ROMA IN TAXI: AGOSTO 2002



IN COPERTINA: IBIZA


ZOOM: PALESTRINA. FESTA D'ESTATE

PALESTRINA (ROMA), 18-19-20-21 LUGLIO 2002: Progetto per un'identità regionale: arti, mestieri, e tradizioni popolari nel terzo millennio. Nel villaggio globale del terzo millennio, l'identità culturale non ha perso la propria importanza. L'identità della grande provincia italiana è scandita dalle arti, dai mestieri, dalle tracce di un'operosità proiettata nella sfida in un mondo sempre più internazionalizzato. Lo testimonia la creatività dei centri della nostra provincia: globali nell'apertura internazionale, locali nel radicamento e nella memoria storica. Uno degli obiettivi che la Giunta regionale si è posta fin dal suo insediamento, è stato il rilancio dell'identità del Lazio, prefissandosi tale scopo nella convinzione che, nel quadro di un forte rilancio dell'identità nazionale, si debba necessariamente passare attraverso un rafforzamento delle tradizioni popolari regionali. Per questo la Regione Lazio ha patrocinato la prima edizione della "Festa d'Estate - Arte mestieri e tradizioni popolari nel terzo millennio". Perché, partendo da Palestrina, negli anni futuri verrà coinvolto l'intero Lazio nella riscoperta di storia e costumi che non andranno mai dimenticati. Partecipano i Comuni di: Albano, Anagni, Anguillara, Castel S. Pietro, Cave, Cerveteri, Civitavecchia, Genazzano, Genzano, Itri, Leonessa, Marino, Nemi, Palestrina, Ponzano, Riano Flaminio, Rocca di Papa, Sabaudia, S. Cesareo, Segni, Serrone, S. Vito Romano, Terracina, Trevignano, Viterbo.

Fra le personalità intervenute: il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Alemanno,il Presidente della Regione Lazio, Storace, il Vice Ministro delle Attività produttive, Urso, l'Assessore delle Attività Produttive della Regione Lazio, Saponaro, l'Assessore delle Attività produttive della Provincia di Roma, Ciardi, il Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lazio, Luna, l'Assessore Regionale al Personale, Demanio, Patrimonio e Informatica, Gargano; il Presidente della Provincia di Roma, Moffa; il Senatore del Collegio, Kappler. Con il Patrocinio di: Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, Ministero delle attività Produttive, Regione Lazio, Provincia di Roma. Organizzatrice della manifestazione: Associazione Ambientalista Animalista 3A.

Palestrina, città fiorente già agli inizi del sec. VII a.C., fu fondata secondo la leggenda da Telegono, figlio di Ulisse, o da Ceculo, figlio di Vulcano. Città della lega latina, Palestrina si unì a Roma intorno al 500 a.C. Dal IV sec. a.C. vengono prodotti a Palestrina oggetti bronzei con decorazioni incise e plastiche, originali sculture funerarie, che rivelano forti influssi ellenistici. Durante l'impero Palestrina è ricordata soprattutto come luogo di soggiorno per il clima fresco e la fertilità del suolo, e nei dintorni si fecero costruire una villa Augusto, Tiberio, Plinio il Giovane e Simmaco. La città era famosa per il Santuario della Fortuna Primigenia e per l'oracolo. Sul sito del Santuario abbandonato nel III sec. d.C., per le disposizioni di Teodosio contro i templi pagani, sorse il centro medievale, che si chiamò Civitas Praenestrina, da cui il nome attuale. Nel 1298-99 la città fu distrutta per ordine di Papa Bonifacio VIII, che era in lotta con i Colonna, ghibellini che nel XII sec. erano diventati i feudatari di Palestrina. Dopo alterne vicende in cui la città fu distrutta e sempre risorse per mano dei Colonna, questi la vendettero a Carlo Barberini. Durante l'ultima guerra la città sofferse distruzioni per i bombardamenti. Tali distruzioni furono un'occasione per rimettere in luce gran parte delle strutture dell'antico tempio. E' con Ostia, Frascati, Albano, Velletri e Porto, una delle cosiddette "diocesi suburbicarie", di cui sono titolari i 6 cardinali vescovi.


ZOOM: INQUINAMENTO

FRA CLIMA, INQUINAMENTO E RISPARMIO ENERGETICO: La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, nel numero speciale del 19 giugno 2002, ha pubblicato la Legge n.120 del 1 giugno 2002 riguardante la "Ratifica ed Esecuzione del protocollo di Kyoto e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici". Si tratta di un documento importante e di carattere globale, che interessa miliardi di cittadini di tutti i Paesi del Mondo, da quelli industrializzati a quelle emergenti. Un documento importante perché, per la prima volta, i Capi di Stato ed i Ministri competenti si sono resi conto della urgenza e della necessità di intervenire, a livello coordinato e globale, su un tema fondamentale per la sopravvivenza della umanità: l'inquinamento atmosferico e i conseguenti cambiamenti climatici a scala planetaria. I dati: il dieci per cento del territorio europeo è colpito da piogge acide; circa 150 mila ettari di campagna vengono coperti ogni anno dall'urbanizzazione, su ogni km. di strada extraurbana europea, ogni anno, vengono uccisi dodici mammiferi, quattordici uccelli, trenta anfibi ed alcuni rettili. La media europea delle auto è di 2,1 abitanti per ogni auto, mentre la media italiana è addirittura di 1,8 abitanti per ciascuna automobile! L'aria mediamente respirata in Italia è la peggiore d'Europa, almeno per ciò che riguarda le concentrazioni di anidride solforosa, biossido di azoto e particelle sospese; a livello mondiale, il nostro Paese si colloca al 112° posto in graduatoria su 122 Paesi presi in considerazione per la qualità dell'aria: peggio di noi si trovano soltanto il Guatemala, l'Egitto, l'Etiopia, il Burundi, il Niger ed il Burkina Faso! La palma della migliore qualità dell'aria planetaria spetta alla Nuova Zelanda, seguita da Cuba, mentre, tra i Paesi europei, i più virtuosi appaiono Svezia, Finlandia, Spagna, Norvegia, Svizzera e Germania. Un effetto devastante dell'inquinamento atmosferico è quello sui palazzi, sui monumenti e sulle opere d'arte: l' esposizione continua agli elementi atmosferici, ed alle loro variabili inquinanti, determina da una parte un continuo degrado architettonico e strutturale, e dall'altra parte spese ingenti per ripristinare periodicamente la qualità e l'estetica dei palazzi o degli altri manufatti deteriorati nel corso degli anni. Confrontando i valori delle concentrazioni di particelle sospese in alcune città italiane, si vede che la situazione migliore è quella di Firenze con 38 microgrammi per metro cubo, mentre quella peggiore è riservata a Milano con 82; Catania presenta un significativo 75, mentre Roma segue con 74; migliore la situazione a Napoli con 63. Ed analoga è la situazione per quanto riguarda le concentrazioni di biossido di zolfo, di ossido di azoto e di anidride carbonica. A Roma si registrano circa ottocento ricoveri all'anno a causa dello smog, per malattie cardiovascolari, ischemie cardiache, patologie del sistema respiratorio, infezioni respiratorie acute ed asma; e per tutte le face d'età, malattie che riguardano tutte le classi d'età. Non confortanti le previsioni degli esperti: in mancanza di nuovi sostanziali provvedimenti, l'aria della Capitale nell'anno 2010 supererà i livelli di guardia! Fra i parametri più importanti collegati, il consumo energetico, sprechi compresi, specialmente nel lungo periodo invernale, a causa dei riscaldamenti domestici e degli uffici: due tipi di interventi particolarmente interessanti e significativi, in tema di risparmio, riguardano le finestre ed i singoli termosifoni; dalle finestre dipende quasi il cinquanta per cento della dissipazione termica dei nostri alloggi; i doppi vetri assicurano invece sia un forte abbassamento degli sprechi, sia un ottimo isolamento acustico. La regolazione dei singoli termosifoni si può fare con semplici manopole termostatiche o con sistemi elettronici centralizzati, che consentono anche la programmazione della temperatura ora per ora in ogni stanza, misurando anche il calore utilizzato dall'impianto nel suo complesso.


SHOPPING: BANCARELLE AL SAPORE DI MARE

Sono lì da sempre, lungo le strade che portano al mare, pronte a tornare ogni anno, le bancarelle o i chioschi ambulanti ricchi di ogni accessorio e giochi per la spiaggia. Sedie a sdraio, ombrelloni, lettini, secchielli, formine, ciambelle, pistole ad acqua e tutte le novità sul tema. Immagini di questi variopinti luoghi passano indifferentemente davanti ai nostri occhi, come una cornice obbligata delle nostre vacanze. Chi,da bambino, non si è fermato almeno una volta a scegliere il secchiello, la paletta, l'annaffiatoio e le formine, racchiuse quasi sempre in una retina colorata o il salvagente, i braccioli, la tavoletta e magari una piscina gonfiabile, inseparabili compagni dei lunghe giornate in spiaggia? Forse sono gli unici giochi che sono rimasti uguali negli anni, che la tecnologia non ha contaminato, le sole varianti consistono nei personaggi disegnati sui secchielli o sulle ciambelle, che cambiano in base ai cartoni animati o ai fumetti di moda. Ma esistono gli intramontabili: la ciambella con la testa della papera, il coccodrillo e il delfino gonfiabili, le biglie di plastica per le piste di sabbia e per i più grandi i racchettoni, ormai sogno proibito di molti, visto che è vietato utilizzarli in quasi tutti gli stabilimenti. Le novità? Le pistole ad acqua, sempre più potenti, grandi, coloratissime e divertentissime e le tavole da surf per giocare con le onde. E per i genitori, era ed è d'obbligo l'ombrellone, ospite fisso nel portabagagli da maggio a settembre, a righe, a fiori, con le frange, tondo, quadrato, indispensabile per le scampagnate, in campeggio e nelle spiagge libere. Lettini e sedie a sdraio, di plastica o legno hanno più successo nei terrazzi e nei giardini, ma indispensabile diventa la piccola sedia bassa che si utilizza a riva, magari anche per leggere un bel libro al tramonto, tremendamente comoda e ambita da tutti i componenti della famiglia. In fondo sono accessori che si trovano in tutti i negozi e nei supermercati a prezzi bassi e con ottime offerte (per un ombrellone si possono spendere circa 8 euro), ma la bancarella ai bordi della strada mantiene un fascino particolare, dona quella sensazione di vacanza, spensieratezza, abbandono della città e dei luoghi chiusi. E' lì, una tappa obbligata che ci indica l'avvicinarsi del mare, tutto quello che offre ci ricorda quella bella spiaggia che stiamo per raggiungere. I prezzi convenienti dei giochi fanno si che essi diventino i premi più promessi dai genitori, finché a fine stagione, il bagnasciuga diventa un tappeto di plastica colorata, con uno scambio continuo di secchielli e palette, fino a non saper più distinguere i propri.


ARTS: MAX ERNST E I SUOI AMICI SURREALISTI

Il Museo del Corso - Fondazione Cassa di Risparmio Roma, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Emanuele, promuove dal 24 luglio al 3 novembre 2002 la mostra "Max Ernst e i suoi amici surrealisti": circa centodieci opere esposte per la prima volta a Roma. La rassegna è realizzata con il patrocinio della Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio e del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali ed è organizzata da Alessandra Maria Sette e Sandro Polci per Serico Srl.

La mostra è curata da Arturo Schwarz, critico, gallerista, poeta, mercante, che si definisce uno degli ultimi Mohicani essendo tra i pochissimi superstiti ad avere militato nel movimento surrealista e ad aver conosciuto quasi tutti i protagonisti da lui scelti per questa esposizione. Curatore, tra tante altre, della Mostra Arte e Alchimia, Biennale di Venezia 1986 e I Surrealisti, Palazzo Reale, Milano 1989, Schwarz ha scritto l'introduzione al catalogo di "Max Ernst e i suoi amici surrealisti" così come le note biografiche di ogni artista. I testi che accompagnano la mostra non sono quindi il frutto di un esercizio accademico ma una testimonianza diretta di chi ritiene che lo spirito surrealista sia oggi più vivo che mai. La rilevanza dell'esposizione è determinata anche dai prestiti fondamentali provenienti da grandi collezioni europee e americane. "Max Ernst e i suoi amici surrealisti", come afferma Arturo Schwarz, è "una mostra surrealista diversa".  II Surrealismo e i suoi artisti sono tornati sulla scena internazionale con due grandi collettive, la prima, ancora in corso, al Centro Pompidou di Parigi; la seconda, proveniente dalla Tate Gallery di Londra, è ora approdata al Metropolitan di New York. Questo rinnovato interesse si spiega forse per il fatto che il Surrealismo è stato l'unico movimento delle avanguardie storiche a non essersi limitato a proporre semplicemente una nuova ricetta pittorica (com'è stato il caso dei Fauves per i quali l'importante era il colore; o il Cubismo, che dava alla struttura dell'opera un' importanza fondamentale). Il Surrealismo, invece, ebbe l'ambizione di prospettare una nuova filosofia della vita.

Max Ernst: L'impianto critico di questa grande mostra collettiva muove da Max Ernst, figura centrale del movimento, intorno al cui lavoro, sia artistico che filosofico, si raccolsero molte altre personalità di grande rilievo del Surrealismo. Nato nel 1891 presso Colonia, intorno al 1910, dopo essersi iscritto alla Facoltà di Filosofia dell'Università di Bonn, decide di dedicarsi esclusivamente all'arte, convinto della necessità di rinnovare radicalmente la pittura che si limitava all'imitazione passiva della realtà. Il primo conflitto mondiale lo porta a contatto con le nuove teorie di Freud alle quali unisce la conoscenza delle opere metafisiche di de Chirico. Già nel 1919, anno in cui aderisce alla nascita del Gruppo Dada di Colonia, egli sperimenta la tecnica del collage, perseguendo un'idea di spaesamento sistematico dello spettatore attraverso l'accostamento libero di immagini di diversa natura, palesemente estranee tra loro. Nel 1922 si trasferisce a Parigi, dove entra a far parte del circolo di artisti ed intellettuali che, nel 1924, daranno vita al movimento surrealista. Ernst esprime subito la sua personale interpretazione della poetica surrealista sperimentando tecniche sempre nuove. Sono di questi anni i primi frottages, opere che nascono "spontaneamente" strofinando con matite morbide fogli sovrapposti a superfici ruvide o in rilievo. La sua è sempre un'attività artistica geniale, tanto ricca quanto spregiudicata, che mantiene un ritmo febbrile fino alla morte dell'artista, avvenuta nel 1976.Intensa anche la vita privata, che lo conduce dalla Germania, suo paese natale, alla Francia, e da lì, per sfuggire ai nazisti, negli Stati Uniti. Si sposa quattro volte; una delle mogli è Peggy Guggenheim, che lo aiuta a fuggire dall'Europa. Tornato in Francia nel 1950, riceve molti riconoscimenti per il suo lavoro.

La mostra: La mostra "Max Ernst e i suoi amici surrealisti" ha un impianto storico ed intende offrire un ampio sguardo sul Surrealismo nella sua fase iniziale e nella sua evoluzione fino agli anni Sessanta.La selezione operata dal curatore prevede circa centodieci opere. Il nucleo centrale è costituito da circa venticinque dipinti storici di Max Ernst realizzati dal 1912 alla fine degli anni Sessanta. Oltre a presentare l'intera evoluzione del percorso dell'artista, le opere di Ernst esposte propongono le molte tecniche che l'artista ha sperimentato, dall'olio su cartone dei primi anni di attività, al frottage, alla tecnica del collage, da lui molto amata poiché consente di accostare immagini tra loro estranee.

Sede: Museo del Corso, Via del Corso 320 - Roma. Periodo: 24 luglio - 3 novembre 2002. Orario: luglio-agosto: 12.00-22.00; chiuso il lunedì. Dal 1° settembre: 10.00-20.00; chiuso il lunedì. Biglietto d'ingresso: Euro 7, 50 intero, Euro 5 ridotto. Informazioni: tel. 06 6786209.


ARTS: SANT'ANGELO 2002

S. ANGELO 2002: ESTATE, SPETTACOLO E... L'ARTE! Nello spazio di Lungotevere Castello, fino al 19 agosto, si terrà la Manifestazione "S. Angelo Estate Spetacolo". Punto di riferimento estivo per tutte le persone che vogliono incontrarsi in uno spazio ricco e fervido di attività culturali e di intrattenimento: un villaggio policulturale, in cui artisti e animatori donano l'intrigo e il fascino di chi vive di arte. L'inizio delle manifestazioni culturali, il 29 giugno, con tante esibizioni di rilievo; e tutti i pomeriggi, valenti maestri d'orchestra propongono opere di Bach, Vivaldi, Rossini e Mozart. La sera, si alternano sul palco spettacoli teatrali, di danza, di cabaret e folk romano.La manifestazione, oltre al proprio nucleo culturale affronta, attraverso convegni, temi d'attualità: sociale, salute, trasporti e turismo. Il pubblico è coinvolto in dibattiti su casi di cronaca non risolti e in momenti di riscoperta delle tradizioni popolari. Dal grande portale d'ingresso, si accede al Viale dell'Arte, con le mostre curate dal direttore artistico Daniela Romano. Gli appuntamenti hanno inizio ogni sera alle ore 18.00.Esposte le sculture di Gabriele Gardini, Renato Palella ed Enzo Carnebianca di cui molti ricorderanno le suggestive sculture in piazza di Spagna. E' sua l'iniziativa per bloccare contraffazioni e smercio di produzioni artistiche che invadono il mercato. Carnebianca, geniale prosecutore della linea fantastico-surrealistica, ha esposto 3 delle sue più note sculture: "Spirale", "Danza nel tempo" e "Raccoglimento". Nel mezzo del Viale dell'Arte sorge l'Oasi della Poesia, dove avvengono presentazioni di pubblicazioni, dibattiti sulla poesia italiana e romanesca e maratone di poesia a cui può partecipare chiunque abbia voglia di declamare. Ogni sera la manifestazione si conclude con un softpianobar, diretto dal Direttore Artistico Alberto Cheli. E, sempre a disposizione del pubblico, stand commerciali e gastronomici.


FUN: IBIZAAAAAAAAAAAAAAAAA!

In un'isola a 5 sensi, a cosa dare la precedenza? Forse alle spiagge, giustamente fra le più famose del Mediterraneo. Fra queste: Playa de las Figueretas, Playa d'en Bossa, Playa Salinas, Cala d'Hort. Meno frequentate, ed è un peccato, la straordinaria Cala de Sardina, raggiungibile solo via mare, e Cala Xarraca. Poi le discoteche: il Ku, da frequentare dopo le tre di notte; e il Pacha, lo Spice, il Glory's, l'Extasis, l'Amnesia, il Lola's.

Ed ora tocca alla gola, stuzzicata da mille specialità spagnole ed internazionali: da vivere… il famosissimo Sausalito; e El San Telmo, El Olivo, El Portalon, Poi Sa Gavina, che si distingue per Paellas straordinarie innaffiate con abbondanti sangrias. Per chi ama la pizza, anche in trasferta, c'è Mamma Mia. Ma dove farsi vedere per l'ora dell'aperitivo? Allo zoo, dove è facile trovarsi gomito a gomito con Roman Polanski o Sophie Marceau, oppure il Mar y Sol ed il Tango. Ma Ibiza non finisce qui: il resto alla vostra fantasia ed al senso dell'esplorazione…


SPORT: ROLLER. TUTTO SUI PATTINI IN LINEA

La filosofia: Essere liberi e veloci. Questo è il concetto base per ogni pattinatore in linea. L'idea di poter vivere gli ambienti urbani con un'altra prospettiva e allora la bravura sta nel saper affrontare qualsiasi barriera architettonica con abilità e coraggio. Volteggiare in aria, saltare gradini e rampe di scale, scivolare su tubi metallici. Questo modo di vivere i pattini è figlio della tavola da skateboard e si definisce street; non è uno sport ma semplicemente un modo di vivere importato dagli Usa.

La storia: Di solito si pensa che i pattini in linea siano i figli dei pattini "classici" a quattro ruote disposte due avanti e due dietro (tipo automobile). Invece, intorno al 1760, un belga di nome John Joseph Merlin trasferitosi  a Londra, afflitto dalla nostalgia per i laghi ghiacciati del suo paese su cui lui ed i suoi amici erano soliti pattinare, inventò i primi pattini a rotelle. Ed erano su una linea! Solo nel 1863 James Plimpton ne cambiò la struttura inventando un pattino con quattro ruote, caratterizzate da due coppie disposte fianco a fianco, che saranno poi conosciute come quad skate. Certo erano più agevoli e facili da usare e così passarono rapidamente a dominare il mercato. Solo nel 1966 grazie a Scott Olson, che ne migliorò sia il design che la manovrabilità, i pattini in liea su quattro ruote si riaffacciarono sul mercato. Nel 1980 lui insieme a suo fratello fondano la Rollerblade Inc e la mania dilaga. Nel 1997 saranno 27 milioni gli statunitensi muniti di pattini in linea.

La definizione: Il termine corretto da utilizzare per questa disciplina è in-line roller skating oppure in-line skating, non rollerblading, che è una azienda costruttrice. Consigli per l'uso: Ricordarsi che il pattinatore ai sensi del codice della strada è considerato un pedone e che quindi deve sottostare al codice pedonale. Pattinare solo dove è consentito; Indossare sempre tutte le protezioni; Dare sempre la precedenza ai pedoni; Sorpassare sempre a sinistra facendosi notare. Il pattinaggio dal punto di vista fisico: Pattinare rassoda e sviluppa glutei, fianchi, cosce, schiena e addominali. Coinvolgendo globalmente il corpo, richiede l'intervento ed il potenziamento delle funzioni cardiocircolatorie, respiratorie, omeostatiche. La tecnica del pattinaggio è un ottimo mezzo per la coordinazione motoria, e per migliorare il proprio equilibrio. Lo sport: Sono molte le discipline riconusciute in cui i pattinatori in linea possono cimentarsi: Maratona, Style Slalom (slalom freestyle a ritmo di musica) , Speed Slalom (slalom velocità a cronometro) , Roller Cross (percorso misto ad ostacoli) , High Jump (salto in alto con trampolino omologato da 45 cm) , Long Jump (salto in lungo) e altre ancora.

Per avere informazioni più dettagliate sul mondo dei pattini in linea: le tecniche, i raduni, le competizioni, le attrezzature, visitate il sito ufficiale www.italianskating.com.


MUSIC: FURORE LATINO

L'estate è la stagione del sole e del mare ma non solo… sotto il manto blu delle notti stellate d'agosto esplodono follie, prodezze, passioni. Anche il più pudico è come giustificato da quell'atmosfera quasi surreale ed esce dall'ordinario. Nelle balere, nei locali, sulla spiaggia c'è una gran voglia di contatto, comunicazione, passione e quale miglior coadiuvante di una musica che sappia unire corpo e spirito in un amalgama di sensualità, folclore e coinvolgimento? E' la musica sudamericana, fatta di ritmi latini caldi e coinvolgenti, che, con le danze connesse, nel giro di pochi anni ha rapito l'Europa trovando grande risposta in Italia. La troviamo in tutte le versioni: samba, merengue, salsa, cumbia, cha-cha-cha, tango, tic-tic-tac, tiburon, sono nomi di balli che animano le serate danzanti di tutti i locali notturni più in voga. Prima era un fenomeno solo estivo, ora, invece, anche durante l'anno si propagano a vista d'occhio i corsi di ritmi latino-americani che riscuotono un gran numero di partecipanti. I ritmi sono diversi, e di varia provenienza, ma i più ambiti rimangono i classici: Mambo, Salsa e Merengue.

MAMBO: Il Mambo nasce a Cuba come ballo di origine Folklorica, dedicato al Dio della guerra"Mambo". Le sue origini risalgono al secolo scorso presso gli schiavi importati dall'Africa per coltivare lo zucchero. Allora per passare il tempo ballavano la rumba, movendo molto le "anche" per limitare i movimenti dei piedi. Poi un giorno li slegarono, e loro inventarono un ballo più sensuale, veloce ed agile: il Mambo. Questo ballo, che ebbe molto successo, si spostò dalla grande isola Caraibica all'America, grazie ad orchestre messicane e cubane. Negli anni '40 viene riproposto come ballo da sala, vede il suo massimo sviluppo a New York intorno agli anni '50, è qui che i ritmi caldi provenienti da Cuba si incontrarono con la tradizione musicale Americana, con il Rock e con il Jazz. Come nella migliore tradizione della musica latino-americana, il ritmo del Mambo abbonda di percussioni afro, fiati jazz, soprattutto tromba, adrenalina e sensualità. Lo strumento di base è il Timbal.  Sensuale, caldo e travolgente, il Mambo fonde espressione musicale e corporale, una miscela esplosiva che contagiò tutti gli Stati Uniti, senza distinzione di sesso, razza e estrazione sociale. In Italia, il Mambo arrivò nei primi anni Sessanta, gli anni del boom economico, e qualsiasi moda provenisse dagli Stati Uniti non faticava ad attecchire anche da noi. E non poteva certo fallire un genere che fondeva suoni e spettacolarità americana e movimenti tipicamente latini. I maggiori musicisti, di questo genere rimangono: Tito Puente, considerato "el rey", percussionista portoricano che nella sua vita ha scritto più di quattrocento composizioni; Perez Prado, cubano, che ottenne i primi successi come direttore d'orchestra agli inizi degli anni 50 in Messico e negli Stati Uniti; Xavier Cugat, che ha avuto il grande merito di far conoscere il Mambo in Italia. Soprannominato "Cugie" fu protagonista con la sua orchestra, alla realizzazione di alcune pellicole cinematografiche di Hollywood.

SALSA: La musica che oggi viene definita come salsa è un mix di ritmi afro-caraibici quali Son Montuno, Mambo, Bomba e Plena. Qualcuno crede che la salsa abbia avuto origine a Cuba, altri pensano che sia nata a Puertorico: la realtà è che il movimento che diede vita a questa nuova musica chiamata Salsa iniziò a New York, dove un gruppo di giovani musicisti iniziò a mescolare suoni e ritmi cercando di arrivare ad ottenere una nuova musica, diversa ma allo stesso tempo che avesse il "Sabor" che gli altri ritmi afro-caraibici avevano: dalla fusione delle sonorità jazzate delle big band di New York ed i ritmi caldi dei caraibi nasce la Salsa, il cui nome sta proprio ad indicare un mix di suoni e di generi differenti.La nascita della Salsa come identificazione musicale è legata alla Fania Records, che è stata fondata nel 1964 da Johnny Pacheco, un direttore di orchestra con discendenze dominicane e gusto musicale cubano. Le prime salse erano calienti , con l'energia, l'aggressività e il dinamismo dei giovani del barrio latino di New York: rappresentante primario di questa energia era un prodigio del Bronx, Willie Colón.  Negli anni 70 la salsa grazie alla Fania dominò la scena musicale latina: di recente il mercato ha avuto una notevole flessione verso il basso, ritrovandosi a combattere con merengue e hip hop. La primitiva salsa caliente oggi lascia il posto alla più tranquilla salsa romantica, Il cambiamento è dovuto anche al fatto che la maggior parte delle band di oggi non è composta da musicisti di lunga carriera come Willie Colon o Oscar de Leon ma prevalentemente da cantanti bianchi dal bell'aspetto e presunto sex-appeal come Giro o i Salsa Kids. Il ballo legato a questo tipo di musica comprende alcune varietà di stili: cubano, portoricano, New York style o Club Style. La salsa cubana ha ovviamente caratteristiche di stile che si rifanno al son cubano, evolutosi in movimenti molto contorti e complessi; lo stile portoricano è decisamente più "tecnico" ed elegante, ed alterna il ballo di coppia ad una serie di "passitos" eseguiti singolarmente; Il cosiddetto New York Style o Club Style, sviluppatosi per l'appunto nella città di New York, è essenzialmente mambo, elegante, con una infinità di giri vorticosi della ballerina, ed intervallato dagli "open shines", serie di passi eseguiti singolarmente.

MERENGUE: Il merengue è senz'altro la musica più suonata e ballata della Repubblica Dominicana, tanto da venire considerato ballo nazionale. Esistono diverse teorie sulle origini di questa musica, una di queste narra che questa danza nacque con la deportazione degli schiavi sull'isola, portati qui dall'Africa per tagliare la canna da zucchero (cortàr las canas). La catena con cui erano legati costringeva loro a dover fare movimenti trascinati e cadenzati dal ritmo di un tamburo. Il nome Merengue deriva probabilmente da merenghè, un dolce tipico dominicano fatto con zucchero e bianco d'uovo. La sua semplicità musicale unita alla facilità del ballo hanno reso in breve tempo popolare il merengue anche al di fuori dei confini dominicani.  La musica è caratterizzata da tempo in 4/4 ed i suoi strumenti base sono organo, tambòra e guira anche se oggi si è tinta di sonorità jazz ed orchestrali.  Tutto sommato però, a differenza di altri generi (come il mambo), il merengue non ha subito cambiamenti profondi rimanendo comunque fedele al modello originale dominicano.


VISION: OSPEDALE FATEBENEFRATELLI

TRA LEGGENDA, STORIA ED ATTUALITA': Mezzo secolo prima dell'Era Cristiana, i consoli L. Fabricio e Lucio Gaio Cestio commissionarono la costruzione di due ponti che avrebbero consentito l' accesso, sia dalla riva destra sia da quella sinistra all' Isola Tiberina: il Ponte Fabricio e il Ponte Cestio. La posizione strategica dell'Isola, il fatto di essere il granaio dei ricchi proprietari terrieri e l' attracco dei mulini galleggianti che provvedevano all'alimentazione della città conferirono a questi due ponti un' importanza particolare. Proprio in questo risiede la scelta di collocare sull' isola un'ara votiva al dio agreste Fauno. Ma nel 293 a.C., a seguito di una inarrestabile pestilenza, i Romani, nel tentativo di farla cessare, si videro costretti a portare a Roma, dal santuario greco di Epidauro, il serpente, simbolo sacro di Esculapio, dio della medicina.Secondo la leggenda, il serpente scappò in acqua e si rifugiò sull'Isola Tiberina. Da quel momento la peste cessò miracolosamente e sull'isola venne eretto un tempio al dio Esculapio, dove oggi è la chiesa di S. Bartolomeo. La devozione al dio della medicina fece dell' isola un luogo di raccolta e di cura dei malati.Come spesso accade, leggendo la storia di Roma, il passato con i culti pagani e il presente di confessione cattolica si fondono con naturalezza nello scopo di preservare tradizioni, usi e costumi. E, com'è noto, la tradizione assistenziale sull'Isola Tiberina dura tutt'oggi con l'antico Ospedale "San Giovanni Calibita" Fatebenefratelli. I Fatebenefratelli sono presenti in 46 nazioni di tutti e cinque i continenti con un carisma tutto proiettato verso il sociale con istituti psichiatrici, ospedali pediatrici e di medicina generale, istituti geriatrici e di riabilitazione, centri di formazione, case di soggiorno, asili notturni, etc. L'ordine fu riconosciuto nel 1586 da Sisto V quando il continuo aumento di confratelli che con grande impegno assistevano dovunque, e soprattutto sull'Isola Tiberina, malati e bisognosi, diede maggiore dignità a quello che appariva come un gruppo di spiriti zelanti e devoti guidati da Pietro Soriano, che si ispirava in tutte le sue azioni a San Giovanni di Dio, vero fondatore dell' ordine ospedaliero. Il Fatebenefratelli è classificato come ospedale generale di zona dal 1972, grazie ad una specifica convenzione che regola i rapporti con l'A.S.L. RM A. Da allora, accanto ai tradizionali reparti di chirurgia generale, medicina generale, pediatria, otorinolaringoiatra, urologia, oculistica, radiologia ed analisi cliniche si sono costituiti: la sezione ortopedica, i servizi di pronto soccorso e di breve osservazione, di emodialisi e fisiopatologia respiratoria, di anatomia patologica, di diagnostica per immagini; la divisione di ostetricia e ginecologia, la sezione di endoscopia digestiva, le degenze di neurologia e odontoiatria, il reparto di cardiologia, il centro di rianimazione e terapia intensiva e il centro trasfusionale. Per il 2001 si è potuto contare su 370 posti letto per 23.200 ricoveri e 115.000 giornate di degenza.Tra i 18 reparti spicca sicuramente quello di Ostetricia che nel corso degli anni è divenuto quasi il simbolo dell'isola stessa: il San Giovanni Calibita è infatti l'ospedale romano nel quale si registra il maggior numero di parti (3620 solo nel 2001). Di rilievo anche il dipartimento di neuroscienze che con i suoi 14 posti letto ha colmato una particolare carenza nel settore cittadino dell'assistenza psichiatrica. Due le curiosità all'interno del Fatebenefratelli: una scuola di medicina cinese e un ambulatorio di medicina estetica. Quest'ultimo è stato inaugurato nel marzo del1994 e a tutt'oggi, rimane l'unico esperimento di questo tipo. La struttura si pone una duplice finalità: offrire ad una più largo strato sociale di popolazione prestazione di medicina estetica, considerata essenzialmente preventiva, con tariffe ridotte e d'altra parte creare un luogo adeguato di tirocinio per gli iscritti al quarto anno della scuola internazionale di medicina estetica, riservata ai laureati in medicina e chirurgia, fondata sempre dal Fatebenefratelli.


VISION: PARCHI DEL LAZIO

I Parchi naturali del Lazio: un patrimonio di 3 parchi nazionali e 12 parchi regionali, per un ventaglio completo di verde, boschi, laghi, fiumi, mari, fauna, flora, tratti incontaminati, animali da accarezzare, odori da assaporare e colori da vedere.

PARCHI NAZIONALI DEL LAZIO: Parco Nazionale D'Abruzzo: Superficie: 43.900 ettari (con 60.000 ettari di protezione esterna). Province: L'Aquila, Frosinone, Isernia. Istituzione: 1923. Tel. 0863 910715. Parco Nazionale del Circeo: Superficie: 8.500 ettari circa. Provincia: Latina. Istituzione: 1934. Tel: 0773 511385. Parco Nazionale Del Gran Sasso e Monti della Laga: Superficie: 150.000 Ettari. Province: L'Aquila, Teramo, Pescara, Rieti, Ascoli Piceno. Istituzione: 1991. Tel. 0861 552566.

PARCHI REGIONALI DEL LAZIO: Parco Appennino Monti Simbruini: Superficie: 29.990 ettari. Comprende Sette Comuni: Trevi e Filettino lungo il tratto alto del bacino dell'Aniene, Vallepietra all'interno del bacino del Simbrivio, Jenne e subiaco nel medio bacino dell'Aniene, Cervara di Roma e Camerata Nuova verso il versante abruzzese. Sede: Comune di Jenne. Province: Frosinone e Roma. Istituzione: 1983. Tel. 0774 827221. Parco Monti Lucretili: Superficie: 18.204 ettari. nella parte meridionale dei Monti Sabini, delimitato a sud e ad est dalla Valle dell'Aniene. Comuni di Monteflavio, Moricone, Montorio Romano, Palombara, Marcellina, S. Polo De' Cavalieri, Vicovaro, Roccagiovine, Licenza, Percile, Orvinio, Scandriglia, Poggio Moiano. Provincia: Roma. Istituzione: 1989. Tel. 0774 637027. Parco Monti Aurunci: Superficie: 19.374 ettari. Catena montuosa del lazio meridionale, situata tra il corso del Liri Garigliano, il Mar Tirreno e il massiccio dei Monti Ausoni. Comuni di Ausonia, Campodimele, Esperia, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Pico, Pontecorvo, Spigno Saturnia. Province: Latina e Frosinone. Istituzione: 1997. Tel. 0771 598114. Parco Castelli Romani: Superficie: 9.500 ettari. Comuni: Colli Albani: Comuni Di Frascati, Grottaferrata, Marino, Castelgandolfo, Albano, Nemi, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Velletri, Lariano, Montecompatri, Monteporzio Catone, Rocca Di Papa, Rocca Priora. Provincia: Roma. Istituzione: 1984. Tel. 06 9495253. Parco Appia Antica: Superficie: 3.296 ettari. Si estende nel settore sud orientale del territorio di Roma tra la Via Appia Nuova e la Via Ardeatina, fino al territorio di Ciampino e Marino. Provincia: Roma. Istituzione: 1988. Tel. 06 5130682. Parco Di Veio: Superficie: 14.984 Ettari. Delimitato dalle vie consolari Cassia ad ovest, Flaminia ad Est e dalla Via Campagnanese a nord. Comuni: Campagnano Di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Riano, Roma e Sacrofano. Provincia: Roma. Istituzione: 1997. Tel. 06 9042774. Parco Valle del Treja: Nella valle del fiume Treja, Affluente destro del Tevere, nel territorio dei comuni di Mazzano E Calcata, Lazio Centro Settentrionale. Superficie: 1000 Ettari. Province: Roma e Viterbo. Istituzione: 1982. Tel. 06 9049295. Parco Marturanum: Superficie: 1.220 Ettari. Zona collinare ai margini nord orientali del rilievo tolfetano. Comune: Barbarano Romano. Provincia di Viterbo. Lazio Settentrionale. Istituzione: 1984. Tel. 0761 414601. Parco Monte Orlando: Superficie: 60 Ettari. Promontorio nei pressi di Gaeta, nel litorale meridionale del Lazio. Province: Latina. Istituzione: 1986. Tel. 0771 469259. Parco Gianola e Monte Scauri: Superficie: 290 Ettari. Promontorio situato a sud del Lazio tra I comuni di Formia e Minturno, Provincia: Latina. Istituzione: 1987. Tel. 0771 614268. Parco Antichissima Città Di Sutri: Superficie: 7 Ettari. Sulla statale Cassia, nelle immediate adiacenze del centro storico di Sutri. Provincia: Viterbo. Lazio Settentrionale. Istituzione: 1988. Tel. 0761 68012. Parco Inviolata: Superficie: 535 Ettari. Nella campagna romana, tra la valle dell'Aniene e i Monti Cornicolani. Comune: Guidonia Montecelio, Provincia: Roma. Lazio Centrale. Istituzione: 1996. Tel. 0774 340909.