ROMA IN TAXI: MAGGIO 2003



IN COPERTINA: SAN PIETROBURGO


ZOOM: LA NUOVA SEDE RADIOTAXI 3570

Una sede splendida e prestigiosa, quella della più importante compagnia taxi d'Europa: 816 aziende convenzionate, 502 modem per chiamate automatiche e 100 linee telefoniche. Ma soprattutto una eccezionale forza operativa: dei 5.823 tassisti romani con regolare licenza, 2.594 sono siglati 3570!

Un'occasione per comunicare, confermare e radicare due straordinarie iniziative di organizzazione e marketing, che collocano ancor di più il 3570 ai vertici internazionali: l'STP (sms taxi payment), il primo sistema di pagamento delle corse taxi attraverso un semplice messaggio dal proprio telefono cellulare, del quale Loreno Bittarelli è padre e promotore, e l'ISO 9002, la certificazione di qualità che garantisce le vetture 3570, ogni giorno, sempre di più, i migliori taxi sulle strade della Capitale… e oltre!

Sabato 10 Maggio 2003, ore 18.00: "Vorrei salutare e dare il benvenuto a tutti i presenti, da questo magnifico scenario, in questo splendido luogo… Questa è la nuova Sede del 3570!". Ha esordito così il Presidente del 3570 Loreno Bittarelli, parlando a tutti coloro che hanno partecipato all'inaugurazione della nuova Sede RadioTaxi. E così ha proseguito: "Tutto questo è stato possibile grazie alla grandezza, anche numerica, della nostra Cooperativa e dal sacrificio di tutti i nostri Soci. Con questi nuovi spazi più ampi e funzionali, sarà possibile migliorare l'organizzazione interna della nostra Cooperativa e fornire nuovi servizi a vantaggio dei nostri Soci e dei nostri Clienti". Una festa bellissima, presenti moltissime autorità; fra questo l'on. Silvano Moffa, Presidente della Provincia di Roma, l'on. Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio, l'on. Francesco Aracri, Assessore ai ragionale ai Trasporti, l'on. Francesco Saponaro, Assessore regionale alle attività produttive, l'on. Vincenzo Fratta presidente del XVIII municipio e tantissimi altri, fra assessori e consiglieri provinciale e comunali. Fino all'ultimo istante, anche il Sindaco di Roma Veltroni, al quale era stato riservato l'onore di aprire la manifestazione, doveva essere presente. Poi, purtroppo, improvvisamente ha comunicato la sua impossibilità a partecipare. E, in mancanza anche del Vicesindaco, in rappresentanza del Comune di Roma è giunto l'Assessore alla Mobilità, on. Mario Di Carlo che, nel suo intervento, si è complimentato con il 3570 per i notevoli risultati conseguiti. Non solo personalità istituzionali, ma anche lo sport è stato rappresentato dal campione di boxe Vincenzo Cantatore, testimonial 3570. Durante la cerimonia ufficiale il Presidente Moffa ha tagliato il simbolico nastro, il Vescovo Bruno Bertagna (in rappresentanza della Santa Sede) ha dato la propria benedizione, dopodiché le autorità presenti hanno visitato sia i modernissimi locali interni che gli splendidi spazi esterni. Il Presidente 3570 Bittarelli ha quindi illustrato a tutte le personalità presenti, nella sala conferenze, il nuovo sistema di pagamento taxi con il cellulare, denominato STP. E tutti sono stati entusiasticamente colpiti da questa utilissima innovazione, ideata da Loreno Bittarelli stesso e sviluppata dal colosso informatico-tecnologico IBM. Poi, sul palco esterno allestito nel parco della nuova sede, sotto la guida di Enrica Bonaccorti, madrina della manifestazione, tutti hanno assistito alla prima esecuzione pubblica del nuovo "Inno del 3570", composto appositamente ed offerto alla Cooperativa dai Maestri Daniele Lamano e Vincenzo Galassetti, e presentato dalla banda della Città di Mentana diretta dal Maestro La Rocca. E alla presenza di tante importanti personalità, di tanti cari amici e dei Soci 3570 (con, in testa, il presidente Loreno Bittarelli ed il Vicepresidente Riccardo Magrini), è intervenuto il Presidente della Provincia Silvano Moffa che ha espresso parole non solo di elogio ma anche di affettuosa amicizia; ed ha aggiunto: "E' ora di smetterla di demonizzare questa categoria! E' sufficiente guardare cosa il 3570 è stato in grado di fare per capire tutto il rispetto e la stima che meritano. E dobbiamo ringraziarli, perché questi risultati danno lustro a tutta la nostra città". E consegnando una targa rappresentante Palazzo Valentini (sede della Provincia) a Loreno Bittarelli ha affermato: "Ti consegno questo omaggio che dovrai tenere sempre accanto a te, sulla tua scrivania, perché così ogni giorno potrai ricordarti che la Provincia di Roma ti è vicina, e sarà sempre lì, al tuo fianco". Anche Francesco Storace, al microfono del palco, si è complimentato per tutti i successi conseguiti dal 3570 negli ultimi anni, ed ha ricordato Alberto Sordi, grande amico della categoria, lanciando la proposta di realizzare, con il patrocinio regionale, tanti piccoli portafotografia da cruscotto affinché, in ogni taxi della Capitale, ci sia il ricordo dell'indimenticabile artista scomparso. La sorella di Alberto Sordi, informata della notizia, ha subito telefonato a Loreno Bittarelli per congratularsi, complimentarsi e confermare la simpatia per il 3570, del quale Alberto (Zara 87) era socio e collega.

Tanti e tutti importantissimi, i messaggi di amicizia giunti a completare la solennità dell'evento, al cui apice, alle ore 20.00, la telefonata del Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi, che si è a lungo congratulato con il presidente e con tutti i soci del 3570, ha chiesto informazioni sull'STP, del quale è stato entusiasta, ed ha affermato il suo dispiacere per l'impossibilità di essere presente direttamente, assicurando che presto verrà a farci visita alla nuova sede. Sentendo la musica di sottofondo, si è complimentato per la bravura del sestetto jazz, che gli ha quindi dedicato un brano. Silvio Berlusconi è rimasto in linea per ascoltarlo, per poi concludere con ulteriori parole di amicizia. E la platea ha risposto con un lungo e caloroso applauso. E poi le lettere, tutte di stima ed appoggio, prime fra tutte quelle della Presidenza della Repubblica, del Vicepresidente del Consiglio on. Gianfranco Fini, del Ministro delle Comunicazioni on. Maurizio Gasparri, dell'On. Antonio Tajani e di Enrico Montesano.

Da Gianfranco Fini a Loreno Bittarelli

Caro Presidente, prima di tutto i miei complimenti per l'ottimo traguardo raggiunto dalla Cooperativa RadioTaxi 3570. Sono lieto per la notizia che mi hai dato e mi rammarico vivamente di non poter essere con voi per festeggiare il risultato. Sarò nel Veneto, in campagna elettorale e quindi nell'impossibilità di rimandare l'impegno. Desidero però farti pervenire, con il mio compiacimento, l'augurio positivo per le prossime sfide ed un arrivederci a presto. A tutti buon lavoro ed affettuosi e cordiali saluti.

Gianfranco Fini - Vicepresidente del Consiglio dei Ministri

Da Maurizio Gasparri a Loreno Bittarelli

Caro Presidente, sono lieto della notizia che mi hai dato e ti faccio i miei più vivi complimenti per gli innumerevoli traguardi che la Cooperativa RadioTaxi 3570 ha raggiunto in questi ultimi tempo grazie alla tua guida. Anche se per i miei impegni elettorali sono impossibilitato ad essere con voi a festeggiare l'ultimo importante risultato raggiunto con il cambio della sede sociale (sono oggi in Calabria per una serie di comizi e conferenze), desidero farti pervenire le mie congratulazioni unite all'augurio per le prossime sfide che vi siete posti, come il nuovo e rivoluzionario sistema di pagamento del taxi con gli SMS denominato S.T.P.

Sono convinto che questo vostro nuovo sistema potrà avere degli importanti sviluppi già nell'immediato futuro perché renderà senz'altro più fruibile il servizio taxi, non solo a livello nazionale ma anche europeo. Questo importanti iniziative, oltre a dare grande lustro alla vostra società, sono anche motivo d'orgoglio per l'intera nazione, proprio per in contenuti unici e fortemente innovativi del progetto che proprio in questi giorni siete riusciti a portare a compimento.

Invitandovi dunque a proseguire ancora su questa strada, auguro a tutti voi un buon lavoro e vi saluto cordialmente.

Il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri


ZOOM: I GIOVANI DELLA PROVINCIA DI ROMA

"Un rapporto che, oltre ai dati numerici, fornisce utili indicazione su come orientare le future politiche sociali, attente alle nuove dinamiche che si sviluppano, soprattutto, all'interno del moderno nucleo familiare" (Silvano Moffa, presidente della Provincia di Roma, 30 Aprile 2003).

IV° Rapporto sulla Popolazione Minorile e sui Servizi Socio-Assistenziali per l'età evolutiva: una ricerca capillare, condotta sul territorio provinciale, che ha individuato i bisogni emergenti delle fasce deboli e delle aree a maggior rischio. Un'azione coordinata tra Provincia e servizi sociali dei singoli comuni, che ha raccolto tutti gli elementi legati alle caratteristiche socio-demografiche della popolazione.

Censiti 237.566 minori (0-18 anni) che rappresentano il 19.82 % del totale complessivo della popolazione (pari a 1.198.193). La fascia d'età compresa tra i 6 e i 12 anni include il 37% della popolazione giovanile, a seguire le classi 13-18 (33%), 0-3 (20%) e 4-5 (10%). I Comuni più giovani (quelli con maggiore presenza di popolazione minorile) sono: Guidonia (14.704), Tivoli (10.167), Pomezia (10.060), Formello (10.012), Velletri (9.882), Civitavecchia (9.150), Anzio (8.490) e Nettuno (8.144). Per quanto riguarda il tasso di natalità, i Comuni con una più alta popolazione compresa tra i 0-3 anni sono: Guidonia (3.122), Pomezia (2.204), Fiumicino (2.183) e Tivoli (2.030). Come si può osservare, si tratta di Comuni con più di 45.000 residenti.

www.provincia.roma.it


ZOOM: REGIONE LAZIO PER I GIOVANI

La Regione Lazio, in attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione, in conformità a quanto previsto dall'articolo 45 dello Statuto, nel rispetto degli indirizzi contenuti nei propri strumenti di programmazione e delle finalità istituzionali, promuove, favorisce e sostiene, attraverso la Legge Regionale 7 giugno 1999 n.6 , le comunità giovanili quali strumenti di crescita culturale e sociale della popolazione giovanile, riconoscendo alle stesse il ruolo di promozione e di promozione e di integrazione sociale.

Le comunità giovanili sono aperte a tutti gli studenti delle scuole medie e superiori, gli studenti universitari e ai giovani fino a trenta anni di età senza alcuna discriminazione politica, culturale, religiosa, etica e sociale.

La comunità giovanile è l'insieme di persone aggregate stabilmente che non abbiano fini di lucro e che perseguono le finalità di cui al comma l attraverso: a) l'organizzazione della vita associativa come esperienza comunitaria, al fine di favorire la maturazione e la consapevolezza della personalità nel rispetto degli altri; b) l'educazione all'impegno sociale, civile, alla partecipazione e alle conoscenze culturali; c) lo svolgimento di attività sportive, ricreative, sociali, didattiche, ambientali, culturali, turistiche, agricole, artigianali, artistiche e di formazione professionale.

Chi le può promuovere: enti pubblici, singoli o associati; enti, associazioni, consorzi di associazioni ed organismi privati comunque denominati, nei cui statuti siano previste le finalità sopraindicate; autogestioni (ovvero le comunità giovanili medesime) il cui funzionamento è attuato attraverso un regolamento proposto all'atto della presentazione della domanda di finanziamento.

I benefici consistono in:

  • A) contributi per iniziative concernenti direttamente il perseguimento delle finalità previste dall'art. 82 della L.R. n. 6 /99 o per interventi di recupero, riadattamento e sistemazione di edifici e strutture pubbliche e private, da destinarsi a sede di comunità giovanili.

  • B) nella concessione dell'uso a titolo gratuito di immobili di proprietà regionale vincolato all'autorecupero, da destinarsi a sede di comunità giovanili o comunque al perseguimento delle finalità previste dall'art. 82 della L.R. n. 6 /99.

Modalità per accedere ai benefici

Per accedere ai benefici per l'esercizio finanziario 2002/2003/2004 i soggetti interessati devono inoltrare entro il 30 giugno di ogni anno, a pena di inammissibilità, apposita domanda, corredata dalla documentazione richiesta, indirizzata alla Regione Lazio - Assessorato agli Affari Istituzionali ed Enti Locali - Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 00145 Roma mediante una delle seguenti modalità:dizione con raccomandata con avviso di ricevimento; in tale caso fa fede la data risultante dal timbro apposto dall'ufficio postale accettante; o consegnata a mano al servizio "Spedizione" - Accettazione della Regione Lazio dal lunedì al venerdì, 8.00 alle ore 14.00. Sulla busta contenente la domanda dovrà essere apposto il seguente riferimento: "Domande ex art.82 legge regionale n.6/1999 - Comunità giovanili".

Contenuto della domanda e documentazione

La domanda, sottoscritta dal rappresentante legale, deve contenere: dati anagrafici e fiscali del richiedente e deve essere corredata dalla seguente documentazione:

  • a) copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto

  • b) copia del bilancio e relazione consuntiva dell'organo di amministrazione o del rappresentante legale per l'ultimo esercizio finanziario, qualora operino da almeno un anno alla data di presentazione della domanda;

  • c) regolamento del funzionamento delle comunità giovanili redatto per atto pubblico il quale deve prevedere, tra l'altro:

  • 1) l'assenza di fini di lucro;

  • 2) il perseguimento degli obiettivi ;

  • 3) l'elettività delle cariche comunitarie e gratuità delle stesse;

  • 4) i criteri di ammissione alla comunità, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 82, comma 2, della legge 6/1999;

  • 5) l'obbligo di formazione del bilancio annuale, dal quale devono risultare i beni, i contribuiti ed i lasciti ricevuti;

  • 6) le modalità di approvazione del bilancio da parte della comunità;

  • 7) le modalità di scioglimento della comunità;

  • 8) l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di scioglimento, a fini di utilità sociale

  • 9) l'individuazione del rappresentate legale;

  • d) relazione illustrativa sull'attività eventualmente già svolta per il perseguimento degli obiettivi;

  • e) progetto dettagliato delle iniziative e degli interventi, con l'indicazione dei mezzi ritenuti necessari ed il preventivo delle relative spese, nel caso di richiesta di contributi per il finanziamento;

  • f) reazione sull'utilizzazione dell'immobile che si chiede in uso e dichiarazione d'impegno a recuperare l'immobile stesso, nel caso di richiesta di concessione di immobili;

  • g) dichiarazione di non avere ricevuto benefici regionali ad analogo titolo.

Qualora i progetti abbiano carattere pluriennale, con durata massima triennale, devono essere descritte, per ciascun anno, le diverse fasi di realizzazione con l'indicazione delle relative spese. In caso di irregolarità o errori formali della domanda o della relativa documentazione, è ammessa la regolarizzazione o la rettifica. La Regione si riserva di richiedere altra documentazione oltre a quella indicata qualora lo ritenga utile ai fini dell'esame delle domande.

 www.regione.lazio.it


ZOOM: ROMA CITTA' DEL CUORE

"Non più Soli" - Teleassistenza  per gli anziani - Una nuova rete sperimentale di telecardiologia. Comune di Roma. Assessorato Politiche Sociali e promozione della Salute.

30 Aprile 2003: presentato in Campidoglio, dal Sindaco Walter Veltroni e dall'Assessore alle Politiche Sociali e della Salute Raffaela Milano, il primo piano intergrato per lo sviluppo di una rete di telecardiolgia a Roma. Il progetto, sviluppato assieme ai Dipartimenti di Cardiologia "La Sapienza", "Tor Vergata", "S. Giovanni" e "S. Filippo Neri") prevede un investimento, da parte dell'amministrazione comunale, di circa 510.000 euro per il prossimo anno.

L'obiettivo è quello di assistere circa 500 persone nell'arco dei 12 mesi, permettendo loro di evitare l'ospedalizzazione e di rientrare nella propria abitazione con la garanzia di essere seguiti e monitorati dai medici del proprio ospedale in ogni momento della giornata. A casa dei pazienti (scelti dagli ospedali in base al quadro clinico ma privilegiando gli anziani soli e le persone con difficoltà a muoversi dal proprio domicilio) verranno installati una telecamera ad alta definizione collegata al televisore, un apparecchio telefonico collegato ad una linea Isdn, ed apparati per la telemedicina variabili a seconda della situazione clinica (sensori per la rilevazione dell'elettrocardiogramma, dell'ossimetria, della pressione, per l'auscultazione del torace, per la defibrillazione semi automatica, etc.). Il paziente potrà in ogni momento chiamare per telefono il proprio reparto ospedaliero di cardiologia per sottoporsi agli esami, che saranno trasmessi via telefono ed analizzati dal medico in tempo reale.

Cosa s'intende per telecardiologia: le malattie cardiovascolari e, in particolare, le cardiopatie croniche sono caratterizzate da un forte potenziale invalidante e impongono di conseguenza un'assistenza continuativa verso i pazienti affetti da queste patologie. Sono indicate, dai dati provenienti dai sistemi sanitari di diversi paesi, come la principale causa di mortalità nella popolazione adulta. Gli stessi dati sui ricoveri ospedalie-ri in Italia, individuano nelle malattie cardiache una delle più comuni cause di ricovero dei pazienti di età superiore ai 65 anni. Negli ultimi anni sono stati conseguiti importanti progressi nel trattamento delle malattie cardiache grazie prevalentemente al miglioramento dell'efficacia delle cure somministrate e al ricorso alle moderne tecnologie telematiche; quest'ultime hanno permesso di sviluppare modelli assistenziali innovativi, che riducono sensibilmente i tempi di intervento sui pazienti, altrimenti costretti ad una prolungata ospedalizzazione. L'utilizzo della telemedicina nella cardiologia moderna, infatti, consente di creare una rete in grado di assistere il paziente cronico direttamente a casa propria, collegandolo con l'ospedale e con il medico di famiglia garantendo così continuità e personalizzazione delle cure. Per ulteriori informazioni: Comune di Roma. Assessorato Politiche Sociali: Tel 06 67105156/7.


ARTS: AROMATICA

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - Direzione Generale per i Beni Archeologici - Nell'ambito della V Settimana della Cultura 2003 (5-11 maggio). AROMATICA: Essenze, profumi e spezie tra Oriente e Occidente. Un'occasione unica per ammirare oggetti preziosi e curiosi, selezionati dalle più prestigiose collezioni museali, molti dei quali mai esposti, che documentano l'uso di essenze, profumi e aromi tra sacro e profano, attraverso un arco di tempo che va dal IV millennio a.C. ai nostri giorni, rimandando a  civiltà e culture tra Oriente e Occidente, quali il Vicino e Medio Oriente Antico, Grecia, Etruria, Roma imperiale, Islam, India, Cina, Giappone, Sud Est Asiatico, Africa, America precolombiana.

L'esposizione, si struttura in tre percorsi specifici tra loro complementari: ai visitatori è offerta nel primo percorso la possibilità di riconoscere essenze e profumi attraverso numerosi punti olfattivi, accessibili anche ai non vedenti, e accostati alle vetrine degli oggetti. In particolare, si segnalano le formule riprodotte con l'aiuto della creatrice di profumi sulla base di ricette raccolte dai testi antichi: il kyphi, profumo egiziano; l'olio per la sacra unzione ricordato dai testi biblici; il pregiatissimo unguentum parthicum, il profumo creato per i re dei Parti; il profumo di rosa, molto usato nel mondo romano; l'acqua di fior d'arancio, uno dei più raffinati profumi del mondo islamico; una miscela di incensi usata un tempo  in Giappone per un vero e proprio gioco di abilità olfattiva, fino ad arrivare a due fragranze contemporanee, una di ispirazione occidentale ed una orientale. Per quanto riguarda gli aromi, segnaliamo un'interessante ricostruzione della storia dell'aroma del caffè e una nota sul cacao nell'America precolombiana. Il secondo percorso documenta le principali piante aromatiche, la loro diffusione ed il loro uso a scopo farmaceutico e terapeutico. In un pannello botanico appositamente allestito verranno esposte piante odorose autoctone, dove l'essenza è localizzata di solito in peli ghiandolari della superficie delle foglie o dei fiori e verrà ampiamente illustrato l'uso razionale degli olii essenziali, i cui usi sono molteplici, da quelli aromatizzanti e alimentari a quello dell'industria dei profumi, tutta basata sulla fissazione degli odori naturali. Il terzo percorso consiste nell'esposizione di una curiosa collezione di spezie e aromi africana, di epoca coloniale. Approfondimenti diversi e diversi ambiti disciplinari: la storia antica, l'archeologia, la bioarcheologia, la storia dell'arte, l'antropologia, l'etnologia, l'orientalistica, l'indologia, l'islamistica, la botanica, la chimica, la storia della farmacia, l'erboristeria, la profumeria.

Dal 7 Maggio all'8 Luglio 2003, Museo Nazionale d'Arte Orientale, Via Merulana 248 (Roma). Orari: 9-14; 9-13 festivi; 9-13 ; 9-19 martedì e giovedì; chiuso il primo e il terzo lunedì del mese.


ARTS: LA FATICA DELLE DONNE

Mostra fotografica di Paolo del Papa sulla condizione femminile nel mondo che si avvale di immagini esclusive, originali, di alta intensità cromatica, di forte impatto emotivo, raccolte in tutti gli angoli del pianeta. Uno spaccato di vita femminile agli albori del terzo millennio, in un'affascinante compresenza di colori, contrasti, volti e paesaggi dove lo scorrere delle sensazioni è una questione di spazio, ma anche di tempo.

La fatica delle donne è quella che si fa per lavorare, per sollevare pesi, per conciliare tempi di vita frenetici, responsabilità gravose. E' la fatica che si fa per resistere a discriminazioni, umiliazioni e torture, per curare persone anziane e malate, per mettere insieme quello che  serve a fare la spesa, per crescere i figli, per difendere e ricostruire gruppi familiari e sociali dilaniati dai conflitti. Alcune immagini di questa mostra-evento lasciano capire come, oltre la sofferenza, dentro questa fatica ci siano la voglia di arrivare a un obiettivo, la curiosità, la tenerezza, il desiderio di essere graziose, l'allegria, l'amore, la capacità di guidare altre persone verso giornate migliori. Il Comune di Roma - Assessorato alle Pari Opportunità propone alla cittadinanza questo percorso di riflessione fatto di splendide fotografie, ma anche di parole poetiche e di musica, in un momento in cui una drammatica attualità ci obbliga, non solo ad esprimere un'opinione, ma ad assumerci delle responsabilità individuali e comuni.

Paolo Del Papa può essere definito un  reporter di pace, un fotografo del quotidiano, della vita di tutti i giorni, che è sempre eccezionale! Un fotografo che riesce a rubare un attimo, uno sguardo, un gesto, che riesce a mettere in posa una bambina, sulle orme di un carrarmato appena passato davanti al suo campo profughi. Paolo Del Papa è un fotografo del coraggio, il coraggio di descrivere il mondo con la sua voglia di normalità, con il suo diritto alla differenza.

In questa mostra che copre oltre vent'anni di attività e molti viaggi, alcuni fra popolazioni mai raggiunte prima, si scopre il mondo: un mondo diverso da quello che immaginiamo, un mondo ancora non omologato, un mondo vivo, un mondo che purtroppo sta sparendo.

Dal 6 al 31 Maggio 2003, al Teatro India (Lungotevere dei Papareschi). Ingresso gratuito.


ARTS: SAN PIETROBURGO E L'ITALIA. 1750-1850

"In fondo emergeva lentamente, tra l'acqua lattiginosa e il cielo madreperlaceo, cinto della sua corona murale merlata di torricelle, il magnifico profilo di San Pietroburgo, i cui toni d'ametista separavano con una linea di demarcazione quelle due pallide immensità. L'oro scintillava in pagliuzze e aghi su quel diadema, il più ricco, il più bello che abbia mai portato la fronte d'una città. Nulla era più splendido di quella città d'oro sull'orizzonte d'argento, dove la sera aveva i colori dell'alba. Una luce scintillante ma fredda cadeva dal cielo chiaro; era un azzurro boreale, polare per così dire, con sfumature di latte, di opale, d'acciaio. Sotto questa volta lattiginosa l'immensa mappa del golfo si tingeva di colori indescrivibili. Ora erano dei bianchi di madreperla, ora dei grigi d'una finezza incredibile, più in là dei blu opachi come lame di damasco, o ancora riflessi iridati"  (Théophile Gautier, 1866).

La mostra "San Pietroburgo e l'Italia. 1750-1850" ospitata dal 29 aprile all'8 giugno 2003 nelle sale del Complesso del Vittoriano nasce in occasione del 300° anniversario della fondazione di questa "città astratta e premeditata" come la definì Dostoevskij, con l'obiettivo di offrire una visione della creativa presenza dell'Italia nella storia di questo luogo incantato attraverso oltre cento opere tra oli, acquarelli e disegni provenienti dall'Hermitage, dal Museo della Storia della Città, dal Museo Russo, dal Museo dell'Accademia delle Arti di San Pietroburgo raramente esposte all'estero. Promossa dalla Provincia di Roma - Presidenza della Giunta, Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili, Fondazione Roma Europa e dall'Ambasciata della Federazione Russa in Italia, la Mostra si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero per gli Affari Esteri. Il percorso della mostra "San Pietroburgo e l'Italia. 1750-1850" si snoda attraverso quattro sezioni: la prima riguarda gli architetti italiani; una seconda sezione è costituita da pittori italiani operanti in Russia; la terza è dedicata ai nostri scenografi; la quarte mostra tele di artisti italiani presenti nelle collezioni russe dell'epoca.

Complesso del Vittoriano: Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali, Roma). Da Martedì 29 Aprile 2003 a Domenica 8 Giugno 2003. Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30. Costo del biglietto: euro 8.50 intero; euro 6.00 ridotto. Per informazioni: tel. 06 6780664.


ARTS: HIMALAYA. LE PORTE DEL CIELO

Una mostra dedicata agli oggetti artistici e cerimoniali provenienti dalle regioni himalayane, reperti legati allo sciamanesimo nepalese, un viaggio fotografico fino al lago di Gosaikunda. L'Himalaya, terra dove tradizioni, arti, etnie e paesaggi si fondono in un mosaico di culture, stili di vita e religioni, è il teatro di un viaggio, quasi un pellegrinaggio per raggiungere il luogo del raduno annuale degli sciamani Jakhri. Dalle jungle del Terai alle vette montane, un percorso attraverso scenari dove lo sciamanesimo si intreccia con il buddhismo tibetano e l'induismo, dando vita a riti e cerimonie propizie al benessere individuale e della comunità. Un tema, quello dello sciamanesimo, raramente toccato fino a questo momento per la difficoltà di immergersi in una dimensione dove tutte le risorse culturali ed umane sono coinvolte, viene ora,in parte, svelato grazie a Yaky e Zhambala Collection. L'allestimento, nelle affascinanti stanze dello storico negozio Yaky, adiacente al Portico d'Ottavia, ricreerà un'immagine di quella dimensione visionaria ed extrasensoriale dove solo lo sciamano può accedere, identificandosi con gli spiriti che si manifestano attraverso di lui. Gli oggetti esposti, pregevoli dal punto di vista artistico e ricchi di valore simbolico, tracceranno la percezione di come ogni elemento sia imbevuto di spirito vitale e di come il fine ultimo del rituale sia il riconnettersi con l'assoluto che si manifesta in ogni forma della natura.

Sede: "Spazio Yaky", Via Santa Maria del Pianto 55 (Roma). Fino al 2 Giugno 2003. Ingresso libero. Con il patrocinio e il finanziamento della Regione Lazio.

Himalaya: il sistema montoso più alto al mondo, con cime che superano gli 8000 metri di altitudine. E' il risultato della collisione di due zolle continentali, indiana ed asiatica, inizialmente unite, che 200 milioni di anni fa circa, si sono separate per la formazione di un rift. La zolla indiana quindi, spinta dai movimenti dell'astenosfere, muovendosi in rotazione verso nord-est, in direzione della costa meridionale dell'Asia antica, dopo uno spostamento di diversi milioni di anni (circa 40-50 milioni di anni fa), è entrata in collisione con il continente asiatico e, nell'enorme impatto, si è incuneata sotto l'Eurasia per circa 2.000 km, provando il sollevamento e il corrugamento sia della zolla asiatica che dei fondali marini. Montagne che arrivano fino a 8.848 metri (Sagarmatha, Everest); e 8 dei 14 "ottomila" del mondo che si trovano in cinque zone diverse del Nepal: il massiccio del Kanchenjunga, il massicio del Khumbu (Sagarmatha, Lhotse, Cho Oyu) e Makalu, quello del Manaslu, del Annapurna e del Dhaulagiri. Evoluzioni millenarie; e i segni che permangono, quali fiumi (es. il Karnali, da nord a sud), che formano strutture simili a piccoli arcipelaghi e acque termali (Tato Pani).


ARTS: RITRATTO DI VENEZIA

Ritratto di Venezia: Fotografie di Ingrid von Kruse. Con i suoi ritratti Ingrid von Kruse, nata ad Amburgo nel 1935, ha ottenuto fama internazionale. Ha fotografato personalità come Michail Gorbaciov e Willy Brandt, Karl Popper, Federico Fellini e Peter Stein. Dal 1985 le sue opere sono esposte nei musei tedeschi e all'estero.

L'artista ha con Venezia un rapporto speciale. Nell'arco di dodici anni Ingrid von Kruse ha visitato più volte Venezia, fotografando luoghi e persone. Il risultato del suo personalissimo confronto con la Serenissima è contenuto nel volume Venedig - Stimmen zwischen Stein und Meer (Hirmer Verlag München), pubblicato nel 1996. Le intense fotografie in bianco e nero sono accompagnate da lettere immaginarie dell'artista indirizzate a persone che hanno stimolato o reso possibile il suo lavoro.

Le immagini di Ingrid von Kruse si distinguono dalla grande massa delle tipiche raffigurazioni di Venezia: non sono le classiche vedute da cartolina di Piazza San Marco o il Ponte dei Sospiri - sono magistrali ritratti e nature morte che emozionano, soprattutto per l'attenzione ai dettagli. La testa del cavallo di pietra, il gioco di ombre sulla scala, il pescivendolo sornione o un Massimo Cacciari pensieroso: le istantanee di Ingrid von Kruse sono dense di simboli e costituiscono, tutte insieme, una sorta di natura morta che non si limita a significare Venezia, ma che getta una luce completamente nuova su questa città. Con fotografie per la prima volta in mostra.

14 maggio - 14 settembre 2003, Casa di Goethe: Via del Corso 18 - 00186 Roma. Tel. 06 32650412. Orario di apertura: 10.00 - 18.00. Chiuso il lunedì. Ingresso euro 3,00, ridotto euro 2,00.

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CINEMA: IN BIANCO E NERO

Il neonato cinema, inizia a diventare grande nel primo decennio del novecento. Inghilterra, Germania, Francia, Russia e Stati Uniti, sono i luoghi fisici e culturali principali protagonisti. E prima dell'esplosione di Hollywood negli anni '40 e '50 la migliore produzione era russa ma soprattutto tedesca. Un cinema caratterizzato dal bianco e nero e dall'arte del mimo (prima dell'evoluzione del sonoro), avente tre tematiche principali: politica, comica ed horror. Cinema Politico: "Ottobre", "La corazzata Potemkin" e "Alexander Nevsky" (URSS) e soprattutto il capolavoro di fantascienza sociale "Metropolis" (Germania, '26) di Frizt Lang. Cinema Horror: "Nosferatu il vampiro" (Germania, '22) di Friedrich Murnau, "Frankeinstein" di James Whale (USA, '31), "Dracula Primo" di Tod Browning (USA, '31) (in cui spicca un grandissimo e storico Bela Lugosi), "Freaks" anch'esso di Browning (USA, '32), "La mummia" di Karl Freund (USA, '34), "King Kong" di M. C. Cooper e E. B. Schoedsack (USA, '33). Cinema Comico: Charlie Chaplin, i fratelli Marx, e la coppia Oliver & Hardy (Stanlio e Ollio), i maestri assoluti. Poi un idolo:  Rodolfo Valentino (scomparso precocemente nel 1926); il suo più importante film è stato forse proprio l'ultimo: "Il figlio dello sceicco". Negli anni '30 il cinema diventa arte di fruizione, passione e gusto di massa. E parallelamente la scienza cinematografica si evolve. 

E, verso gli anni '40, due i passi fondamentali: il perfezionamento dei metodi di accostamento del sonoro alle  immagini il sonoro; e il "technicolor". Anche se la tecnica splendida ed originaria del bianco e nero rimase comunque radicata. Tra le prime pellicole con queste nuove caratteristiche, due opere fondamentali, ora classiche, ma allora dunque rivoluzionarie: "Biancaneve e i sette nani" (il primo lungometraggio animato -  Walt Disney, 1937) e "Via col vento" (Victor Fleming, 1939). E tanti capolavori: "Viale del tramonto" (USA, '50), di Billy Wilder; "Casablanca", di M. Curtiz (USA, '42); "Eva contro Eva" (con Bette Davis e Anne Baxter - USA, '50); "Cantando sotto la pioggia", di e con Gene Kelly (USA, '52); ed i musical di Gene Kelly, Fred Astaire e Ginger Rogers; i gialli di Alfred Hitchcock; il mito di James Dean; Marlon Brando, Ingrid Bergman, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Ava Garden, Rita Hayworth, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Jack Lemmon, Elizabeth Taylor, Cary Grant, Clarke Gable, Gary Cooper, James Stewart... E poi Orson Welles: una enorme inventiva e capacità analitica che gli permise, per primo, di slegarsi dal sentimentalismo per rendere la pellicola un mezzo di arte comunicativa d'impatto e di pensiero critico (es. "Quarto Potere").


FUN: CILIEGIE

Frutto prelibato, reperibile solo da giugno ad agosto, è ricco di calcio, fosforo, ferro e Vitamina A e C, e povero di calorie (circa 38 per 100 grammi)

Scelta e conservazione: si consiglia di acquistare frutti sodi, privi di ammaccature e con il picciulo di colore verde vivo e intenso. Conservarle poi in luogo fresco e asciutto, all'interno di un sacchetto di carta marrone (mai nella plastica). Essendo molto sensibili al freddo, è sconsigliato tenerle in frigorifero a temperature troppo basse.

I picciuoli? Non è assolutamente vero siano tossici. Contengono tannino e sono ricchi di sali di potassio. Per una bevanda disintossicante e diuretica, ottima in caso di dieta dimagrante, preparare un infuso con 10 gr. di picciuoli e 1/4 di acqua bollente, al quale aggiungere un cucchiaino di miele.

Ciliegie terapeutiche: Diuretiche, lassative, dietetiche, aiutano a ridurre l'ipertensione e hanno effetti positivi per il sistema cardiovascolare. I ricercatori della Michigan State University hanno inoltre scoperto che le ciliegie hanno potere antidolorifico, grazie agli antociani, sali presenti nel frutto responsabili del loro colore, che avrebbero la stessa azione analgesica dell'aspirina, senza fastidiosi effetti collaterali.

Dieta anticellulite (da fare per un giorno ogni 15, per due mesi complessivi): un chilo di ciliegie, poi verdura, pane integrale, yogurt. Alimenti principali da assumere negli altri giorni: broccoli, carciofi, cicoria, cavolo, mele, prezzemolo, spinaci.


FUN: IL BALLAR GIOIOSO

Il ballar gioioso: il Rinascimento e la Festa a Villa Borghese. Canti, balli e giochi di corte. Dal 12 al 15 giugno 2003, Orario: 17.00-20.00. Piazzale antistante la Galleria Borghese – Roma. Ingresso gratuito. L'iniziativa è realizzata grazie al sostegno della Provincia di Roma.

Un gruppo di musici e danzatori in costumi rinascimentali e con strumenti d'epoca (flauti, ghironda, flauto e tamburo, spinetta, zampogna, liuto, chitarrino, chitarra moresca) propone festose musiche e danze provenienti dai libri "da sonar sopra ogni sorte de istromenti", ovvero brani destinati al divertimento nelle corti del Rinascimento italiano. Per ricreare, anche se deformate dai secoli, le atmosfere delle antiche feste romane all'aperto e quindi le emozioni che fecero così grande la nostra storia, sempre con l'obiettivo di "fare festa". Un "Professore di ballare" propone balli castellani, antichi giochi e danze popolari coinvolgendo il pubblico di ogni età in divertenti animazioni di gruppo. La manifestazione-esibizione ha anche uno scopo istruttivo per i bambini: la danza sociale, sotto forma di gioco, è stimolo al movimento, al controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni, e genera azioni che si svolgono nello spazio, oltre che nel tempo. La scoperta ed il perfezionamento delle proprie altitudini motorie permette ai ragazzi dì sviluppare attenzione, concentrazione e senso del ritmo, liberandoli da inibizioni e condizionamenti e stabilendo nel contempo dei rapporti interpersonali corretti e piacevoli.


MUSIC: NINFA... TOP SENSATION

Per il lussurioso non c'è altro che carne, e solo questa è l'oggetto del suo amore. La "carne" di cui trattasi è il "frutto" della collaborazione artistica di alcune tra le menti più fertili in circolazione nell'ambito musicale indipendente della penisola, che comprende i nomi tra i più disparati provenienti da vari settori della musica underground, ma non solo. L'alchimia sonora e l'eclettismo trasudano copiosi dalle tracce di "Et Pourquoi Pas?" cd single intitolato a Ninfa, singolo apripista che anticipa l'uscita imminente - si parla della prossima estate - dell'album vero e proprio "Top Sensation", cantato e suonato anche dai vari Neffa, Sam e Julian dei Feel Good Production, Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu, Georgeann dei Delta V e molti altri, il tutto affidato alla produzione di Ohm Guru affiancato da Massimo Greco, Roberto Mantovani, Roberto Vernetti e dalla stessa Ninfa.

A ricordarci del recente passato di Ninfa - trascorsi da deejay, da selezionatrice di hits, musicista con gli "Sciacalli", "Avvoltoi", "Semismart" - questo godibile, freschissimo mod-shake in stile "bardottiano", traccia alquanto smodata/agitata sostenuta da un cantato ironico che strizza l'occhio al più poliedrico dei party sound, sbracato e scatenato come una sbronza architettata per ammaliare la vittima di turno.  I riferimenti che saltano agli occhi sono molteplici; come le sensazioni che continuano a travolgenti, ascolto dopo ascolto. Altre suggestioni, altre fascinazioni, si fanno largo con l'incedere ipnotico di "Garden Of Delight", strumentale sperimentalismo che fonde in giuste dosi esotismo, downtempo e reminescenze pop dell'età dello Spazio. Musica impossibile da catalogare e da circoscrivere in definizioni che la priverebbero della sua plusvalenza destabilizzante… ballate questo disco, scompostamente, animatamente, fatevelo scorrere fin sotto la pelle, magari sorseggiando il vostro drink tropicale preferito, poi mixatelo con una compilation della Blaxploitation o dateci dentro con la colonna sonora di un qualsiasi film di Quentin Tarantino. Che aspettate a divenire… ninfomaniaci?

Ninfa "Et Pourquoi Pas?" (One Eyed Fish/Emi Music Italy)

www.ninfa.net


VISION: VILLA SCIARRA

Villa Sciarra, una delle più piccole ville di Roma, comprende nei suoi 7.500 ettari una flora molto rigogliosa e ricca: Magnolie, Cedri, Palme delle Canarie e Palme nane, Cipressi e Lauri; d'altronde proprio qui sorgevano, ai tempi della antica Roma, gli "Horti di Cesare", che dalle alture di Monteverde scendevano fino al Tevere. L'entrata principale della Villa è su Via Calandrelli 23, nei pressi del Gianicolo. Il suo iter storico parla di diversi passaggi di proprietà; fino all'acquisto, agli inizi del '900, da parte di un diplomatico americano, George Wurth, che investì molte ricchezze per trasformarla nella forma attuale e per arricchirla a livello botanico. A quell'epoca la Villa era meglio conosciuta come la "Villa dai Pavoni Bianchi" per l'ampia voliera fatta costruire dallo stesso Wurth per l'allevamento dei volatili. Immediatamente dopo l'entrata del cancello, sulla sinistra, si può ammirare una fontana decorata con motivi rupestri, tema spesso utilizzato per le statue della villa con ninfe, satiri e personaggi mitologici, forse perché in età arcaica sul luogo dove oggi sorge la villa vi fosse un bosco sacro dedicato alla ninfa Furrina, protettrice delle acque. Diversi sono i punti suggestivi della villa, dalla cosiddetta montagnola situata in fondo al viale principale poco prima dell'edificio, oggi sede dell'Istituto di Cultura Germanica, al chioschetto dei glicini collocato proprio in cima alla montagnola vicino il tempietto circolare con una bellissima cupola in ferro battuto; e poi tre importanti opere come le fontane dei Putti e della Tartaruga o la statua della Astrologia.

Nome: Villa Sciarra. Localizzazione: nei pressi del Gianicolo. Superficie: mq 7.500. Datazione: intorno al 1902. Orario di apertura: dall'alba al tramonto. Ingresso principale: Via Calandrelli 23.


VISION: PETROLINI

Dalle macchiette a Molière... IL PERCORSO DI UN COMICO. Mostra dei documenti dell'Archivio Petrolini. SIAE, Biblioteca e Raccolta Teatrale del Burcardo; Via del Sudario, 44 (a fianco del Teatro Argentina). Dall'11 Aprile al 31 Maggio 2003. Orari: tutti i giorni 9-13, martedì e giovedì 14.30-17. Prenotazione visite guidate: 06 6819471. Ingresso libero.

La figura di Ettore Petrolini rappresenta in modo emblematico le vicende del teatro di varietà dei primi decenni del Novecento. Riassumendo in sé l'attore e l'autore, Petrolini inventò un repertorio ed una maniera che hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento. Nato nel 1884 a Roma, nella storica Via Giulia, Petrolini fu dominato fin dall'infanzia dall'amore per il teatro. I suoi esordi, all'inizio del secolo, furono caratterizzati dalla creazione di macchiette e parodie dissacranti che suscitarono l'entusiasmo dei Futuristi. Più tardi, si volse alla rielaborazione di opere più impegnative, fino al Medico per forza di Molière, per approdare infine alla scrittura di commedie nuove e complesse come Chicchignola, del 1930. Oggi è possibile ripercorrere le tappe della sua vicenda artistica grazie alla documentazione che Petrolini stesso raccolse durante la sua breve esistenza (morì a soli cinquantadue anni), con una cura ed una lungimiranza insolite per un uomo di spettacolo, e che forse trovano una spiegazione nel suo timore d'essere dimenticato - come accade spesso agli attori dei quali, dopo la scomparsa, nulla resta - timore espresso nel suo ultimo libro, Un po' per celia e un po' per non morire, pubblicato poco prima della morte. Molti documenti erano stati da lui raccolti ed utilizzati per i suoi libri, come Abbasso Petrolini (1922), una selezione delle critiche che lo riguardavano, e l'autobiografia Modestia a parte (1932). I libri, infatti, gli sembravano offrire una garanzia d'immortalità, molto più durevole del semplice ricordo degli spettatori affezionati. Dopo la sua scomparsa, gli eredi di Ettore Petrolini si trovarono in possesso di un importante archivio, ricco di testimonianze che illustravano la vivacità del teatro di varietà nei primi decenni del Novecento, una documentazione insolitamente approfondita per un genere di teatro considerato "minore", quindi effimero e destinato a lasciare poche tracce dietro di sé. Già nel giugno del 1939, la Biblioteca e Raccolta teatrale della SIAE, si era arricchita di un primo importante fondo di testimonianze delle vicende artistiche di Ettore Petrolini, donato dai figli dell'attore. Nel 2001 l'Associazione Culturale Ettore Petrolini ha donato l'intero archivio alla Biblioteca e Raccolta Teatrale della SIAE, un'istituzione che, sin dall'apertura al pubblico nel 1932, custodisce un patrimonio di grandissimo valore, per la consistenza, la ricchezza e la vastità della documentazione a disposizione degli appassionati di teatro. La Biblioteca e Raccolta teatrale del Burcardo ha voluto celebrare questo importante avvenimento con una mostra dedicata ad Ettore Petrolini che si è inaugurata il 10 aprile, presentando al pubblico almeno i documenti più significativi dell'Archivio, che è oggi aperto alla consultazione di studiosi ed appassionati. Mario Scaccia, intervenuto all'inaugurazione della mostra, ha dichiarato di amare in modo viscerale Petrolini, così come Molière, confessando di trovare non poche analogie fra i due autori. Al Burcardo hanno presentato la mostra anche Enrico Vaime, che ha sottolineato la genialità e l'internazionalità di Petrolini la cui fama è ancora viva in Francia e in America, il giornalista Nicola Fano, la professoressa Anna Maria Calò, dell'Associazione Culturale Ettore Petrolini e Maria Teresa Iovinelli, responsabile della Biblioteca del Burcardo. La mostra si articola in un percorso cronologico-tematico, che segue le tappe salienti della vita e della carriera artistica di Ettore Petrolini, dalla nascita nel 1884 nella romanissima via Giulia. Si ricostruiscono così, con foto d'epoca e documenti originali - contratti, locandine, scritti autografi - gli esordi nei teatrini di provincia e nei café-chantant, le tournée americane degli anni 1907-1912 e quelle in Europa e in Nord Africa degli Trenta, e soprattutto la progressiva formazione del repertorio petroliniano, dalle macchiette alle riviste, alle commedie della maturità. Foto con dedica e lettere provenienti dall'archivio sottolineano i rapporti di stima e collaborazione con i Futuristi e con i molti autori italiani - Fausto Maria Martini, Ugo Ojetti, Gino Rocca, Augusto Novelli, Alfredo Testoni, Roberto Bracco, solo per citare qualche nome -  di cui portò sulle scene le commedie, adattate alla sua personalissima comicità, sempre con grande successo. Anche le prove cinematografiche di Petrolini sono ampiamente documentate, con immagini esclusive provenienti dall'archivio fotografico, che mostrano fotogrammi, oltre che dei film più noti come Nerone e il Medico per forza, anche del primo film interpretato da Petrolini nel 1919 (ancora ai tempi del cinema muto), Mentre il pubblico ride, trasposizione cinematografica del suo atto unico Radioscopia di un duetto scritto in collaborazione col futurista Cangiullo. Numerosi gli accessori di scena esposti nella mostra: le parrucche di Sganarello nel Medico per forza e dell'Illusionista, il cappello e i salamini dell'omonima macchietta, il cilindro, i guanti e il bastone di Gastone, oltre ai costumi di Faust per Oh Margherita, di Nerone e di Fortunello. Sono esposti anche l'intera serie dei manifesti realizzati da Mario Pozzati che ritraggono Petrolini nelle sue più celebri interpretazioni, alcuni quadri realizzati dal pittore Ghiglia, manifesti e caricature di Onorato e di altri celebri disegnatori.

Ettore Petrolini masce a Roma il 13 Gennaio 1884 nella casa paterna di Via del Granchio; figlio di un fabbro, fu un comico attore-autore, dotato di straordinario estro scenico. Già dal 1903 intraprende la carriera di chansonnier e macchiettista nei caffè-concerto, passando dalle sale di second'ordine ai teatri più eleganti. E' il padre di indimenticabili macchiette romanesche (Gastone, Giggi er Bullo, Er sor Capanna, Fortunello), di testi celebri (Chicchignola - 1931, Romani de Roma - 1945, Nerone - 1945) e di libri autobiografici (Modestia a parte - 1932, Un po' per celia un po' per non morire - 1936). Il 29 Giugno 1936 muore a Roma, nella sua casa di Via Maria Adelaide. Narra la leggenda che, in punto di morte, vedendo entrare in camera sua un sacerdote con l'olio santo, esclamò: "Mo' sì che so' fritto...!".