ROMA IN TAXI: DICEMBRE 2002



IN COPERTINA: FRANCESCO STORACE


ZOOM: FRANCESCO STORACE

Francesco Storace è nato a Cassino il 25 gennaio 1959. Sposato, ha una figlia. E' stato Deputato nella XII e nella XIII legislatura, nel corso della quale ha ricoperto l'incarico di presidente della commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Il 16 aprile 2000 è stato eletto presidente della Regione Lazio, ottenendo quasi un milione e mezzo di voti e catalizzando sul suo nome centomila preferenze in più rispetto alla coalizione politica che lo sosteneva. Ha iniziato giovanissimo l'attività politica, impegnandosi subito nel sociale e avvicinandosi presto al mondo del giornalismo. Al Secolo d'Italia ha percorso tutti i gradini, fino ad arrivare all'incarico di capo dei servizi parlamentari. Successivamente, ha assunto l'incarico di capo dell'ufficio stampa dell'Msi-Dn e, poi, di Alleanza Nazionale. Eletto deputato per la prima volta nel 1994 (nel collegio numero 21 della Circoscrizione Lazio), è stato confermato (stesso collegio) nel 1996. Ha fatto parte della commissione Antimafia e della commissione Cultura. Il suo interesse per il mondo della comunicazione lo ha portato, prima alla vicepresidenza e poi alla presidenza della Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Qui Storace si è battuto per l'affermazione del pluralismo e ha mostrato doti di grande equilibrio, mettendo spesso d'accordo maggioranza e opposizione nell'interesse di tutti i cittadini.

Francesco Storace: cosa vuol dire essere il presidente della Regione Lazio?

"Vuol dire lavorare tutto il giorno, per cercare di risolvere i problemi di una comunità che, in passato, era stata trascurata. Noi abbiamo ereditato, dalla precedente Amministrazione, più di 8.000 miliardi di vecchie lire di debiti nel solo comparto della Sanità, ospedali che cadevano a pezzi e liste d'attesa interminabili. Oggi, dopo due anni e mezzo di lavoro di Giunta di centrodestra, il debito pregresso va verso l'azzeramento (sarà estinto a marzo 2003) e sono stati inaugurati il Policlinico di Tor Vergata e il Sant'Andrea, che erano stati abbandonati al loro destino. Inoltre, questa amministrazione regionale ha dato a Roma e al Lazio il Polo oncologico che attendevano da sempre. Questo significa, per me, fare il presidente della Regione: lavorare per dare ai cittadini servizi sempre migliori".

Qual è oggi il ruolo della Regione?

"Io credo che questi due anni e mezzo che abbiamo trascorso alla guida della Regione Lazio abbiano contribuito, in modo sensibile, a far conoscere ai cittadini il ruolo della Regione, a far sentire ai cittadini e agli imprenditori che c'è un'istituzione pronta a dar loro una mano".

Qualche esempio concreto?

"Innanzitutto, la legge sulla famiglia, per la quale ci siamo battuti e con la cui approvazione si introducono norme che aiutano concretamente i giovani meno abbienti a sposarsi. La legge sulla famiglia è una bandiera, di cui andiamo orgogliosi. Fin dal primo articolo l'impostazione della legge è chiara: dopo il riferimento all'articolo 29 della Costituzione e alle Convenzioni internazionali, si afferma che la Regione Lazio riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e istituzione privilegiata per la nascita, la cura e l'educazione dei figli, per l'assistenza ai suoi componenti e per la solidarietà tra le generazioni. E uno specifico articolo stabilisce le agevolazioni per le coppie che intendono sposarsi: mutui a tasso agevolato per l'acquisto della prima casa; riserva del 20 per cento di programmi di Edilizia residenziale pubblica alle giovani coppie; rimborso delle spese relative all'attivazione delle utenze e di una somma pari al 50 per cento dell'Ici per i primi due anni. Questo vuol dire essere concretamente al fianco dei giovani che vogliono sposarsi".

Altri provvedimenti nel campo del sociale che Lei ritiene importanti?

"Parlo di misure che sono già state approvate: l'assegno per il terzo figlio, l'una tantum per le donne in gravidanza che si trovano in difficoltà economiche, il bonus per le scuole materne. Sono provvedimenti che, nel giro di due anni e mezzo, sono diventati realtà: dalle promesse siamo passati ai fatti, com'è consuetudine di questa amministrazione e com'è avvenuto anche per la legge sugli oratori. Quando si parla di famiglia, quando si parla di giovani, non si può tralasciare l'importanza degli oratori, vere e proprie palestre di vita. Ecco, noi abbiamo riportato al centro dell'attenzione gli oratori, indicandoli come alternativa ai centri sociali, tanto cari a buona parte della sinistra".

Un'ultima domanda: che futuro vede per Roma e per il Lazio?

"Non posso che essere ottimista, visto come stanno andando le cose. Il trend dell'economia è nettamente positivo, col numero degli occupati in crescita e con le aziende che aumentano. Non solo: le previsioni ci dicono che il Prodotto interno lordo della nostra regione, nel 2003, crescerà ad un ritmo oscillante tra il 2,5 e il 2,7 per cento, che è di molto superiore alla media nazionale e, soprattutto, a quello di Regioni come la Lombardia e il Veneto, tradizionalmente ricche. Questo significa una cosa ben precisa: il Lazio è una regione in forte espansione e di questo dobbiamo essere orgogliosi".


ZOOM: IL BAMBINO E GLI ANIMALI

La Provincia di Roma contro il randagismo: il testo sarà distribuito gratuitamente nelle scuole elementari di Roma  e provincia. La diffusione dei libri sarà coadiuvata da lezioni di  sensibilizzazione al problema da parte dell'Ordine dei Veterinari.

Un cane può allungare la vita all'uomo, può aiutare a superare meglio avversità e dispiaceri. E' una realtà confermata da studi scientifici e statistiche. Un animale domestico può dare molto, ma ha anche bisogno di tanto affetto e comprensione. Capire tutto ciò, sin da piccoli è fondamentale. Per questo l' assessorato all'Agricoltura della Provincia di Roma ha voluto promuovere il libro "Il bambino e gli animali - Vivere insieme un'esperienza, tanti stimoli e curiosità" realizzato dalla Laica (Libera Associazione Italiana Cultura e Ambiente). "Nel libro - afferma Stefano Giaggioli, assessore all'Agricoltura della Provincia di Roma - il protagonista attivo è il bambino, proiettato nella natura: è lui che rielabora quanto appreso in ambito scolastico e che, indirettamente, funge da educatore dell'adulto, riportando in famiglia le sue conoscenze". 

Il testo, di 100 pagine divise in 13 capitoli e numerose schede didattiche, è frutto del lavoro di un'equipe di esperti veterinari, pedagoghi e docenti. Il libro ha l'obiettivo di sensibilizzare le coscienze nei confronti degli animali, al fine di prevenire il grave fenomeno del randagismo e di educare il bambino all'amore e al rispetto della natura, per una serena ed equilibrata crescita in armonia con l'ambiente e con gli altri. Non mancano le regole di correttezza ("gli animali non sono giocattoli") o di igiene ("lavati sempre le mani dopo aver accarezzato un animale, specie se sconosciuto"). Ogni capitolo termina con giochi didattici e proposte di lavori di gruppo, come indagini su quanti e quali animali appartengono ai compagni di classe o su quali specie sono presenti a Roma. E ancora: quiz, esercitazioni, disegni a tema, giochi enigmistici (in fondo al libro ci sono le soluzioni). Diversi i temi affrontati nei 13 capitoli: un'esperienza in una scuola elementare di Roma, imparare a conoscere e rispettare gli animali in città (cani e gatti randagi, uccelli), gli amici che vivono con noi in casa (cane, gatto, porcellino d'india, coniglietto nano, tartarughe d'acqua e terrestri, pesci d'acquario, uccelli da voliera). Di più. Animali che lavorano con l'uomo o che l'aiutano (cani per non vedenti o non udenti, cani di salvataggio in montagna o al mare, cani da compagnia per persone sole o malate). Benefici anche con i cavalli, con l' ippoterapia: il libro spiega al bambino come questa pratica aiuta il disabile ad aumentare la stima in se stesso e a migliorare il rapporto con gli altri. Un capitolo specifico è dedicato al volontariato e alle adozioni, un altro alle notizie utili per una corretta e sana convivenza (legislazione in materia di protezione animale e tutela del randagismo, norme su viaggi o trasporti o su animali esotici), altri ancora agli animali della fattoria (mucca, pecora, maiale). Ultimo capitolo: malattie e prevenzione (funghi, scabbia, rabbia, toxoplasmosi, leptospirosi, leishmaniosi e altre).


SHOPPING: NATALE DECORA

Decorazioni che nascono e crescono davanti le vetrine delle boutiques fino ad entrare nelle case; e nel proprio foyer domestico, quel profumo tipico, che tanto piace sia ai bambini che agli adulti. Le atmosfere cambiano faccia e le sensazioni diventano calde e fantasiose. Per l'albero, le classiche decorazioni con le palline colorate, i nastri e la stella in cima; oppure fantasie del "fai da te" che si sprigionano creando alberi in creta decorati con piccoli oggetti: palline lavorate all'uncinetto ed inamidate, angioletti fatti a punto croce, una campanella in terracotta, una corona di rami secchi, il tutto spruzzato di neve. E i materiali naturali: l'albero di natale con le arance; le tonalità calde dell'arancio e dell'oro, spiccano moltissimo sul verde dei pini naturali o artificiali; e poi nastrini di seta arancione, dorati a maglie fitte o a maglie larghe.

Nel caso di piccoli spazi domestici disponibili, si può ricorrere all'albero di Natale appeso alla parete, cioè un pannello da appendere e completare piano, piano con tutto ciò che capita tra le mani: nastri, decorazioni di pacchi regalo, monete di cioccolato, cartoline di auguri, fiori dorati, figurine colorate. E tutt'intorno, sfere infrangibili appese alle pareti, ai lampadari, alle porte d'ingresso.

A cena, decorare la tavola diventa una vera e propria arte. Diverse sono le possibilità: dalle tonalità classiche, come il bianco e l'oro o il rosso e il verde, alle più stravaganti, con paillettes colorate e reti scintillanti. Piccoli dettagli che fanno la differenza, come un centrotavola (con fiori freschi o una composizione di fiori secchi) un sottopiatto particolare (anche di cartone), un modo diverso di legare i tovaglioli e di disegnare i segnaposti.. Le posate di argento o di acciaio, la tovaglia di lino o di cotone, i bicchieri di cristallo trasparenti oppure colorati per creare un bell'effetto… e candele!

E presentare i regali di Natale in scatole personalizzate e inusuali, rende l'atmosfera più calda. Basta solo un briciolo di fantasia, curando i particolari, perché il bello delle feste sta anche nell'attesa e nella preparazione... con un dolce sentimento pieno di creatività!


ARTS: INCONTRI

Dal 9 dicembre 2002 al 9 marzo 2003, alla Galleria Borghese, protagonista il progetto "Incontri". Sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, un evento senza precedenti in Italia, che coinvolge l'arte antica, l'arte contemporanea e il restauro. La mostra è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, con un Comitato Scientifico composto da Claudio Strinati, Alba Costamagna e Ludovico Pratesi, per concludere le celebrazioni del centenario dell'acquisto da parte dello Stato Italiano della medesima galleria. Questo evento, sulla scorta della mostra "Encounters", presentata al National Gallery di Londra nel 2000, prevede la convivenza di sette maestri italiani con sette capolavori della Galleria Borghese, unendo due momenti fondamentali della vita delle grandi opere d'arte: la conservazione e la fortuna critica, che ha influenzato ed influenza l'arte in ogni epoca.Il pensiero del curatore della mostra, Ludovico Pratesi, è quello di costruire sette incontri, i cui protagonisti saranno: Carla Accardi e Giovanni Bellini (Madonna con Bambino), Francesco Clemente e Raffaello (Ritratto d'uomo), Enzo Cucchi e Peter Paul Rubens (Testa di Apostolo), Jannis Kounellis e Caravaggio (Davide e Golia), Luigi Ontani e Annibale Carracci (Ritratto d'uomo), Mimmo Paladino e Antonello da Messina (Ritratto d'uomo), Giulio Paolini e Perugino (San Sebastiano). Questa interpretazione dei maestri dell'arte di oggi è la base per innescare una forma di dialogo originale e stimolante tra passato e presente.

Le opere, ubicate nel Salone "Mariano Rossi", sono esposte l'una in diretto rapporto con l'altra e messe in luce dall'allestimento, curato dall'Arch. Franco Purini, che esalta l'aspetto transitivo ed astratto dei lavori artistici. Il tutto posto è posto agli occhi del fruitore come un nuovo viaggio nel tempo, incontrando lungo il percorso del museo nuove evocazioni culturali, fonti di riflessione sui metodi di lavoro e sulle istanze dei maestri  italiani tra il ‘400 e il ‘600. La mostra è soprattutto un omaggio significativo al valore universale della Galleria Borghese, ma anche un'occasione irripetibile ed utile di presentare nuovi percorsi di analisi e studio agli amanti ed agli esperti dell'arte. Il tutto quasi a sfidare il passato ed il presente per un continuo rigenerarsi e rinnovarsi artisticamente.

Galleria Borghese, Salone Mariano Rossi, Piazzale Scipione Borghese 5. Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.30. Lunedì chiuso. Biglietto d'ingresso: Euro 6,50.


ARTS: GIACOMO MANZU'. L'UOMO E L'ARTISTA

Mostra Antologica: Roma, Palazzo Venezia, dal 28 Novembre 2002 al 2 Marzo 2003

Una ampia retrospettiva dedicata al grande scultore italiano Giacomo Manzù, scomparso nel gennaio 1991, che lo celebra a undici anni dalla sua morte negli stessi Saloni dove più di trent'anni fa (1966) una memorabile retrospettiva ricordava Marino Marini, che con Manzù e Arturo Martini rappresenta le tre M della Rinascenza della scultura italiana del ventesimo secolo. Manzù fu, infatti, grande sperimentatore delle diverse tecniche antiche, come l'encausto, l'intarsio, il bassorilievo "stiacciato", il cesello, lo sbalzo, la fusione a cera perduta e la doratura a mercurio, nonché delle più moderne espressioni artistiche, come l'incisione nel cristallo, la creta, lo stucco, l'intaglio in ebano, l'acquaforte unita all'acquatinta.

L'insieme delle opere rappresenta uno dei nuclei più cospicui della sua produzione, comprendendo una settantina di sculture, con un altrettanto numero di pitture e grafiche, che, accanto alla sua fama di scultore, lo celebrano pittore, disegnatore e incisore eccelso, tutte provenienti da importanti collezioni private e dai più prestigiosi musei italiani e stranieri, come il Museo Ludwig di Colonia, il Guggenheim Museum di New York , L'Accademia Carrara di Bergamo e il Museo di Brera di Milano.

Giacomo Manzù, uno degli artisti più rappresentativi della cultura italiana, ha conferito al messaggio cristiano un'attualità di alto valore artistico. Dagli esordi con forme "primitive", alle testine in cera e in bronzo di "sfumato" medardiano, all'impegno sociale nelle famose formelle delle Crocefissioni del 1939, in cui l'iconografia del sacrificio di Cristo esprime la protesta contro la guerra e diviene l'emblema contro ogni tipo di violenza. La sua produzione religiosa è nota in tutto il mondo per i Cardinali e l'esecuzione della porta della Basilica di San Pietro, che gli consentì di stringere un rapporto profondo con il Papa Giovanni XXIII suo conterraneo bergamasco. La poetica di Manzù, oltre all'aspetto morale e cristiano, è ricca di altri motivi ispirati alla sua vita d'artista e di uomo. I sentimenti più intimi sono espressi nei temi che si snodano nel tempo, come "Pittore con modella", gli "Amanti", il "Passo di danza", la "Donna distesa", il gioco dei bambini legato all'amore per la natura. I frutti della terra esaltati nel tema della "Sedia", che Gombrich definì il primo esempio di "natura morta" in scultura, ritornano nella "fiasella" caravaggesca intitolata Divertimento (cestino con frutta) degli anni Ottanta. Una particolare attenzione è stata rivolta nel ripercorrere tutto l'arco dell'attività dell'artista, al lento sbocciare della sua poetica personale, dai suoi esordi nel 1929, fino a tutti gli anni Quaranta, culminati con il Gran Premio per la Scultura nella Biennale di Venezia del 1948, ex aequo con Henry Moore, nell' indiscusso excursus di maestro, fino agli Ottanta, in cui ultima commissione ufficiale, inaugurata nel 1989 nella sede dell'ONU a New York, è "La Pace", bronzo dorato alto più di sette metri, raffigurante una madre con bambino. Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20; Lunedì chiuso. Ingresso: intero euro 7, ridotto speciale euro 5, gruppi euro 4, scuole gratuito solo con prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: 06 32650712.


ARTS: GASPARE VANVITELLI

GASPARE VANVITELLI E LE ORIGINI DEL VEDUTISMO: Roma, Chiostro del Bramante, dal 26 Ottobre 2002 al 2 Febbraio 2003. Venezia, Museo Correr, dal 28 febbraio al 18 maggio 2003.

Soggetto principale delle vedute di Vanvitelli fu senza dubbio Roma, dove l'artista si stabilì in occasione del Giubileo del 1675, negli anni cioè in cui la città assumeva la veste urbanistica e architettonica che conserverà, quasi invariata, fino alla fine dell'Ottocento: Vanvitelli la ritrasse nei suoi aspetti più moderni e attuali secondo punti di vista e tagli prospettici del tutto inediti all'epoca. Questa grande mostra, la prima incentrata sul pittore olandese ma naturalizzato italiano Gaspare Vanvitelli (Gaspar Van Wittel, 1652-1736), è organizzata dal Centro Culturale Internazionale Chiostro del Bramante e dai Musei Civici Veneziani in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini. Prevede due puntate, la prima a Roma, appunto al Chiostro del Bramante e la seconda a Venezia, al Museo Correr. Il progetto intende ricostruire attraverso circa 70 dipinti e una ventina di disegni gli aspetti più importanti della produzione dell'artista, comunemente indicato come il precursore del vedutismo settecentesco. Data la particolare difficoltà di prestito delle opere, gelosamente conservate in illustri collezioni private, spesso fin dal momento in cui furono dipinte, una monografica su Vanvitelli non si era finora mai potuta realizzare. 

Opere talvolta inedite o mai esposte in precedenza consentiranno di ripercorrere gli itinerari italiani dell'artista tra Sei e Settecento, attraverso panorami urbani oggi scomparsi o profondamente mutati, che le sue vedute ci restituiscono così come apparivano ai primi viaggiatori del "Grand Tour". Un unico catalogo, edito da Viviani Arte Editore, Roma, documenta e raccoglie le due edizioni curate da Fabio Benzi (Direttore del Chiostro del Bramante), Claudio Strinati (Soprintendente al Polo Museale di Roma), Giandomenico Romanelli (Direttore dei Musei Civici Veneziani), Giuseppe Pavanello (Direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia), Laura Laureati e Ludovica Trezzani.Edizione di Roma: dal 26 Ottobre 2002 al 2 Febbraio 2003. Chiostro del Bramante, Via della Pace - 00186 Roma. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00. Sabato dalle 10.00 alle 23.00. Lunedì chiuso. Biglietti: intero: Euro 8,00; ridotto Euro. 6,00. Informazioni e prenotazioni: 06 68809098.

www.chiostrodelbramante.it


CINEMA: NATALE IN POLTRONA

Il Natale e i suoi molteplici significati: a Dicembre, in televisione, sempre il ciclo di pellicole legate alle tradizione e ai sentimenti. Natale si sente e si vede non solo per strada dunque. E un bambino vedrà per la prima volta uno strano nonno vestito di rosso arrivare con una slitta piena di regali, i campanellini delle renne lo avvertiranno per tempo, lui si stringerà nelle coperte, farà fatica a tenere gli occhi chiusi, ma poi si addormenterà e al mattino seguente, quando l'albero sarà circondato da regali, si chiederà se è stato tutto un sogno.

A casa di Babbo Natale di Jackie Cooper. Accadde una notte di Frank Capra. Bianco Natale di Michael Curtiz. Buon Natale, Buon Anno di Luigi Comencini. Caro Babbo Natale di Robert Lieberman. Christmas vacation di Jeremiah S. Chechikhttp. Gente di Dublino di John Huston. Il Grinch: nel magico mondo del dr. Seuss di Ron Howard. Il leone d'inverno di Anthony Harvey. Il maggiolino matto di Walt Disney. Il miracolo della 34a strada di George Seaton. Il piccolo Lord di Jack Gold. La spada nella roccia di W. Disney. La storia di Babbo Natale di Jeannot Szwarc. La taverna dell'allegria di Mark Sandrich. La vita è una cosa meravigliosa di Frank Capra. Mary Poppins di Walt Disney. Nightmare before christmas di Henry Selick. Non aprite prima di Natale di Edmund Purdom. Parenti serpenti di Mario Monicelli. Piccole donne di Gillian Armstrong. Pranzo di natale di Danièle Thompson. Tu sei nel mio destino di Gordon Douglas. Un magico Natale di Philip Borsos. Una storia di Natale di Bob Clark. Vacanze di Natale dei Fratelli Vanzina. Winnie the Pooh W. Disney. 


CINEMA: EMMA SONO IO

"Emma sono io" è una commedia in cui si equilibrano le parti di introspezione con quelle divertenti e dove il tono leggero non impedisce di trattare argomenti importanti. Emma, una straordinaria Cecilia Dazzi, è un grigio assessore di un comune della Maremma, che conduce una vita anche troppo nel segno della misura: non ama i colori forti, non si accorge neppure che il marito Roberto (Marco Giallini) la tradisce e con gli amici è esperta in mediazioni. Ma Emma in realtà è solo malata di ipomania, un disturbo dell'umore che rende superattivi e il suo attuale stato catatonico è dovuto all'utilizzo di farmaci che correggono questa patologia. Quando la donna smette di prendere i medicinali ritroverà non solo la sua esuberanza, ma anche un altruismo e una generosità che porterà i suoi effetti sulle persone che la circondano. Così Carlo (Pierfrancesco Favino) e Marta (Elda Alvigini), storici amici della donna, vinceranno tutte le loro resistenze nel riconoscere che si amano da sempre - e tutto questo a spese del previsto matrimonio della stessa Marta con il noioso e pignolo Daniele (Nicola Siri) - ma anche il marito riscoprirà il fascino di Emma dopo che la stessa ha fatto aprire gli occhi alla giovane amante (Claudia Coli) sul marito. Ma allora si può vivere con la propria mania? Pare proprio di sì, se «le camicie di forza chimiche», ovvero le medicine, rischiano di togliere alla vita ogni colore e fantasia. Falaschi affida ad una frase di Luciano Bianciardi lo spirito del film: ognuno di noi ha un lato nascosto e spesso è il migliore.

"Il lato nascosto - spiega il regista - è proprio quello di Emma che una volta interrotta la cura, si affeziona alla chimica bizzarra che funziona nel suo cervello, a questo lato della sua personalità che in fondo è anche il più vero. Ed ecco allora che la protagonista diventa la "portatrice sana" di un eccesso di generosità in un'epoca riconosciuta per chiusura e cinismo. L'impressione superficiale - continua l'autore - è che gli altri debbano prendersi cura di lei, ma in realtà è lei che conduce tutti verso una maggiore conoscenza di se stessi. Per tutti alla fine sarà cambiato qualcosa". E le ispirazioni? "Per questo film - conclude il regista - mi sono ispirato a un classico come quello di Oliver Sacks "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" e anche a una vicina di casa in campagna che aveva questo problema. Poi ho letto molto sull'argomento come il libro di Kay Redfield Jamison «Una mente inquieta», ma ciò che mi ha interessato di più alla fine di questa patologia è stata la generosità senza cinismo che può esprimere". E infine l'ambientazione. Perché la Maremma del film non sta solo nel DNA di Francesco Falaschi, ma anche nelle location. Il film è girato infatti a Castel Porrona, un piccolo borgo medievale incastonato tra la Maremma grossetana e quella senese. Fortemente voluta dal regista, nonostante le difficoltà logistiche, l'ambientazione mostra una parte della Toscana meno vista, più aspra e insolita.


CINEMA: DANILO DONATI

Danilo Donati, grande artista artigiano del Novecento scomparso il 2 dicembre 2001 nella sua casa in Prati, a Roma, è riuscito a far sognare il mondo attraverso le sue bellissime scenografie e i suoi stravaganti costumi. Donati è rimasto vivo nel ricordo di tutti i cineasti che hanno lavorato insieme a lui. La mostra "L'arte di Danilo Donati. Scene e costumi per Benigni, Fellini, Pasolini, Zeffirelli" al Complesso del Vittoriano di Roma dal 16 novembre al 20 dicembre 2002, ripercorre 50 anni di cinema italiano attraverso fotografie, quaderni, lettere, meravigliosi bozzetti, fotografie di scena, costumi e soprattutto gli originali costumi e scenografie ideati e realizzati per il suo ultimo capolavoro artistico "Pinocchio". Un itinerario composto in tre sezioni tematiche, la vita di Danilo Donati, l'arte di Danilo Donati, Danilo Donati e il suo rapporto con il cinema. Un itinerario fatto di sogni, colori e fantasie che Danilo Donati è riuscito a dare forma con estro, originalità ma, soprattutto, grande maestria. Donati ha contribuito alla realizzazione di capolavori cinematografici come: La Grande Guerra di Monicelli (1959), Il Vangelo secondo Matteo (1964), Edipo Re (1967), Il Decameron (1970), I racconti di Canterbury (1971), Il fiore delle mille e una notte (1974) di Pier Paolo Pasolini; La bisbetica domata (1967), Romeo e Giulietta (1968), Fratello sole e sorella luna (1972) di Franco Zeffirelli; Satyricon (1969), Roma (1972), Amarcord (1974), Il Casanova di Federico Fellini (1976), Ginger e Fred di Federico Fellini (1986), La vita è bella di Roberto Benigni (1997) e Pinocchio di Benigni (2002). Artista apprezzato anche in America, dove gli sono stati assegnati 2 premi Oscar per Casanova di Fellini, per cui firmò scene, costumi e arredamento, e Romeo e Giulietta di Zeffirelli, per il quale fu ideatore dei costumi, Donati ha vinto anche 7 David di Donatello e 15 Nastri d'argento.

"La mia vita è stata tutta un caso. Ho vinto due Oscar come scenografo ma volevo fare l'artista, ho cominciato a lavorare con Visconti nella sua prima regia per sostituire uno che si era appena impiccato. Era alla Scala e cantava Maria Callas. Sono stato finalista del Premio Strega e non conoscevo nessuno...".

Da Sabato 16 Novembre a Venerdì 20 Dicembre 2002. Orari: dal Lunedì al Giovedì, 9.30/19.30; Venerdì e Sabato, 9.30/23.30. Domenica, 9.30/20.30. Ingresso gratuito.


FUN: IDEE VACANZA

Fra lavoro, traffico, pioggia… per scoprire a prezzi ridotti piccoli angoli di paradiso

Le poco frequentate isole Aran ( Irlanda) si raggiungono in nave traghetto a partire da Galway (Aran Ferries, t.68093) oppure con un volo da Galway (Aer Arann). Il volo per Dublino costa lire 800mila circa in pex. Il volo Dublino-Galway a/r costa lire 120mila circa. Rocce e scogliere, prati verdi e case bianche, muri di pietra a proteggere le scarse coltivazioni. Isole battute dal vento e dal mare che, si sa, sanno agire sull'animo umano. Isole con pochi abitanti, con un po' di turismo, quasi senza auto, con poche barche da pesca. Il turismo le ha scoperte, ma non inghiottite. Solo qualche negozio vende i tessuti robusti di queste parti e i maglioni di lana bianca. Una cucina sobria, e non potrebbe essere altrimenti, hotel discreti, e non potrebbero essere diversi. Cercare sé stessi su queste isole, forse, è esagerato, ma "disintossicarsi", questo sì, è possibile. Il consiglio è quello di noleggiare una bicicletta, e andare ad ascoltare il vento a Dun Aengus, fortezza preistorica a picco sul mare, su Inishmore, l'isola più grande.

La capitale della Slovenia, Lubiana, è una città inaspettatamente giovane, vivace, sempre più colta e alla moda. In una pensione centrale e confortevole la notte in camera doppia con prima colazione costa 43 euro a persona, (più 10-12 euro per la cena). Se si sceglie invece una pensione un po' fuori dal centro si spendono per dormire in doppia 15-20 euro a persona. Se invece potete concedervi un piccolo lusso, c'è il bellissimo e centralissimo Hotel Union, in stile Liberty, elegante e d'epoca (150 euro la camera doppia). Il Vietnam è una meta decisamente esotica. Tour di 8 giorni tra Hanoi, Hué, Ho Chi Minh City e delta del Mekong. A scelta si possono abbinare 3 giorni alla scoperta dei templi della Cambogia. Per un totale di 10 giorni/7notti da Euro 1.652,66 a persona in camera doppia.

Per chi ama l'avventura, un viaggio in camper tra Kiwi e Maori in Nuova Zelanda. 18 giorni/14 notti in Nuova Zelanda, voli e noleggio camper a 2 posti (o più su richiesta) attrezzati con lenzuola, coperte, posate, piatti, doccia e WC e a chilometraggio illimitato. A partire da Euro 2.000 a persona..

Il regno dei Maya? Nove giorni alla scoperta non turistica dei Maya Tipo di viaggio. Archeologico, pittorico, naturalistico, nautico, tropicale. Prezzi a partire da Euro 1.900 a persona (su base 6 partecipanti) Cortesia e efficienza. Non mancano. C'è ampia disponibilità a discutere insieme ogni dettaglio dei viaggi e costruire anche itinerari personalizzati, con partenze su misura. Alberghi e ristoranti. E' uno dei punti forti del viaggio. Non i soliti hotel standardizzati, ma sistemazioni caratteristiche, in linea con lo spirito del viaggio: bungalow panoramici nella immersi nella natura, un'antica casa coloniale di campagna, una fattoria del '600 con arredi d'epoca. Assistenza sul posto. Garantita dalla presenza di una guida italiana, che vive in Messico, per tutta la durata del viaggio. E allora buone vacanze a tutti! E sogni.


FUN: SETTE SPOSE PER 7 FRATELLI

Per gli appassionati e per gli spettatori occasionali, il teatro Politeama Brancaccio, di cui Gigi Proietti è il direttore artistico, quest'anno,  non si risparmia proponendo nel programma 2002-03 sette spettacoli immancabili, ciascuno nel proprio genere. Il musical "7 Spose per 7 Fratelli", giunto alla sua quarta edizione italiana,  in scena fino al 15 dicembre passerà il testimone al "Laganà social club", diretto ed interpretato da Roberto Laganà uscito dal laboratorio teatrale del mattatore romano, che con ironia affronta il problema della comunicazione e della socializzazione. In calendario, poi,  dal 12 gennaio al 2 febbraio, un altro musical "Do you like Las Vegas" dove Jonny Dorelli nei panni di uno squattrinato cantante di piano bar affianca Jinny Steffan, che interpreta una ballerina di scarso successo. Atteso e reclamato a gran voce ritorna "Hello Dolly", con Loretta Goggi nel ruolo della protagonista. Dal 25 febbraio fino a fine marzo Enzo Salvi in "Grazie di Tutto" e poi il ritorno della più esilarante versione teatrale dei "Promessi Sposi" affidata a Barbara Cola e Michele Altieri per il terzo anno consecutivo. Come tradizione al poliedrico e multiforme Gigi Proietti, che con il suo "Io, Totò e gli altri" replicherà fino al 31 maggio,  l'onore di chiudere in bellezza una stagione pirotecnica e all' insegna del "tutto esaurito".

Molte altre le novità annunciate ad inizio stagione in Campidoglio alla presenza delle istituzioni capitoline, primo fra tutti il sindaco Walter Veltroni. Prima fra tutte: i cambiamenti  e le migliorie strutturali avvenute grazie alla cooperazione di Ama, Acea, Risorse per Roma e Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia e Civita che costituiscono dal 2001 la Fondazione  Amici del Teatro Brancaccio, presieduta da quest'anno da Maurizio Costanzo. Il pubblico potrà godere di un impianto di illuminazione degno delle rappresentazioni in calendario e di un impianto di condizionamento e riscaldamento, servizi igienici e porte di sicurezza nel rispetto delle norme. In secondo luogo il teatro Brancaccio, seguendo la sua vocazione di teatro popolare, cercherà di colmare l'assenza di iniziative nelle periferie romane affiancandosi in quest'operazione  al Gran Teatro, la tensostruttura allestita a Tor di Quinto, per far nascere in un futuro una compagnia itinerante nella città. Il consiglio è certamente di non perdere nessuno degli spettacoli in locandina a partire dal primo, "7 spose per 7 fratelli", che sta registrando continui sold-out, serata dopo serata. Bisogna ammettere che molteplici ingredienti rendono la miscela esplosiva. La storia dei fratelli Pontipee e del maggiore Adam alla ricerca di una moglie - anche se non è altro che la leggenda romana del ratto delle Sabine trapiantata tra le vette e le valli del Tennessee intorno al 1850 - con le sue musiche accattivanti, i costumi variopinti e i balletti acrobatici conserva intatta dal 1954 un modo fresco e positivo di riassumere le difficoltà dell' amore e della convivenza. La maestria insuperabile di un'étoile come Raffaele Paganini, vera colonna portante dello spettacolo, si coniuga amabilmente al talento in erba della ventiduenne Valeria Monetti, licenziata a pieni voti  lo scorso anno dall' Accademia di "Saranno Famosi". Il pubblico estremamente variegato raccoglie gli appassionati di musical, i presenzialisti di ogni evento teatrale romano, ma soprattutto il seguito di fedeli estimatori del grande Paganini e lo stuolo di giovani fans della trasmissione cult della De Filippi. Non c' è stato spettatore, però, che con abbia commentato nel foyer  il virtuosismo coreutico in perfetta armonia con le capacità acrobatiche del secondo ballerino  Manuel Frattini, scelto infatti dal regista Saverio Marconi anche per interpretare Pinocchio nella prossima grande produzione della Compagnia della Rancia con le musiche dei Pooh.


FUN: MA UN PORTAFORTUNA... PORTA FORTUNA?

E' la storia di due amici da sempre, che vogliono realizzare un brevetto ma non dispongono di soldi. Fabrizio trova lo sponsor, così crede, e ci crede anche Stefano, la cui moglie, disperata è sul punto di lasciarlo ed in preda ad una crisi nervosa esce di casa. Stefano vuole uccidere Fabrizio che ha perso il numero di telefono del finanziatore, quando dalla finestra entra un pappagallo. I due credono ad un segno del destino, " ci porterà fortuna"… La proprietaria del pappagallo entrando in casa disperata grida: "Dammi l'uccello, voglio l' uccello per riaverlo farei pazzie" e regala hai due trenta milioni. Tornata a casa la moglie di Stefano chiede a Fabrizio la provenienza dell' assegno, "Stefano ha dato l' uccello alla vecchia." La moglie non sa che l'uccello, in realtà, è un pappagallo. La donna pensa che siano due depravati, uno maniaco e l' altro guardone e… I due, però, non potranno incassare l' assegno anche stavolta per colpa di Fabrizio, Stefano si avventa su di lui " stavolta ti ammazzo.." ma l'omicidio viene interrotto dal ritorno del pappagallo che tiene nel becco un foglietto: il numero del finanziatore! Mentre Stefano va a telefonare al finanziatore arriva a casa un suo creditore, uno strozzino che lo cerca infuriato! I due chiamano il finanziatore che arriva poco dopo. Si capisce che l'uomo e gay e gli piace Fabrizio, ha molti soldi, lascia l'acconto ma è allergico agli uccelli! FINALE A SORPRESA!Interpreti: Fabrizio Bracconieri, Lola Pagnani, Stefano Dragone, Enzo Garramone; altri interpreti:Gp Corica, Robert One, Lucy Busy. Dal 10 Dicembre presso il Teatro dé Servi, Via del Mortaro 22, Roma. Tel. 06 6795130.


SPORT: HOCKEY

L'hockey su ghiaccio deriva da quello su prato e nasce in Canada intorno alla metà del XIX secolo. Del 1920 la prima apparizione ai Giochi Olimpici di Anversa, attualmente è gestito a livello mondiale dalla IHF (International Ice Hockey Federation). Esiste inoltre una lega professionistica, la National Hockey League (NHL), che rappresenta squadre nordamericane. In Italia l'hockey è rappresentato dalla FISG (Federazione Italiana Sport su ghiaccio). Tra le squadre storiche: l'Hockey Club Milano, il Varese, il Cortina Doria, l'Hockey Club Bolzano, il Gardena e il Merano.

Un velocissimo gioco di squadra praticato su una superficie ghiacciata. I giocatori, pattini ai piedi, si servono di un bastone e di un disco di gomma vulcanizzata (puck), allo scopo di segnare, nel tempo prestabilito, un numero di reti superiore agli avversari. In qualunque momento una squadra non può avere sul ghiaccio più di sei giocatori, compreso il portiere.

Una squadra può disporre al massimo di 18 giocatori e due portieri e può avere in pista solo sei giocatori, portiere compreso. Questo numero si riduce mentre uno o più giocatori scontano una penalità che non permette sostituzioni. Una partita è costituita da tre tempi di 20 minuti di gioco effettivo ciascuno, separati da intervalli di 15 minuti.

La pista per i Campionati mondiali ed Europei deve essere lunga 56-61 m e larga 26-30 m, con gli angoli arrotondati a formare un arco di cerchio con raggio di 7-8.5 m. La balaustra circonda la pista; è di legno o plastica, e deve essere alta 1,15-1,22 metri e di colore bianco, tranne che nel punto in cui incontra le linee di porta, le linee di zona e la linea di centrocampo. Le panche dei giocatori sono una per squadra, e si trovano sullo stesso lato della pista, in corrispondenza della zona neutrale. Ogni panca deve avere posto per almeno 14 persone. Le panche delle penalità si trovano in corrispondenza della zona neutrale, dal lato opposto a quello in cui si trovano le panche dei giocatori.  I bastoni, privi di sporgenze, devono essere in legno o altro materiale approvato. I bordi della pala devono essere smussati e in qualunque punto del bastone possono essere applicati nastri adesivi di qualsiasi colore. La lunghezza dei bastoni non deve superare i 147 cm dal gomito all'estremità dell'impugnatura. Il disco è in gomma vulcanizzata o in altro materiale approvato; fondamentalmente di colore nero, ha uno spessore di circa 2,54 cm, diametro di 7,62 cm, e peso di 156-170 grammi. Tutti i giocatori, tranne il portiere, devono portare pattini con salvapunte. Sono proibiti pattini da velocità o che possano provocare infortuni. I giocatori devono inoltre  indossare maglia, pantaloni, calzettoni e caschi protettivi con i colori della squadra di appartenenza; e portare sul dorso un numero personale alto almeno 25 cm.


MUSIC: MOZART

[…] quelle mani avevano un'inclinazione così forte per la tastiera da renderlo assai poco abile in qualunque altra cosa". Stendhal

L'Enfant Prodige, il brutto storico, il genio sregolato, la morte prematura… questi ed altri miti serpeggiano, nell'immaginario collettivo, quando si parla di Mozart. Ma chi sorvola la facciata esteriore, chi ama la musica classica e la conosce fino in fondo, non può non riconoscere in Wolfgang Amadeus il genio del pentagramma, il giocoliere delle sette note. Infatti per il salisburghese il dramma convive con la commedia, la serietà con la burla e il rigore con la giocosità. La sua musica oltrepassa il confine della "saccenza" dei musicofili, e si diffonde tra la gente comune e il motivo della sua popolarità, anche tra i profani, forse sta nel suo modo personale di affrontare la musica, tipico dei grandi compositori, e nella sua spiccata ambiguità. Nella sua breve vita si è dedicato a tutti i generi musicali e la riuscita in ognuno di essi è risultata eccellente,  ha saputo introdurre soluzioni al di fuori dei canoni e degli schemi compositivi dell'epoca, persino alla cosiddetta musica di divertimento ha dato un suo tocco personale. Mozart è allo stesso tempo dentro e fuori il sistema e il gusto classico dell'epoca tanto che i colleghi musicisti contemporanei non stentarono a definirlo impertinente e irresponsabile; questo suo atteggiamento fu anche il suo stile di vita.

LA VITA: Johannes Chrysostomus Wolfangus Theophilus Mozart nasce a Salisburgo il 27 gennaio 1756. Il padre Leopoldo, violinista famoso e compositore, lo istruisce nell'arte del violino, del cembalo e dell'Armonia. "Il periodo più straordinario della vita di Mozart è la sua infanzia: i suoi particolari possono appassionare il filosofo come l'artista" (Stendhal). La famiglia parte alla volta di Monaco di Baviera, Augsburg, Mannheim, Francoforte, Bruxelles. Giungono anche a Parigi, dove si trattengono cinque mesi e dove Wolfgang vede pubblicate, per la prima volta, due sue composizioni. Nella Ville Lumière, il piccolo si dedica prevalentemente allo studio dell'organo: inutile sottolineare che da subito ne carpisce la tecnica e i segreti, come se li avesse sempre conosciuti e gli bastasse soltanto muovere le dita sui tasti per rendere di sé l'idea di un organista maturo. Nel 1769 viene nominato maestro dei concerti presso la corte arcivescovile di Salisburgo.Nel biennio 1769-70, a Bologna, studia con Padre Martini,ottenendo l'ammissione all'Accademia Filarmonica della città. Concertista prodigio, viaggia per tutta l'Europa. Nel 1781 abbandona l'Arcivescovo Jeronimo Colloredo e approda a Vienna al servizio dell'Imperatore Federico II. Nel 1782 sposa Costanza Weber. Nel 1787 ottiene dall'Imperatore Giuseppe II la nomina di Compositore di Corte. Nello stesso anno compone il Don Giovanni. Nel 1791 compone l'opera "Il flauto magico"e la Messa da Requiem, rimasta incompiuta. Nello stesso anno muore a Vienna, il 5 dicembre, a soli 35 anni.

L'OPERA: Nella sua breve vita il genio Mozart è riuscito a realizzare circa 626 opere catalogate da Ludwig Kochel con la sigla "k". La sua produzione artistica si divide in: 45 Sinfonie: tra le più famose la n° 41 K551 juppiter e la sinfonia in re magg. K297. 27 Concerti per pianoforte; 10 concerti per Fiati; 5 concerti per violino e 2 Ricordi. Musica da piacere: circa 100 composizioni tra Divertimenti, Cassazioni, Musica da danza e Serenate (notissima "La piccola serenata notturna"). Musica da Camera: circa 26 composizioni; Più di cento Sonate; Musica sacra: oltre la settantina, tra Messe, Litanie e Offertori. Musica vocale: oltre le 100 composizioni, tra Notturni, Canoni e Musica Massonica. Opera e Oratorio: 24 composizioni tra Oratori (La Betulia Liberata); Opere Serie ed Opere Buffe (Le nozze di Figaro, Il Don Giovanni, Così fan tutte, i cui libretti sono stati scritti dal famoso librettista, Lorenzo Da Ponte).

LA TECNICA: Il pianoforte è lo strumento al quale Mozart dedica le maggiori attenzioni, naturalmente suona con disinvoltura molti altri strumenti, come il resto dei musicisti della sua epoca, ma è proprio il pianoforte che predilige tra tutti. I suoi primi tentativi di composizione avvengono con l'utilizzo della tastiera. Wolfgang Amadeus è il compositore che, meglio degli altri, sa cogliere a pieno tutte le potenzialità del nuovo strumento, che è nato da pochi decenni e, quindi, è ancora da perfezionare. Inoltre è in atto un mutamento dei gusti musicali, viene, infatti , rinnegato il principio dell'uguaglianza fra tutte le voci strumentali, per sostituirlo con la preferenza della melodia accompagnata. Dalla metà del secolo questo cambiamento contribuisce al rapido declino del clavicembalo e la concomitante affermazione del pianoforte in grado di dare con le sue sonorità un rilievo differente ai vari registri. Mozart passa attraverso i vari stadi intermedi di questa evoluzione quindi sarebbe più corretto chiamare "tastieristica" la sua musica per pianoforte, in quanto pensata e scritta per differenti strumenti provvisti di tasti.

IL CARATTERE: Mozart affascina, oltre che per la sua ingente produzione musicale, anche per il suo stile di vita: ambiguo e irregolare. Il "bambino prodigio" lascia il posto ad un uomo bizzarro che non rinuncia ai piaceri della vita, come le donne e il biliardo. La musica, col passare del tempo, occupa sempre meno spazio nella sua giornata: sdraiato a letto ama comporre nelle prime ore del mattino, dalle sei alle dieci, il resto del tempo lo dedica allo svago. Cambia anche nell'aspetto fisico, non è né bello né elegante , magro e pallido sembra trasmettere due soli sentimenti: sofferenza e piacere. A tavola non taglia mai le pietanze o, se tenta quest'operazione, se la cava a fatica e goffamente. Solitamente prega sua moglie di farlo per lui. Nonostante le sue frequenti scappatelle, Mozart è legato alla famiglia, che considera un valore sacro. Pessimo amministratore delle sue entrate, egli considera il denaro come qualcosa che va spesa e non accumulata.


VISION: SAN PIETRO

Considerata uno dei simboli più significativi e famosi del mondo cristiano e cattolico, nonché una delle opere architettoniche ed artistiche rinascimentali e barocche più interessanti di tutti i tempi, la Basilica di S. Pietro si erge nello Stato del Vaticano sul luogo ove si ritiene che fosse stato sepolto l'apostolo Pietro

Storia: la tradizione ritiene che il primo Papa, Pietro, sia stato crocifisso per ordine dell'imperatore Nerone nei pressi del Circo di Caligola e Nerone intorno all'anno 64 d. C.: qui intorno al 315, Costantino, primo imperatore romano convertito al cristianesimo, ordinò l'edificazione di una chiesa, completata poi nel 349. Nel XV sec la basilica risultò pericolante e Nicolò V nel 1452 si propose la ricostruzione dell'antica chiesa e ne affidò il progetto a B. Rossellino. Giulio II nel 1506 posò la prima pietra della chiesa (che venne completata dopo oltre un secolo di lavori) e nominò Bramante architetto e progettista della nuova basilica, il quale sognò di sovrapporre una cupola simile a quella del Pantheon al centro di una chiesa con pianta a croce greca. Per desiderio espresso da Bramante stesso prima di morire, fu eletto a suo successore Raffaello Sanzio il quale, non avendo conoscenze tecniche necessarie a un costruttore, venne affiancato dal Sangallo e da Fra Giocondo da Verona con i quali, per volere del papa, mutò la croce greca in croce latina, allontanandosi dal piano del Bramante. Il compito di elevare la cupola venne affidato a Michelangelo nel 1546 (riallacciatosi al progetto del Bramante), ma l'artista morì prima di vedere completata la sua opera, terminata poi da G. della Porta e D. Fontana. Successivamente Papa Paolo V incaricò Carlo Maderno di costruire una lunga navata seguendo e da lui vennero progettati anche il portico e la facciata.Pochi i mutamenti successivi e tra il ‘700 (attraverso le opere neo-classiche del Canova) e il ‘900 (attraverso diversi monumenti e statue) si è arricchita di opere d'arte. L'intervento di restauro più recente risale al 1999, in previsione del Giubileo (che ogni 25 anni vede l'apertura di uno dei cinque ingressi al tempio, la Porta Santa).

Note tecniche: La Basilica è lunga circa 200 m, l'altezza della navata principale è di 46 m. e l'altezza del cavo della cupola è di 119 m. Al suo interno sono situate 11 cappelle e 45 altari e il baldacchino posto sull'altare papale è alto 29 m . Il porticato è formato da 284 colonne e 88 pilastri in travertino. Sui cornicioni del colonnato vi sono 150 statue colossali e altre 12 adornano la facciata.

La Piazza: Nel 1656 Bernini venne incaricato di incorniciare la Basilica con una monumentale piazza che avrebbe poi assunto forma ellittica e avrebbe rappresentato il "porto della cristianità". Al centro della piazza l'imponente obelisco, l'unico a Roma a non avere iscrizioni geroglifiche ma latine, portato da Caligola e collocato nel Circo di Nerone e utilizzato anche come meridiana, sulla cui sommità è stata collocata una teca contenente le reliquie della Santa Croce di Cristo, portata a Roma da Sant'Elena, madre di Costantino. Ai lati dell'obelisco sorgono due fontane, una di C. Maderno (che si occupò anche del vestibolo) e l'altra di C. Fontana. Al di sopra dell'ingresso principale del portico è sito il mosaico di Giotto rappresentante la Navicella della Chiesa, una grande nave dal bordo decorato e con la vela gonfia dal vento.

Arte: la più famosa scultura di tutta la basilica, posta nella prima cappella a destra, è la Pietà, opera giovanile di Michelangelo; sotto uno dei pilastri della cupola si trova la statua di S. Pietro, del XIII sec; il baldacchino in bronzo (la cui altezza raggiunge una casa di cinque piani) è ad opera del Bernini; a raccogliere tra le più importanti e pregevoli opere d'arte di tutti i tempi, i Musei Vaticani , che ospitano tra l'altro anche la Pinacoteca Vaticana, composta di 16 sale che raccolgono capolavori di grandi artisti. Posto di riguardo occupa la Cappella Sistina, che in ambito pittorico rappresenta il polo di richiamo per gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi: costruita su una semplice pianta rettangolare tra il 1475-80, la parete ovest ospita gli affreschi di Michelangelo col Giudizio Universale, opera della sua maturità mentre le pareti laterali e quella est sono ad opera di vari pittori: Perugino, Botticelli, Ghirlandaio, Rosselli.