a Litvinov (Repubblica Ceca). Altre informazioni davanti e dietro la sua bellezza? Occhi azzurri, capelli biondi, 180 cm di altezza, per 60 kg di peso. Misure corporee: 95-62-92. Vive a Parigi. Sposata (e separata) con Tico Torres (batterista di Bon Jovi). Parla quattro lingue (Ceco, Russo, Inglese e Francese). Hobbies: viaggiare, dormire, leggere e giocare a tennis.

Cibi e bevande preferite. dolci, champagne e cucina italiana. Si sente a proprio agio indossando jeans. Ha cominciato la sua carriera nella moda a 16 anni. L'agenzia è la City. Al livello professionale attuale, sfila per cifre che vanno dagli 8.000 ai 12.000 dollari al giorno. Il lavoro cinematografico di spicco è nel film francese "Les Anges Guardien", accanto a Gerard Depardieu. In Italia ha presentato il Festival di Sanremo 1998.


ARTS: CARAVAGGIO E I GIUSTINIANI

Toccar con mano una collezione del Seicento: dopo oltre due secoli, la celebre collezione Giustiniani ritorna nella sua sede d'origine, il Palazzo Giustiniani di Roma. Un tuffo nel passato, per ritornare ai fasti settecenteschi, quando il palazzo dei fratelli Giustiniani ospitava una splendida collezione di circa 600 suggestive opere d'arte, unica ed irripetibile, la cui fama si diffuse in tutta Europa. Per essere costante meta obbligata di artisti e viandanti, estimatori dell'arte e della cultura in cerca d'ispirazione; ed oggi quelle opere tornano nelle stanze dove furono conservate per essere di nuovo ammirate con quello stesso sottile stupore. Un inestimabile tesoro contenente soprattutto capolavori del Seicento, disperso all'inizio dell'Ottocento in vari musei ed oggi ricomposto grazie ad un gruppo di studiosi dell'università "La Sapienza" di Roma. Settanta opere provenienti da tutto il mondo, tra cui spicca il suggestivo gruppo di tele di Caravaggio, stupendi capolavori come L'amore vincitore, Il suonatore di liuto, L'incoronazione di spine, San Gerolamo e L'Incredulità di San Tommaso, simbolo della mostra, ad indicare l'importanza del contatto fisico, quasi a sottolineare l'emozione di tornare di nuovo fisicamente di fronte a tali dipinti. Troviamo opere di Lorenzo Lotto (Ritratto di Giovane con Uffiziolo), di Paolo Veronese (Cristo morto fra i due angeli) e ancora Dirk van Baburen, Valentin de Boulogne, Nicolas Regnier e Ribera. Lungo il percorso accanto ai dipinti ci sono sculture, oggetti, disegni, documenti che permettono di immergersi nella magica atmosfera di un raffinato amore per l'arte, in cui si definisce un impalpabile ritrovato legame tra le varie opere esposte. La mostra presenta inoltre una nuova ed eccezionale scoperta scientifica: la prima versione del Cristo di Santa Maria sopra Minerva eseguito da Michelangelo e rimasto incompiuto a causa di un difetto del marmo scoperto durante la creazione. Un'esposizione unica e prestigiosa, collocata in una sede più che adeguata, dunque, che merita un'amorevole e sincera attenzione.

Roma, Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, Via Giustiniani 11. Dal 26 gennaio al 15 maggio 2001. Orari: da domenica a mercoledì, dalle 9.30 alle 21; da giovedì a sabato dalle 9.30 alle 23.00. (fotografie: courtesy of ELECTA).


ARTS: ROMA E IL MUSEO DEI BAMBINI

Anche Roma sta per avere il Museo dei Bambini, una struttura espositiva permanente interamente dedicata ai bambini, in corso di realizzazione al Borghetto Flaminio, in Via Flaminia 80. Sotto il padiglione espositivo in ghisa e acciaio del 1927, raro esempio di archeologia industriale a Roma, recuperato con maestria, si apre un grande spazio dove tra arditi pilastri in profilato di ferro e cemento, testimonianze del passato industriale, allineati a sostenere la struttura, sono stati montati pannelli fonoassorbenti sagomati come facciate di edifici. Il progetto del Museo dei Bambini nasce per dotare il nostro paese ed in particolare la capitale, di una struttura dedicata ai bambini sul modello dei Children's Museums nati più di un secolo fa e sviluppati poi in molti paesi. Il primo Children's museum è nato a Brooklyn nel 1899 e da allora oltre 400 sono nati in tutto il mondo. In tutti questi luoghi il bambino può esplorare, manipolare, fare esperienza pratica e verificare di persona come si fanno le cose e a cosa servono.

Uno spazio dove esercitare, toccare e capire "come funziona", risponde ad una precisa esigenza formativa del bambino. Questa esigenza ha trovato una valida base scientifica nelle ricerche dell'Istituto di Pedagogia del CNR che hanno riscontrato nei bambini vissuti nelle metropoli la difficoltà nel comprendere alcune funzioni delle città. In tal senso si muove tutta la progettazione del Museo sia per quanto riguarda le scelte architettoniche sia per l'allestimento, che attraverso il concetto della "metafora della città" sviluppata dal CNR mira a presentare la città come un luogo di relazione e non come una mera sommatoria di singole attività. Sono perciò stati riprodotti palazzi, strade, piazze, abitazioni, luoghi di lavoro, banca, ospedale, il giornale, il garage, la televisione, il supermercato e tutto ciò che il bambino incontra nella sua giornata. Tutto funzionante, dove il piccolo visitatore può muoversi liberamente, dando sfogo alla sua curiosità, toccando e sperimentando. Particolare attenzione è stata posta all'illuminazione che è artificiale nei luoghi chiusi ma naturale negli spazi aperti. Sarà Patrizia Tomasich, presidente del museo, ad inaugurarlo con le autorità e tutti coloro che lavorano con passione al progetto sin dal 1998. La data scelta è significativa, il 21 aprile, giorno del Natale di Roma.


ARTS: ANIMALI NELL'ARTE

E' a Roma la Prima rassegna internazionale d'arte animalista: al Museo Civico di Zoologia, 150 le opere esposte, tra sculture, dipinti e grafiche, provenienti da numerosi Paesi del mondo. Per la prima volta a Roma e in Italia, proprio fra il verde di Villa Borghese, negli interni del Museo Civico di Zoologia, la mostra che racchiude in sé importanti opere artistiche con un importante tema in comune: gli animali. Animali che sono centro o contorno, ma sempre protagonisti, di opere di tempi diversi. E dalla classificazione temporale si strutturano le tre sezioni espositive: i Maestri del passato (dal XV al XX secolo), i Maestri contemporanei e gli Artisti esordienti. Cinque secoli di espressioni artistiche dunque; tra gli autori presenti: Wolgemut e Dürer ('500); Hollar e Della Bella ('600); Scacciati e Londonio ('700); Delacroix, Doré, Manet e Giovanni Fattori, il più rappresentativo tra gli italiani ('800); Marc Chagall, Pablo Picasso, Antonio Ligabue e il suo discepolo Nerone ('900). Per i contemporanei, personalità nazionali ed internazionali: Robert Bateman, Lars Jonsson, Ken Watherfield, Guillaume Corneille e Graham Sutherland; e tra gli italiani Fabrizio Clerici e Laura Fiume. E' inoltre prevista l'assegnazione del premio "Blackbuck" ai migliori lavori degli Artisti Esordienti; le valutazioni verranno espresse da una giuria presieduta dal Presidente del WFF Italia, Fulco Pratesi e dalle preferenze degli stessi visitatori della mostra. In tale occasione, sarà anche presentato il "Manifesto degli artisti animalisti"; atto che, insieme alla realizzazione stessa della rassegna, ufficializza la corrente Animalista quale espressione artistica configurata nel panorama culturale italiano.

Museo Civico di Zoologia: Via Ulisse Aldrovandi, 18 (Villa Borghese) Roma. Dal 5 al 29 Aprile 2001. Orario: da martedì a domenica  dalle 9.00 alle 17.00; lunedì chiuso. Ingresso: Lit. 5.000; gratuito fino ai 18 e oltre i 60 anni. Organizzazione: Accademia Nazionale d'Arte Antica e Moderna ed Unione Europea Periti d'Arte; in collaborazione con il Comune di Roma, Dipartimento Cultura e Museo Civico di Zoologia; con il patrocinio dal Ministero dell'Ambiente e del WWF. Per informazioni: Museo Civico di Zoologia, Tel. 06 3216586, 06 3221031. Segreteria Organizzativa: Tel. 06 44233576, 06 61905433. Responsabile Ufficio Stampa: Nicoletta Di Benedetto. Conferenza Stampa e Inaugurazione: mercoledì 4 aprile 2001, ore 11.30.


FUN: CIOCCOLATA

Celebrata con amore da numerosi appassionati e finalmente rivalutata per le sue importanti proprietà nutritive anche in Italia, dove si producono circa 550 tonnellate di prodotti a base di cacao per complessive 210 tonnellate annue. Per anni la cioccolata ha conservato la triste immagine di peccato di gola, considerata causa di acne e fonte calorie ingrassanti; nemica di tutte le diete, veniva consumata dai più golosi con riservata letizia. Per fortuna le qualità di questo prezioso alimento sono state rivalutate ed oggi viene gustata con fiera passione da chi ne sa apprezzare i riconosciuti poteri antidepressivi e cardiotonici. Già i primi coltivatori, i Maya, attribuivano a questo alimento proprietà energetiche ed afrodisiache e utilizzavano i preziosi semi anche come moneta. In seguito gli Aztechi, in una loro leggenda, raccontarono invece che dio Quetzalcoatl, possedeva un immenso tesoro, tra cui vi erano numerosi alberi di cacao di diversi colori. Dal suo nome deriva la parola cacahualt, poi chocolatl da cui deriva il celebre nome comune in tutte le lingue. Egli impazzì e fuggì per mare. Secoli più tardi, quando arrivò la prima nave di conquistatori, Montezuma credette che fosse tornato il dio Quetzalcoalt. Cosi al conquistatore spagnolo Hernan Cortes vennero offerti preziosi doni, tra cui cesti pieni di semi di cacao. Qualche anno prima, nel 1502 Cristoforo Colombo non aveva apprezzato molto la bevanda amara e piccante preparata con i semi di cacao e peperoncino, ma grazie all'esportazione effettuata da Cortéz, i frati spagnoli miscelarono cacao, zucchero e vaniglia, creando una bevanda dolce e gustosa adatta ai palati europei. E fu subito successo. In Italia arrivò nel 1606 e dal settecento in poi fu prodotta in forma solida: tavolette, praline, cioccolatini, scatenando la fantasia dei pasticceri e poi degli industriali. Purtroppo nel corso della storia lo smisurato piacere prodotto da questo prelibato alimento ne ha causato la condanna come cibo diabolico e le infamanti accuse di provocare acne, herpes, alzare il livello del colesterolo, disturbare la funzionalità del fegato e altro ancora. Ma tutto ciò non è assolutalente vero: è si altamente calorico (500 kcal ogni 100 gr) ma ha un bassissimo livello di colesterolo, e i lipidi sono di origine vegetale. Negli ultimi anni medici e studiosi hanno confermato le qualità nutritive ed energetiche ipotizzate fin dall'antichità. Composto da circa 300 sostanze, le più rilevanti sono la teobromina e la feniletilamina. Quest'ultima aiuta a diminuire la depressione, favorendo la produzione di serotonina, l'ormone del buon umore. I polifenoli del cacao agiscono come antiossidanti, mentre l'anandamide favorisce una sensazione di benessere e serenità. L'unico effetto indesiderato provocato dalla feniletilamina è la vasodilatazione che può causare forti mal di testa a chi ne soffre abitualmente. E la cioccolata è sconsigliata a chi soffre di calcoli renali od obesità. Ovviamente la qualità della cioccolata influisce molto sulle caratteristiche nutritive: essa deve assolutamente contenere il naturale burro di cacao e non altri grassi vegetali, che ne alterano inesorabilmente il gusto e le proprietà.

Classificazione: Cioccolato bianco: 30% di burro di cacao, un profumo intenso di latte, vaniglia, burro e biscotto, è croccante e si scioglie rapidamente. Cioccolato al latte: 30% di cacao, è lucido, marrone chiaro, leggermente pastoso ha un profumo intenso e persistente con note aromatiche di cacao, caramello e miele. Cioccolato mi-doux: 38% di cacao, è una miscela dosata di cioccolato al latte e fondente, lucido e marrone, si percepisce un aroma di cacao, caffè tostato e liquirizia. Cioccolato surfin: 50% cacao, lucido, marrone, con profumo intenso con aromi di cacao tostato, tabacco e liquirizia, é croccante, dolce con una nota amara. Extra bitter: 60% cacao, marrone scuro, molto lucido, profumo di cacao, orzo tostato e caffè; croccante, si scioglie molto lentamente in bocca ed ha un gusto pieno, intenso e poco dolce. Amarissimo: 70% di cacao, è scuro tendente al nero, brillante, dal profumo forte in cui spiccano cacao, viola, tabacco e liquirizia; molto croccante, fonde lentamente in bocca ed ha una forte nota amara.

Consumo: La crescente popolarità della cioccolata è dimostrato dall'aumento dei consumi: dai 2 kg l'anno pro capite nell'Italia degli anni '80 si è passati ai 3,2 kg; mentre nel Nord Europa le cifre sono molto più alte: 10 kg in Germania e circa 9 kg in Austria, Belgio e Danimarca.


FUN: FREDDO, CALDO... ARRIVA LA PRIMAVERA!

Lunga e stretta, l'Italia presenta una notevole discontinuità climatica. A marzo, in Sicilia, si esce già in maglietta con le maniche corte, mentre l'intero arco alpino è assai frequentato dagli sciatori, grazie ad una disponibilità di neve, anche artificiale, costante. Dal punto di vista climatico la capitale assomiglia di più alle regioni meridionali del nostro Paese e non affronta quasi mai il lungo inverno del Nord. A Roma, infatti, le estati sono solitamente torride e si accompagnano ad inverni relativamente freddi. La temperatura media annua si aggira attorno ai 5,3°, i giorni di pioggia sono circa 63 e 629 sono, in media, i mm. di pioggia. Il gennaio capitolino è un mese freddo, ma il primato spetta solitamente a febbraio. Le precipitazioni nevose sono rare e prevedibili solo entro i primi dieci giorni dell'anno. A febbraio sono frequenti le giornate assolate o con il cielo spruzzato di bianche nuvole che corrono veloci, trascinate da un vento freddo, che lasciano al sole la possibilità di fare capolino di frequente. All'orizzonte, però, c'è già marzo e la primavera. Il terzo mese dell'anno fa registrare di solito una temperatura media oscillante tra gli 11 ed i 18 gradi, l'umidità è quasi sempre superiore al 60%. In marzo, acquazzoni violenti si alternano con frequenza a schiarite, le giornate di sole sono spesso calde ed alcuni patiti della tintarella riescono anche ad abbronzarsi. Ma, se si prende in considerazione l'intensità delle precipitazioni, e non il valore medio delle stesse, si ottengono risultati sorprendenti: a Roma e provincia piove più che a Londra. La pioggia, infatti, a Londra è continua e presente durante tutto il mese, ma è lieve, ben diversa dai temporali romani che possono anche raggiungere un'intensità devastante.


MUSIC: PAOLA TURCI

Un'insolita ebbrezza tra le nuvole... Nata a Roma il 12 settembre del 1964, è reduce da un Festival da Sanremo dove è emersa più per l'intrinseco valore che per il piazzamento; è la norma. Ma Paola Turci, per propria naturale grazia aggressiva e costante livello di costruzione testuale e sonora, non è di tutti. Con una progressiva consapevolezza sensibile che mostra di sé la bellezza che più desidera. Proprio a Sanremo debutta nel 1986. In 15 anni, musica di qualità e sinergie video musicali con Toquino (il maggiore discepolo del creatore del genere bossa nova, Vinicius de Moraes), Simona Cavallari (un clip intrecciato fra estetica ed emozione) fino all'ultima con Carmen Consoli. Il dono congenito, la ricerca di progressioni armoniche non banali e di significati orali intelligenti le accomuna. E si estrinseca in notti creative. 

Discografia (Album 1988-2001): Ragazza sola ragazza blu. Paola Turci. Ritorno al presente. Candido. Ragazze. Una sgommata e via. Volo così. Oltre le nuvole. Mi basta il paradiso.


VISION: PIAZZA CAVOUR

IL PALAZZO DI GIUSTIZIA, IL MONUMENTO, IL TEATRO E LA CHIESA : La costruzione della piazza è iniziò nel 1876, data di ideazione del progetto volto a costruire in Roma un altro grande esempio di architettura sulla scia di San Pietro e Castel Sant'Angelo. La zona prescelta fu quella dei Prati di Castello, occupata sin dal Rinascimento da vigne e sporadici edifici prospicienti il Tevere e rimasta pressoché inalterata sino agli ultimi anni del XIX secolo. In seguito della demolizione delle fortificazioni medioevali e della conseguente sistemazione degli argini del Tevere, nel 1889 iniziarono i lavori per la costruzione del ponte Umberto I e del Palazzo di Giustizia. Il Comune acquisì un'area militare al di fuori degli spalti di Castel Sant'Angelo ed espropriato e demolito alcuni edifici di proprietà privata. In seguito fu indetto pubblico concorso per la progettazione del nuovo complesso giudiziario nel 1880 che vide come vincitore l'ingegnere Guglielmo Calderini, già ideatore del quadriportico della Basilica di San Paolo fuori le mura.  I lavori, iniziati 8 anni dopo, comportarono difficoltà di notevole entità per la messa in opera delle fondamenta a causa del terreno particolarmente argilloso. Durante i lavori furono rinvenute strutture murarie antiche, e due sarcofagi appartenenti, come risulta dalle iscrizioni, a Creperia Tryphaena e Crepereio Euhodo.

Protagonista nella Piazza, il Palazzo di Giustizia, conosciuto meglio come Palazzaccio; un edificio, imponente e monumentale; un punto di arrivo dell'eclettismo romano dell'epoca, che mirava a creare uno stile rappresentativo dell'intera cultura espressiva nazionale. La planimetria è di forma rettangolare e tutta la struttura fondamentale è in travertino,  sintomo di un'architettura decisamente massiccia. L'impiego incondizionato del travertino, non supportato da adeguati calcoli statistici, già all'epoca pose seri problemi per la stabilità del fabbricato. Le sculture decorative collocate sulla facciata dalla parte del Tevere, che simboleggiano la continuità storica tra diritto romano e legislazione contemporanea, sono del 1898. La facciata fu coronata all'estremità da una quadriga bronzea opera di Ettore Ximenes e da statue colossali di giureconsulti di E. Maccagnani, E. Quattrini, M. Benini, M. Tripisciano, A. Dazzi, Ernesto Bianchi, che ornano le rampe di accesso. Sulla facciata posteriore di Piazza Cavour spicca il gruppo bronzeo sul fastigio di P. Bartolini. Alla pesante monumentalità esterna dell'edificio corrisponde un'altrettanta grandiosità rappresentativa all'interno, caratterizzato da ampi cortili, porticati e da un alto numero di scaloni di rappresentanza. All'interno, nell'Aula Magna, si trovano i bellissimi affreschi di Cesare Maccari e scolari. Nel senso longitudinale il palazzo è diviso in tre sezioni: la corte d'Appello che si affaccia sul corso di porta Vittoria, il Tribunale. Esse sono perfettamente autonome una dall'altra, con propri ingressi dall'esterno, ma, contemporaneamente, sono strettamente collegate tra loro all'interno, attraverso due grandi gallerie parallele, che attraversano longitudinalmente l'intero edificio. Al centro di Piazza Cavour venne eretta, nel 1895, in occasione del venticinquesimo anniversario di Roma Capitale d'Italia, una statua in bronzo e marmo, opera dello scultore Stefano Galletti,. Iniziata dieci anni prima, essa raffigura una delle personalità più significative della storia del Risorgimento Italiano, Camillo Benso conte di Cavour. Dal lato opposto del Palazzaccio si collocano altre due importanti costruzioni; il Teatro Adriano, inaugurato nel 1898 e la Chiesa Valdese, costruita nel 1914 da Bonci e Budelli, di curiosa struttura architettonica per il suo incrociarsi di stili: il Romano-Germanico e il Bizantino-nouveau.