ROMA IN TAXI: GIUGNO 2002



IN COPERTINA: GIOACCHINO BELLI & MORENA DE PASQUALE


ZOOM: IL VERICE FAO DI ROMA

CAPITALE BLINDATA... CON LA PAURA CHE NON SI FARA' NIENTE! Nel mondo, 815 milioni di persone soffrono la fame. Secondo l'ultimo rapporto Fao, 777 milioni di questi vivono nei Paesi in via di sviluppo, 27 in quelli di transizioni, 11 nei Paesi industrializzati. Più di un miliardo di persone (un sesto della popolazione mondiale), beve acqua infetta che provoca, ogni anno, 3 milioni di morti. La Fao ha organizzato a Roma, dal 10 al 13 Giugno 2002, il vertice mondiale sull'alimentazione "Cinque anni dopo", previsto nel 2001 e rinviato dopo l'11 Settembre. Se nel vertice del 1996 si è fissato l'obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di persone sottoalimentate, è giunto il momento di delineare risultati e nuovi urgenti strategie. Roma, nel 1996, gli inviati di 185 Paesi, accanto a rappresentanti di organizzazioni inter e non governative, giunsero alle seguenti conclusioni: nei documenti programmati del vertice (Dichiarazione di Roma e Piano d'azione), si è preso l'impegno a combattere fame e povertà, attraverso politiche di sostegno per l'alimentazione e l'agricoltura e investimenti strutturali a breve e medio termine. Ma l'obiettivo di portare gli affamati da 800 a 400 milioni entro il 2015 non sarà centrato: ogni anno ci sono solo 8 milioni di affamati in meno rispetto ai 20 pianificati. Solo 22 dei 99 Paesi in via di sviluppo infatti, hanno raccolto risultati concreti.La Cina è prima tra questi, anche se resta, dopo l'India, la seconda nazione al mondo per numero di affamati. Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, i senza cibo sono saliti al 35% della popolazione.A mettere in pericolo la sicurezza alimentare, anche siccità, terremoti, inondazioni e la diffusione dell'Aids (nel 2001 il numero dei malati è arrivato a 40 milioni; di questi, il 95% nell'Africa sub-sahariana). A fine vertice, parziale delusione causata dal mancato massiccio impegno dei Paesi più industrializzati (eccezion fatta per l'Italia), dichiarato lo scontento da parte delle Organizzazioni non Governative e, fra gli altri, un potenziale contributo per il futuro: la ricerca nel campo degli organismo geneticamente modificati. Da intraprendere con impegno ed attenzione estrema.


SHOPPING: MOTOR... TUTTO SU DUE RUOTE!

Dal 18 giugno al 27 luglio al Palaparioli, in collaborazione con i principali marchi del settore e con il patrocinio del Comune di Roma, è presentata per la prima volta la grande manifestazione del settore motoristico: il MotorVillage. Auto, moto, accessori, con aree divertimento, gare di kart, eventi speciali a tema. Curiosi, appassionati ed esperti potranno provare in anteprima gli ultimi lanci delle case produttrici. Due sono le aree espositive: commerciale, dove le varie aziende del settore  espongono i loro prodotti e espositiva che sarà arricchita da varie mostre ed esposizioni a tema. Ma non è stato tralasciato niente perché grazie al  kartodromo, con una flotta di 20 kart di nuova generazione ecologici, silenziosi e ad impatto ambientale zero, che regala l'atmosfera delle grandi gare e il divertimento è garantito per grandi e piccini.  Altro grande evento è il Roma Motor Show, 47ma Mostra Internazionale di Eleganza delle Automobili e dei Veicoli a Motore, è unica per tradizione, continuità, evoluzione, ingresso libero e svolgimento all'aperto. Organizzata dalla Rivista Motor sin dal 1947. Ricca di tradizione e novità, quest'anno si distingue per la nutrita quantità di novità del mercato automobilistico mondiale - e del mercato motoristico in genere - tra cui l'inedita Citroën C8 che, presentata al Salone di Ginevra, farà la sua prima apparizione in Italia proprio in occasione del Roma Motor Show. Giovani, meno giovani, uomini e donne, intere famiglie, appartenenti a tutti i gradi di istruzione, affluiscono in una media calcolata attorno agli 80.000 visitatori. Quest'anno tre giorni di full immersion: 31 maggio, sabato 1 giugno e domenica 2 giugno al Foro Italico in un susseguirsi di esposizione statica di tutta la produzione nazionale ed estera, con le novità più recenti, di sfilate dei prestigiosi Club e mezzi dei Corpi dello Stato, di moto e mezzi alternativi, di Ferrari e di Vetture Storiche. E come è ormai tradizione, anche quest'anno la passerella del Roma Motor Show, arricchita dalla presenza di Syria e Sabrina Marano, ha visto sfilare la più bella produzione automobilistica abbinata a splendidi vestiti di Alta Moda concludendosi in uno spettacolo esaltante.

MotorVillage: Dal 18 giugno al 27 luglio. Palaparioli - Via della Moschea. Dalle ore 17.00 alle ore 01.00.


ARTS: REPUBBLICA VITTORIA

Presentato dal Ministro Giuliano Urbani, il 24 Maggio alle ore 11.30, presso la Sala del Consiglio Nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il programma delle numerose iniziative previste al Vittoriano in occasione della Festa della Repubblica, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Soprintendenza per il Polo Museale di Roma e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Roma in collaborazione con il Ministero della Difesa e con l'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.

Insieme al Ministro, il Consigliere Responsabile del Patrimonio Artistico della Presidenza della Repubblica Prof. Louis Godart, il Segretario Generale per i Beni e le Attività Culturali Prof. Carmelo Rocca, il Prof. Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale di Roma e l'Arch. Roberto di Paola, Soprintendente per i Beni Architettonici, il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Roma, il Prof. Giuseppe Talamo, Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, il Direttore del Sacrario Militare delle Bandiere delle Forze Armate C.V. Alessandro Valentini in rappresentanza del Ministero della Difesa, il Dott. Carlo Rambaldi che ha curato il progetto "Mille Italie, una Patria. Un percorso multimediale e virtuale", unitamente al Prof. Giovanni Negri, Presidente della Commissione Ministeriale per i Musei e l'Arte virtuale. A partire da domenica 2 giugno 2002, festa della Repubblica Italiana, il Vittoriano è dunque accessibile al grande pubblico, al termine della parata, attraverso sei ingressi tra i quali un nuovo camminamento che congiunge la Piazza del Campidoglio alle Terrazze attraverso il Convento dell'Ara Coeli. Riaperte interamente le Terrazze sulle quali, per aiutare a conoscere meglio il Monumento, sono posizionate paline informative storico-artistiche e dei vista point che permetteranno una lettura per periodi storici dello straordinario panorama visibile dalle Terrazze.

GLI EVENTI SPECIALI: Mille Italie, una Patria. un percorso multimediale e virtuale: raccontare le emozioni. La Patria, la storia, le città, i campanili, l'arte, la cultura. Una complessità di elementi che convergono nei tre colori della bandiera. Visita interattiva ai musei del Risorgimento di Torino e di Milano: un percorso elettronico. Identità Nazionale. un percorso dal Campidoglio al Quirinale: in evidenza i luoghi simbolo dell'unità nazionale; l'Ara Coeli, il Monumento a Cola di Rienzo, il Vittoriano, la colonna Traiana, i Fori Romani, piazza SS. Apostoli, la Torre delle Milizie e il Sacrario Militare di Santa Caterina, il Quirinale, il Monumento a Carlo Alberto.

LE MOSTRE: I pittori soldato della prima guerra mondiale: selezione delle opere di quei pittori-soldato impegnati sul fronte della prima guerra mondiale come artisti-reporter. Garibaldi 1882-2002. Materiali per una storia: realizzata per la ricorrenza dei centoventi anni dalla morte di Garibaldi; un percorso di materiali originali quali stampe, incisioni e manifesti, nel cuore del Risorgimento italiano. Un ricordo di Benedetto Croce: per commemorare i 50 anni dalla morte del filosofo, esposti foto, filmati, cimeli, documenti originali. Unità della Lingua e Unità della Nazione: un vero e proprio percorso sulla storia della lingua italiana in collaborazione con l'Accademia della Crusca, dietro e davanti ad un concetto: l'importanza decisiva che ha avuto, nella storia d'Italia, il costituirsi dell'unità linguistica ben prima dell'unificazione politica.


ARTS: RITRATTO DI UN'IDEA

ARTE ED ARCHITETTURA NEL FASCISMO: Nei locali delle piccole Terme Traianee di Palazzo Valentini, a Roma, è in svolgimento fino al 21 luglio 2002 una rassegna documentaria sull'ARTE E ARCHITETTURA NEL FASCISMO, nell'ambito del ciclo programmato sull'arte dei regimi, iniziato nel 1999 con la mostra "Arte nell'URSS dalla rivoluzione d'ottobre al crollo del muro di Berlino", come ha ricordato in catalogo (editoriale Giorgio Mondadori) Silvano Moffa, Presidente della Provincia di Roma, che ha organizzato l'esposizione. L'esame delle opere esposte, che non giustificano il preteso confronto, programmato sull'arte del regime sovietico, nazista e fin'anche cubano, per qualità e per indipendenza del committente pubblico, confermano la "vitalità culturale dell'Italia tra il 1910 e il 1938", secondo l'espressione usata da Federico Zeri, lo studioso del Rinascimento e della Controriforma e che ha individuato l'autenticità delle immagini dell'arte funzionale in relazione all'esercizio di culto. D'altra parte, come ha dimostrato in catalogo la curatrice della mostra, la storica Rossana Bossafoglia, la committenza pubblica italiana dell'epoca, ha sempre respinto il concetto di "arte di Stato", anche quando "il regime avrà raggiunto un consolidato potere". Infatti, "gli interventi pubblici di Mussolini - ribadisce la Boscaglia - parlano soprattutto dell'importanza che l'attività estetica ha in sé, del suo valore nel contesto civile".

La rassegna d'arte e architettura conferma che in quel periodo, contrassegnato dalla necessità che la cronaca diventasse storia, non sono stati pochi i contributi creativi, in grado di fornire una originale sintesi (il Pevsner l'ha chiamata "la variante italiana") alle esperienze dell'arte moderna che fervevano in Europa. Ma questa volta con la certezza che le nuove idee non avrebbero trovato gli artisti impreparati o, come era avvenuto nel passato più prossimo, acquiescenti. Vi era stato infatti il futurismo che negli anni 10 aveva imposto un nuovo modo di fare arte in Europa. E negli anni 30, con l'aeropittura, aveva dato un'impronta nuova al concetto di spazio-tempo, dopo aver modificato la visione della storia, fino ad allora considerata dai futuristi bloccata ad un passato che lasciava passare un classicismo in creativo.  Mentre la metafisica dechirichiana e carraiana aveva trasmesso agli architetti quella sua aura magica che contagerà le città di fondazione, da Latina (già Littoria) a Sabaudia, da Pontinia ad Aprilia, da Pomezia a Guidonia, da Arborea (già Mussolina) a Carbonia, da Fertilia a Segezia, sorte futuristicamente e in breve tempo, in alcuni territori dove cresceva da secoli il "fiore lutulento" della palude e si respirava secondo la prosa dannunziana una "dolcigna afa di morte". Questi complessi urbani, sono stati poi realizzati nei territori d'oltre mare, come ha documentato la rassegna, filologicamente coerente, promossa dalla Regione Lazio e in svolgimento nel complesso monumentale dell'ex carcere di Carlo Fontana a Roma. Anche l'astrattismo italiano degli anni 30, nato da noi in ritardo rispetto al primo "acquarello astratto" di Kandisky (1910), in quanto il futurismo, con Balla, aveva portato avanti la koiné astratta fin dal 1912, instaurerà un rapporto attivo (recepito da Belli in Kn) con quella realtà, ossia con quella società che aspirava a vivere il nuovo corso della storia, ai suoi primordi. In questa direttiva tra metafisica e razionalismo, si troveranno ad operare gli architetti italiani degli anni 30 che, sulla base, della progettazione disegnata di Sant'Elia, legheranno alla bellezza, intesa come continuità della tradizione, le proposte funzionali e tecnologiche dei tempi moderni, da Muzio a Terragni, da Piacentini a Libera, da Picconato a Del Dubbio, dal Palazzo dell'arte alla Triennale di Milano alla casa del Fascio di Como, dai piani regolatori di Brescia e Bergamo al Palazzo dei Congressi all'Eur a Roma, dal complesso urbano di Sabaudia al Foro Italico (già Foro Mussolini).


FUN: W SNOOPY

"Era una notte buia e tempestosa...": verrebbe voglia di iniziare così, alla maniera di Snoopy, anche il racconto dell'avventura romana della banda dei Peanuts, ma la mostra a loro dedicata poco si intona con l'atmosfera del più famoso incipit della storia della letteratura, poiché "W Snoopy" è di certo l'evento più allegro e colorato  nel panorama culturale di questa primavera capitolina. La mostra, che fino al 30 giugno verrà ospitata in un'ala di Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale, è la consacrazione del più eclettico dei bracchetti, con un debutto a quattro zampe presto rinnegato per assecondare un'innata vocazione da bipede. Il percorso della mostra inizia con una gigantesca cuccia rossa sulla quale Snoopy riposa, pancia all'aria e orecchie penzoloni, in una delle sue pose iconografiche. L'ingresso alla cuccia, che dà l'accesso alla sala successiva, come una "porta dimensionale" catapulta i visitatori di ogni età nel magico mondo dei Peanuts:il campo di Halloween a sinistra, la famiglia di Snoopy a destra (i suoi fratelli: Spike il magro, Olaf il grasso, Pallino il maculato e Handy il peloso), la fontana di Woodstock al centro e in alto, sospeso a mezz' aria il Sowpit Camel, l'aereo con cui Snoopy ha intrapreso fantastiche battaglie contro il Barone Rosso. Di sfondo, come in una surreale passeggiata al Pincio, i busti marmorei della Roma Antica hanno preso le fattezze dei personaggi più simpatici della fumettistica di quest'ultimo cinquantennio.

Uno accanto all'altro: Charlie Brown, il figlio maggiore del barbiere del quartiere, timido e maldestro con una caratteristica testa a palla;Linus Van Pelt, fratello minore della dispotica Lucy, soggetto nevrotico e geniale, sempre in compagnia della sua coperta dal valore totemico e compensativo;Lucy, la primadonna dei Peanuts, arcigna, supponente, militarista, intrigante e rompiscatole, amante non corrisposta di Schroder, psichiatra a tempo perso a cinque cents a visita; Frieda, figurante dai capelli ricci, legatissima al suo gatto inviso da Snoopy; Piperita Patty, un maschiaccio con lentiggini, capelli a spaghetto e sandaloni birckenstock, innamorata di Charlie Brown che chiama amorevolmente Ciccio; Mercie, la migliore amica di Piperita che chiama sempre "capo"; Pig Pen ("recinto per maiali"), un soprannome che la dice lunga sul livello di igiene; Sally Brown, sorella minore di Charlie, tenera creatura naif e per finire Schroeder, concertista di pregio devoto a Beethoven. Nella terza sala opita tutte le trasformazioni e i travestimenti di Snoopy nei suoi tentativi di diventare antropomorfo e uno schermo per gustare alcuni cartoni. Per chiudere l'itinerario, un laboratorio interattivo, pedagogico e ricreativo di Rai Sat Ragazzi. Tutto questo per cercare di riassumere lo straordinario potere e la delicata poesia del più semplice dei fumetti. Quando nel 1950 la sua nuova striscia, edita dall'United Feature Syndicate, esce in contemporanea su sette quotidiani statunitensi, Charles Monroe Schulz, in uno slancio di ruvida sincerità, confessa che il titolo di "Peanuts", imposto dal Syndacate, sia il peggiore mai escogitato per un fumetto.

"Peanuts" significa genericamente noccioline, ma nel linguaggio colloquiale americano indica - ed è questa la giusta chiave di lettura - persone di poco conto, senza alcuna importanza o peso decisionale, proprio come i mocciosi della cricca di Charlie Brown. A rileggere la storia con il senno di poi, emerge subito quella beffarda ironia che spesso si diverte a riscattare gli umili dalla loro sorte scontata per trasformarli in eroi paradossalmente teneri e fragili. I Peanuts continuano ad incantarci da oltre 50 anni, amati e seguiti da un pubblico di ogni età su oltre tremila giornali; attorno a loro c'è un merchandising che dà lavoro a migliaia di persone e la loro popolarità mondiale è tale che la spedizione spaziale dell'Apollo 10 ha battezzato il modulo di comando Charlie Brown e quello lunare Snoopy. Per non parlare poi dei complessi della coperta e del pollice, ribattezzati complessi di Linus e…di quella "notte buia e tempestosa" in cui deve iniziare ogni avventura che si rispetti.


FUN: COCKTAILS

Frutto della perfetta armonia tra ingredienti diversi tra loro, il cocktail è sicuramente il drink più fantasioso sia nel gusto sia nell'aspetto. Al suo nome è legata la figura di Ernest Hemingway, lo scrittore che sottolineò la gioia di vivere accanto ai calici di ottimo vino o di short drink preparati all'Harry's Bar di Venezia, all'insegna di una corposa e fresca allegria vissuta talvolta insieme ad illustri amici, scrittori, artisti, uomini politici, scienziati di tutto il mondo. Erano tempi in cui clienti eccezionali, frequentavano i tranquilli ritrovi dei grandi alberghi, le sale scintillanti dei caffè alla moda. E incontrarsi, conversare davanti ad un cocktail stimolava l'estro. Nasceva così la febbre dei cocktails, e da allora ha fatto il giro del mondo!

Storia del bere miscelato: L'abitudine, per l'uomo, di miscelare sostanze diverse per cercare di esaltarne i sapori e ravvivarne i colori, si perde nella notte dei tempi. I Romani misero in voga, tanto per fare un esempio, l'hydromeli (vino cotto e mescolato con miele) che essi proponevano come aperitivo. L'usanza passò poi nelle Gallie e arrivò in Bretagna dove si conserva tuttora. Ma fu durante il Medio Evo e poi nel Rinascimento che le miscele a base di liquori e di vini furono innalzate al rango di opera d'arte, di cui se ne occupavano i maestri cerimonieri delle varie corti. Sembra che sia stato Girolamo Savonarola a inventare l'aqua ardens composita, miscuglio sapiente di essenze vegetali, di profumi e di acquavite tratta dal vino Vermiglio, molto apprezzata dalla nobiltà fiorentina e poi esportata con grande successo in Francia. Molte fonti dimostrano che la storia del cocktail ha avuto inizio dai banchetti di Trimalcione, dalla corte fiorentina dei Medici o dal Re Sole, Luigi XIV, che costituì la confraternita dei Limonadiers, fabbricanti di bibite, cui seguirono poi gli Anysetiers e altre corporazioni. Che l'origine di preparare i moderni cocktails sia di estrazione anglosassone sembra però dimostrata dal fatto che, nel luglio del 1806, il giornale inglese The Balance pubblicò in proposito una nota esplicativa definendo il cocktail una "bevanda stimolante, composta di diverse sostanze alcoliche alle quali viene aggiunto dello zucchero, dell'acqua e del bitter". Secondo tale testo la dizione più antica e popolare di quel cocktail era Bittered sling.

Cos'è un cocktail: .La base è rappresentata sempre da un distillato importante (whisky, cognac, acquavite, gin, ecc.), cui si aggiungono gli elementi modificanti, che hanno la funzione di conferire gusto amaro, dolce, aromatico o acido, di essere dissetanti o tonici. Nella miscelazione, il limite massimo fissato dal I.B.A (International Bartenders Association) durante il congresso del 1993, è di cinque ingredienti, comprese gocce e correzioni.  Molto spesso nella formula è presente il ghiaccio, che contribuisce a un giusto amalgama e allunga leggermente la miscela. Si possono poi prevedere elementi decorativi come olive, ciliegie, scorze di arancia e limone, foglie di menta. Tutti i cocktail sono distinti da un proprio spiccato profilo organolettico. I nomi dei cocktails derivano da famosi personaggi, posti esotici, locali, come: Bellini, Cuba, Americano, Manhattan, Alexander etc. Le varietà di cocktail sono molteplici, e, in base agli ingredienti e all'uso, sono suddivise dall'I.B.A in diverse categorie come: short drink, long drink, fizzes, daisies, frappes, parkling etc. Per creare una buon cocktail sono necessari alcuni ingredienti di base (il whiskey, il cognac, il rum, la vodka, il vermouth, e poi succo d'arancia, di pompelmo, d'ananas, di limone, di pomodoro, latte, sale, pepe, zucchero, cubetti di ghiaccio di varie forme e colori), alcuni strumenti specifici e un pizzico di fantasia.

Gli strumenti da cocktail: Lo shaker tradizionale è costituito da tre pezzi. La base serve a contenere ghiaccio e liquori e può essere d'acciaio o cristallo. La cupola, o passino, si incastra sulla base e serve a trattenere il ghiaccio durante la mescita. Il cappello è il tappo e chiude la cupola. I tre pezzi quando sono incastrati tra loro devono garantire la perfetta chiusura, così da evitare spruzzi o sgocciolamenti durante la miscelazione.  Il mixing glass è un bicchiere in vetro o cristallo. A volte sull'apertura può già trovarsi un filtro per trattenere il ghiaccio. Per miscelare i cocktail con il mixing glass è sempre necessario utilizzare il mixing spoon, o cucchiaio lungo, e filtrare il ghiaccio con lo strainer. Il gallone è un grande bicchiere a tulipano, in vetro o cristallo, usato con gli stessi criteri che regolano l'uso del mixing glass . Di solito nel bicchiere si preparano tutte quelle bevande miscelate che vanno sotto il nome di on the rock. Altri cocktail che si preparano nel bicchiere sono gli sparkling, in questo caso il bicchiere sarà il flûte o la coppa asti. Anche molti long drink sono preparati direttamente nel bicchiere; trattandosi di bevande lunghe, i bicchieri più utilizzati sono tumbler e grandi gobblet o altri bicchieri di capienza compresa tra 25 e 33 centilitri.


SPORT: GOLDEN GALA 2002

IL GOLDEN GALA, meeting internazionale di atletica leggera, prima prova del circuito internazionale IAAF Golden League, sarà di scena allo Stadio Olimpico di Roma venerdì 12 Luglio, a partire dalle 20. 00. Su piste e pedane saranno presenti i più grandi atleti del mondo, a rinverdire i fasti di una tradizione, nella serata delle stelle, iniziata nel 1980, quando l'allora presidente della FIDAL Primo Nebiolo decise di riunire i migliori atleti dei Paesi dell'ovest e i reduci dall'Olimpiade dimezzata di Mosca, proprio allo stadio Olimpico. Da allora, una lunga, ininterrotta striscia di successi, estesa alle città di Verona, Bologna e Pescara durante il triennio di ristrutturazione dello Stadio romano. Nell'edizione dello scorso anno sono stati 57 i paesi rappresentati e 29 atleti medagliati alle Olimpiadi di Sidney tra cui Maurice Greene, Marion Jones, El Guerrouj. La diretta Rai su Rai Tre dalle 20.58 alle 22.47 ha registrato uno share del 8,89% ed una audience di 1 milione e 683 mila telespettatori mentre tra i circa 40 mila dell'Olimpico uno spettatore d'eccezione, Varenne, il cavallo che insieme al suo fantino ha conquistato il mondo. Ad attenderlo Maurice Greene in un gemellaggio tra l'uomo e il cavallo più veloci del mondo. Come al solito grandi protagonisti, attesi il 12 Luglio.

www.goldengala.it


SPORT: ROMA NUOTA E CRESCE

Nelle settimane che hanno aperto il mese di giugno 2002, non solo la quarantesima edizione del sempre più prestigioso trofeo internazionale di nuoto "Settecolli"; ma anche l'undicesimo trofeo "A. Giovannini", per ragazze e ragazzi di talento. Agonismo, ma anche tanto divertimento ed esperienza formativa.

Ma il nuoto non era forse uno sport individuale dove era difficile se non impossibile socializzare? O forse era quello sport così lontano dal gioco dove fare sempre e solo su e giù per la vasca è tutto? Se nell'immaginario di alcuni il nuoto è tutto questo se non peggio (malattie da raffreddamento, micosi etc.), i ragazzi che praticano questa meravigliosa attività sportiva o le altre discipline natatorie (sincro, pallanuoto, tuffi, salvamento) sono la dimostrazione tangibile dell'esatto contrario. E troppo spesso si dimentica che lo sport rappresenta una esperienza molto significativa; che le emozioni generate dalla pratica agonistica hanno un profondo influsso sulla formazione della  personalità e la conquista dell'identità personale. Esse contribuiscono a costruire il carattere, orientano motivazioni e atteggiamenti e, soprattutto nei giovanissimi, riescono a sollecitare più di altri impegni tradizionali (scuola, per esempio) alla formazione dell'autostima. Una certezza: come in tutte le attività motorie formative, anche e sopratutto nelle attività natatorie, oltre al migliore sviluppo corporeo, si coltiva la personalità nella sfera affettiva, cognitiva e relazionale; Nuoto e sport: strumenti educativi primari per formare globalmente la personalità del bambino.


VISION: PADRE PIO. IL SANTO

Francesco Forgione nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina (Benevento), nella casa di Vico Storto Valle da papà Grazio (1860-1946) e mamma Maria Giuseppa (1859-1929). Il 22 gennaio 1904, nel convento di Morcone, veste gli abiti cappuccini e diventa Pio da Petralcina. Il 27 gennaio 1007 pronuncia i voti definitivi. Il 18 luglio 1909 è ordinato diacono. Il 10 agosto 1910 sacerdote. Il 22 settembre 1968 celebra la sua ultima Messa, alle cinque del mattino. La notte successiva. alle 2.30, muore; e le stimmate, con lui per cinquanta anni  scompaiono totalmente dal suo corpo. Il 20 marzo 1983 inizia il processo diocesano per la sua canonizzazione; la conclusione il 21 gennaio 1990, con il titolo di Venerabile nel 1998 e di Beato nel 1999. In San Pietro, a Roma, il 16 giugno 2002 è proclamato Santo. Ora e per sempre.


VISION: TRASTEVERE

UN CUORE APERTO AL MONDO: SACRO, PROFANO E… IN MEZZO SCORRE IL FIUME . Quanta storia ha attraversato i vicoli di questo antico rione, tra arte e tradizioni, un cuore palpitante che porta i colori del mondo. Oggi, con le sue botteghe, i ristoranti, le trattorie, le bancarelle, conserva una magica atmosfera senza tempo, e rimane un ritrovo, una grande piazza aperta a tutti. Nell'antica Roma tredici regioni si estendevano sulla riva destra del Tevere mentre una sola, Trans Tiberim, ovvero Trastevere "oltre il Tevere" era l'unica area abitata sul lato occidentale. Il suo stemma era una testa di leone d'oro, che preannunciava la gloria di questo rione, raggiunto da cinque ponti, vicino al Porto di Ripa Grande, che lo rendeva un centro nevralgico di scambi commerciali e la sua popolazione eterogenea, con un susseguirsi di comunità e intrecci culturali. Le due arterie principali erano L'Aurelia Vetus (oggi Via della Lungaretta) e la Portuense, vi erano mulini che macinavano la farina necessaria a tutta la città, botteghe di artigiani, bagni pubblici, giardini e horti. Apertura al mondo e chiusura verso l'altra sponda, un connubio insolito che nei secoli ha accentuato lo spirito "trasteverino", con il suo attaccamento alle tradizioni, in cui il dialetto romanesco ha conservato le sue radici, ma che non ha impedito al quartiere di essere meta continua di visitatori e luogo prediletto da scrittori ed artisti.

Addentrarsi e perdersi nei vicoli di questo quartiere è come tuffarsi in un libro di storia, in cui chiese, palazzi e cortili fanno da cornice per lunghe e piacevoli passeggiate. Popolare e modesto, rimangano a testimonianza del passato le tabelle di proprietà e le edicole mariane. Queste ultime dimostrano la devozione dei trasteverini per la Madonna, di cui è rimasta l'usanza di celebrare una solenne processione per la festa della Madonna del Carmine, il sabato successivo al 16 luglio, in cui la statua della Madonna de Noantri (o Madonna Fiumarola), viene trasportata per le principali vie del rione: da Via S. Agata a San Crisogono, percorrendo Via della Lungaretta, Via della Luce, e Via dei Genovesi, dove la statua china il capo verso le suore di San Pasquale. Un'altra eredità del passato è la Festa de' Noantri, variopinto ed allegro appuntamento per l'estate romana, che conserva ancora quello spirito allegro e pittoresco del quartiere, che si è tramandato nei secoli. Oggi Trastevere non è solo tradizione ed arte, folclore e poesia; dalle radici della storia è sorto un luogo attivo e moderno, dove pulsano e convivono iniziative culturali e sociali (come la comunità di Sant'Egidio), spettacoli di avanguardia, gallerie d'arte, mostre fotografiche, botteghe e negozi etnici, librerie alternative (come "Liber Liber"), ma soprattutto traspare quella spontanea umanità che ha sempre contraddistinto questo unico "core de Roma".