ROMA IN TAXI: APRILE 2002



IN COPERTINA: ALESSANDRO GASSMANN


ZOOM: ALESSANDRO GASSMANN

SPLENDIDO FIGLIO DEL TEATRO E DEL CINEMA ITALIANO: Fra gli attori italiani più affermati sia in Italia che all'estero. Una vita passata davanti alle cineprese ed ai palcoscenici di tutto il mondo per meritarsi la qualifica di attore slegato dalla figura di un padre che ha rappresentato e rappresenterà sempre il cinema italiano nella sua epoca più bella e prestigiosa. Abituato fin da piccolo a stare davanti alle telecamere come in un film documentario girato dal padre ("Di padre in figlio" uscito poi nell'82). Ed oggi, alle sue spalle una lunga serie di pellicole e di fronte un futuro pieno di progetti. Ma è nel teatro che Alessandro ha trovato le esperienze più formative ed i primi successi; dopo due anni di recitazione alla Bottega Teatrale di Firenze, comincia a lavorare in teatro a fianco del padre prima ne "I misteri di Pietroburgo" di Dostoievsky poi in "Affabulazione" di Pasolini. Continua con Luca Ronconi ne "I dialoghi delle Carmelitane" e con Mauri in "Sogno di una notte di mezza estate". Del 93 è forse il suo più grande successo teatrale, per ben due anni e con numerosissime (più di duecento) repliche in tutta Italia è infatti protagonista in coppia con Gianmarco Tognazzi di "Uomini senza donne": storia, nata da un testo di Angelo Longoni, sulle avventure/disavventure di una simpatica coppia di coinquilini nel difficile passaggio da giovani rampanti a uomini. Commedia portata successivamente ('96) sullo schermo dallo stesso Longoni e con sempre protagonisti Gassman e Tognazzi. Intanto era già stato protagonista al cinema de "I soliti ignoti…vent'anni dopo" (1985) seguito diretto da Amanzio Todini meno fortunato del più celebre "I soliti ignoti" di Monicelli; "Quando eravamo depressi" ('92) già a teatro qualche anno prima diretto ed interpretato da Pino Quartullo con lo stesso Gassman protagonista; e di "Uova d'oro" girato da Bigas Luna nel '93; oltre a varie fiction di successo come "Il giudice istruttore" regia di F. Vancini e "Michelangelo" di J. London entrambi realizzati per la Rai. Nel '97 viene diretto da Ferzan Ozpetek in "Il bagno turco-Hamam" dove interpreta Francesco, giovane sposato che riceve in eredità dalla zia un bagno turco ad Istambul. Inizialmente scettico quando poi arriva nella ex-Costantinopoli si lascia conquistare dalle tradizioni e dal fascino della città, continua a gestire il bagno turco ed abbandona la moglie italiana scoprendo un'altra sessualità. Il film riscuote un enorme successo sia di critica che di pubblico, sbanca in Italia ed Europa raggiungendo infine anche il mercato americano per una definitiva consacrazione internazionale. Nello stesso anno è protagonista con Ornella Muti di "Mi fai un favore" regia di Giancarlo  Scarchilli e di "Nuda proprietà" di Enrico Oldoini con Annie Girardot e Lino Banfi. Nel '99 in "La bomba" di Giulio Base insieme a Rocco Papaleo e Enrico Brignano sono tre italiani che a New York si fingono mafiosi per far pagare ai malcapitati di turno un "pizzo". E' di quest'anno invece "I banchieri di Dio" di Giuseppe Ferrara, il film racconta, in una visione più o meno contestata, gli intrighi ed i retroscena di uno dei più celebri gialli degli anni ottanta: le indagini che colpirono Calvi presidente del Banco Ambrosiano e della sua misteriosa morte avvenuta a Londra nel 1982. E' invece di questi mesi la tournée teatrale che sta portando avanti con successo con Beppe Fiorello e Paila Pavese in "Delitto per delitto" regia di Alessandro Benvenuti che riporta sul palcoscenico il primo romanzo di Patricia Highsmith "Sconosciuti in treno", già film grazie al grande Hithcock in "L'altro uomo" (riedito poi come "Delitto per delitto"). La storia narra di un giovane che, in viaggio su un treno, attacca bottone con uno sconosciuto; sembra tutto normale fino a quando non gli propone qualcosa di terribile ed inquietante: ammazzerà la moglie se lui in cambio ucciderà suo padre.


ZOOM: GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

"GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA": VENERDI' 22 MARZO 2002, ALLE ORE 9.00. ROMA, COMPLESSO DEL VITTORIANO, VIA SAN PIETRO IN CARCERE (FORI IMPERIALI).

Il 22 marzo di ogni anno, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sulla base delle raccomandazioni della Conferenza dell'ONU sull'Ambiente e lo Sviluppo, dedica, alla Giornata Mondiale dell'Acqua. Un giorno di celebrazione in tutti i paesi della terra, che in Italia, e a Roma, è stato promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Vitali gli obiettivi: assicurare il riconoscimento generale dell'importanza dell'acqua come elemento prezioso e vitale da garantire a tutti i cittadini del pianeta e da rispettare attraverso un uso sostenibile dell'ambiente; riaffermare l'impegno delle istituzioni per la rinascita di una vera e propria "cultura dell'acqua", per informare ed educare tutti i cittadini, affinché diventino soggetti attivi nel processo di gestione delle risorse idriche e di tutela dell'ambiente da cui l'acqua trae origine; promuovere la conoscenza dell'acqua come fattore essenziale per l'agricoltura, per la salute e per una sana alimentazione; sottolineare, nell'Anno Internazionale delle Montagne, il ruolo essenziale di queste e del patrimonio boschivo nel ciclo naturale dell'acqua; prestare la necessaria attenzione all'acqua per la sicurezza e la prevenzione del territorio da eventi catastrofici, da alluvioni e da dissesti idrogelogici.

INTERVENTI: Presentazione della Giornata Mondiale dell'Acqua, di Giovanni Alemanno, Ministro delle Politiche
Agricole e Forestali. Messaggio del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. "La visione dell'acqua nell'ottica della Global Water Partnership, di S.E. Khalid Mohtadullah, Segretario Esecutivo del Global Water Partnership. Messaggio del Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Kofi Annan. Presentazione del Premio Internazionale "L'Acqua e l'Agricoltura", di Giovanni Alemanno e conferimento del Premio a Jacques Diouf, Direttore Generale della FAO (Food and Agriculture Organization) e a G. Obasi,  Segretario Generale dell'WMO (World Meteorological Organization).

www.politicheagricole.it


SHOPPING: ACCESSORI MODA

MODA: ACCESSORI E' LA NUOVA PAROLA CHIAVE! Gli stilisti cercano attraverso un attento studio dei particolari il nuovo oggetto di culto. Come quando Silvia Venturini Fendi uscì nel 1997 con la "baguette". Una frenetica caccia al dettaglio: cappelli, cinture, borse, gioielli, scarpe, stivali; accessori che donano alla donna la possibilità di cambiare immagine in pochi secondi. Il preziosissimo dettaglio che echeggia sulle passerelle. Come i nastri di Tom Ford per Yves Saint Laurent o le zip di Jean-Paul Gaultier o le paillettes di John Galliano per Dior. Ed ancora le babucce di Philosophy. Poi  ancora anni sessanta, con vestitini supercorti, microshorts, culotte, hot pants e minigonne; e i richiami dall'Estremo Oriente, con sahri, ampie gonne colorate, camicioni di seta, pantaloni ricamati e tatuaggi all'henné. Per una frustata di femminilità, i mitici bustini con mille nastri da allacciare, stecche che tagliano il respiro; e revival in tutte le salse degli indumento più sexy. Sexy anche per Prada che abbandona il minimalismo per donare alla donna un po' di aggressività con tacchi a spillo e stivali in coccodrillo. L'effetto vintage ancora trend, con cuoio invecchiato, jeans invecchiato e tempestati di paillettes, borse e cappelli coloratissimi in stile peruviano. Armani affascina con le sue odalische e FerrE' per i suoi abiti lavoratissimi. Gucci si lascia influenzare dallo stile orientale proponendo moderni kimono. Laura Biagiotti, che quest'anno festeggia trent'anni di carriera, non abbandona il suo tessuto preferito, il cachemire, per avvolgere la donna in morbidi spolverini e pantaloni oversize. Materiali semplici ma abbinati con originalità per Max Mara: il cotone con la pelle o il pizzo macramE', il denim vissuto insieme allo chiffon e i tessuti lucidi con quelli opachi. Voglia di romanticismo e sensualità per Sportmax, stili diversi che si materializzano in ricami etnici accostati al maschile, applicazioni in metallo e pizzo macramE', knitwear leggerissimi e cotone pesante, tinte neutre spesso delavE' e stampe multicolor. Un ritorno agli anni settanta per New York Industrie, con volant, ricami luminosi e organze. Una festa di tessuti leggeri nelle sfumature del rosso-arancio e dell'albicocca che si sposano con il bianco, il grigio e il nero. Invece linee rigorose e colori scuri, all'insegna dell'eleganza per Ralph Lauren, Calvin Klein, Donna Karan. Le scarpe? Di plexiglas, rettile, perline, purché alte più di otto centimetri. Sono il must delle calzature per l'estate. Ma attenti a non cadere! E poi guepiE're, corpetti di pizzo, reggiseni a coppa, completini di seta per una biancheria intima che non vuole esser dimenticata. Come vuole Roberto Cavalli, trasformandola da accessorio nascosto, proibito, a elemento portante dell'abbigliamento femminile, per un tono sensuale e sofisticato. Tutti al mare con bikini in maglina e verso sera, quando il vento soffia su spalle scoperte, fantasie leopardate su cardigan con paillettes e cristalli. Per serate importanti, note di grande eleganza con lunghe gonne di taffetà ed accenni di strascico o tempeste di cristalli Swarovski. E l'ultimo addio, dopo quarant'anni di attività, ad un genio, protagonista indiscusso della storia della moda: Yves Saint Laurent, che saluta il suo pubblico, donandogli una collezione che diventa  oggetto d'arte.


SHOPPING: CELLULARI PUNTO COM

Sembrano oramai sempre più lontani i giorni della telefonia analogica, con conversazioni di bassa qualità e costi astronomici (?!). Oggi l'utente medio di cellulari si può avvalere di reti digitali che consentono una trasmissione della voce di ottima qualità, permettendo anche di gestire la trasmissione dati; e il tutto, a costi decisamente abbordabili. Il prossimo passo tecnologico sembra essere decisamente quello della gestione di contenuti multimediali attraverso la stessa rete cellulare, contenuti che con il tempo potranno essere simili addirittura a quelli oggi fruiti attraverso Internet. In questo momento la telefonia mobile sta entrando in quella che viene definita la 2.5G (2° generazione e mezza), tappa intermedia tra la 2G (quella dei telefonini GSM, Global System for Mobile Communication) e la 3G (il GPRS, General Packet Radio Service). La differenza sostanziale tra le due tecnologie consta principalmente nella tipologia di connessione alla rete e nella velocità di trasmissione dati. Memtre il GSM si connette al network solamente quando viene richiesto, ovvero nel momento di una chiamata fatta o ricevuta, e trasmette dati ad un massimo di 9.6 Kbps, il GPRS E' continuamente connesso al sistema ed E' in grado di spedire e ricevere i pacchetti di dati a 2 Mbps. Attualmente, a seconda del gestore di rete, ci si può avvalere su cellulari GPRS di bande mssime garantite che variano dai 56 a 384 Kbps, sufficienti a trasmettere e ricevere piccoli pacchetti multimediali quali immagini, suoni e brevi filmati attraverso la rete Internet. La 2.5G può essere sicuramente definita come la fase preliminare della 3G, in quanto verranno sperimentate tutte le tecnologie inerenti la trasmissione di dati, pur mantenendo ancora bassa la banda di trasmissione ed utilizzando in parallelo la rete GSM. Ne E' un esempio l'Ericcsson T39M, piccolo gioiello di tecnologia in cui sono integrate entrambe le tecnologie, GSM per la voce e GPRS per la trasmissione wireless. Inoltre questo telefonino E' dotato anche di porta Bluetoooth, una tecnologia inventata dalla stessa Ericsson nel 1994 che E' stata adottata anche dalla Nokia, IBM, Intel e dalla Toshiba, creando nel 1998 la SIG trade association. Il Bluetooth E' una tecnologia wireless che permette una connessione, simile a quella a raggi infrarossi, con periferiche compatibili a questo standard quali headset e palmari, con la differenza di poter gestire la trasmissione dati a diversi metri di distanza e di poter creare un piccolo network. Sicuramente la tecnologia Bluetooth non E' stata progettata per un traffico di dati elevato, ma consente all'utente di condividere risorse come piccoli database, documenti e agende, il tutto senza la necessità di connessione fisica ad un network e senza costi. Sicuramente, se oggi il cellulare E' divenuto un mezzo di uso comune e strumento indispensabile di comunicazione per le persone costantemente in movimento, in un futuro ormai prossimo concorrerà a migliorare ed ottimizzare la qualità ed i tempi di lavoro grazie alla possibilità di interagire su contenuti digitali di tutti i generi in tempi estremamente ridotti.


ARTS: LANFRANCO E LA VERTIGINE DEL BAROCCO

L'itinerario espositivo delle opere di Giovanni Lanfranco prosegue il suo percorso: dopo,la Reggia Farnesiana di Colorno, nei pressi di Parma (ove l'artista E' nato nel 1582), la seconda tappa E' Palazzo Venezia a Roma, per concludersi al Castel Sant'Elmo di Napoli. La grande rassegna, dal titolo "La vertigine  del barocco", curata da Erich Schleier, uno dei maggiori della pittura barocca italiana, nonché dai Soprintendenti di Parma (L. Fornari Schianchi), di Roma (C. Strinati) e di Napoli (N. Spinosa), viene integrata, a Roma, del suo massimo capolavoro, e precisamente della decorazione della cupola con l'Assunzione della Vergine sito nella vicina chiesa di Sant'Andrea della Valle. Lo storico del tempo, il Bellori, nella sua biografia ha ricordato che La franco, con gli affreschi di Sant'Andrea della Valle, che coprono circa 662 mq di superficie, "lasciò ai posteri del suo gran genio un mirabile capolavoro", in cui concepì la continuità tra lo spazio reale e quello inventato, anticipando la spazialità infinita del nascente barocco. 

Durante il primo soggiorno romano (1602.1610), Lanfranco - che aveva seguito a Parma gli insegnamenti del Maestro Agostino Carracci - si misura con il classicismo vitale di Annibale Carracci, ma dopo la sua morte, avvenuta nel 1609, ritorna a Parma e riprende gli studi nella sua terra d'origine, meditando sull'illusionismo luministico del Caravaggio e sulla scultura veneta, espressa nei dipinti di Annibale. E' nel secondo soggiorno romano (1612-1634) che Lanfranco si va affermando come il più importante e soprattutto "moderno" pittore della scuola romana, apprezzato da Paolo V dopo il successo degli affreschi della sala rE'gia del Quirinale. A Roma, Lanfranco riprende il contatto con Guido Reni e con gli allievi di Annibale, dal Domenichino ad Antonio Carracci, avviandosi "a creare - come osserva l'insigne studioso Erich Schleier in catalogo (Electa) - questo nuovo stile barocci, dinamico, di forme robuste e vigorosamente modellate, che cercano di espandersi nello spazio e non sono prive di tensioni, durezze e asprezze nel modellato e nell'espressione". Con la cupola di Sant'Andrea della Valle, Lanfranco, mentre segna lo spartiacque con la concezione formalmente classica e filologicamente pensata del Domenichino, con il quale il parmense ha dovuto dividere il lavoro, assegnato dal cardinale Peretti Montalto, nipote di Sisto V, in effetti attiva il gusto di tutta un epoca nella comprensione stilistica di una "vertiginosa" espressione d'arte, che verrà avvertita da quei pittori, scultori e architetti non più limitati dalla prospettiva razionale classica, ma aperti allo spazio multiplo, come contenitore infinito dell'inquietudine dei nuovi tempi.

16 marzo - 16 giugno 2002. Roma, Palazzo Venezia, Via del Plebiscito 118. Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Lunedì chiuso. Informazioni e prenotazioni: 06 32810.


ARTS: FOREVER DIAMONDS

"DIAMANTI. ARTE STORIA SCIENZA": DAL 1 MARZO AL 30 GIUGNO PRESSO LE SCUDERIE PAPALI AL QUIRINALE. Allestire una mostra dedicata ai diamanti E' sempre apparsa come una impresa impossibile, finché la collaborazione con il Musée National d'Histoire Naturelle di Parigi non ne ha consentito la realizzazione. Così dal 1 marzo fino al 30 giugno 2002 le Scuderie Papali al Quirinale presentano a Roma "Diamanti. Arte Storia Scienza".

La sfida, raccolta e vinta, consisteva nel riunire i migliori esemplari, nel creare un sistema di massima sicurezza efficiente e  nel coniugare in un solo percorso espositivo i molteplici filoni di approfondimento: la storia, l'arte, la geografia, la geologia, la chimica degli elementi, l'impiego industriale, la tecnica del taglio, la gioielleria oltre che l'aspetto simbolico e rituale dei diamanti. Il grande spazio dato all'oggettistica d'arte, alla pittura di corte e alla ritrattistica consente una migliore comprensione del ruolo del diamante come manifestazione di immortalità, di forza, di potere e di status sociale in tutte le culture e religioni dell'umanità. I capolavori di Botticelli, Tiziano, Rubens, Pourbus, Ingres, De Chirico, Balla, Severini, Warhol si mescolano ai vajra, simboli del buddismo indiano, a tiare papali, a gioielli stupefacenti come: THE HEART OF ETERNITY,  forse il più bel diamante blu; L'INCOMPARABILE (407 carati), il terzo diamante al mondo per dimensioni o il  MILLENNIUM STAR, uno straordinario diamante che con i suoi 203 carati E' il più grande e puro diamante a goccia, incolore e con perfette proporzioni di taglio. Tutto per narrare oltre 1000 anni d'arte e gioielleria.

Sotto l'aspetto naturalistico il diamante evoca un'avventura intergalattica che parte dal centro della terra, da una profondità di 150 km sotto la crosta terrestre, dove la pressione inizia ad essere sufficiente alla sua formazione, per riaffiorare alla velocità di 900 km/h in occasione delle eruzioni vulcaniche, fino a raggiungere le stelle che esplodono, liberando il carbonio che contengono, sotto forma di nubi di diamanti nello spazio siderale. Una sala E' dedicata ai diamanti grezzi che arrivano in superficie veicolati da una roccia vulcanica nera chiamata kimberlite: un tavolo di cernita illustra come in un secondo momento  vengano vagliati in base alla forma, al colore, alla purezza e alle dimensioni. L'importanza, poi, di questa pietra  a livello industriale E' tale che da oltre 50 anni si producono diamanti artificiali per l'industria abrasiva: il primo fu realizzato sottoponendo del burro di noccioline ad altissima pressione. Sottinteso a tutto questo, il duro lavoro di migliaia d'uomini nelle miniere indiane, sudafricane e siberiane. Scelti per la loro unicità e a rappresentanza delle variegate forme e cromie con cui il diamante si presenta, i 160 esemplari selezionati sono custoditi in 35 casseforti adibite a vetrine nella splendida cornice delle Scuderie del Quirinale, che dal Giubileo in poi E' diventata la sede di mostre sempre più prestigiose: dai capolavori dell'Ermitage alle illustrazioni della Divina Commedia di Sandro Botticelli, da "Novecento. Arte e Storia in Italia" fino a "Diamanti". Per riunire i pezzi esibiti da 40 fonti diverse E' stato necessario selezionarli tra i tesori dei marajà, di re e regine, farli uscire dal segreto delle camere di sicurezza meglio custodite della terra, inseguirli in giro per il mondo mentre sono proposti a potenziali clienti.  Una delle pietre esposte E' stata "pedinata" per dieci giorni da Ginevra a New York, da Parigi a Gedda e infine a Londra dove E' stata intercettata e portata a Roma. Un'altra, LA STELLA DEL SUD AFRICA, il primo diamante mai trovato in Africa insieme all'Eureka, E' stato consegnato da un anonimo collezionista in un albergo solo ed esclusivamente sulla fiducia. Mentre il POWER OF LOVE, il più grande dei cinque diamanti rossi esistenti al mondo, E' stato presentato cinque giorni prima dell'inaugurazione della mostra e perciò, nonostante il suo colore e la sua sfacciata bellezza, si E' presentata a Roma in veste di debuttante. Certo una volta usciti dalla mostra si rimane come intontiti dallo straordinario scintillio delle pietre e dall'inconcepibile grandezza di alcune di esse, tuttavia le dimensioni più modeste e la maggiore vestibilità dei diamanti comunemente commercializzati non perdono fascino agli occhi di una giovane fidanzata, come del resto  a quelli di qualsiasi donna. Un solitario o una vera di brillanti E' e rimarrà sempre un gradito pegno d'amore. La tradizione vuole, infatti, che Guillaume Durand, un religioso del XIII secolo, pensando alla durezza e alla trasparenza impareggiabile del diamante, ergesse questa pietra a simbolo dell'eterno amore perché solo una struttura inattaccabile può ben rappresentare il carattere indissolubile del sacramento matrimoniale. A rilanciarne e rinnovarne la moda E' stata poi negli anni '50 la De Beers con uno slogan inalterabile come il suo prodotto, capace di imporsi come il motto su uno stemma gentilizio: "Un diamante E' per sempre" a dispetto di matrimoni sempre più brevi e di sentimenti sempre più fragili.


CINEMA: DAVID DI DONATELLO 2002

IL CINEMA ITALIANO SI PREMIA AI DAVID DI DONATELLO 2002 : Mercoledì 11 aprile, nello scenario allestito a Cinecittà, Milly Carlucci e Sergio Castellitto danno il via alla kermesse dei David di Donatello 2002. Il grande vincitore indiscusso E' il regista Ermanno Olmi, che con il film "Il mestiere delle armi", porta a casa ben nove David per: miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura, miglior produttore, migliore direttore della fotografia, migliore musicista, migliore scenografo, migliore costumista, miglior montatore. Tra gli applausi (e qualche attonito sbadiglio del pubblico) appare l'incorreggibile Roberto Benigni; e finalmente torna il sorriso, quando replica il suo show preferito, buttando a terra la presentatrice Milly Carlucci, provando a baciarla e a palparla ("Nostro Signore ci ha fatto ignudi"), così come aveva già fatto con Raffaella Carrà e Pippo Baudo. E poi ricorda con affetto lo scenografo e costumista di "Pinocchio", Danilo Donati, premio alla memoria, recentemente scomparso. Ed ancora battute, una sulla richiesta del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi di dedicare più film al risorgimento ("più che fare film sul risorgimento bisognerebbe fare il risorgimento del cinema"). Altro momento frizzante quando entra in scena una Liza Minelli in forma smagliante dopo una grave malattia,  che canta "New York New York" e ritira un David speciale. Commozione alla consegna del David di Donatello alla carriera a Franco Zeffirelli. Tra gli altri vincitori Giancarlo Giannini come miglior protagonista maschile per il "Ti voglio bene Eugenio" di JosE' Fernandez; migliore protagonista femminile E' stata premiata, invece, Marina Confalone, per "Incantesimo napoletano". Stefania Sandrelli, riceve il premio come miglior attrice non protagonista per il ruolo di madre in "Figli- Hijos" di Marco Bechis. Tra i giovani, i premiati sono stati Marco Ponti come miglior regista esordiente per il film sul disagio giovanile "Santo Maradona" e Libero De Rienzo come attore maschile non protagonista per lo stesso film; e sua E' la dedica alle donne e agli uomini della Croce Rossa che salvano le vita della popolazione in Palestina, nonostante anche loro continuino ad essere inerme bersaglio militare.

L'ELENCO DEGLI OSCAR DEL CINEMA ITALIANO . MIGLIOR FILM "IL MESTIERE DELLE ARMI" - PRODOTTO DA CINEMA11UNDICI, RAICINEMA, SUDIOCANAL, TAURUSPRODUKTIONPER. MIGLIORE REGISTA ERMANNO OLMI - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE MARCO PONTI - "SANTA MARADONA". MIGLIORE SCENEGGIATURA ERMANNO OLMI - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE PRODUTTORE LUIGI MUSINI, ROBERTO CICUTTO, ERMANNO OLMI (CINEMA11UNDICI), RAICINEMA, STUDIOCANAL, TAURUSPRODUKTION - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA MARINA CONFALONE - "INCANTESIMO NAPOLETANO". MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA GIANCARLO GIANNINI - "TI VOLGIO BENE EUGENIO". MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA STEFANIA SANDRELLI - "FIGLI" (HIJOS). MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA LIBERO DE RIENZO - "SANTA MARADONA". MIGLIORE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA FABIO OLMI - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE MUSICISTA FABIO VACCHI - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE SCENOGRAFO LUIGI MARCHIONE - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE COSTUMISTA FRANCESCA SARTORI - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE MONTATORE PAOLO COTTIGNOLA - "IL MESTIERE DELLE ARMI". MIGLIORE FONICO DI PRESA DIRETTA REMO UGOLINELLI - "LUCE DEI MIEI OCCHI". MIGLIORE CORTOMETRAGGIO "NON DIRE GATTO" - DI GIORGIO TIRABASSI. DAVID SCUOLA "VAJONT" - DI RENZO MARTINELLI. MIGLIOR FILM STRANIERO "L'UOMO CHE NON C'ERA" - DI JOEL COEN. DAVID SPECIALI:LIZA MINNELLI, CARLO RAMBALDI, FRANCO ZEFFIRELLI.


CINEMA: ROMA DOC FEST

LA CULTURA DI UN EVENTO: Sandro Portelli, Corso Salani, Luca Verdone, Massimo Canevacci, Laura Muscardin, Wilma Labate, sono i protagonisti del 1° Festival del Documentario a Roma: il ROMADOCFEST, che avrà luogo all'interno degli spazi dell'associazione Rialto - Santambrogio, situati in Via di S. Ambrogio 4, dall'8 all'11 Maggio 2002. Grazie alla gentile collaborazione del Primo Municipio del Comune di Roma e all'adesione di Mox & Fox, Cinema Greenwich, Circolo culturale "Gianni Bosio", Rai Sat Cinema, Olivud, L'Altro Studio Roma, il progetto E' diventato realtà. Per far conoscere al grande pubblico una dimensione che non tutti conoscono, quella del documentario. Gli ormai diversificati sistemi di produzione rendono più facile la visibilità e la consistenza di questo mondo e il ROMADOCFEST vuole dare maggiore risonanza alle tipologie di  linguaggio tipiche di questa particolare forma cinematografica. Il Festival si articola in due sezioni: "Concorso" e "Memoria", due percorsi fotografici nei quali il pubblico può rapportarsi e confrontarsi direttamente con gli autori partecipanti e gli altri invitati grazie ai dibattiti nello spazio "Incontri". La prima sezione, "Concorso", si struttura nelle proiezioni dei documentari aventi quali temi: Culture, Territorio e Contemporaneità. Testimonianze documentate di Roma da parte dei partecipanti, premiati da una giuria composta da Liliana Cavani, Ciro Giorgini, Sergio Bazzini, Ermanno Taviani e Luigi Di Gianni. La seconda sezione, "Memoria", E' dedicata ai documentari d'archivio de "L'Archivio Storico Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico": 1979 - 2002: ventitré anni d'immagini. Una retrospettiva composta da tremila ore di proiezione e ascolto di materiali cinematografici, videomagnetici e sonori dell'Archivio Storico, affiancata da una collezione fotografica.

IL PROGRAMMA : Mercoledì 8 maggio, ore 18.30: evoluzione del documentario come testimone oculare di realtà in movimento: sonoro, realismo, film inchiesta, sperimentazione, docu-fiction. Giovedì 9 maggio: nuovi rapporti tra produzione e fruizione del documentario e nuove tecnologie: digitale, canali  tematici, mercato. Venerdì 10 maggio: archivi e conservazione (gestito dall'AAMOD); memoria storica, audiovisivo come  bene culturale, industria della memoria.


FUN: SAPORE DI VODKA

Limpida come l'acqua…ardente come il fuoco: la vodka E' la bevanda più amata degli ultimi anni. Bianca o aromatizzata, glaciale o a temperatura ambiente… quest'acquavite E', attualmente, la più gettonata per il suo gusto inconfondibile e perché costituisce un ingrediente fondamentale di molti cocktail apprezzati da giovani frequentatori di bar, pub e discoteche. Dagli ultimi sondaggi condotti in Italia sui superalcolici, infatti, emerge l'esplodere del fenomeno vodka: se ne bevono, secondo AcNielsen, 8,4 milioni di litri l'anno, di cui 5,2 milioni nella versione aromatizzata e 3,2 milioni nella versione classic. E decollano nettamente i consumi fuori casa, dove si concentra il 70% delle vendite.

ORIGINI: La vodka E' un distillato di cereali che trova le sue origini nelle pianure della Sarmazia, tra Polonia e Russia. Molti pensano che il primo produttore di quest'acquavite sia stato il russo Piotr Smirnov, di Uglich, sul Volga, ma cosa certa E' che la vodka E' nata in Polonia e successivamente si E' diffusa in Russia e nei paesi scandinavi, dove era considerata un rimedio sovrano per ogni malattia, e per ristabilire il giusto equilibrio tra la temperatura corporea e quella esterna. Il suo nome deriva dalla parola slava woda, acqua, perché all'aspetto ingannerebbe chiunque: trasparente, limpida, inodore ma, all'assaggio, si rivela una bevanda secca, senza particolari inflessioni, che scalda immediatamente gola e stomaco. Inizialmente la vodka era prodotta con materie prime molto semplici: dai più poveri cereali alla melassa di barbabietole, o patate, fino alle ortiche.

DISTILLAZIONE E PRODUZIONE: Oggi la vodka E' prodotta dalla distillazione di cereali, soprattutto grano e segale. La si può ricavare anche dalle patate, ma E' di qualità nettamente inferiore. La distillazione più attenta avviene in tre tempi, fino a ricavare un'acquavite di circa 70°, ciò significa che in un litro di distillato 70 parti su cento sono formate da alcol. Viene anche aromatizzata con erbe, fiori, bacche e frutti che si aggiungono al mosto fermentato prima della distillazione. Dopo la prima distillazione viene filtrata attraverso sabbia, carbone di rovere o betulle, ma assume spessore con l'aggiunta di acqua pura, nella fase dell'imbottigliamento, quando scende mediamente al 40% di volume alcolico. La vodka bianca si produce secondo due stili: quello occidentale, che la vuole totalmente pura e incolore e quello tradizionale dell'Est Europeo, che da origine a leggere trasparenze paglierine, dovute a sostanze aromatiche non eliminate durante la distillazione.

PROPRIETA' E CONSUMO: Una buona vodka si riconosce nella trasparenza cristallina, nel leggero aroma tipico, nel gusto finissimo e nel fatto che, anche se bevuta in grosse quantità, non lascia tracce nell'alito. Non si altera col tempo, e non ha bisogno di invecchiare, appena imbottigliata viene subito messa in vendita, per questo non esistono vodke d'annata. L'alcolicità, comunque, non dovrebbe mai superare i 40°. Secondo alcuni, le migliori vodke vanno degustate lisce, ben fredde, ma senza ghiaccio e in piccoli bicchieri mantenuti a temperatura ambiente. Non vanno bevute tutto d'un fiato, in questo modo passano inosservati i difetti ma non si assapora nulla.

FANTASIE DI VODKA: Otre alla vodka pura esistono più di cento qualità, aromatizzate con erbe, fiori, bacche e frutti. Le più note sono quella al limone, alla fragola, alla pesca, al melone da bere assolutamente ghiacciate o da usare per arricchire macedonie, dolci e gelati. Non bisogna confondere, però, le aromatizzate, che sono liquori alla vodka, e sono un fenomeno tutto italiano, dalle vodke come distillati, più conosciuti all'estero, che hanno un sapore decisamente diverso. Lo si nota confrontando, per esempio, le Absolut alla frutta che mantengono un sapore asciutto e il 40% di alcol, con le Artic o le Keglevich aromatizzate che contengono anche dello zucchero che le fa scendere al 20% di alcol e dà loro un gusto più dolce e meno deciso. La vodka pura, quella prodotta mediante lo stile occidentale, E' sicuramente la più adatta per creare i più svariati cocktail, perché riesce a dare gusto anche ad un succo di frutta, senza alterarne il sapore.

COKTAILS: VODKA E… ANGELO AZZURRO: VODKA, LIMONE, CURAÇAO BLU . BLOODY MARY: SUCCO DI POMODORO, SUCCO DI LIMONE, WORCESTER SAUCE, PEPE, SALE . EXPLORER: COINTREAU, BLUE CURAÇAO, SUCCO DI LIMONE . GYPSY: BÉNÉDICTIN, ORANGE BITTER. KANGAROO: VERMUT DRY . KREMLIN: JAMAICA RUM, SUCCO DI LIMONE, GRANATINA. MADISON: SUCCO DI LIMONE, GRAND MARNIER, GRANATINA . NINOTCHKA: SUCCO DI LIMONE, CREMA DI CACAO. OBSERVER: PANNA LIQUIDA, MIELE . PADEREWSKY: CALVADOS, GRANATINA SUCCO DI LIMONE . PIETROBURGO: SUCCO DI LIMONE, MENTA VERDE . POGO: SHERRY SECCO, DUBONNET . POPE: SUCCO DI LIMONE, CURAÇAO, GRANATINA. RUSSIAN: DRY GIN, CREMA DI CACAO . SCREWDRIVER: VODKA, SUCCO D'ARANCIA . SEX ON THE BEACH: VODKA, PESCA, MIRTILLO, ANANAS, AMARENA . SOVIET: SHERRY SECCO, VERMUT DRY . KISS ME BOY: SUCCO DI ARANCIA, SCIROPPO DI LAMPONE, MARASCHINO . ZAKUSKY: DRY GIN, CREMA DI CACAO, PANNA . VODKA COLLIN: SUCCO DI LIMONE, SCIROPPO DI ZUCCHERO . VODKA FIX: SUCCO DI LIMONE, SCIROPPO DI ANANAS . VODKA HIGHBALL: COCA O GINGER ALE . VODKA RICKEY: CEDRO, SCIROPPO DI ZUCCHERO, SODA . VODKA SOUR: VODKA, SUCCO DI LIMONE, ZUCCHERO .


FUN: NEI TEATRI DI ROMA...

PROSSIMAMENTE... La lunga, intensa ed interessante stagione teatrale romana E' giunta in dirittura d'arrivo, con gli ultimi spettacoli in programma nei mesi di aprile e maggio; poi si passerà alla ormai tradizionale e festosa stagione estiva, con molte piazze, a Roma ed in provincia, impegnate ad ospitare spettacoli di musica e di prosa, riservati non soltanto ai turisti italiani e stranieri, ma anche agli abitanti della nostra città, che abbiano piacere di passare qualche serata al fresco, all'aperto, con parenti ed amici. Ma vediamo adesso, in una rapida carrellata, quali spettacoli "al coperto" siano in programma nei vari spazi teatrali della città. Eventi al Teatro Argentina (Largo Argentina 52, tel. 06 68804601) ed al Teatro India (Lungotevere dei Papareschi, tel. 06 68804601): all'Argentina, fino al 21 aprile, E' in programma una bella edizione dell'"Otello", di W. Shakespeare, con la interpretazione di Michele Placido e la regia di Antonio Calenda; in questo allestimento il dramma di Otello E' stato assimilato alle vicende contemporanee, ed il risultato E' senz'altro pregevole; dal 7 maggio sarà la volta di un altro autore classico, MoliE're, con il "Don Giovanni", nella edizione curata da Marco Sciaccaluga e con la interpretazione di Gabriele Lavia ed Eros Pagni: due efficaci interpreti per due personaggi che rappresentano un riferimento fondamentale nella storia del teatro di tutti i tempi. Passiamo al Teatro India, dove fino al 21 aprile E' in programma "Doppio Gioco, Casanova e Da Ponte a Dux", per la regia di R. Giordano: un incontro che E' anche un confronto interessante tra due uomini, in momenti diversi e contrastanti della propria esistenza; dal 15 maggio, sempre al Teatro India, E' in programma "Luparella, ovvero foto di bordello con Nanà", con il testo e la regia di E. Moscato: un lavoro ambientato a Napoli nell'estate del 1943, con la protagonista, Nanà, personaggio singolare al servizio delle donne che animavano un bordello in un quartiere popolare partenopeo. E' ora la volta dei teatri che sorgono nella caratteristica zona di Testaccio, uno dei quartieri più frequentati di sera, da romani, italiani e stranieri, sia per le famose trattorie che, appunto, per gli spazi teatrali e di divertimento notturno. Al Teatro Vittoria (piazza Santa Maria Liberatrice 8, tel.065740170) sono in corso le repliche di "Piccole Donne, il musical", curato da Tonino Pulci, che ha tradotto il famoso libro della Alcott in commedia musicale, molto bella, vivace e ben interpretata da un gruppo di attori ed attrici molto affiatato; dal 23 aprile seguirà un atteso debutto, quello di Alessandro Haber, protagonista di "Tango d'amore e coltelli": si tratta di un concerto di parole e musica, tra Borges e Piazzola, con la regia di R. Gallione; conoscendo Haber, si può bene immaginare con quale grinta e con quale coinvolgimento personale questo grande attore proporrà al pubblico sia i segmenti di prosa che quelli cantati. Poco distante dal Vittoria, si trova il Teatro Testaccio (Via Romolo Gessi 8, tel. 065755482) che propone sempre lavori molto interessanti e brillanti, imperniati su giovani autori italiani; vari spettacoli si alterneranno nelle prossime settimane, sia nella sala grande che nella saletta comici: e quindi ricordiamo "Bolle di sapone" di Marco Falaguasta, un lavoro molto divertente, già rappresentato nel corso dell'Estate Romana del 2001; "La Casa Infestata", una commedia-horror tratta da un testo di Stefano Lazzarini per la regia di Massimo Milazzo; "Lunedì ore 13.30", un atto unico di Sarah Bogatti, presentato dalla Compagnia Teatro delle Ombre con le Artiste, con la regia di Bruno Bonifazi, e con la interpretazione di Chiara Pavoni, Rita Gianini e la stessa Sarah Bogatti. Sempre in zona Testaccio, da segnalare i prossimi lavori in programma al Teatro dei Cocci (Via Galvani 69, tel. 06 5783501) nell'ambito dell'intensa stagione ben diretta dal bravo Antonello Avallone: dopo "CafE' Chantant", tratto da Eduardo Scarpetta, un testo brioso, molto comico e molto colorato, sarà la volta, dal 15 maggio, di "Puggili" (sì, proprio con due "g"), di Alessandro Canale, con Maria Cristina Fioretti e la regia e la interpretazione dello stesso Avallone; un testo che ha già vinto quattro premi teatrali, ambientato in un quadro romano e pugilistico, con un sanguigno allenatore e la sua consorte che si confrontano e si confidano con effetti comici, ma anche di grande impatto emotivo. Ancora al Centro di Roma per dare un'occhiata alla programmazione delle grandi sale classiche, e cioE' l'Eliseo, il Quirino, il Valle ed il Sistina: al Teatro Eliseo (Via Nazionale 183, tel. 064882114), dal 16 maggio sarà in scena "Romeo and Juliet, serata di delirio organizzato", tratto da W. Shakespeare, ma nella ideazione, adattamento e regia di Paolo Rossi, con la collaborazione di R. Piferi: E' superfluo dire che questo ritorno di Paolo Rossi sul palcoscenico E' molto atteso, e sicuramente non passerà sotto silenzio! Come minimo, si può prevedere un fragoroso happening, nel quale il pubblico sarà coinvolto, e forse...travolto!  

Al Teatro Quirino (Via delle Vergini 7, tel 06 6794585) fino al 5 maggio E' in programma "Elettra" di Euripide, per la regia di P. Maccarinelli e con l'interpretazione della brava attrice Elisabetta Pozzi, nel ruolo della vergine efferata, che uccide per fredda necessità; seguirà poi, nello stesso teatro, "Sona Sona", un interessante spettacolo di B. Garofalo, un'opera-concerto per orchestra, canto e voci, dedicata alla eroina della rivoluzione partenopea del 1799, Eleonora Pimentel Fonseca. Al Teatro Valle (Via del Teatro Valle 21, tel. 06 68803704) proseguono le repliche di "Lighea, ovvero i silenzi della memoria", una intensa ed approfondita rievocazione da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per la regia e la parte drammaturgica curata da R. Cappuccio. Per la musica, al Teatro Sistina, Via Sistina 129, tel. 064200711) sono attese grandi emozioni con lo spettacolo..."Emozioni", di E. Tartaglia, con musiche di Lucio Battisti, uno dei più grandi cantautori italiani ed internazionali, prematuramente scomparso; si tratta ovviamente di un grande tributo d'amore e di passione per le canzoni di Battisti e Mogol che hanno attraversato così tante generazioni di giovani ed anche di meno giovani, canzoni che non sono rimaste soltanto nel nostro Paese, ma sono state esportate all'Estero, in Europa ed in tutto il Mondo. Per il divertimento puro, mentre ricordiamo i luoghi classici, quali il Salone Margherita (Via Due Macelli 75, tel. 066791439) ed il Puff (Via Gigi Zanazzo 4, tel. 065810721), vogliamo dedicare una citazione al lavoro "Pinocchia" di S. Benni, in scena al Teatro Ambra Jovinelli (Via Guglielmo Pepe 43, tel. 0644340262): si tratta di una libera rielaborazione di Stefano Benni, ispirata ovviamente alla famosa favola di Collodi, ed adattata alla talentuosa e brillante attrice Angela Finocchiaro che, in questo allestimento, E' accompagnata anche da Bruno Stori. Infine altri due spazi teatrali molto interessanti nel panorama romano: il Teatro Flaiano (Via Santo Stefano del Cacco 15, tel. 06 6796496) ed il Teatro Tordinona (Via degli Acquasparta 16, tel. 06 5755482): al Flaiano, dopo le gustose e divertenti repliche dello spettacolo di cabaret "Barbablues" con gli impagabili Donati e Olesen, sarà in cartellone ancora "La Piccola Lirica", un modo intelligente e molto apprezzato dal pubblico di proporre le classiche opere liriche in formato "tascabile", cioE' in una edizione di novanta minuti, compresi i quindici di intervallo, che rappresenta una sorta di "Bignami" per i giovani appassionati di questo importante segmento dello spettacolo italiano; in programma al Flaiano sono le due famose opere "Carmen" e "Barbiere di Siviglia", a cura di Gianna Volpi e Rossana Patrizia Siclari. Infine al Tordinona E' da ricordare la piE'ce teatrale "La notte degli assassini", di Josè Triana, per la regia di Marco Zangardi, e con la  intensa e convinta interpretazione di Sonia De Meo, Tiziana Lotti e lo stesso Zangardi.


SPORT: GINNASTICA! ETICA ESTETICA DINAMICA

Dal 1869 Federazione Ginnastica Italiana; dal 1887 Federazione Ginnastica Nazionale Italiana; dal 1901 di nuovo Federazione Ginnastica Italiana; dal 1909 ancora Federazione Ginnastica Nazionale Italiana, successivamente mutata in Reale Federazione Ginnastica Italiana; nel dopoguerra ha preso la definizione di Federazione Ginnastica d'Italia (FGI).

La Federazione Ginnastica d'Italia fondata nel 1869 ed eretta ad Ente Morale nel 1896 ha la sede nazionale in Roma. La F.G.I., affiliata agli organismi internazionali competenti quali la F.I.G. - Federazione Internazionale di Ginnastica e la U.E.G. - Unione Europea di Ginnastica, E' riconosciuta dal CONI - Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal CIO - Comitato Olimpico Internazionale. In Italia la F.G.I. E' l'unica rappresentante riconosciuta dagli organismi internazionali della Ginnastica Artistica maschile, Ginnastica Artistica Femminile, Ginnastica Ritmica, Ginnastica Generale e Ginnastica Aerobica. Inoltre, il fitness, il twirling e il trampolino elastico sono attività sportive riconosciute dalla F.G.I. La Federginnastica ha piena autonomia tecnica, organizzativa e di gestione, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CONI, della F.I.G. e del CIO. Gli scopi principali della F.G.I. sono di promuovere, curare e disciplinare tutte le forme delle attività ginnastiche dilettantistiche; curare l'organizzazione e il potenziamento delle attività ginnastiche; curare la preparazione degli atleti e approntare mezzi adeguati per la partecipazione ai Giochi Olimpici e a tutte le competizioni internazionali e nazionali; sostenere tutti gli associati nel perseguimento delle finalità federali, riconoscendone e potenziandone l'operato di entità autonome.

GINNASTICA ARTISTICA MASCHILE : Conta circa 1.800 agonisti. Gli attrezzi di questa specialità sono corpo libero, cavallo con maniglie, anelli, volteggio, parallele e sbarra. Tutti gli esercizi sono eseguiti individualmente, ma le classifiche sono individuali o di squadra (somma dei punteggi dei diversi componenti di una società o nazione). E'disciplina olimpica.

GINNASTICA ARTISTICA FEMMINILE : Conta circa 3.800 agoniste. Gli attrezzi di questa specialità sono corpo libero con accompagnamento musicale, trave, volteggio e parallele asimmetriche. Tutti gli esercizi sono eseguiti individualmente, ma le classifiche sono individuali o di squadra (somma dei punteggi dei diversi componenti di una società o rappresentativa nazionale). E' disciplina olimpica.

GINNASTICA RITMICA : Conta circa 3.000 agoniste. Gli attrezzi della specialità sono fune, cerchio, palla, clavette e nastro, tutti con accompagnamento musicale. Le competizioni possono essere individuali o di insieme - in questo caso 5 ginnaste eseguono contemporaneamente l'esercizio in pedana. Le classifiche sono individuali o di squadra, con la stessa formula dell'artistica, o di insieme. E' disciplina olimpica.

GINNASTICA AEROBICA : Conta circa 2.900 agonisti. Gli esercizi sono eseguiti a corpo libero con accompagnamento musicale. Le specialità sono individuale maschile e femminile, coppia mista (maschi e femmine), trio misto e gruppo - 6 atleti eseguono contemporaneamente in pedana l'esercizio. Non E' ancora stata riconosciuta disciplina olimpica.

GINNASTICA GENERALE : Conta circa 47.000 agonisti. La ginnastica generale rappresenta la base addestrativa delle specialità della ginnastica. Di conseguenza sono presenti nelle competizioni tutti gli elementi tecnici propri della ginnastica artistica, ritmica e aerobica.

GINNASTICA E SCUOLA : Il settore scuola della Federazione Ginnastica d'Italia, creato per poter stabilire un rapporto più diretto con il mondo scolastico, si occupa di tutte le diverse espressioni della ginnastica realizzate nell'ambito della scuola, a tutti i livelli; opera attraverso i propri organi periferici, i comitati regionali, e i rappresentanti locali di settore, tutti docenti di educazione fisica, che oltre ad essere tecnici di ginnastica, possiedono una conoscenza approfondita dell'istituzione scolastica.

FEDERAZIONE GINNASTICA D'ITALIA . PRESIDENZA: VIALE TIZIANO, 70 - 00196 ROMA. TEL. 06 36851 - 06 36858177 - FAX 06 36858113 . COMITATO REGIONALE: VIALE PINTURICCHIO, 31 – 00196 ROMA. TEL. 06 3222328 - FAX: 06 3216348 .


MUSIC: HEAVY METAL

Heavy Metal, letteralmente metallo pesante, per molti un fastidioso rumore, per altri tecnica ed arte allo stato puro. Il genere ha le sue origini ancorate agli anni '70, sulla scia di rock band come Deep Purple e Led Zeppelin, ma anche di alcuni gruppi punk più estremi come i Sex Pistols. L'Heavy Metal vero e proprio nasce in Inghilterra a cavallo dei primi anni '80, prendendo il nome di New Wave ff British Heavy Metal, con gruppi del calibro degli Iron Maiden, Def Leppard (ancor prima i Black Sabbath) e si evolve nel corso del decennio adottando ritmi più marcati e chitarre più incisive, dando vita alla corrente Trash, trascinata dai Metallica, che eserciteranno una vera e propria rivoluzione nei confronti dei loro predecessori. Nella seconda metà degli ‘80 si vanno formando sfumature Metal sempre più diversificate, come lo Speed/Power tedesco, a cui fanno capo gli Helloween, ed espressioni più soft con l'aggiunta di tastiere e cori uniformi come nel caso dei WhiteSnake o del cambio di rotta dei già citati Def Leppard. Diventato ormai puro business, l'ala più leggera e commerciale del Metal, ribattezzato poi Hard Rock, dà vita a una serie di bands che riusciranno a scansare nelle classifiche di tutto il mondo il POP fino a quel momento sovrano. Gruppi come Bon Jovi, Europe, Guns ‘n' Roses e molti altri, lasceranno ad ogni apparizione urla deliranti di fans e record di vendite da capogiro creando, con le loro chitarre ruspanti, un ciclone che avvolgerà la scena musicale per tutto il decennio. Con gli anni '90 finisce il predominio del Metal classico e dell'Hard Rock più commerciale, per lasciare spazio alla nuova ondata della New Wave Power/Progressive, che con le sue cavalcate a suon di doppia cassa e i velocissimi soli di tastiera, di cui i maggiori esponenti sono gli Stratovarius e i Dream Theatre, terrà banco per tutto il nuovo decennio, tenendo abilmente testa all'esplosione del Grunge provocata da Nirvana e affiliati. Luoghi e appuntamenti di culto per ogni vero Metallaro doc sono però rimasti pressoché invariati: il grandioso Monsters of Rock e il Gods of Metal rimangono infatti le radunate di maggior qualità e successo di tutti i gruppi, con i loro fans, della storia del Metal.


MUSIC: NASCE L'AUDITORIUM DI ROMA

NOTE DI MUSICA PER IL NATALE DI ROMA: Il 21 aprile 2002, con l'apertura dell'Auditorium di Roma, tra il Villaggio Olimpico e Villa Glori, la Capitale diventa primario polo musicale europeo. Un ambizioso progetto iniziato nel lontano 1994, e che per svariati motivi fu interrotto e poi ripreso, ora visibile realtà in tutto il proprio splendore agli occhi dei cittadini romani! L'Ingegnere Renzo Piano E' il padre di una struttura di spettacolari dimensioni: una città della musica di 50 mila metri quadri con tre sale da concerto rispettivamente da 2.700, 1.200 e 700 posti (quest'ultima, a forma rettangolare, E' ideata per musica da camera, barocca e opera concertata). Le prime due sale sono protagoniste assolute già dal 21 aprile stesso; mentre la sala più grande, che apre il 21 dicembre 2002, E' dotata di caratteristiche sonore interne pari a 20 decibel, soglia prossima al silenzio. L'Auditorium E' soprattutto una macchina musicale. La cavea, auditorium all'aperto per tremila spettatori, E' un punto clou del progetto di Renzo Piano. Costruito sul punto altimetrico più basso, si trova proprio al livello della piana alluvionale del Tevere. E poi ancora locali per le prove per 150 orchestrali e coristi. Per contorno negozi, ristoranti, biblioteche ed un immenso parco.


VISION: OBELISCHI DI ROMA

OBELISCHI: LA STORIA ROMANA SFIORA IL CIELO . Simboli religiosi per gli egizi, trasportati a Roma dai generali vittoriosi, divenuti simbolo di gloria e riconoscimento, furono poi costruiti dagli stessi imperatori. Una lungo percorso storico, fino alle due realizzazioni moderne, entrambe di epoca fascista: l'obelisco di Mussolini, del Foro Italico, e quello dedicato a Guglielmo Marconi, all'Eur.

Obelisco di Piazza S. Giovanni in Laterano: è il più alto (31 metri) e il più antico sito in Roma. Da Tebe, fu trasportato nel 357 a Roma da Costanzo II con una nave appositamente costruita e collocato nel Circo Massimo; e nella posizione attuale per volere di Papa Sisto V. Obelisco di Piazza della Minerva: il più piccolo di Roma, realizzato in granito rosso, risalente al secolo VI a. C., originario della città egizia di Sais, fu collocato da Bernini sull'elefante marmoreo. Obelisco di Piazza dell'Esquilino: fu costruito a Roma ed originariamente posto fuori al Mausoleo di Augusto, in seguito restaurato e sito di fronte a Santa Maria Maggiore da Sisto V. Obelisco di Piazza della Rotonda: fra i più piccoli di Roma, aveva quale collocazione originaria il Tempio del Sole di Heliopolis; fu innalzato di fronte al Pantheon nel 1711 e decorato con delfini e stemmi di Clemente XI. Obelisco di Piazza del Quirinale: sito in origine all'ingresso del Mausoleo di Augusto e fu portato nella piazza attuale da Sisto V (1587). Obelisco di Piazza S. Pietro: posato sul dorso di 4 leoni di bronzo tra due grandiose fontane.  Provienente da Heliopolis, fu portato a Roma da Caligola. Dal 1586 è sito nella piazza attuale per volere di Sisto V. Obelisco di Piazza del Popolo: 24 metri di altezza, è il secondo per antichità dopo quello lateranense. Fu costruito dai faraoni Ramesse II e Mneptah nel 1.300 a.C. e trasportato a Roma da Augusto. Fu posto nella collocazione odierna nel 1589, per volere di Sisto V. Obelisco di Axum: 24 metri di altezza, risalente al IV secolo, fu portato a Roma dall'Etipia nel 1937 e collocato in Piazza Porta Capena, di fronte alla Fao, a pochi metri dal Circo Massimo. Obelisco di Villa Celimontana: proveniente da Heliopolis, dedicato a Ramses II, era collocato sul Campidoglio. Dal 1584 nella posizione attuale. Obelisco di Piazza Navona: realizzato a Roma sotto Diocleziano, con materiali provenienti dall'Egitto, fu collocato nella posizione attuale da Papa Innocenzo X nel 17esimo secolo. Obelisco di Trinità dei Monti: costruito a Roma, proveniente dagli Orti Sallustiani, fu collocato in cima a Piazza di Spagna nel 1789. Obelisco di Montecitorio: costruito a Heliopolis fu trasportato a Roma da Augusto, subito dopo la vittoria sugli egizi. Collocato in Piazza Montecitorio nel 1792 da Papa Pio VI. Obelisco del Pincio: si erge nei giardini del Pincio dal 1822, in viale dell'Obelisco, accanto all'area  panoramica che si apre su Piazza del Popolo. Uno dei più piccoli di Roma, risale all'epoca dell'imperatore Adriano. Obelisco di Via delle Terme di Diocleziano; di origine egizia, sito nei giardini di fronte alla Stazione termini, fu ritrovato nel 1883 in Santa Maria sopra Minerva ed eretto nel 1887 nella posizione attuale. Il piedistallo è inscritto con i nomi dei soldati italiani caduti nella battaglia di Dogali (Etiopia) del Gennaio 1887. Obelischi di Villa Torlonia: i due obelischi siti all'interno dei giardini della villa, furono costruiti nel 19esimo secolo per volere di Alessandro Torlonia ed eretti nel verde di Via Nomentana nel 1840. Obelisco del Foro Italico: obelisco moderno, costruito per volere di Mussolini. Un blocco unico di marmo di Carrara che stilizza un fascio littorio. Monumento a Guglielmo Marconi: un obelisco moderno, in marmo di Carrara, costruito nel 1938 ed collocato nella posizione attuale nel 1959, quando l'Eur superò i danni della guerra.