ROMA IN TAXI: GIUGNO 2001



IN COPERTINA: MICHELLE HUNZIKER & CARMEN DE VENERE


ZOOM: MICHELLE HUNZIKER

Modella, attrice e conduttrice, Michelle Hunziker, nata a Sorengo (Svizzera) il 24 gennaio del 1977, emerge nel mondo dello show business in modo camaleontico, avvalendosi delle sue molteplici qualità.

Già a 18 anni lavora a Milano, dove sfila per le grandi marche dell'alta moda e diventa la testimonial per la campagna pubblicitaria dell'intimo "Roberta" (era lei, di spalle, al centro dei cartelloni pubblicitari che imperversavano nelle strade italiane). Poi, la casa cinematografica Cecchi Gori Group la vuole attrice per il film "Fammi stare sotto al letto" di Bruno Colella con Rocco Papaleo e Giorgio Casotti; cui segue l'improbabile "Alex l'ariete", di Damiano Damiani, con Alberto Tomba. Michelle gira anche all'estero: un film-documentario, "The protagonist", del promettente regista italiano Luca Guadagnino. Al piccolo schermo Michelle si avvicina nel 1996, con la trasmissione Rai "I Cervelloni", con Paolo Bonolis; per poi condurre la versione estiva di "Paperissima Sprint" su Canale 5. Le ulteriori trasmissioni affidatele sono: il giovailista "Colpo di fulmine", del dopo pranzo di Italia 1, il dinamico "Nonsolomoda" (rotocalco ideato da Fabrizio Pasquero che si è sempre contraddistinto per il «taglio cinematografico» dei servizi, l'eleganza del montaggio, l'originalità delle scelte musicali), nelle domenicali notti di Canale 5 e il divertente Zelig, sempre su Italia 1. Ed anche tv fiction, con "La forza dell'amore" di Vincenzo Verdecchi con Gianni Morandi. Nella sua terra natale conduce un programma di Lifestyle: "Cinderella" ed in Germania in prima serata "Erstes Gluck"... Poi ancora Tv Italia...


ZOOM: CARMEN DE VENERE

Una Bilancia nata a Desio (Milano); ed una Venere che allieta gli ascoltatori radiofonici con il goliardico salotto di "Quelli che la radio". Alle spalle, una preparazione acquisita presso la scuola di teatro Fersen di Roma e una gavetta tv-sportiva negli studi di Telelombardia 7. 

Anche il cinema, con "L'arcano incantatore" di Pupi Avati, "Ivo il tardivo" e "Belle al bar"di Alessandro Benvenuti "Sassofono" di Andrea Barzini e "Faccia d'Angelo" di Damiano Damiani...


SHOPPING: COSTUMI DA BAGNO

SCOPRI... UN'ESTATE SPORTIVA O SEDUCENTE? Modelli bellissimi, per uno stile inconfondibile e tessuti di alta qualità. Questi sono gli ingredienti principali della moda italiana per i costumi da bagno;  e l'Italia ha sempre una marcia in più. Non c'è nessun problema, se non l'imbarazzo della scelta. Tagli sono sempre più ricercati, caratterizzati da intrecci e linee moderne e geometriche; molti i colori e le stampe, meno presente il nero.

Moda mare uomo quest'anno propone costumi corti ed aderenti al corpo, stile James Bond versione Sean Connery e come la sua Ursula Andress il bikini è il protagonista dell'estate con innovazioni tecnologiche, in risposta ad un mercato in continua evoluzione e fedele ai temi dettati dalle tendenze. Dunque bikini da togliere il respiro a chiunque, uomini e donne. Top ultra-sexy che lasciano semiscoperti i seni, sostenuti con ferretti a forma di cuore. Oppure il classico triangolo, sempre di moda, adornato di paillettes, perline e fili d'oro. Lusso in spiaggia. Ormai tutti i grandi nomi dell'alta moda si cimentano nella creazione di preziosi e ricercati capi d'acqua. I prezzi esorbitanti distingueranno, come il lungo nelle sere d'estate, le forme delle donne che non amano passare inosservate. Ma anche linee sportive per donne ed uomini che in spiaggia vogliono dar sfogo alla loro esuberanza mantenendo quella age-comodità ormai cult degli anni 2000. Con tessuti sempre più elasticizzati, valorizzati da stampe transfer, semplici o complesse, metallizzate e non. Comunque sarà, sia sportivi che seducenti, di bancarella o di alta boutique, anche quest'anno i costumi da bagno saranno protagonisti di lunghe passerelle di sabbia, dove la donna e l'uomo giocheranno ancora l'antico rito di una scottante seduzione.


ARTS: IL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO

Roma, 2 giugno 2001: dopo oltre venti anni di chiusura, riapre al pubblico il Museo Centrale del Risorgimento Italiano, non a caso nella giornata in cui il Vittoriano è  protagonista della solenne festa della Repubblica.

Dopo lunghi anni di lavoro di recupero di svariati materiali, il museo oggi accoglie rare testimonianze delle Guerre d'indipendenza, dei Moti del '48, della Repubblica Romana, della spedizione dei Mille, della prima guerra mondiale e di tutti quei piccoli e grandi eroi che con il loro sacrificio hanno cambiato il volto del nostro paese. Lungo le pareti del museo sono incisi brani di testi di celebri personaggi della storia d'Italia, mentre Garibaldi, Mazzini, Cavour, accanto ad anonimi eroi, sono i protagonisti di ritratti, immagini, scritti e dipinti. E tanti preziosi oggetti scorrono sotto gli occhi dei visitatori: la penna di Mazzini, il volantino tricolore lanciato da D'Annunzio nel 1918 mentre volava su Vienna, e numerosi cimeli di Garibaldi: la spada, il bastone, i pantaloni che indossava nello sbarco a Marsala, lo stivale forato da una pallottola che lo colpì in Aspromonte.  Gli eventi storici si susseguono con le immagini della ricca collezione di circa 120 opere d'arte, costituita da sculture e disegni e dipinti, tra cui olii su tela di Girolamo Induno e Tranquillo Cremona. Seguendo la cronologia, l'ultimo salone accoglie foto e documenti d'epoca della "Grande Guerra", mentre una sezione è dedicata alle opere realizzate in occasione del concorso del 1935 per le "Medaglie D'Oro" della I guerra Mondiale e donate dalla Regina Elena al Museo del Risorgimento. Sulla "Grande Guerra" ci sono inoltre i filmati eccezionali dell'istituto Luce, girati sul fronte di guerra dagli operatori dell'esercito, che costituiscono il film "Gloria". La combinazione delle tecniche Dvd con cd rom permette una visione interattiva dei filmati con dipinti, disegni e documenti. E, all'interno del monumento, l'Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, uno dei cinque Istituti storici nazionali. Una nuova ed ulteriore opportunità per sottolineare l'incidenza del Risorgimento sullo sviluppo dello spirito patriottico, i cui rivolgimenti storici portarono all'unità d'Italia e alla nascita della nazione.

Roma, Complesso del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali). Aperto dalle 10 alle 18; lunedì chiuso. Ingresso gratuito.


FUN: IL MIELE. SINTESI ALCHEMICA E DOLCE MITO

Cosa, come, dove e perché: le api operaie, all'interno di una apposita sacca, parte anatomica del proprio apparato digerente, trasformano le sostanze prelevate dal nettare dei fiori. Il risultato è il miele, che viene quindi stipato nei favi all'interno dell'alveare; per nutrire le larve, farne riserva di cibo e sopravvivere nelle stagioni più fredde. Semplicemente una soluzione zuccherina? Denso e dolcissimo, il miele d'api è composto da fruttosio, glucosio, acqua, enzimi ed oli essenziali. Il colore e il gusto sono legati alle caratteristiche originarie (la fonte vegetale dalla quale è estratto il nettare) ed al suo tempo di produzione. Le tipologie di miele più diffuse in Italia sono: il miele d'acacia o di robinia, poco denso, di color giallo paglierino con sfumature verdi, proveniente tipicamente dalle Prealpi e dagli Appennini liguro-piemontesi; il miele d'agrumi, più denso, caratteristico delle Sicilia, Calabria e Sardegna; il miele d'eucalipto, prodotto nel centro-sud e in Sardegna, liquido, di tonalità ambra chiaro; il miele di castagno, diffuso in tutta Italia, dal colore ocra chiaro con sfumature rossastre e dal sapore molto intenso, con un retrogusto amarognolo. Il prodotto miele può essere distribuito direttamente nel favo originale od essere estratto da questo tramite centrifugazione; in questo caso il risultante viene denominato "miele centrifugato". Se conservato a temperatura ambiente, il glucosio contenuto tende a cristallizzare, separandosi da uno strato non cristallizzato di fruttosio sciolto. Prima di essere messo in commercio il miele viene quindi riscaldato a 66 ºC, per sciogliere i cristalli eventualmente presenti, per essere poi versato in contenitori sigillati che tendono a prevenire il fenomeno della cristallizzazione. Il valore calorico è pari a 3307 cal/kg.

Miti e storia: legato per tradizione alla bellezza di Cleopatra, al mito di Pindaro, alle leggende di Sparta, alle parole del Profeta Isaia nel Vecchio Testamento, alle abitudini nutrizionali del filosofo e matematico Pitagora, all'alimentazione di San Giovanni Battista nel Vangelo di Matteo ed ai versi del latino Virgilio, molteplici furono le tipologie di uso del miele nell'antichità. Frequente ed importante ingrediente nelle bevande tradizionali di luoghi differenti, fu cosmetico dermatologico ed elisir leggendario. Se nell'Antico Egitto era offerto in sacrificio agli Dei, utilizzato nei riti funebri, nelle imbalsamazioni e nelle procedure di sepoltura dei Faraoni, nella Grecia Classica e a Roma era rimedio terapeutico, prodotto di bellezza, fonte propiziatoria ed elemento alimentare. In Oriente emerge come coadiuvante sessuale nei dettami del Kamasutra; mentre i miti nordici si impregnano di idromele, un miscuglio di sangue e di miele, esotericamente ed impulsivamente vitale.

Il miele oggi: l'apicoltura è quell'insieme di tecniche che razionalizzano ed ordinano quantitativamente, logisticamente e temporalmente, tutto quelle procedure che spontaneamente nei secoli hanno portato alla produzione naturale del miele da parte delle api. L'approccio scientifico alla produzione del miele ha portato, quali risultati, un aumento della produzione ed un accrescimento e diversificazione delle tipologie di prodotto usufruibile. Una produzione mondiale pari a circa un milione di tonnellate ogni anno; con gusti, aromi e composizioni particolari che, seppur soggetti ad una diminuzione di spontaneità, crescono in sfumature e dettagli. Come nel passato, nella cucine contemporanee il miele è abbinato sia ai piatti dolci che a quelli salati: carni e pollame, dessert e bevande; ma basilarmente si conferma un dolcificante naturale: il meno lavorato ed il meno calorico esistente. E, sempre con radici antiche, il suo uso terapeutico e farmacologico oggi si identifica in particolar modo quale coadiuvante domestico nella cura delle patologie della apparato respiratorio.


FUN: LOTTO! IL GIOCO PIU' AMATO DAGLI ITALIANI

Un numero medio di scontrini giocati a settimana pari a 59 milioni. Uno quindi per ogni italiano. E la percentuale del denaro giocato che ritorna agli scommettitori sotto forma di vincite è superiore al 50%. Mentre i giochi ad esso collegati, nascono e crescono…

Il lotto è un gioco d'azzardo di antica tradizione. L'origine della parola risale forse alla voce franca "lot" dal significato inequivocabile, "sorte". Ben presto la parola lotto si abbinò al gioco, proprio perché con tale nome si indicava il premio; un lotto di terreni o un lotto di immobili, che inizialmente costituivano l'oggetto della vincita. Per trasposizione il nome "lotto", che indicava il montepremi, passò ad identificare il gioco. Del resto la diffusione della parola è simile in tutti i Paesi europei ed ha più o meno lo stesso significato. In tedesco ad esempio "los" indica non solo "sorte, destino" ma, come in italiano, anche la divisione in lotti di terreni e beni; con la parola "los" si indica anche il "biglietto della lotteria". In inglese "lot" sta per "destino o sorte", mentre il verbo "to lot" significa "assegnare in base a sorteggio". Non a caso in francese "bien loti" significa favorito dalla sorte. L'abbinamento delle scommesse con premi costituiti da lotti potrebbe avere origine olandese. Ad Amersfort, non lontano da Amsterdam, sembra che nel 1500 alcuni cittadini pensarono di sfruttare la passione del gioco dei loro conterranei per alienare alcune proprietà non facilmente divisibili. Misero allora in palio il lotto completo delle loro proprietà. Successivamente la cosa si ripeté più volte, tanto che in seguito venne regolamentato il "Lotto di Olanda". A Venezia venne organizzata dal Consiglio dei Pregadi (l'antico Senato veneziano) una lotteria il cui montepremi era appunto "un lotto" di immobili costituito da "botteghe a pie' del ponte di Rialto". La lotteria venne chiamata appunto "lotto del ponte di Rialto" ed aveva un montepremi complessivo di centomila ducati. Si poteva partecipare all'estrazione acquistando un bollettino al prezzo di due scudi. Per quanto riguarda l'invenzione del gioco non è possibile attribuirne l'ideazione ad una determinata persona. Possiamo solo dire che questo gioco è il risultato di regolamentazioni e perfezionamenti di diverse forme di scommesse che da sempre l'uomo ha avuto il gusto di effettuare sui più disparati avvenimenti. E' proprio per frenare questa umana tendenza, ritenuta immorale e deleteria, che le autorità in ogni epoca cercarono, dapprima di vietare i giochi d'alea e poi, non avendo ottenuto alcun risultato, di regolamentarli nel tentativo di renderli il più possibile corretti evitando le facili speculazioni soprattutto a danno degli individui più sprovveduti. Così nel 1339 troviamo a Vicenza uno Statuto che tenta di dare un ordinamento ai diversi giochi, stabilendo e limitando i luoghi e giorni in cui essi si potevano svolgere, fissando una tassa per chi teneva il gioco ed elencando i comportamenti proibiti, l'ammontare delle eventuali multe nonché i limiti sulle diverse puntate. Molti Stati giunsero presto alla monopolizzazione, curando in proprio lotterie nazionali. Almeno in linea teorica, comunque, è sempre stato l'intento umanitario ad indurre i governi alla legalizzazione del lotto. Ogni statuto, bando o decreto che regolava il lotto, stabiliva che il ricavato dalla gestione del gioco fosse destinato a fini di pubblica utilità, scopi umanitari, opere pie che di volta in volta venivano specificate. In Italia il lotto è gestito direttamente dallo Stato sin dal 1863. Dal punto di vista giuridico giocare al lotto significa effettuare una scommessa (giocata)  presso i banchi del lotto (ricevitorie) puntando una certa somma (posta) su una o più combinazioni di numeri per una o più ruote. Tali combinazioni sono: estratto semplice, estratto determinato (si deve cioè indicare l'ordine di estrazione di un numero), ambo, terno, quaterna o cinquina. Il premio per l'uscita delle combinazioni indicate è dato in ragione della posta divisa per il numero delle combinazioni giocate e moltiplicata per quelle uscite. Così, giocando su una determinata ruota, se si indovina uno dei 5 numeri (estratto semplice) si vince 10,5 volte la posta giocata; l'estratto determinato vale 52,5 volte la posta; per l'ambo il premio è 250 volte la posta, per il terno 4250 volte, per la quaterna 80000 volte, per la cinquina un milione di volte. Ogni occasione è buona dunque per trovare delle combinazioni da giocare, ma c'è anche chi non ha bisogno di cercare i numeri "fortunati". Basta sognarli!


VISION: VILLA PAMPHILJ

NATURA, SPORT, ARTE E SVAGO NEL CUORE DELLA CITTA'. Il più grande parco comunale di Roma vanta una storia antica, le cui memorie si snodano tra il verde, le antiche fontane e i resti delle lussuose residenze che si incontrano lungo i percorsi di tranquille passeggiate. In questo piccolo paradiso nel cuore di Roma si dimentica il ritmo frenetico della città e quasi si ritrovano le leggere atmosfere dei giorni gloriosi della nobile famiglia Pamphili. Infatti all'origine di questo immenso parco c'era una vigna di quaranta "pezze", acquistata il 23 ottobre del 1630 da Principe Pamphilio Pamphilj per una somma di circa 4000 scudi. All'interno del terreno si ergeva la Villa Vecchia o Vigna. Nel 1644 il papa Innocenzo X, ovvero Giovanni Battista Pamphilj, sostenne l'edificazione di opere monumentali per aumentare il prestigio della sua famiglia ed affidò la costruzione di una Casina e l'abbellimento del parco all'architetto Alessandro Algardi, affiancato da Camillo Pamphilj, nipote del Papa e figlio della famosa Donna Olimpia Pamphilj Maidalchini. La vicinanza del Gianicolo, il verde, l'aria salubre ispirarono il nome dell'edificio: "Casina Bel Respiro". La villa era riccamente affrescata e vi si poteva ammirare una prestigiosa collezione di statue, oggi conservate ai Musei Capitolini. Oggi è sede del museo comunale della Villa Doria Pamphili, dove si possono ammirare tesori accumulati in quattro secoli di storia. Nei secoli successivi il parco circostante venne notevolmente ampliato fino al 1857 da quarantasei proprietà limitrofe: esso comprendeva un orto botanico, un orto agronomico e delle serre. I giardini, abbellito dai giochi d'acqua delle fontane, tra cui la Fontana della Regina che sovrasta la prospettiva dei laghetto artificiale,  incantavano i fortunati visitatori, tra cui famosi scrittori come Goethe e D'Annunzio. Tra i pioppi e i pini, boschetti e radure vivevano in libertà daini, cervi, fagiani, che oggi susciterebbero la gioia dei romani, ma che allora costituivano il diletto per la nobiltà appassionata di caccia. Modifiche e ingrandimenti della villa e nuove costruzioni si susseguirono fino al XIX secolo. Dopo gli eventi bellici della Repubblica Romana del 1849, la villa fu unita a villa Corsini e l'ingresso di via di Porta San Pancrazio divenne quello principale. Dal 1971 la Villa con i suoi duecento ettari di terreno è il più grande parco pubblico della città.

 

Se un tempo Donna Olimpia usufruiva dei suoi possedimenti per l'allevamento di bachi da seta, oggi il parco costituisce la gioia di grandi e bambini, una vitale area di sfogo dallo stress quotidiano. Scomparsi gli animali selvatici, oggi il laghetto artificiale è abitato da nutrie, papere, anatre, mentre nei vasti prati scorazzano liberi i cani. Luogo di ritrovo per gli amanti dello jogging, il parco presenta strutture per esercizi ginnici, una pista di pattinaggio e un centro ricreativo per gli anziani, che trascorrono i pomeriggi primaverili ed estivi a ballare o giocare a carte all'aperto. Da pochi mesi è stato terminato un ponte che collega le due parti della villa divise dall'Olimpica. E se D'Annunzio nel "Piacere" scriveva: "essa si rimira nelle sue fonti e nel suo lago tutta graziata e molle, ove ogni boschetto par chiuda un nobile idillio", con il trascorrere dei secoli la Villa non ha smesso di essere teatro di giochi e passatempi romani.