ROMA IN TAXI: OTTOBRE 2001



IN COPERTINA: NATASHA STEFANENKO & INES NOBILI


ZOOM: ROMA RICORDA L'11 SETTEMBRE

Al Palazzo delle Esposizioni, dal 6 al 21 Ottobre 2001


ZOOM: NATASHA STEFANENKO

 

UN BRIVIDO CHE SCOTTA… CON LA FORZA, LA MENTE E IL SORRISO… Sverdlovsk (Russia). L'aspetto etereo e i colori glaciali ricordano le fredde città della sua terra, e nei suoi occhi risplende la fierezza del suo popolo. Seconda patria, l'Italia, dove è felicemente sposata con un fotomodello nostrano ed è da poco diventata mamma. Fascino… ma la bellezza non è il suo solo pregio; nel corso degli anni è riuscita a conquistare il pubblico italiano soprattutto per la sua simpatia, ironia e una naturale positività che le dona un aspetto dolce ed affettuoso, apparentemente lontano dai fasti da diva televisiva tradizionale. La sua carriera è iniziata, come quella di molte altre sue colleghe straniere, sulle passerelle. Nel 1992 vince il concorso Look of the Year, ma rinuncia al viaggio premio a New York per terminare gli studi in ingegneria meccanica. A Milano inizia la sua attività di modella per tutte le più grandi firme. Anni alla ribalta. Fino al nuovo esordio televisivo con Gerry Scotti ne La grande sfida. Poi l'esplosione, iniziata nel 1996 quando, componente della giuria di Miss Italia, illumina le telecamere; e Fabrizio Frizzi la vuole come personaggio femminile nell'edizione del 1997 di "Per tutta la vita". Natasha riesce a distinguersi costantemente non soltanto per il suo fascino dunque, ma soprattutto per una viva intelligenza che emerge e per una naturale spigliatezza che la fanno uscire dai canoni delle “showgirl” straniere, e Paolo Rossi la sceglie per Scatafascio. Nel 1998/99 il suo volto luminoso ed il suo sorriso contribuiscono ad alzare gli ascolti di "Target". La comicità e la simpatia diventano i suoi pregi più apprezzati. Ancora programmi innovativi, originali e divertenti: "Ciro" in onda su Italia 1 (1999) e poi la Rai, con la conduzione di le varie edizioni di Convenscion e Superconvenscion, accanto ad Enrico Bertolino. Poi una nuova esperienza, la musica. Il palco di prova è quello di "Taratata speciale Eurithmics" e va così bene che da dicembre 1999, è accanto a Vincenzo Mollica nella edizione settimanale del programma. Quindi, da luglio 2000, "Taratata Estate", sempre a fianco di Vincenzo Mollica, con cui conduce anche l'edizione 2000-2001. Questa nuova strada continua su Italia Uno con il “Festivalbar” con Alessia Marcuzzi e Daniele Bossari. E il cinema? "La grande prugna" accanto a Enzo Iacchetti ed una fiction per Mediaset "Gioco di specchi".


ZOOM: ISTITUZIONI D'ITALIA A ROMA

Lo Stato Italiano è una Repubblica parlamentare bicamerale. Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato. La sua residenza ufficiale è il Quirinale. Il Capo del Governo è il Presidente del Consiglio dei Ministri; e il Consiglio dei Ministri è l'organo che svolge il potere esecutivo.  La sede del Governo è a Palazzo Chigi. L'organo legislativo è il Parlamento, sottocostituito dal Senato e dalla Camera dei Deputati, aventi sede rispettivamente a Palazzo Madama e a Montecitorio.

AL QUIRINALE: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Dal 1948, è ufficiale residenza operativa del Presidente della Repubblica. Il Palazzo, è del 1583, opera dell'architetto Ottaviano Mascarino. Sito sulla sommità del colle omonimo, ha quali elementi costituenti principali, il Salone dei Corazzieri, la Cappella Paolina, la Galleria di Alessandro VII, la Cappella dell'Annunziata, l'Ala Sabauda, la Manica Lunga, la Palazzina, i Giardini e il Coffee-House, le Scuderie Papali. Ed all'interno, le collezioni: arazzi, orologi, mobili antichi, dipinti antichi, dipinti moderni, carrozze, porcellane, statue ed oggetti antichi. Le sale di rappresentanza del Palazzo del Quirinale, nell'anno 2001, sono aperte al pubblico tutte le domeniche, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, con l'esclusione del 7 gennaio, 15 aprile, 23 dicembre, 30 dicembre, e del periodo da domenica 22 luglio a domenica 2 settembre. Il costo del biglietto d'ingresso è di Lit. 10.000. L'accesso, previsto dalla Porta Principale sita nella Piazza del Quirinale, è gratuito per i visitatori under 18 ed over 65 e per le scuole. E i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti sono interamente destinati alla manutenzione e al restauro dei beni di valore artistico del Palazzo del Quirinale.

www.quirinale.it

A PALAZZO CHIGI: IL GOVERNO

Il 23 marzo 1961 Palazzo Chigi viene definitivamente destinato a sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le sale più importanti di Palazzo Chigi si trovano al primo piano nobile e si affacciano sull'esterno nell'angolo tra via del Corso e piazza Colonna. Esse corrispondono attualmente allo studio del Presidente del Consiglio, alla sala che funge da anticamera, alla sala del Consiglio dei ministri e ad alcuni salottini attigui. Questa parte del Palazzo coincide pressappoco con l'antico edificio fatto costruire dalla famiglia Aldobrandini su progetto di Matteo da Castello, famoso architetto della Roma cinquecentesca. Alle sale del primo piano si accede tramite un imponente scalone d'onore, opera dell'architetto Felice della Greca e fatto costruire dai Chigi nella seconda metà del '600. Gli elementi interni più importanti sono: lo Scalone d'Onore, la Sala delle Galere, la Sala dei Mappamondi, la Sala del Consiglio dei Ministri, il Salottino Giallo, l'Anticamera delle Scienze, l'Anticamera del Presidente, lo Studio del Presidente, la Galleria Deti, la Sala delle Repubbliche Marinare, il Primo Salone degli Arazzi, il Secondo Salone degli Arazzi, la Sala Verde, il Salone d'Oro, la Sala delle Marine, la Sala Pompeiana, la Biblioteca Chigiana.

www.palazzochigi.it

A PALAZZO MADAMA: IL SENATO DELLA REPUBBLICA

Il terreno sul quale venne edificato Palazzo Madama fu ceduto nel 1478 dai monaci dell'Abbazia imperiale di Farfa alla Francia. Parte del terreno venne poi venduto dalla Francia al vescovo Sinulfo di Castell'Ottieri e dalla famiglia di questi passò in affitto (1503) e poi in proprietà a Giovanni dei Medici, futuro papa Leone X, nel 1505. Nel 1521, Palazzo Madama venne assegnato a Giulio dei Medici, che vi aveva lungamente abitato prima di ascendere al soglio pontificio come Clemente VII. Nel 1534 fu ereditato dal suo figlio naturale Alessandro dei Medici. Quando Alessandro morì, nel 1537, venne assegnato in usufrutto alla moglie di Alessandro Margherita d'Austria, detta la "Madama" (da cui il palazzo prende il nome), duchessa di Parma e Piacenza, che vi abitò tra il 1538 ed il 1559 e tra il 1567 ed il 1580. Il Palazzo rimase ai Medici ed ai Granduchi di Toscana fino al XVIII secolo. Nel Seicento vennero effettuati notevoli lavori di ristrutturazione (la facciata fu completata nel 1642), contemporanei alla grande opera di rivisitazione urbanistica di Roma pensata da Sisto V ed attuata da Gregorio XV (1621-1623) e da Urbano VIII (1623-1644). Roma contava allora 120.000 abitanti circa. Il palazzo venne dai granduchi affittato per gli usi più diversi. Visse un ultimo periodo di splendore dal 1725 per il periodo in cui vi abitò Donna Violante di Baviera, Principessa di Toscana. Nel 1737 alla morte del Granduca Gian Gastone, il Granducato di Toscana, e con esso Palazzo Madama, passò dai Medici ai Lorena. Nel 1755 fu acquistato da papa Benedetto XIV e divenne palazzo pubblico dello Stato Pontificio; vi furono installati fra l'altro gli uffici del Tribunale, la sede della Polizia e del Fisco. Palazzo Madama fu sede dell'ufficio centrale della Repubblica franco-romana nel 1798-99. Pio IX destinò il palazzo a sede del Ministero delle finanze e del debito pubblico. Dal 1851 il Palazzo venne anche adibito a sede delle Poste Pontificie. Nel febbraio del 1871 Palazzo Madama venne scelto tra alcuni altri edifici (Palazzo della Cancelleria, Collegio Romano, Palazzo della Consulta, Palazzo della Sapienza) come sede del Senato del Regno. Le struttura architettoniche principali di Palazzo madama sono: il Cortile d'Onore, la Sala Maccari, la Buvette, la Sala Garibaldi o Salone dei Re, la Sala De Nicola, la Sala Mazzini, la Biblioteca, la Sala della Firma, la Sala prospiciente la Sala della Firma, l'Anticamera della Balaustra, la Sala dei Postergali, la Sala Cavour, la Scala di San Luigi dei Francesi, la Sala Pannini, l'Aula, la Galleria dell'Eroe, la Vasca su Largo della Costituente. E' possibile visitare il Senato il primo sabato di ogni mese, dalle ore 10 alle ore 18. L'accesso è da Piazza Madama, 11.

www.senato.it

A MONTECITORIO: LA CAMERA DEI DEPUTATI

La Camera dei Deputati ha sede a Palazzo Montecitorio dal 1870, quando la Capitale d'Italia fu trasferita da Firenze a Roma. Le differenti attività istituzionali ed operative della Camera dei Deputati si svolgono anche in una serie di spazi ulteriori spazi esterni rispetto alla sede ufficiale. Queste strutture esterne sono fondamentalmente: il Palazzo noto come "ex Banco di Napoli", risalente all'inizio del  XX secolo, situato tra Via del Parlamento, Via del Corso e Via del Giardino Theodoli; il Complesso Theodoli-Bianchelli, completato alla fine del XIX secolo, situato tra Via del Parlamento, Via del Corso e Via dell'Impresa; il Complesso Marini, composto da quattro palazzi, costruito nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo e situato tra Via del Tritone, Piazza San Claudio e Via del Pozzetto. Palazzo Montecitorio fu commissionato da papa Innocenzo X al Bernini come futura dimora della famiglia Ludovisi. Morto il papa nel 1655, i lavori furono interrotti per mancanza di fondi e non furono ripresi se non oltre trent'anni dopo per volontà di un altro pontefice dallo stesso nome (Innocenzo XII). Morto Bernini, il nuovo architetto Carlo Fontana modificò profondamente il progetto berniniano, conservando la caratteristica facciata convessa e aggiungendovi l'arioso campanile a vela. L'elemento principale del Palazzo è l'Aula, considerata un capolavoro dello stile liberty, nella cui . struttura ad emiciclo si svolgono le sedute della Camera dei Deputati e del Parlamento in seduta comune. Le maggiori Sale di rappresentanza sono al secondo piano. Attraverso uno scalone monumentale, si accede al Corridoio dei busti. Lungo tale corridoio sono esposti una trentina di busti in marmo o in bronzo di deputati illustri, da Cavour e Garibaldi agli esponenti di massimo rilievo della storia parlamentare repubblicana. Il salone della Lupa, il salone più ampio dell'ala berniniana, deve il suo nome alla presenza di una scultura della lupa romana in bronzo. Il fasto dell'ambiente è arricchito dagli arazzi fiamminghi alle pareti. Qui  fu proclamato il risultato del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e si svolgono ancora oggi riunioni di particolare importanza. A sinistra del salone si affaccia la Biblioteca del presidente, dove si tengono le riunioni dell'ufficio di presidenza e degli altri organi di governo della Camera. Sul lato destro è invece situata la Sala gialla, che deve il nome al colore della tappezzeria ed è arredata con mobili in stile rococò provenienti dalla Reggia di Caserta. La manifestazione "Montecitorio a porte aperte" consente a tutti di visitare con facilità la sede della Camera dei Deputati. L'iniziativa risale al 1994 e, da allora, ha registrato quasi 60 edizioni ed oltre 95.000 visitatori. Di norma, l'apertura ha luogo la prima domenica di ogni mese con ingresso a partire dalle ore 10 ed accesso dell'ultimo gruppo alle ore 17,30. Per le scuole ed i gruppi organizzati sono possibili Visite guidate nei giorni feriali (escluso il sabato) previa specifica richiesta.

www.camera.it


ZOOM: INES NOBILI

Una giovane bellezza particolare; dietro ed accanto a lei, è già carriera. Laureata in psicologia, Ines Nobili ha iniziato quasi per caso. Ed ha lavorato con registi del calibro di Pupi Avati, Bolognini, la Cavani. Rinunce? Il ruolo interpretato poi da Maria Grazia Cucinotta nel film "Il postino", (amore) e il ruolo che lanciò Claudia Koll nel film "Così fan tutte" (carattere). Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti. Nel 1998 è Marcella Feroci, la moglie del frustrato latin lover Armando, protagonista della commedia cinematografica di Carlo Verdone "Il gallo cedrone". Nel 2000 è Delfina, un'avida stylist senza talento e senza scrupoli. nella fiction di RaiDue "Le Ragazze di Piazza di Spagna 3", per  regia di Riccardo Donna, con Romina Mondello, Vittoria Belvedere e Alice Jane Evans. Ed ancora, “Chiedimi se sono felice” di Aldo, Giovanni e Giacomo e la fiction di Canale "Camici Bianchi". Mentre numerosi sono gli spot televisivi attraverso i quali tutta Italia, inconsapevolmente quotidianamente, la guarda. Ma le inquadrature migliori sono quelle degli splendidi momenti fermati da Mimmo Cattarinich.


SHOPPING: CAMICIE

Trend, curiosità, dettagli e tanta fantasia... Nuove le tendenze del capo più abbottonato! E qualcuno diceva... "L'eleganza di un uomo nasce dalla sua camicia"!!!


ARTS: L'ARTE VIENNESE A ROMA

SCHIELE, KLIMT, KOKOSCHKA... Complesso del Vittoriano, Roma - Dal 6 Ottobre 2001 al 3 Febbraio 2002. Dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30 - venerdì e sabato dalle 9.30 alle 23.30 - domenica dalle 9.30 alle 20.30. Ingresso: Lit. 15.000 (intero) e Lit. 10.000 (ridotto). Info: 06 6780664.


CINEMA: LE RADICI DEL FUTURO

Gli ultimi anni sembrano confermare interessanti segnali di ripresa del cinema italiano che sta nuovamente godendo di crescenti riconoscimenti a livello internazionale, basti pensare agli oscar assegnati a "Nuovo Cinema Paradiso", "Mediterraneo", "Il Postino" e "La Vita è Bella". I dati più recenti sul consumo cinematografico in Italia evidenziano un momento favorevole del mercato. Gli incassi sono aumentati dell'8% rispetto alla stagione 1999-2000, crescono sia il numero degli spettatori, sia quello degli schermi. Negli ultimi 18 mesi sono stati inaugurati ben 17 nuovi complessi, per un totale di 150 schermi cinematografici. Si sta inoltre assistendo alla nascita di una generazione di produttori giovani, capaci e desiderosi di misurarsi direttamente con il mercato interno e internazionale. 

Il cinema italiano sembra attraversare, in sostanza, un momento di transizione, di crescita e ricerca di nuovi linguaggi artistici ed espressivi, anche mediante l'uso delle nuove tecnologie. In tale contesto la grande sfida del cinema italiano nei confronti del mercato internazionale si gioca, in particolare sulle dimensioni competitive, non raggiungibili senza il sostegno dell'industria e della finanza. Nel nostro Paese la filiera produttiva è ancora oggi troppo polverizzata e poco concorrenziale rispetto ai grandi gruppi internazionali. In questo senso la finanza può svolgere un ruolo chiave di assemblatore ed orchestratore. Per questi motivi nasce il progetto "Le radici del futuro: il Cinema" promosso da BNL, che da decenni contribuisce al finanziamento del cinema italiano (con più di 5.000 film all'attivo). L'iniziativa copre l'intero mese di ottobre attraverso anteprime cinematografiche, rassegne, convegni su temi di forte attualità, introdotti da una ricerca esclusiva condotta e coordinata al professor Severino Salvemini della Bocconi di Milano.  

A Roma, Palermo, Torino e Milano autori, registi, attori, critici, ma anche storici, economisti, operatori della produzione e della finanza italiana e mondiale, si incontrano con l'obiettivo di riformulare un codice delle competenze cinematografiche. Si vuole rafforzare la competitività del cinema nazionale e ricreare le condizioni culturali e produttive che resero celebri le nostre pellicole negli anni Sessanta e Settanta.


FUN: IL SIDRO... QUELLA LEGGERA EUFORIA

Non c'è angolo della terra nel quale l'uomo non produca, per il proprio piacere, bevande alcoliche fermentate. E' proprio accanto a quelle più conosciute e diffuse, quali il vino e la birra che si produce il sidro, bevanda dolce e acidula ottenuta dal processo di fermentazione delle mele, la cui gradazione alcolica varia dai 2 ai 7°C. Il "vino di mele" è conosciuto fin dai tempi più remoti in Europa; i maggiori produttori (e al tempo stesso consumatori) sono la Germania, la Svizzera, la Gran Bretagna e la Francia. Il sidro della Normandia e della Bretagna è fra i più rinomati, nelle stesse zone della Francia si ottiene, per distillazione del sidro, una pregiata acquavite, il calvados. Anche in Alto Adige e in Austria c'è un'ottima tradizione, ma le caratteristiche della bevanda variano molto in base al tipo di mele impiegate e al processo di fabbricazione. La parola "SIDRO" deriva dal latino "SICERA", bevanda inebriante. Già nel I sec. d.C lo storico greco Strabone parla di abbondanti coltivazioni di meli e peri in Gallia, e di una particolare bevanda a base di acqua, miele e mele. Il primo documento che attesta la fabbricazione e il consumo del vino di mele è custodito nell'Abbazia dei Benedettini d'Antmont in Austria. Nel 1200, la produzione del sidro venne completamente rivoluzionata dall'invenzione della fresa per la torchiatura delle mele, che permise un considerevole aumento delle  quantità. In epoca più recente i coloni francesi lo esportarono nel Quèbec e da qui la bevanda invase tutto il Nord America. Oggi la produzione di sidro in Europa offre due varietà: la prima, tipica di Germania, Svizzera e Scandinavia, consiste in una bevanda a basso tenore alcolico, il cui consumo è quasi concomitante con il periodo di raccolta delle mele a causa della facile deperibilità, dovuta alla notevole quantità di lieviti e zuccheri ancora presenti nel liquido. La seconda comprende quei tipi di sidro fermentati più a lungo e lavorati in modo da essere consumati qualche mese dopo la raccolta dei frutti o, addirittura, un anno dopo. Questo tipo di bevanda è ricco di valori nutritivi e più gustosa della precedente. Il sidro si ottiene dalla spremitura di diverse varietà di mele: mele da sidro, mele da tavola e mele per uso dolciario. La caratteristica delle mele da sidro, dal punto di vista organolettico, è il gusto amaro, dovuto all'alta concentrazione di composti fenolici. La stagione di raccolta delle mele va da settembre a fine ottobre, a seconda delle varietà e va operata su frutto un poco acerbo, asciutto e sano. Alla raccolta segue la sidrificazione. Le mele vanno lavate in larghe vasche di acciaio inossidabile e poi, dopo averle sgocciolate, vanno frantumate da una macchina con rulli dentati che triturano il frutto finemente, lasciandolo cadere in un torchio. Qui la pressione sulla massa fa fuoriuscire la parte liquida dal basso, in modo che questa possa essere facilmente raccolta in un recipiente. Il succo, che contiene zuccheri, acidi, tannino e pectine, una volta, nell'uso artigianale, veniva trattato con sali di metabisolfito di potassio, al fine di evitare processi ossidanti, fermentazioni non volute, perdita di acidità, nonché la colorazione bruna del succo. Oltre a ciò tale sostanza inibisce l'azione di molti lieviti e microrganismi indesiderati.  Per favorire la fermentazione si innestano nel succo lieviti selezionati per la produzione del sidro. A sette giorni circa dalla spremitura, si travasa in un altro recipiente il mosto-sidro, eliminando le scorie ed effettuando una prima analisi chimica del liquido, a scopo precauzionale. La fermentazione del liquido, dopo il travaso, riprende in modo costante e si protrae per un periodo variabile trai dieci ed i venti giorni. Solo dopo tale data si comincia a parlare di sidro vero e proprio. A questo punto si effettua un secondo travaso e si lascia invecchiare per qualche mese il prodotto in luogo fresco. Il sidro si schiarisce naturalmente col passare del tempo, ma se lo si vuole rendere perfettamente limpido, si ricorre alla filtrazione o alla chiarificazione con bentonite, farina fossile, albumina o albume di uovo sbattuto. La bevanda entra in cantina per stagionare a fine dicembre e può essere considerata matura già dopo tre mesi. Il momento giusto per imbottigliare cambia a seconda del tipo di sidro che si desidera ottenere. Dopo un'analisi di laboratorio, per controllare i valori di alcool, zucchero ed acidità, si effettuerà una scelta. Se vi è una parte di zuccheri non sciolti e si desidera un sidro secco, sarà meglio imbottigliare dopo il primo caldo; se si desidera un prodotto leggermente frizzante, sarà bene effettuare subito l'imbottigliamento. E' consigliabile usare per i tappi di sughero, che consentono scambio gassoso.  Le bottiglie più usate sono la borgognona, per sidri che devono fermentare leggermente in bottiglia, e la sciampagnotta, con gabbietta metallica e tappo a fungo, per quelli spumantizzati. Per mantenere inalterata la qualità la bottiglia va conservata al buio e in posizione orizzontale. Caratteristiche del Sidro sono la mescitura e la figura del mescitore. Il sidro ha bisogno di un soffio d'aria prima di essere consumato, è quindi fondamentale che sia versato dall'alto. Per questo motivo la figura del mescitore é un classico delle sidrerie. La tradizione richiede anche che il liquido sia bevuto in una sola volta, affinché conservi tutte le sue proprietà senza alterarsi. Dopo, é abitudine buttare per terra l'ultima goccia, con forza, sciacquando il bordo del bicchiere dal quale si é bevuto. Si suppone che sia un'usanza di carattere igienico, sebbene, secondo un'altra versione, ben più romantica, questa abitudine procederebbe da una tradizione celtica: ridare alla terra parte di ciò che le appartiene. Il sidro è una bevanda relativamente facile da preparare in maniera autonoma. Prima di tutto bisogna affettare delle mele sane e mature (almeno 4 kg) e ridurle in poltiglia all'interno di un ampio recipiente di legno. Le mele dovranno poi  fermentare per 4 giorni. A questo punto si potrà travasare il liquido che si è formato  in un altro recipiente e lasciare le mele a fermentare ancora 2 o 3 mesi. Trascorso tale periodo, le mele saranno ormai liquefatte e avranno formato un deposito alquanto torbido. Come ultimo passaggio si dovrà filtrare con cura e imbottigliate chiudendo con tappi di sughero ben fermi. Dopo un anno di maturazione il sidro spumeggerà leggermente e sarà pronto per essere servito.  Come? Ad una temperatura di 10/12 °C e, accanto, torta di mele, strudel, pastiera, dolci alla crema; ma anche con formaggi salati o piccanti.


VISION: PIAZZA DEL POPOLO

LUOGO DI INCONTRI DI FOLLE, DI SOCIALITA' GIOVANILE, DI FESTE CITTADINE E DI UNIONE SPONTANEA. TUTTO QUESTO IN UNO SCENARIO SPLENDIDO DOVE LA CULTURA, LA STORIA E L'ESTETICA ARCHITETTONICA CULLANO SORRISI, ABBRACCI, VITA!

Alla fine di Via del Corso, Piazza de Popolo si apre, vasta e scenografica, sotto la cornice del Pincio. Ideata e sistemata nel secondo decennio dell'Ottocento da Giuseppe Valadier, la Piazza rappresenta uno degli esempi più significativi di urbanistica neoclassica ed è considerata una delle più importanti opere architettoniche della Capitale. Lunga 135 metri e larga 34, di una forma ellittica definita nel 1659. L'elemento unificatore di questo ambiente complesso e articolato è l'alto obelisco egizio del 1200 a.C., è il secondo obelisco più grande di Roma, che al centro della piazza col suo elegante basamento ornato di fontane e leoni, rappresenta anche il punto di convergenza ottica. Sulla Piazza si affacciano due chiese, esternamente molto simili: Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli. Queste chiese gemelle, bellissimo esempio di architettura barocca, dalle cupole rigonfie, la decorazione statuaria e il profondo pronao e fantasiosi campaniletti, furono iniziate da Carlo Rainaldi e poi compiute dal Bernini nel 500. Caratteristica importante dell'intero complesso è la Porta del Popolo, la cui  facciata interna è fastosamente disegnata dal Bernini e quella esterna invece è opera di Nanni di Baccio Bigi, (forse su disegno di Michelangelo Buonarroti). Tale Porta rappresentò per secoli il più importante ingresso nella città di Roma per i viaggiatori provenienti da nord attraverso la via consolare Flaminia.Alle pendici della terrazza del Pincio, da dove si gode uno dei panorami di Roma più celebri e straordinari, si innalza la chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita in epoca medievale, ma rimodellata più volte per essere poi completamente restaurata nel Rinascimento. Al suo interno sono esposte opere del Pinturicchio e del Caravaggio e nella seconda navata di sinistra trova spazio la splendida Cappella Chigi, disegnata da Raffaello nel Rinascimento.