ROMA IN TAXI: SETTEMBRE 2002



IN COPERTINA: EVA BOGATIREVICA & ANITA BLOND


ZOOM: L'AUTUNNO

La stagione dell'anno astronomico compresa tra l'estate e l'inverno; ha inizio il 22 o 23 settembre e termina il 21 o 22 dicembre. Il Sole percorre il tratto di eclittica compreso tra il punto dell'equinozio d'autunno e quello del solstizio d'inverno. 

Nell'emisfero boreale (nord) la notte ha quindi una durata sempre maggiore del giorno; e la questa durata aumenta progressivamente fino al giorno del solstizio; l'esatto contrario si verifica invece nell'emisfero sud (australe), dove l'autunno inizia il 21 marzo per concludersi il 21 giugno. 


ZOOM: VITAMINE INTEGRATE

Stress? Fiacchezza fisica e psicologica? Pelle opaca e a buccia d'arancia? Chili in più? Addio alle tisane e ai rimedi di una volta: è l'era degli integratori! Pasticche multicolore, tavolette multiformi, polverine idrosolubili, pronti a tutti gli usi e accessibili a tutte le tasche. La domanda cresce a dismisura e il mercato decolla con l'espediente della pubblicità che ha contribuito all'esplosione del fenomeno. Venti europei su cento spendono cifre esorbitanti: 1615 milioni di euro, nel '99, solo in vitamine e minerali. E l'Italia sembra non arretrare di fronte al boom dei prodotti salutistici. Infatti, secondo i dati raccolti dalla ACNielsen, nel nostro paese i consumatori sono più di 3 milioni l'anno, mentre 10 milioni sono i potenziali acquirenti.

Che cosa sono gli integratori? Gli integratori sono sostanze di vario tipo che servono a completare o ad arricchire la normale dieta alimentare. Nella maggior parte dei casi, sono costituiti da singoli nutrienti e da due o più nutrienti combinati l'uno con l'altro; se si tratta di sostanze per le quali esistono livelli di assunzione raccomandati dagli enti nazionali e internazionali di alimentazione, le compresse o le buste devono essere dosate in modo tale che venga assunta una quantità di nutriente compresa tra il 30 e il 150 per cento, con l'eccezione della vitamina C e della vitamina E, per le quali si può arrivare al 300 per cento. Se le dosi fossero meno alte, allora il prodotto non verrebbe più considerato un integratore (e quindi un prodotto alimentare) ma un farmaco.Nella corsa agli integratori i più ambiti sono quelli vitaminici, vediamo perché:

Le vitamine e la vita : Le vitamine sono sostanze chimiche necessarie per la crescita, la salute ed il benessere fisico. L'organismo umano ne ha continuamente bisogno in piccole quantità, che per lo più sono facilmente assumibili con un'adeguata alimentazione. Vengono divise in due grandi categorie: liposolubili ed idrosolubili.
Le vitamine liposolubili - A, D, E, K - si chiamano così perché sono presenti nella componente grassa degli alimenti e possono essere a loro volta immagazzinate nel tessuto adiposo corporeo. Le vitamine di questo gruppo, in particolar modo la E, sono utili soprattutto agli sportivi, e ai danni provocati, nel loro organismo, dall'aumento di radicali liberi, conseguente ad attività intense e prolungate. Le vitamine idrosolubili - C, e quelle del gruppo B - vengono assorbite in presenza di acqua e non possono essere conservate nell'organismo. Un loro eccesso viene smaltito con le urine e per tale ragione devono essere introdotte ogni giorno con l'alimentazione. L vitamina C previene i danni da stress. I fumatori hanno bisogno di un apporto ulteriore di vitamine B e C perché nel loro organismo il fumo interferisce con la presenza di queste. I vegetariani, che non mangiano carne, uova, latte, formaggi etc., presentano carenze di vitamina B12, di cui sono pieni questi gli alimenti. Le vitamine sono fonti di vita poiché, senza di loro, non potrebbero avvenire i processi chimici nell'organismo.

Integratori vitaminici: maneggiare con cautela! Le carenze vitaminiche sono più diffuse di quanto si pensi: il 50% degli italiani ha carenza di magnesio; il 90% degli italiani ha carenza di vitamina B6; il 25% delle donne manifesta carenza di ferro; il 40% degli italiani ha carenza di vitamina D. E spesso la dieta non basta, per questo, spesso è utile ricorrere agli integratori per fornire all'organismo il supporto necessario. I più venduti sono quelli per dimagrire, per migliorare le prestazioni sportive e per sentirsi più in forma. Ma non mancano le compresse antidepressive, le pillole per le malattie stagionali e persino quelli per i problemi di prostata. Il rischio, però, è che le persone li acquistano come fossero caramelle, o che li considerano vere e proprie forme di cura, anche perché a volte le loro confezioni sono simili a quelle dei prodotti farmaceutici. Ma gli integratori alimentari sono soltanto integratori a base di erbe, vitamine e sali minerali e chi li prende non cura le proprie malattie, si limita solo a fornire al corpo sostanze per lo più inutili. Ed a volte si rischia di peggiorare la salute, perché gli integratori non sono del tutto innocui. Per tale motivo, per l'interesse dei consumatori, per il valore economico del mercato (1229 milioni di euro) e la grande quantità di prodotti in circolazione (4600), l'Unione Europea sta per approvare una direttiva sugli integratori.  Questi non possono sostituire i farmaci e devono sottostare a norme di qualità, igiene e sicurezza. I produttori di integratori non autorizzati dalla UE hanno tre anni per dimostrare l'innocuità delle sostanze. Le etichette dovranno riportare dosaggio consigliato, massimo consentito, avvertenze e informazioni indispensabili per un consumo consapevole.


SHOPPING: IL LINO

UNA PIANTA DALLE MILLE RISORSE: Fiorellini azzurro-cielo con cinque petali ovali e piccole foglie dal verde al grigio-argento, che si aprono su uno stelo sempre esile: così si presenta, nella sua varietà più comune la pianta del lino: il Linum Usitatissimum, che cresce e si coltiva nelle regioni a clima temperato. Conosciuto come la più antica delle fibre vegetali, il lino deve la sua fama non solo alla versatilità dei suoi tessuti, ma anche alle innumerevoli proprietà dei suoi semi e dell'olio che da essi si ricava.

Un nome che racchiude una storia: dal greco "linon" (filo) per ricordare l'antico uso tessile della fibra, le prime testimonianze della sua presenza risalgono a circa 5000 anni fa, grazie al ritrovamento di mummie egizie fasciate con bende di questa tela. E non solo. I vestiti delle dame di corte, di danzatrici, di sacerdotesse erano fatte di tessuto di lino, trasparente come un velo. Era noto anche a cinesi e peruviani, e coltivato da babilonesi, fenici, greci, romani, galli, germani e iberici. In seguito, l'introduzione e l'impiego di fibre chimiche e sintetiche, nonché il diffondersi del cotone, fecero diminuire l'interesse verso questa fibra ancestrale. La produzione della tessitura ha ricoperto un ruolo importante nell'economia dell'antica famiglia contadina: erano le donne che, durante l'inverno, per arrotondare il bilancio familiare, dedicavano lunghe ore ai telai, tessendo anche tutto il corredo personale e della casa, creando con maestria lenzuola, tovaglie, camicie, vestiario, fasce per neonati. La preparazione del corredo durava anni: le ragazze iniziavano giovanissime, aiutate e precedute dalle loro mamme e terminavano esponendo la loro "dote" dinanzi a tutto il paese per poi ricevere il regalo di nozze. Ancora oggi ci sono zone nel nostro paese in cui il lino viene lavorato secondo una tradizione che si tramanda da generazioni, in cui la pazienza e la dedizione diventano i binari di un lavoro ardito. La pianta del Lino appartiene alla famiglia delle Linacee e la sua altezza varia dagli 80 ai 120 cm. Le sue corolle sono di vari colori, oltre al conosciuto azzurro: bianco, giallo, rosa, cremisi e porpora, violetto, blu. Il lino si raccoglie nel periodo estivo, da luglio a settembre (per avere la massima lunghezza della fibra), si lascia seccare al sole e si immerge nell'acqua. Diviso in piccoli mazzi che vengono appesi e lasciati asciugare, le fibre vengono separate dalla parte legnosa con la gramola: i suoi scarti vengono usati come isolanti o per farne concimi. Il lino viene poi battuto con una mazza di legno su di una pietra piana; così si ammorbidisce e si separa definitivamente dalla parte legnosa per poi essere "pettinato" con dei "cardei" (assi di legno dai quali spuntano dei chiodi). Finito il lavoro di cardatura, il mazzetto viene annodato ed il filo che si ottiene risulta lungo circa 50 cm. La filatura, fatta col fuso, prevede una torsione per legare insieme le fibre che diventeranno matassa. La matassa viene poi fatta bollire per ammorbidire, sbiancare e assottigliare il filo. E alla filatura segue la tessitura, che si effettua intrecciando i fili di ordito a quelli di trama su un telaio a pedali. Proprietà del lino e cura dei capi: composto per quasi il 70% di cellulosa, il lino è una fibra fresca, morbida e resistente all'usura. Il tessuto di lino assorbe l'umidità, non provoca allergie e lascia respirare la pelle: ecco perché è particolarmente indicato per i capi estivi.Tra le fibre naturali è quella più resistente a tensione e strappo (anche quando è bagnata) ma non è molto flessibile, non si sfilaccia, tende a stropicciarsi ma non si deforma e con il lavaggio tende ad ammorbidirsi. Ha inoltre spiccate proprietà antistatiche.I capi bianchi si lavano a 60° mentre quelli colorati a temperature inferiori. Non va candeggiato perché tende ad ingiallire. I capi bianchi si stirano inumiditi, utilizzando se necessario il vapore, prima sul rovescio poi sul diritto mentre i capi colorati, soprattutto se scuri, vanno stirati solo sul rovescio. Una fibra versatile: usato anche nell'arredamento (per rivestimenti murali, tendaggi e controsoffittature), nella confezione di accessori (valigie, borse o scarpe) e nell'arte (la tela di lino è considerata tra le migliori sia per la sua trama fine, particolarmente indicata per i ritratti, che per la sua resistenza ai cambiamenti d'atmosfera e alle trazioni), è nel campo della moda che il lino diventa protagonista assoluto. I suoi manufatti provenienti da Francia, Belgio ed Olanda sono considerati tra i più pregiati e vantano il marchio di qualità "Master of Linen". Elegante, fresco, pratico, ricercato nella moda sia per capi destinati al tempo libero che per le occasioni speciali, il lino europeo è riesploso nelle nuove tendenze per la primavera/estate 2003. Forme rivisitate e nuovi colori per camicie, pantaloni, abiti e sahariane: dai bianchi ai neutri (come il sabbia, il beige, l'avorio) a tutta la serie dei non-colori (grigio polvere, nuvola argentata, vetro) ma anche rosa, verde germoglio, cobalto, grafite, caffè, onice. Usato puro o in mélange (con cotone, viscosa e/o poliammide) per renderlo più elastico, si è rassicurati dalla sua semplicità e affascinati da quei risultati irreali e volutamente imperfetti dovuti a trattamenti ultrasofisticati. Oltre all'abbigliamento, i capi in lino sono fra i più preziosi anche nel corredo, non solo per aspetto e raffinatezza delle fogge ma anche per la caratteristica praticità: assorbenza e piacevolezza in un unione di sobrietà ed essenzialità.


ARTS: LE STRADE CHE PORTANO A ROMA

Una mostra che ripercorre attraverso oggetti di uso quotidiano, raffigurazioni artistiche, reperti archeologici, foto d'epoca e plastici ricostruttivi, la storia, le trasformazioni e le curiosità delle celebri strade chiamate "consolari" perché prendevano il nome dal console che le aveva promosse e costruite che fin dall'antichità si dipanavano dal Foro di Roma. Ospitata dal Complesso del Vittoriano dal 26 luglio al 15 settembre, l'originale mostra è promossa dalla Provincia di Roma, Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili e dalla Presidenza della Giunta della Provincia ed è curata da Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale di Roma e Claudio Rendina, Storico delle Arti e Tradizioni popolari. Il catalogo si avvale dei preziosi contributi critici di Claudio Rendina (Lungo le strade tra arti, tradizioni, leggende e curiosità), Serena Ensoli (La prima fatica è stata quella di tracciare I solchi. le strade nell'antichità), Egidio Maria Eleuteri (La pittura dell'Ottocento e le grandi vie consolari) e Romana Agostinelli (Le strade consolari).

"Tutte le strade portano a Roma" recita un antico detto. La celebre frase è realmente la contestualizzazione di una circostanza storico-geografica precisa. La mostra Le Strade che portano a Roma permette al visitatore e allo studioso di conoscere storia, leggende, curiosità, iconografia delle celebri sei vie consolari (Aurelia, Appia, Clodia, Flaminia, Cassia, Tiburtina - Valeria). Vie che collegavano l'Urbe con tutta la penisola e oltre, attraverso migliaia di chilometri, tracciate e mantenute costantemente efficienti per scopi eminentemente militari, ma anche commerciali e religiosi. Strade monumentali che in prossimità della capitale diventavano viali alberati, fiancheggiate da sepolcreti, statue, ville, cappelle e templi che rendevano suggestivo e gradevole il viaggio. E' possibile percorrerle ancora oggi sebbene abbiano mutato aspetto con il passare dei secoli conservando solo a tratti il loro antico tracciato un tempo così imponente. Ciascuna strada inoltre aveva varie stazioni per le fermate necessarie al viaggio, con alberghi e locande intorno alle quali si creavano centri abitati. Su queste vie tutte lastricate o ghiaiate e nella campagna circostante si trovano testimonianze della "vita quotidiana" e quindi antiche stazioni di posta, mezzi di trasporto, ville, castelli, oggetti per il lavoro.
Tutto questo è raccontato e fatto rivivere nella mostra Le Strade che portano a Roma attraverso l'esposizione di oggetti, reperti e testimonianze provenienti dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio, Soprintendenza dell'Etruria Meridionale, Museo Nazionale Romano, Museo della Civiltà Romana, Museo di Roma, Museo di Roma in Trastevere, Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, Museo Comunale di Arte Moderna e Contemporanea, Musei Capitolini, Gabinetto Nazionale delle Stampe, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado, Museo della Civiltà Contadina dell'Alta Valle dell'Aniene, Museo della Canapa di Pisoniano, Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare di Anguillara Sabazia, nonché da collezionisti privati. E poi, ancora, acqueforti, acquarelli, litografie, manufatti, foto, pannelli esplicativi, plastici.

La mostra si divide in cinque sezioni: Sulle tracce del basolato, Andando per via - I personaggi, Locande, Stazioni di posta e mezzi di trasporto, Ville e castelli, Sulle vie dei laghi e del mare. Inoltre, uno spazio è riservato a foto e filmati d'epoca. Esplicativi pannelli scenografici ci introducono nelle tradizioni, leggende, curiosità, vicende di personaggi illustri, famiglie nobili, Papi, avvenimenti storici da ripercorrere attraverso la rivisitazione delle vie consolari e non. Anche le più famose porte di Roma riprendono vita attraverso le incisioni di Luigi Rossini e Luigi Ricciardelli: San Pancrazio, Salaria, Pia, San Lorenzo, Maggiore, San Giovanni, Flaminia, San Sebastiano, Capena, San Paolo.

Roma - Complesso del Vittoriano: Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali). Da venerdì 26 luglio a domenica 15 settembre 2002. Con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


ARTS: IL POSTO DELL'UTOPIA

"IL POSTO DELL' UTOPIA": Un'ampia rassegna antologica di circa 90 opere, per lo più di grandi dimensioni e di forte impegno pittorico, che testimoniano l'itinerario ormai venticinquennale di questo singolarissimo artista "esistenzial-metafisico" il cui mondo poetico è fondato sulla persistente presenza del Mistero nell'apparente chiarezza delle cose che ci circondano e degli eventi che quotidianamente viviamo. Il linguaggio di Pier Augusto Breccia parla alla coscienza dei visitatori interrogandoli sugli aspetti fondamentali dell'esistenza: la vita, la morte, il potere, la volontà, l'intelletto, la religione, l'arte, l'amore... Questi gli argomenti eterni sui quali l'artista si interroga; questi i temi che caratterizzano il percorso della mostra in un cammino "esistenzial-metafisico". E' il pittore stesso a dare una spiegazione del particolare titolo dell'esposizione ospitata al Vittoriano: "Il Posto dell'Utopia". "Mi è capitato più volte di utilizzare un 'paradosso' per intitolare le mie esposizioni ('Monologo corale', 'Le forme concrete dell'Inesistente', 'La semantica del Silenzio', 'La faccia nascosta della Luce', ecc) proprio perché il paradosso, nell'etimo stesso della parola (parà e dòxa), vuol significare una forma di giudizio parallelo che, nella sua implicita contraddittorietà di alcune certezze logiche pretende, tuttavia di avvicinare la coscienza dell'Io alle proprie radici pre o meta-razionali. Non dunque una fuga dalla verità in omaggio ad un cieco irrazionalismo nichilista, ma piuttosto una riaffermazione della verità attraverso la luce della pura intuizione (.). Tutta la mia pittura, fin dal suo inaspettato esordio nella mia vita di 'homo scientificus', reca in sé questo carattere di paradossalità: un marchio o un sigillo o, se si vuole, un timbro stilistico che la distingue prima di tutto dal Surrealismo e dalla Pittura Metafisica". Autore di oltre mille opere pittoriche e di numerose pubblicazioni (tra cui il monumentale volume "Animus-Anima" con l'introduzione di Rosario Assunto, 1992), in ripetute occasioni e nelle sedi più disparate - conferenze, dibattiti, relazioni e congressi, lezioni universitarie -  Breccia ha sostenuto l'urgente necessità da parte della cultura artistica contemporanea di uscire dal nichilismo che opprime ormai da troppo tempo la coscienza dell'uomo dell'Occidente. Il pittore propone dunque la sua pittura come una fra le prime possibili esperienze "post-nichiliste" dell'arte contemporanea: "la mia pittura non ha alcuna pretesa di rispondere ai grandi perché metafisici della nostra esistenza ma si accontenta di dare un senso alla vita e alle cose del mondo recuperandole al Mistero che le sottende e le avvolge". Il linguaggio di Breccia è incisivo; una narrazione classica costruisce forme potenti, quasi michelangiolesche. Il disegno si fa superbo, chiaroscurale; le forme sono asciutte e di una plasticità marmorea. Ma, soprattutto, come afferma Salvatore Italia, Breccia è "un maestro unico, non comparabile con altri, dal talento tecnico indiscutibile, dotato di straordinaria capacità disegnativa, magnifico tessitore di eccezionali armonie spazio-temporali. Ciò che colpisce in lui sono le ansie, i tormenti, il misticismo, la passione e le folgorazioni, tutti elementi sottesi e fusi nella loro complessità, ma vivificati mirabilmente nelle immagini e nelle proiezioni spaziali dove la freddezza tecnica è solo apparente, perché il linguaggio - animato da simbolismi - è permeato di messaggi profondi promananti dall''uomo' che vuole dominare il mondo nella consapevolezza di realizzare un disegno a lui superiore". Sezioni della mostra: Lo sgomento dell'esserci, Lo spazio utopico della coscienza, Il senso dell'esistenza, L'illusoria solidità dell'essere ideale e il rischio della sua degenerazione ideologica, Le due metà dell'uomo: dalla dualità conflittuale alla sintesi armonica, Il senso e l'idea, Il posto della superbia, Il posto dell'irrazionalità ludico-dionisiaca, Il posto cifrato del logos, L'esserci come logos incarnato, Autotrascendimenti, Sulla porta dell'oltre.

Roma, Complesso del Vittoriano: Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali). Da venerdì 6 settembre a domenica 29 settembre 2002. Orario: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 19.00. Ingresso libero. Per informazioni: Tel. 06 6780664.


CINEMA: VENEZIA 2002

Domenica 8 settembre, con la consegna dei premi da parte della giuria internazionale, composta da Gong Li (Presidente), Jacques Audiard, Evgenij Evtusenko, Ulrich Felsberg, Laszlò Kovàcs, Francesca Neri e Yèsim Ustaoglu, sono stati spenti i riflettori sulla 59esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Quest'anno la Mostra, sotto la direzione di Moritz de Hadeln, ha voluto favorire, in uno spirito di libertà e tolleranza, la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e d'industria. Rispetto all'edizione precedente, quest'anno alcune novità: oltre alle due sezioni principali, con il tradizionale Leone d'oro per il miglior film e il nuovo premio San Marco per il miglior film della sezione Controcorrente, sono stati presentate opere in anteprima mondiale ed è stato aperta una sezione dedicata ai cortometraggi. Un'altra importante iniziativa è The Venice Screenings, sale di proiezione e video box a disposizione di produttori e distributori per agevolare il loro lavoro. Nuovo anche il Premio per un contributo individuale di particolare rilievo. Tra le presenze stampa quest'anno, dopo tanti anni, sono tornati al Lido il "New York Times" e il "Los Angeles Times", che hanno espresso giudizi positivi sia sul programma che su l'importanza che Venezia ha come festival nel mondo accanto al fratello francese di Cannes. Tra i film in Concorso di questíedizione, di particolare interesse e rilievo è l'interpretazione in "Dirty Pretty Things" di Stephen Frears, della giovane attrice francese che stupì la scorsa stagione con "Il fantastico mondo di Amélie Poulain". Michele Placido si presenta con "Un viaggio chiamato amore" interpretato da due grandi attori, Laura Morante e Stefano Accorsi. L'America invece sbarca in laguna con "Road to Perdition" di Sam MENDES, con un cast díeccezione: Tom Hanks, Paul Newman, Jude Law e Jennifer Jason Leigh. Da ricordare, tra i film fuori concorso, líinteressante ultimo lavoro di Liliana CAVANI, "Ripley's Game" con John Malkovich, Dougray Scott, Ray Winstone e Chiara Caselli; e "K-19: The Widowmaker" di Kathryn BIGELOW, con Harrison Ford e Liam Neeson. Clint Eastwood invece, dopo un periodo di stasi lavorativa si presenta con "Blood Work", ma il suo "rivale" John Malkovich con "Dancer Upstairs" non si lascia impressionare dal colosso americano e spicca per la sua creatività ed inventiva.

I premi della 59a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: Leone d'oro per il miglior film: "THE MAGDALENE SISTERS" di Peter Mullan. Gran Premio della Giuria a "DOM DURAKOV" (La maison de fous) di Andrei Konchalovsky. Leone d'Oro alla carriera a Dino Risi. Premio Speciale per la regia a "OASIS" di Lee Chang-dong. Premio per un contributo individuale di particolare rilievo a ED LACHMAN, direttore della fotografia per "Far From Heaven" di Todd Haynes. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a STEFANO ACCORSI nel film "Un viaggio chiamato amore" di Michele Placido. Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a JULIANNE MOORE nel film "Far From Heaven" di Todd Haynes. Premio "Marcello Mastroianni" a un giovane attore o attrice emergente a MOON SO-RI interprete del film "Oasis" di Lee Chang-dong. Leone d'Argento per il miglior cortometraggio a "CLOWN" di Irina Efteeva. Premio UIP per il miglior cortometraggio europeo a "KAL'ZOK SZERETJE" (Lover of Pirates) di Zsofia Pèterffy. Premio San Marco al film "XIAO CHENG ZHI CHUN" (Springtime in a Small Town) di Tian Zhuangzhuang. Premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis" va in ex-aequo ai film "DUE AMICI" di Spiro Scimone e Francesco Sframeli (Settimana internazionale della critica), e "ROGER DODGER" di Dylan Kidd (Settimana internazionale della critica).

Qualche dato analitico: A parità di sale aperte al pubblico pagante, il numero complessivo di biglietti e carnet venduti dopo dieci giorni è stato di 32.326 unità, con un aumento del 5% rispetto ai 30.806 titoli di ingresso della scorsa edizione. L'incasso è stato di 315.542 euro che, rispetto all'incasso di 276.093 euro della scorsa edizione, ha avuto un incremento del 14,29%. Il numero dei titoli di ingresso venduti via internet è aumentato del 37,53%, passando dai 2.769 del 2001 ai 3.808 del 2002. La vendita Ë incrementata del 66% in termini di incasso, passando da Euro 19.548 per il 2001 a Euro 32.564 per il 2002. Le tessere di accredito rilasciate per questa edizione hanno comportato un lieve ribasso del 3,36%, con un incasso di 241.290 euro, vale a dire un più 3% rispetto alla precedente edizione. Le presenze stampa di quest'anno: 2.415 giornalisti (erano 2.349 nel 2001), di cui 1.477 italiani e 938 stranieri in rappresentanza di 55 Paesi (erano 839 nel 2001). 381 sono state le testate presenti della stampa scritta italiana, 368 le testate della stampa scritta straniera, 195 le televisioni, in rappresentanza di 37 Paesi.


FUN: GUSTO DIVINO

La tendenza degli italiani è quella di bere progressivamente sempre meglio. Anche se, la maggioranza delle persone che si avvicinano ad un buon bicchiere di vino non ne hanno la piena consapevolezza. E se l'opinione diffusa è che siano necessari anni di studio per imparare a riconoscere e conoscere adeguatamente un buon vino, in realtà l'acquisizione delle regole fondamentali del saper bere, accompagnate dal proprio gusto e dal consiglio di un esperto, sono quasi sempre sufficienti per orientarsi con positività nel mondo splendido e pressoché infinito dell'enologia. Chiunque saprebbe (e deve!) riconoscere i difetti chiari di un vino Il concetto di base è semplice quanto importante: un buon vino, è un vino gradevole; un costrutto che non ha difetti, né di odore, né di sapore. E un buon degustatore apprezza innanzitutto la bontà o meno di un vino… poi la sua annata o l'uva con la quale è stato prodotto. 

Quando arriva il momento di acquistare una bottiglia, è necessario conoscere, quali parametri di base, le più pregiate qualità di uva e di vini, la macrogeografia vinicola e i nomi delle maggiori aziende produttrici. Stando attenti a non considerare come legge assoluta l'equazione: vino costoso = vino buono! La relazione è vera, ed esiste realmente. Ma se, a volte, proprio così non è, è soprattutto vero che se un vino costa poco (o pochissimo) non ci si dovranno aspettare degustazioni straordinarie. Perché, dietro alla realizzazione di un buon vino, esiste un principio che è esattamente l'opposto di quello che spesso è vero per il cibo. Se infatti un cibo buono in sé rimane tale se naturale e poco elaborato, un buon vino è il frutto di una procedura curata e raffinata; complessa sia nella sua antica ritualità che nella sua crescente modernizzazione. Il classico concetto rurale del vino perché casereccio, può essere accettato infatti solo da chi non ha consapevolezza di come sia costruita e costituita una seria azienda produttrice.


SPORT: CRICKET

Il Capannelle Cricket Club, in collaborazione la Commissione Sport del Comune di Roma e con la Federazione Italiana Cricket, organizza il Torneo Internazionale di Cricket " Sport è Amicizia"; Sabato 7 e Domenica 8 settembre, quadrangolare al quale partecipano il Capannelle CC, il Corfù Cricket, l'Asian CC e lo Sri Lanka CC. Quale luogo della manifestazione, l'Ippodromo Capannelle, sulla Via Appia. E, per tutta la durata del torneo, ai bordi del campo gli istruttori e i giocatori appartenenti alla Federazione Italiana Cricket che fanno provare i fondamentali del gioco a tutti e spiegano le regole principali durante le fasi più importanti degli incontri.

Il Capannelle Cricket Club ha vinto quattro volte il Campionato Italiano (1988-90-91 e 2000) e per tre volte si è classificato al secondo posto; ha conquistato otto volte su dieci Coppa Italia (l'unico torneo cui sono presenti solo giocatori italiani). Accanto alla prima squadra esiste un vivaio costituito da ragazzi che formano le due squadre giovanili under 13 e under 15, che partecipano con successo ai Campionati italiani di categoria e i cui ragazzi alimentano le nazionali giovanili. A Roma si gioca a Cricket sin dagli anni '60. E nel 1980, Alphonsus Jayarajah fonda a Roma il Doria Pamphili Cricket Club, attualmente Capannelle Cricket Club. E sempre romana del 1980, la nascita dell'Associazione Italiana Cricket. Ed oggi sono venti i club in tutta Italia. L'Associazione Italiana Cricket fa parte del CONI e a livello internazionale è riconosciuta dalla International Cricket Council, l'istituzione che regola il cricket mondiale. Per informazioni: Capannelle Club Cricket, Via della Croce 74a - Roma - Tel. 06 69920088.

www.capannellecricketclub.it


MUSIC: IL PARCO DELLA MUSICA

AUDITORIUM E S. CECILIA: Il nuovo Auditorium - Parco della Musica, inaugurato solennemente il 21 aprile 2002, diventerà la sede dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a partire dal prossimo anno. Realizzato su progetto del noto architetto Renzo Piano, rappresenta uno il più importante evento urbanistico, culturale e sociale attuato a Roma dagli anni sessanta; ed è il più grande complesso artistico di questo genere addirittura a livello europeo! Le tre strutture di Renzo Piano sono immerse nel grande parco alberato e disposte ortogonalmente attorno ad una cavea teatrale all'aperto, rivolta verso il Villaggio Olimpico (l'ingresso principale si trova su Viale De Coubertin).

Il Parco della Musica è costituito da una grande sala concertistica da 2.700 posti, una sala media (adibita sia a concerti che a spettacoli multimediali) da 1.200 posti, un vero e proprio teatro musicale da 700 posti (con fossa per l'orchestra di 60 elementi e cambio scene), una cavea di 3.000 posti per spettacoli all'aperto, un enorme giardino pensile, un'area archeologica con i ruderi di una grande villa romana di età repubblicana e, ovviamente, un ampio parcheggio. Nel Parco della Musica si svolgeranno eventi di ogni genere: musica classica e contemporanea, sinfonica e da camera, strumentale ed operistica, musical e balletti, teatro di prosa e rassegne cinematografiche, mostre ed esposizioni. Lo spazio all'aperto sarà per lo più dedicato alla musica leggera, a quella etnica, al jazz, nonché a feste e rappresentazioni particolari; sarà anche possibile ospitare conferenze, dibattiti ed incontri specifici con compositori ed esecutori; sono inoltre previste una biblioteca ed una audioteca per studi, ricerche e didattica, nonché negozi di musica, merchandising, caffè, bar e ristoranti. Per quanto riguarda il programma della stagione 2002-2003 (che si svolgerà fino alla fine dell'anno nella storica sede di via della Conciliazione, e a partire dal nuovo anno nelle nuove sale dell'Auditorium) c'è da dire che la qualità regna sovrana, grazie alla competenza ed alla accuratezza nelle scelte da parte del Presidente-Sovraintendente Luciano Berio, del Direttore principale Myung Whun Chung, del Direttore Generale Gennaro Di Benedetto, del Coordinatore Artistico Gaston Fournier Facio e del Maestro del Coro Roberto Gabbiani. La musica da camera prevede nel mese di ottobre le esibizioni di Katia e Marielle Labeque, con Strawinski, Piovani e Bernstein, e di Daniel Barenboim, con un concerto di pianoforte ancora da definire; a novembre seguiranno Frank P.Zimmermann, Heinrich Schiff e Christian Zacharias, nonché Andras Schiff.La stagione sinfonica sarà inaugurata il 12 ottobre dal Direttore Chung, con l'esecuzione di Haydin, Mendelssohn e Beethoven, cui seguiranno Dvorak, Debussy e Respighi; nel mese di novembre sarà la volta di Daniel Oren e Richard Galliano, con Piazzolla e Caikovski, e di Oren con Franco Petracchi, con musiche di Bernstein, Trovajoli e Brahms. Per ulteriori notizie ed informazioni:  Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Via Vittoria 6, Roma, Tel. 06 328171.


VISION: IL PALIO DEI RIONI

PALIO DEI RIONI – III EDIZIONE: Largo Anicia a Trastevere 18-22 settembre 2002 (ingresso libero)Una manifestazione che ha l'obiettivo di proteggere e promuovere le tradizioni più vere dei cittadini romani. Cinque serate di cultura, teatro, musica, poesia, storia e divertimento.

Mercoledì 18 settembre: Ore 19.00: Corteo del "Gruppo Storico Romano" per le vie del Rione Trastevere da S. MariaOre 20.45: La Notte dei Gladiatori . Rappresentazioni di Lotta dal vivo.Ore 21.30: Spettacolo teatrale " Incontra Nerone" a cura del GSR. Giovedì 19 settembre: Ore 20.45: La piccola Cristina Alviti recita "Er Fattaccio de vicolo der Moro"Ore 21.15: Rappresentazione teatrale della commedia "Ti a Piaciato" (omaggio a Ettore Petrolini; sul palco il Maestro Fiorenzo Fiorentini). Venerdì 20 settembre: Ore 18.00: Visita guidata (appuntamento sotto palco) dei monumenti, dei vicoli e delle piazze più importanti del Rione Trastevere, accompagnata da letture classiche recitate. Ore 20.45: "Al Bar dello Sport…" show di F. Trombaiolo e A. Corazzi. Ore 21.30: Tributo a Rino Gaetano, concerto della band di Marco Graziosi; interviene la sorella Anna Gaetano. Sabato 21 settembre: Ore 18.00: Visita guidata (appuntamento sotto palco) dei monumenti, dei vicoli e delle Piazze più importanti del Rione Trastevere, accompagnata da letture classiche recitate.Ore 20.45: Poesia del Belli e Trilussa interpretata dall'attore-regista Gerardo Scala. Ore 21.00: Commedia musicale di Tonino Tosto in "Tanto pe' Canta" con Paolo Gatti; vasto repertorio di Pascarella, Fregoli, Balzani, Magni. Domenica 22 settembre: Ore 20.45: Intervento di Rossana Di Lorenzo, "Erminia" di Vacanze Intelligenti con A. Sordi. Ore 21.15: La poesia e l'armonica di Mario Mori con il cantante Renzo Renzetti nella commedia "In una Roma che ancora c'è". Ore 22.30: Conclusioni, premiazioni e ringraziamenti.Al termine Fuochi Pirotecnici, Torce musica popolare, luminarie e ballo in piazza.

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VISION: VILLA CELIMONTANA

TRA STORIA, GIARDINI E... MUSICA!!! La villa, una delle più curate di Roma, situata sul Colle del Celio, con ingresso da Piazza della Navicella, è conosciuta anche come Villa Mattei dal nome della famiglia che ne fu proprietaria dal 1553 al 1801. La famiglia Mattei, nel 1553 acquistò la vigna, che ricopriva i fianchi della collina, trasformata in villa nel penultimo decennio del Cinquecento da Giacomo Del Duca, su commissione di Ciriaco Mattei, nelle forme del giardino all'italiana decorato da fontane, sculture antiche ed arricchito di marmi antichi, bassorilievi, palme e piante esotiche. Una cospicua parte delle sculture che ornavano la villa, furono vendute e costituirono il primo nucleo dei Musei Vaticani. L'arredo più importante del giardino è l'obelisco donato nel 1582 a Ciriaco Mattei, composto di iscrizioni dedicatorie del faraone Ramses II.Nel Seicento furono create nuove fontane e si apportarono alcune modifiche; la villa subì però una radicale trasformazione nell'Ottocento: il principe Godoy, successivo proprietario, cambiò radicalmente l'assetto del giardino del nuovo stile "all'inglese". Ulteriori interventi furono compiuti dalle successive proprietà e, in particolare, vanno segnalati quelli di definitiva sistemazione del giardino in senso paesistico, compiuti tra il 1858 ed il 1861, durante la proprietà Leroux-Bauffremont, con tutta probabilità del giardiniere francese Pietro Charles. Ultimo proprietario fu il barone sassone Riccardo Hoffmann che detenne il complesso dal 1870 al 1915. Dopo il 1870 l'unico intervento degno di menzione è la costruzione di un'edicola-tempietto in forme gotiche voluta dal barone Hoffmann intorno al 1880.

Il tempietto rappresenta in ogni caso un pregevole esempio di contaminazione eclettica di un complesso di tradizione rinascimentale e barocca romana: se il monumento è adeguato al nuovo disegno del giardino, che aveva contraddetto la regolarità architettonica di quello creato dai Mattei permeandolo di una spiccata atmosfera romantica, sembra però distaccarsi completamente da quell'equilibrio tra paesaggio e antichità, tra il movimento del verde e la persistenza del forte senso prospettico degli antichi viali principali tuttora conservati. All'interno, protetta dalle volte a crociera del portico, un'absidiola centrale accoglie un'ara quadrangolare antica , decorata da aquile e bucrani angolari che sorreggono festoni frugiferi: su di essa era collocata una statua di S. Michele, oggi scomparsa. In passato, Villa Celimontana veniva aperta al pubblico una volta l'anno, il Giovedì grasso, in occasione della visita alle Sette Chiese istituita da San Filippo Neri nel 1552. La villa costituiva una delle tappe del pellegrinaggio che si ricollegava all'antico uso di fare visita ai luoghi sacri del Cristianesimo: le tombe dei martiri e le principali basiliche. Nel 1925, la Villa fu confiscata dal Demanio dello Stato, che cedette il parco al Comune di Roma per adibirlo a giardino pubblico. Ed oggi, la Villa ospita la lunga maratona estiva del "Festival Jazz", che porta ogni anno a Roma grandi nomi e musicisti di rilievo internazionale: Jan Garbarek, Gotan Project, Chistopher Muller, Philippe Cohen Solal, Eduardo Makaroff, il grande trombettista Enrico Rava, l'imperatrice della musica africana Miriam Makeba, il chitarrista John Scofield, il trombettista Freddie Hubbard, la famosa cantautrice americana Suzanne Vega e molti altri ancora.