ROMA IN TAXI: LUGLIO 2001



IN COPERTINA: MICKEY ROURKE & MARZIA DI MAIO


ZOOM: MICKEY ROURKE

Nome: Philip Andre Rourke, Jr. Data di nascita: 16 settembre 1956. Luogo di nascita: Schenectady, NY, USA. Segno zodiacale: vergine. E poi l'Actors Studio a New York City.

Personalità complessa, carisma, aggressività. Pregi e difetti costanti che tempestano una vita ed una carriera. Hollywood per Rourke comincia nel 1979; con la partecipazione al film "1941- Allarme a Hollywood", di Steven Spielberg. Una costante? Grandi registi. Il 1980 è l'anno de  "I cancelli del Cielo", di Michael Cimino; e nel 1981 "Brivido caldo" di Lawrence Kasdan. Poi "Rusty il selvaggio", diretto da Francis Ford Coppola (1983) e la consacrazione nel 1985, con "L'anno del dragone", ed ancora con Michael Cimino. Il successo continua: "9 settimane e 1/2, (1986), di Adrian Lyne, con Kim Basinger; "Angel Heart - Ascensore per l'Inferno", di Alan Parker (1987) e il "Francesco" di Liliana Cavani, Da "Orchidea Selvaggia", accanto a Carrè Otis (1990), i consensi si alternano a scelte imperfette; e fra le interpretazioni di questa seconda fase artistica (fra un ring e l'altro), spicca il ruolo di Bruiser Stone, in "The Rainmaker", lungometraggio tratto dal bestseller di John Grisham. Tutto questo, prima di oggi; nel momento del suo ritorno nelle più importanti sale cinematografiche con "La vendetta di Carter" ed "Uscita di sicurezza".

Filmografia (con anno e ruolo interpretato): Once Upon a Time in Mexico (2002). Spun (2002): Il cuoco. Claire's Hat (2001). The Hire (2001). The Follow (2001): Il marito. The Pledge (2001): Jim Olstad. Get Carter (2000): Cyrus Paice. Animal Factory (2000): Jan. Out in Fifty (1999): Jack Bracken. Shergar (1999): Gavin O'Rourke. Shades (1999): Paul Sullivan. The Thin Red Line (1998): Il soldato. Thursday (1998): Kasarov. Thicker Than Blood (1998) (TV): Padre Frank Larkin. Buffalo '66 (1998): Il libraio. Point Blank (1997): Rudy Ray. The Rainmaker (1997): Bruiser Stone. Double Team (1997): Stavros. Bullet (1996): Butch "Bullet" Stein. Mickey Rourke, Actor or Boxer? (1996) (TV): Il protagonista. The Theory of Obstacles (1996) (TV). Exit in Red (1996): Ed Altman. Fall Time (1995): Florence. F.T.W. (1994): Frank T. Wells. The Last Outlaw (1994) (TV): Graff. White Sands (1992): Gorman Lennox. Harley Davidson and the Marlboro Man (1991): Harley Davidson. Wild Orchid (1990): Wheeler. Desperate Hours (1990): Michael Bosworth. Johnny Handsome (1989): John Sedley. Francesco (1989): Francesco. Homeboy (1988): Johnny Walker. Angel Heart (1987): Harry Angel. Barfly (1987): Henry Chinaski. A Prayer for the Dying (1987): Martin Fallon. Nine 1/2 Weeks (1986): John. Year of the Dragon (1985): Stanley White. The Pope of Greenwich Village (1984): Charlie. Eureka (1983): Aurelio D'Amato. Rumble Fish (1983): Il motociclista. Diner (1982): Robert 'Boogie' Sheftell. Body Heat (1981): Teddy Lewis. Fade to Black (1980): Richie. Heaven's Gate (1980): Nick Ray. Rape and Marriage: The Rideout Case (1980) (TV): John Rideout. Act of Love (1980) (TV): Joseph Cybulkowski. City in Fear (1980) (TV): Tony Pate. 1941 (1979): Private Reese.


ZOOM: GAY PRIDE?

Sfilano colori, musica e slogan di sottofondo. Ad un anno dall'indimenticato evento polemico nel corso del passato Giubileo, ancora nelle strade di Roma, il Gay Pride.

Il tutto inizia sabato 7 luglio 2001, alle ore 17 a Piazza Esedra; e tutto finisce lì vicino, poco dopo. Tacchi a spillo, parrucche, associazioni varie, veli da sposa, gioiellini ancor più varii, gadget, sorrisi, qualche borchia, palloncini colorati e coriandoli.

Fra un traffico congestionato, le scorte di polizia, i turisti divertiti, qualche parlamentare e poi… shopping al centro. E la sera a ballare.


ZOOM: ABBRONZATISSIMI... CON CONSAPEVOLEZZA

La stagione giusta, i raggi solari, l'epidermide, la melanina, tanti liquidi, una protezione e un dermatologo esperto quali ingredienti base. I numeri: Il 60% degli italiani (28 milioni di soggetti) ama il sole e lo considera un piacere fisico (nel 58% dei casi) ma soprattutto psicologico (66%). Piace vedersi abbronzato al 61% degli italiani (28 milioni) e tendenzialmente il 50% preferisce un'abbronzatura non troppo accentuata ad un'abbronzatura molto scura (33%). L'estate è il periodo che emerge prioritario per l'esposizione al sole: in vacanza (61%), il fine settimana (15%) ed ultimi i giorni infrasettimanali (11%). Ogni anno, il 40% degli italiani non usa prodotti solari dermatologici; ed oltre il 10% degli italiani è soggetto al fenomeno delle "scottature". Le radiazioni solari: L'esposizione alle radiazioni solari, costituiti da raggi ultravioletti (UVA e UVB) e da raggi infrarossi (IR) ha, sull'essere umano, effetti positivi e negativi. I principali effetti positivi sono: antidepressivo, regolatore delle funzioni ormonali (l'insieme della luce visibile) sintesi della Vitamina D (UVB), senso di calore e benessere (IR). I principali effetti negativi sono invece: invecchiamento cutaneo (luce visibile ed UVA), rughe (UVA), tumori cutanei (UVA e UVB)), fotosensibilizzazioni (UVA), allergie solari (UVA), eritemi (UVB), arrossamenti (UVB), scottature (UVB), insorgenza di nei (UVB), tumori cutanei (UVB), disidratazione (IR), colpi di calore (IR), insolazioni (IR). E, per effetto dei raggi ultravioletti (UVA e UVB), aumenta la secrezione di melanina, il pigmento che in quantità superiori alla norma determina quel risultato denominato "abbronzatura". I primi responsabili di una pelle abbronzata sono dunque i raggi ultravioletti. Se nelle ore più calde cresce la percentuale di UVB, gli UVA irradiati dal sole delle prime ore del mattino e del tardo pomeriggio, consentono di abbronzarsi diminuendo la probabilità di eritemi, scottature ed insolazioni. Protezione: Una possibile classificazione dei prodotti solari relativamente al fattore di protezione è la seguente: schermo totale, alta protezione, media protezione, bassa protezione, senza protezione. Da non dimenticare i prodotti pre e soprattutto i post esposizione. Per un'integrazione alimentare solare: Gli elementi che più direttamente influenzano una positiva abbronzatura sono essenzialmente vitamine (il betacarotene, la vitamina PP, la vitamina A). Gli alimenti di conseguenza consigliati sono la frutta e gli ortaggi di colore arancione e giallo. Baby Sun: L'epidermide dei bambini subisce maggiormente gli effetti nocivi dei raggi del sole. La dermatologia consiglia quindi: niente esposizione diretta fino ai sei mesi di vita dunque e, successivamente, evitando sempre le ore centrali della giornata, utilizzare creme con un alto filtro di protezione nei confronti dei raggi UVB non inferiore a 15. E' inoltre indicato proteggere il capo del bambino con dei cappellini in cotone e... bere sempre molti liquidi.


ZOOM: MARZIA DI MAIO SHOCK

Marzia Di Maio è nata a Roma il 2 maggio del 1980. 21 anni; e nel suo curriculum ci sono già diverse trasmissioni importanti: "I cervelloni", "Fantastica Italiana" e "Faccia tosta". Qualche anno fa, doveva anche girare un film per Tinto Brass ma era ancora minorenne e non se ne fece nulla perché la pellicola prevedeva delle scene troppo spinte. Nel 1999, "Pazzo d'amore" di Mariano Laurenti, film musicale ambientato in un villaggio turistico del Sud, Il nuovo millennio si apre, con Francesca Gollini e Ilaria Galassi (adolescenti protagoniste di "Non è la Rai"), con un video shock ad alto contenuto erotico. E tante pagine patinate, i cui apici sono visibili nel sito www.mcphotoint.com.


SHOPPING: BANCARELLE ESTIVE

Protagoniste dell'estate capitolina, le bancarelle romane ci accompagnano fino a tarda notte durante afose veglie estive. Passeggiando per la città, tra un gelato e una grattachecca, si possono fare acquisti di ogni genere… e nelle ore più disparate.  Le proposte per l'estate 2001? Occhiali, cappellini, bigiotteria, oggetti di legno e, ultima novità nella Capitale, ci si può far dipingere il proprio nome in forma di simboli. Le zone della città in cui è più facile imbattersi tra venditori ambulati e bancarelle fisse sono sicuramente le aree centrali tra Campo de' Fiori, Piazza Navona, Piazza Cavour e Piazza di Spagna. Ma cos'è che spinge a fare acquisti con questo insolito sistema? Ognuno ha il suo buon motivo! Ci sono quelli che non sanno resistere ad una spesa d'impulso di solito inutile. Altri collezionano le griffe dell'alta moda riviste e corrette sia nel contenuto che nel prezzo (una borsa di Cartier, due Luis Vuitton e un paio di occhiali tipo Matrix che, se non valgono lo stesso sogno, sicuramente non uccidono il portafoglio). Non sono solo il regno dei vù cumprà, delle collanine, degli occhiali di plastica, dei gadget monumentali.. Soprattutto d'estate le vie del centro si popolano di banchi di parole che vengono vendute sia a prezzi stracciati sotto forma di libri da spiaggia, ma anche ci si può trovare qualche rarità nelle diverse rassegne dell'editoria. E poi qualche chicca...Vicino Fontanella Borghese c'è un gruppo di bancarelle che si occupa esclusivamente di stampe antiche e di vedute e particolari di Roma. E il premio della bancarella più kitch viene assegnato all'unanimità alla produzione cinese: luci laser, telefonini musicali, calcolatrici parlanti, pistole accendini e chi più ne ha più ne inventi. Tralasciando le possibili polemiche sui permessi, sui diritti e sui doveri degli ambulanti e dei negozianti tradizionali in una prospettiva di estiva tolleranza commerciale.


ARTS: IL FUTURISMO 1909-1944

ARTE, ARCHITETTURA, SPETTACOLO, GRAFICA, LETTERATURA… E CULTURA. Finalmente una grande mostra, completa, interessante ed illuminante sul movimento artistico- culturale italiano più innovativo ed importante del secolo, a livello europeo e mondiale. Se l'importanza e la vastità creativa del futurismo è stata celebrata soltanto in altre due mostre, a Torino nel 1980 (Ricostruzione futurista dell'universo) e a Venezia nel 1986 (Futurismo e Futurismi), soltanto in questa mostra romana, per la prima volta, vengono ampiamente presentate nel dettaglio la varietà creativa degli innovatori italiani.  Oltre quattrocento opere tra dipinti, sculture, disegni, oggetti, documenti storici, a dimostrare lo straordinario contributo che il futurismo italiano diede a tutte le avanguardie europee. Una mostra divisa in tre sezioni cronologiche, dalla fondazione nel 1909 ad opera di Martinetti fino alla sua morte nel 1944: le premesse in "Prima del futurismo", una breve introduzione sui temi del simbolismo e del divisionismo; e poi "Le affermazioni del futurismo in Italia e in Europa - gli anni dieci"; "Gli svolgimenti e le nuove avanguardie - gli anni venti-quaranta"; per chiudersi con "La ricostruzione futurista dell'universo", in cui architettura, design, moda oggetti, fotografie, si intrecciano in un carosello di colori, argomenti, temi che toccano ogni aspetto del vivere quotidiano. Un quadro totale ed un percorso difficile per il visitatore, tra manifesti, dipinti, le sculture, progetti architettonici, programmi politici, testi letterari, poesie, cinema, moda, cucina, teatro, musica… l'immagine di un universo appunto che appare così nitido, completo, la fotografia di tutta un'epoca complessa ricca di cambiamenti e capovolgimenti, tra guerre e rivoluzioni. Per un movimento totalizzante, nato grazie a Filippo Tommaso Martinetti, che nel 1909 su Le Figaro proclamò con il suo Manifesto i fondamenti di nuova arte relativa soltanto all'ambito letterario. Al primo manifesto, seguirono i successivi, tali da costruire presto, dal e sul futurismo, una nuova concezione di vita, in cui la modernità, il dinamismo e la sperimentazione, tra le invenzioni e le contraddizioni delle nascenti metropoli, entrano dirompenti in ogni ambito creativo della società moderna. Non più arte elitaria e circoscritta, ma proiettata nelle esigenze quotidiane, architettura funzionale, lingua e letteratura fuori dagli schemi, sperimentazioni cinematografiche e teatrali, anticonformismo, energia, spirito rivoluzionario. Una carica innovativa che esplose dilagante in tutta Europa, creando uno straordinario dialogo artistico con le concomitanti avanguardie artistiche europee, come il futurismo e cubofuturismo russo, il cubismo francese, l'espressionismo tedesco, il dadaismo fino al costruttivismo e  surrealismo. Una mostra da non perdere, per la sua completezza e per la ricchezza dei nomi presenti: Marinetti, Sironi, Prampolini, Depero, Balla, Severini, Sant'Elia, Dottori, Oriani, Boccioni, Carrà, Russolo, Soffici e tanti altri; un'occasione per apprezzare l'estro del genio dell'arte moderna italiana.

Roma, Palazzo delle Esposizioni: dal 7 luglio al 22 ottobre 2001. Tutti i giorni dalle 10 alle 21; chiuso il martedì. Ingresso: intero lit. 15.000, ridotto lit. 8.000. Informazioni e prenotazioni: tel. 06 4745903.


ARTS: ANTICA PERSIA

I capolavori del Museo Nazionale di Tehran tornano, dopo 45 anni, al Museo Nazionale d'Arte Orientale, nelle stesse sale che ospitarono nel 1956 la prima esposizione di arte persiana.

La mostra "Antica Persia" è, senza dubbio, una delle manifestazioni culturali più importanti del 2001, non solo per la presenza di oggetti mai esposti al di fuori dell'Iran, ma anche per il significato politico che l'iniziativa riveste. Si tratta, infatti, dei primi oggetti che il Museo Nazionale di Tehran invia in Occidente dall'inizio della rivoluzione khomeinista. Una scelta che indica, da parte delle autorità iraniane, la chiara volontà di riallacciare saldamente i rapporti interrotti più di vent'anni fa con il mondo culturale italiano. Fu proprio l'attività di illustri archeologi ed orientalisti italiani, come Giuseppe Tucci, di quello che allora si chiamava IsMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente), a riportare alla luce, negli anni '60, la città protostorica di Shahr-j Sokhta, nel Sistan iranico, e la prima città storica (Dahan-i Ghulaman), nella stessa regione, nonché numerosi centri di cultura partica e sasanide. Alcuni studiosi italiani sono già stati accolti in Iran negli ultimi mesi dello scorso anno e forse potranno ricominciare presto l'attività di restauro di Persepoli, l'antica capitale Achemenide, il centro culturale e politico della dinastia che diede vita al primo impero universale della storia. I capolavori provenienti da Tehran sono 177, oggetti in terracotta, bronzo, argento, oro, vetro e pietra che illustrano l'evoluzione artistica dell'altopiano iranico dalla preistoria al periodo islamico (6500 a.C.- XI secolo d.C.). La variegata cultura delle fasi più antiche (Neolitico, Età del Bronzo) è illustrata da ceramiche policrome e figure in terracotta, provenienti dai maggiori centri archeologici dell'altopiano, che forniscono un quadro esaustivo dell'arte locale e degli influssi mesopotamici (Iran occidentale). Il Periodo del Ferro (1450-550 a.C.), una delle fasi storiche di maggior interesse, per il ruolo primario che la regione riveste nella lotta tra Assiria, Uratu ed Elam, è illustrato dagli importanti ritrovamenti delle necropoli del Gilan, di Hasanlu e del cosiddetto Tesoro di Ziwiyeh, con un piccolo lotto di avori, considerati lavori originali assiri dell'VIII sec. a.C., ed elementi in oro a terminazione leonina. La sezione dedicata agli imperi Achemenide, Partico e Sasanide comprende sculture provenienti da Persepoli e pregevoli materiali di ceramica invetriata partici, stucchi e manufatti in argento sasanidi. L'excursus artistico è completato da un piccolo lotto di ceramiche e vetri islamici, datati dall'VIII e all'XI secolo d.C.

La mostra "Antica Persia" è realizzata sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e del Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, Seyyed Mohammed Khatami. Museo Nazionale d'Arte Orientale. Roma, Via Merulana. Orari: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato 8.30-14.00; martedì, giovedì, domenica e festivi 8.30-19.30. chiuso il primo ed il terzo lunedì del mese. Ingresso lit. 8.000, gratuito per i cittadini dell'UE under 18 e over 65. fotografie: courtesy of Edizioni De Luca - Studio Esseci.


FUN: PIZZA!

Farina, acqua, lievito, sale, pomodoro, mozzarella, basilico, acciughe, peperoni, uova, insaccati, carciofini, formaggi, fiori di zucchina e chissà quant'altro. E poi un forno, una pala, mani esperte e tradizione. Il resto è gusto. La semplicità e l'adattabilità della pizza nascono da una difficile alchimia di pochi ma essenziali ingredienti. Prodotti della terra, reperibili in tutto il mondo, che straordinariamente danno forma a risultati culinari che si differenziano e si caratterizzano in relazione al paese dove nascono. I cereali, coltivati ai tempi della antica mezzaluna fertile, seguono la storia dei popoli, per costituire la base dell'alimentazione umana: il pane. Simbolo di vita, sopravvivenza, religione e civiltà. La nostra pizza ha dunque un antenato nobile e prezioso che dagli antichi forni egiziani ha trovato la sua patria nei forni settecenteschi napoletani. Era quella l'epoca in cui si diffusero i primi pizzaioli ambulanti, i quali giravano per la città con una stufa in equilibrio sul capo e, gridando per i vicoli, vendevano le loro pizze, allora condite con aglio, olio, basilico e piccoli pesciolini, chiamati cicinielli. Si diffuse ben presto l'abitudine di gustare la pizza direttamente presso i forni, fino alla nascita della prima pizzeria "Port'Alba" a Napoli. E nel 1889 le pizze di Don Raffaele Esposito conquistarono il re Umberto I e sua moglie Margherita. Nelle cucine della reggia di Capodimonte Don Raffaele presentò tre pizze: una con sugna, formaggio e basilico, una con aglio, olio e pomodoro e la terza con i colori della bandiera: mozzarella, pomodoro e basilico. Da qui nasce la gloria di un piatto meraviglioso, povero e modesto come le sue origini, ma la cui qualità dipende da un'arte difficilissima da imitare. Creare la pasta per la pizza è un processo alchemico, il giusto connubio tra elementi vivi e vitali quali acqua, farina, lievito e sale. La farina utilizzata deve essere di tipo di grano tenero "00" o "0"; e tramite l'alveografo di Chopin si classifica la capacità panificabile, ovvero il volume che l'impasto può raggiungere. Le caratteristiche dell'acqua sono fondamentali per la giusta lievitazione. L'acqua deve essere potabile e con un PH compreso fra i 5 e 6 gradi, con una temperatura di 22 gradi d'inverno e 18 d'estate. Il lievito è un microrganismo vivente e ne esistono tre tipi: naturale, industriale e chimico. Oggi in pizzeria si utilizza quello industriale: di birra o secco. Unendo dunque il lievito alla farina e all'acqua gli zuccheri si trasformano in alcool etilico e anidride carbonica, provocando la lievitazione, mentre il sale, altro ingrediente fondamentale, va dosato con cautela per non influenzare le reazioni dell'impasto. Un altro fattore importante è la cottura; essa avviene tramite irraggiamento, conduzione e convezione. Durante la cottura, la fermentazione cessa, l'anidride carbonica viene eliminata e l'acqua evapora. Il luogo ideale è il forno a legna, i materiali isolanti devono essere naturali (cenere e sabbia) e la a temperatura può raggiungere anche 450 gradi. Preparare e gustare la pizza è un'arte e una passione diffusa in tutto il mondo. Una cultura di sapori che ha costituito la fortuna di tanti italiani all'estero ed una tradizione simbolo della nostra nazione. New York e USA, Sud America, Londra, l'Australia, l'Est… e, nella sola Tokio, addirittura 2500 pizzerie!


VISION: FONTANELLE DI ROMA

ESPRESSIONE QUOTIDIANA DI UNA STORICA CAPITALE DELLA CULTURA DELL'ACQUA. Se fin dal IV sec. a.C. Roma possiede il proprio sistema di acquedotti, radicato fu nell'Urbe il costume termale (le terme di Caracalla e le terme di Diocleziano occupavano tutta l'area di Piazza Esedra e Piazza dei Cinquecento). Le grandi fontane romana furono poi costante e monumentale espressione artistica del bello e della storia. Le opere della Roma classica (andate largamente distrutte nel Medioevo) lasciarono lo spazio alle ristrutturazione rinascimentale (epoca idrocreativa iniziata sin dalla prima metà del 1400, durante il pontificato di Nicolò V); quando i cospicui finanziamenti di alti prelati e famiglie patrizie resero visibile l'estro di scultori ed architetti per la realizzazione di fontane, fontanili, abbeveratoi, vasche e fontanelle.

Significati artistici, politici, strutturali e sociali dunque. E proprio dal concetto di pubblica utilità e fruibilità dell'acqua , nasce a Roma il celebre "Nasone". E' il 1872: per iniziativa dell'assessore Rinazzi, (il Sindaco era il conte spoletino Luigi Pianciani), vengono installati i primi venti nasoni (Piazza Romana, Piazza Sant'Apollonia, Piazza S. Giovanni della Malva, Piazza dei Mercanti, Via della Scala, Via di Santa Bonosa, Via delle Mantellate, Via S. Francesco a Ripa, Piazza Scossacavalli, Vicolo d'Orfeo, Via del Mascherino, Via della Transpontina, Via dei Ciancaleoni, Via S. Paolino alla Regola, Piazza Branca, Vicolo Sforza Cesarini , Piazza della Consolazione, Piazza Ricci, Circo Agonale, Via della Posta Vecchia, Via in Piscinula).

Il modello nasone, che ha poi progressivamente accompagnato il sorgere di tutti i nuovi quartieri romani, è rimasto essenzialmente uguale per tutto il seguente secolo; ed il materiale costituente è sempre la ghisa, Difficile quantificarli, dati incerti, ma è probabile che i nasoni a Roma non siano meno di 1.200. E se le strade e le piazze della Capitale hanno come comune fresco elemento il tipico nasone (con diverse tipologie di iscrizione: acqua marcia, il fascio littorio o l'istituzione comunale), anche i giardini e le ville romane hanno le proprie caratteristiche fontanelle: le strutture in travertino e le ormai rare "lupe". Quando l'acqua scorga dalla bocca della madre di Roma.