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ROMA
IN TAXI: MAGGIO 2003 |

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IN
COPERTINA: SAN PIETROBURGO
 
ZOOM: LA
NUOVA SEDE RADIOTAXI 3570

Una sede
splendida e prestigiosa, quella della più importante compagnia taxi d'Europa:
816 aziende convenzionate, 502 modem per chiamate automatiche e 100
linee telefoniche. Ma soprattutto una eccezionale forza operativa: dei
5.823 tassisti romani con regolare licenza, 2.594 sono siglati 3570!
Un'occasione
per comunicare, confermare e radicare due straordinarie iniziative di
organizzazione e marketing, che collocano ancor di più il 3570 ai
vertici internazionali: l'STP (sms taxi payment), il primo sistema di
pagamento delle corse taxi attraverso un semplice messaggio dal proprio
telefono cellulare, del quale Loreno Bittarelli è padre e promotore, e
l'ISO 9002, la certificazione di qualità che garantisce le vetture
3570, ogni giorno, sempre di più, i migliori taxi sulle strade della
Capitale… e oltre!

Sabato 10
Maggio 2003, ore 18.00: "Vorrei salutare e dare il benvenuto a tutti i
presenti, da questo magnifico scenario, in questo splendido luogo…
Questa è la nuova Sede del 3570!". Ha esordito così il Presidente del
3570 Loreno Bittarelli, parlando a tutti coloro che hanno partecipato
all'inaugurazione della nuova Sede RadioTaxi. E così ha proseguito: "Tutto
questo è stato possibile grazie alla grandezza, anche numerica, della
nostra Cooperativa e dal sacrificio di tutti i nostri Soci. Con questi
nuovi spazi più ampi e funzionali, sarà possibile migliorare l'organizzazione
interna della nostra Cooperativa e fornire nuovi servizi a vantaggio dei
nostri Soci e dei nostri Clienti". Una festa bellissima, presenti
moltissime autorità; fra questo l'on. Silvano Moffa, Presidente della
Provincia di Roma, l'on. Francesco Storace, Presidente della Regione
Lazio, l'on. Francesco Aracri, Assessore ai ragionale ai Trasporti, l'on.
Francesco Saponaro, Assessore regionale alle attività produttive, l'on.
Vincenzo Fratta presidente del XVIII municipio e tantissimi altri, fra
assessori e consiglieri provinciale e comunali. Fino all'ultimo istante,
anche il Sindaco di Roma Veltroni, al quale era stato riservato l'onore
di aprire la manifestazione, doveva essere presente. Poi, purtroppo,
improvvisamente ha comunicato la sua impossibilità a partecipare. E, in
mancanza anche del Vicesindaco, in rappresentanza del Comune di Roma è
giunto l'Assessore alla Mobilità, on. Mario Di Carlo che, nel suo
intervento, si è complimentato con il 3570 per i notevoli risultati
conseguiti. Non
solo personalità istituzionali, ma anche lo sport è stato
rappresentato dal campione di boxe Vincenzo Cantatore, testimonial 3570.
Durante la
cerimonia ufficiale il Presidente Moffa ha tagliato il simbolico nastro,
il Vescovo Bruno Bertagna (in rappresentanza della Santa Sede) ha dato
la propria benedizione, dopodiché le autorità presenti hanno visitato
sia i modernissimi locali interni che gli splendidi spazi esterni. Il
Presidente 3570 Bittarelli ha quindi illustrato a tutte le personalità
presenti, nella sala conferenze, il nuovo sistema di pagamento taxi con
il cellulare, denominato STP. E tutti sono stati entusiasticamente
colpiti da questa utilissima innovazione, ideata da Loreno Bittarelli
stesso e sviluppata dal colosso informatico-tecnologico IBM. Poi, sul
palco esterno allestito nel parco della nuova sede, sotto la guida di
Enrica Bonaccorti, madrina della manifestazione, tutti hanno assistito
alla prima esecuzione pubblica del nuovo "Inno del 3570", composto
appositamente ed offerto alla Cooperativa dai Maestri Daniele Lamano e
Vincenzo Galassetti, e presentato dalla banda della Città di Mentana
diretta dal Maestro La Rocca. E
alla presenza di tante importanti personalità, di tanti cari amici e
dei Soci 3570 (con, in testa, il presidente Loreno Bittarelli ed il
Vicepresidente Riccardo Magrini), è intervenuto il Presidente della
Provincia Silvano Moffa che ha espresso parole non solo di elogio ma
anche di affettuosa amicizia; ed ha aggiunto: "E' ora di smetterla di
demonizzare questa categoria! E' sufficiente guardare cosa il 3570 è
stato in grado di fare per capire tutto il rispetto e la stima che
meritano. E dobbiamo ringraziarli, perché questi risultati danno lustro
a tutta la nostra città". E consegnando una targa rappresentante
Palazzo Valentini (sede della Provincia) a Loreno Bittarelli ha
affermato: "Ti consegno questo omaggio che dovrai tenere sempre accanto
a te, sulla tua scrivania, perché così ogni giorno potrai ricordarti
che la Provincia di Roma ti è vicina, e sarà sempre lì, al tuo fianco".
Anche Francesco
Storace, al microfono del palco, si è complimentato per tutti i
successi conseguiti dal 3570 negli ultimi anni, ed ha ricordato Alberto
Sordi, grande amico della categoria, lanciando la proposta di
realizzare, con il patrocinio regionale, tanti piccoli portafotografia
da cruscotto affinché, in ogni taxi della Capitale, ci sia il ricordo
dell'indimenticabile artista scomparso. La
sorella di Alberto Sordi, informata della notizia, ha subito telefonato
a Loreno Bittarelli per congratularsi, complimentarsi e confermare la
simpatia per il 3570, del quale Alberto (Zara 87) era socio e collega.

Tanti e
tutti importantissimi, i messaggi di amicizia giunti a completare la
solennità dell'evento, al cui apice, alle ore 20.00, la telefonata del
Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi, che si è
a lungo congratulato con il presidente e con tutti i soci del 3570, ha
chiesto informazioni sull'STP, del quale è stato entusiasta, ed ha
affermato il suo dispiacere per l'impossibilità di essere presente
direttamente, assicurando che presto verrà a farci visita alla nuova
sede. Sentendo la musica di sottofondo, si è complimentato per la
bravura del sestetto jazz, che gli ha quindi dedicato un brano. Silvio
Berlusconi è rimasto in linea per ascoltarlo, per poi concludere con
ulteriori parole di amicizia. E la platea ha risposto con un lungo e
caloroso applauso. E poi le lettere, tutte di stima ed appoggio, prime
fra tutte quelle della Presidenza della Repubblica, del Vicepresidente
del Consiglio on. Gianfranco Fini, del Ministro delle Comunicazioni on.
Maurizio Gasparri, dell'On. Antonio Tajani e di Enrico Montesano.
Da
Gianfranco Fini a Loreno Bittarelli
Caro
Presidente, prima di tutto i miei complimenti per l'ottimo traguardo
raggiunto dalla Cooperativa RadioTaxi 3570. Sono lieto per la notizia
che mi hai dato e mi rammarico vivamente di non poter essere con voi per
festeggiare il risultato. Sarò nel Veneto, in campagna elettorale e
quindi nell'impossibilità di rimandare l'impegno. Desidero però farti
pervenire, con il mio compiacimento, l'augurio positivo per le prossime
sfide ed un arrivederci a presto. A tutti buon lavoro ed affettuosi e
cordiali saluti.
Gianfranco
Fini - Vicepresidente
del Consiglio dei Ministri
Da
Maurizio Gasparri a Loreno Bittarelli
Caro
Presidente, sono lieto della notizia che mi hai dato e ti faccio i miei
più vivi complimenti per gli innumerevoli traguardi che la Cooperativa
RadioTaxi 3570 ha raggiunto in questi ultimi tempo grazie alla tua
guida. Anche se per i miei impegni elettorali sono impossibilitato ad
essere con voi a festeggiare l'ultimo importante risultato raggiunto con
il cambio della sede sociale (sono oggi in Calabria per una serie di
comizi e conferenze), desidero farti pervenire le mie congratulazioni
unite all'augurio per le prossime sfide che vi siete posti, come il
nuovo e rivoluzionario sistema di pagamento del taxi con gli SMS
denominato S.T.P.
Sono
convinto che questo vostro nuovo sistema potrà avere degli importanti
sviluppi già nell'immediato futuro perché renderà senz'altro più
fruibile il servizio taxi, non solo a livello nazionale ma anche
europeo. Questo importanti iniziative, oltre a dare grande lustro alla
vostra società, sono anche motivo d'orgoglio per l'intera nazione,
proprio per in contenuti unici e fortemente innovativi del progetto che
proprio in questi giorni siete riusciti a portare a compimento.
Invitandovi
dunque a proseguire ancora su questa strada, auguro a tutti voi un buon
lavoro e vi saluto cordialmente.
Il
Ministro delle Comunicazioni Maurizio
Gasparri
ZOOM: I
GIOVANI DELLA PROVINCIA DI ROMA
"Un
rapporto che, oltre ai dati numerici, fornisce utili indicazione su come
orientare le future politiche sociali, attente alle nuove dinamiche che
si sviluppano, soprattutto, all'interno del moderno nucleo familiare"
(Silvano Moffa, presidente della Provincia di Roma, 30 Aprile 2003).

IV°
Rapporto sulla Popolazione Minorile e sui Servizi Socio-Assistenziali
per l'età evolutiva: una ricerca capillare, condotta sul territorio
provinciale, che ha individuato i bisogni emergenti delle fasce deboli e
delle aree a maggior rischio. Un'azione coordinata tra Provincia e
servizi sociali dei singoli comuni, che ha raccolto tutti gli elementi
legati alle caratteristiche socio-demografiche della popolazione.
Censiti
237.566 minori (0-18 anni) che rappresentano il 19.82 % del totale
complessivo della popolazione (pari a 1.198.193). La
fascia d'età compresa tra i 6 e i 12 anni include il 37% della
popolazione giovanile, a seguire le classi 13-18 (33%), 0-3 (20%) e 4-5
(10%). I Comuni più
giovani (quelli con maggiore presenza di popolazione minorile) sono:
Guidonia (14.704), Tivoli (10.167), Pomezia (10.060), Formello (10.012),
Velletri (9.882), Civitavecchia (9.150), Anzio (8.490) e Nettuno
(8.144). Per quanto
riguarda il tasso di natalità, i Comuni con una più alta popolazione
compresa tra i 0-3 anni sono: Guidonia (3.122), Pomezia (2.204),
Fiumicino (2.183) e Tivoli (2.030). Come si può osservare, si tratta di
Comuni con più di 45.000 residenti.
www.provincia.roma.it
ZOOM:
REGIONE
LAZIO PER I GIOVANI
La
Regione Lazio, in attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione, in
conformità a quanto previsto dall'articolo 45 dello Statuto, nel
rispetto degli indirizzi contenuti nei propri strumenti di
programmazione e delle finalità istituzionali, promuove, favorisce e
sostiene, attraverso la Legge Regionale 7 giugno 1999 n.6 , le comunità
giovanili quali strumenti di crescita culturale e sociale della
popolazione giovanile, riconoscendo alle stesse il ruolo di promozione e
di promozione e di integrazione sociale.
Le
comunità giovanili sono aperte a tutti gli studenti delle scuole medie
e superiori, gli studenti universitari e ai giovani fino a trenta anni
di età senza alcuna discriminazione politica, culturale, religiosa,
etica e sociale.
La
comunità giovanile è l'insieme di persone aggregate stabilmente che
non abbiano fini di lucro e che perseguono le finalità di cui al comma
l attraverso: a) l'organizzazione della vita associativa come esperienza
comunitaria, al fine di favorire la maturazione e la consapevolezza
della personalità nel rispetto degli altri; b) l'educazione all'impegno
sociale, civile, alla partecipazione e alle conoscenze culturali; c) lo
svolgimento di attività sportive, ricreative, sociali, didattiche,
ambientali, culturali, turistiche, agricole, artigianali, artistiche e
di formazione professionale.
Chi
le può promuovere: enti pubblici, singoli o associati; enti,
associazioni, consorzi di associazioni ed organismi privati comunque
denominati, nei cui statuti siano previste le finalità sopraindicate;
autogestioni (ovvero le comunità giovanili medesime) il cui
funzionamento è attuato attraverso un regolamento proposto all'atto
della presentazione della domanda di finanziamento.
I
benefici consistono in:
-
A)
contributi per iniziative concernenti direttamente il perseguimento
delle finalità previste dall'art. 82 della L.R. n. 6 /99 o per
interventi di recupero, riadattamento e sistemazione di edifici e
strutture pubbliche e private, da destinarsi a sede di comunità
giovanili.
-
B)
nella concessione dell'uso a titolo gratuito di immobili di proprietà
regionale vincolato all'autorecupero, da destinarsi a sede di
comunità giovanili o comunque al perseguimento delle finalità
previste dall'art. 82 della L.R. n. 6 /99.
Modalità
per accedere ai benefici
Per
accedere ai benefici per l'esercizio finanziario 2002/2003/2004 i
soggetti interessati devono inoltrare entro il 30 giugno di ogni anno, a
pena di inammissibilità, apposita domanda, corredata dalla
documentazione richiesta, indirizzata alla Regione Lazio - Assessorato
agli Affari Istituzionali ed Enti Locali - Via Rosa Raimondi Garibaldi,
7 00145 Roma mediante una delle seguenti modalità:dizione con
raccomandata con avviso di ricevimento; in tale caso fa fede la data
risultante dal timbro apposto dall'ufficio postale accettante; o
consegnata a mano al servizio "Spedizione" - Accettazione
della Regione Lazio dal lunedì al venerdì, 8.00 alle ore 14.00. Sulla
busta contenente la domanda dovrà essere apposto il seguente
riferimento: "Domande ex art.82 legge regionale n.6/1999 - Comunità
giovanili".
Contenuto
della domanda e documentazione
La
domanda, sottoscritta dal rappresentante legale, deve contenere: dati
anagrafici e fiscali del richiedente e deve essere corredata dalla
seguente documentazione:
-
a)
copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto
-
b)
copia del bilancio e relazione consuntiva dell'organo di
amministrazione o del rappresentante legale per l'ultimo esercizio
finanziario, qualora operino da almeno un anno alla data di
presentazione della domanda;
-
c)
regolamento del funzionamento delle comunità giovanili redatto per
atto pubblico il quale deve prevedere, tra l'altro:
-
1)
l'assenza di fini di lucro;
-
2)
il perseguimento degli obiettivi ;
-
3)
l'elettività delle cariche comunitarie e gratuità delle stesse;
-
4)
i criteri di ammissione alla comunità, nel rispetto di quanto
previsto dall'articolo 82, comma 2, della legge 6/1999;
-
5)
l'obbligo di formazione del bilancio annuale, dal quale devono
risultare i beni, i contribuiti ed i lasciti ricevuti;
-
6)
le modalità di approvazione del bilancio da parte della comunità;
-
7)
le modalità di scioglimento della comunità;
-
8)
l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di
scioglimento, a fini di utilità sociale
-
9)
l'individuazione del rappresentate legale;
-
d)
relazione illustrativa sull'attività eventualmente già svolta per
il perseguimento degli obiettivi;
-
e)
progetto dettagliato delle iniziative e degli interventi, con
l'indicazione dei mezzi ritenuti necessari ed il preventivo delle
relative spese, nel caso di richiesta di contributi per il
finanziamento;
-
f)
reazione sull'utilizzazione dell'immobile che si chiede in uso e
dichiarazione d'impegno a recuperare l'immobile stesso, nel caso di
richiesta di concessione di immobili;
-
g)
dichiarazione di non avere ricevuto benefici regionali ad analogo
titolo.
Qualora
i progetti abbiano carattere pluriennale, con durata massima triennale,
devono essere descritte, per ciascun anno, le diverse fasi di
realizzazione con l'indicazione delle relative spese. In caso di
irregolarità o errori formali della domanda o della relativa
documentazione, è ammessa la regolarizzazione o la rettifica. La
Regione si riserva di richiedere altra documentazione oltre a quella
indicata qualora lo ritenga utile ai fini dell'esame delle domande.
www.regione.lazio.it
ZOOM: ROMA
CITTA' DEL CUORE

"Non
più Soli" - Teleassistenza per gli anziani - Una nuova rete
sperimentale di telecardiologia. Comune
di Roma. Assessorato Politiche Sociali e promozione della Salute.
30 Aprile
2003: presentato in Campidoglio, dal Sindaco Walter Veltroni e
dall'Assessore alle Politiche Sociali e della Salute Raffaela Milano, il
primo piano intergrato per lo sviluppo di una rete di telecardiolgia a
Roma. Il progetto, sviluppato assieme ai Dipartimenti di Cardiologia
"La Sapienza", "Tor Vergata", "S.
Giovanni" e "S. Filippo Neri") prevede un investimento,
da parte dell'amministrazione comunale, di circa 510.000 euro per il
prossimo anno.
L'obiettivo
è quello di assistere circa 500 persone nell'arco dei 12 mesi,
permettendo loro di evitare l'ospedalizzazione e di rientrare nella
propria abitazione con la garanzia di essere seguiti e monitorati dai
medici del proprio ospedale in ogni momento della giornata. A casa dei
pazienti (scelti dagli ospedali in base al quadro clinico ma
privilegiando gli anziani soli e le persone con difficoltà a muoversi
dal proprio domicilio) verranno installati una telecamera ad alta
definizione collegata al televisore, un apparecchio telefonico collegato
ad una linea Isdn, ed apparati per la telemedicina variabili a seconda
della situazione clinica (sensori per la rilevazione
dell'elettrocardiogramma, dell'ossimetria, della pressione, per
l'auscultazione del torace, per la defibrillazione semi automatica,
etc.). Il paziente potrà in ogni momento chiamare per telefono il
proprio reparto ospedaliero di cardiologia per sottoporsi agli esami,
che saranno trasmessi via telefono ed analizzati dal medico in tempo
reale.
Cosa
s'intende per telecardiologia: le malattie cardiovascolari e, in
particolare, le cardiopatie croniche sono caratterizzate da un forte
potenziale invalidante e impongono di conseguenza un'assistenza
continuativa verso i pazienti affetti da queste patologie. Sono
indicate, dai dati provenienti dai sistemi sanitari di diversi paesi,
come la principale causa di mortalità nella popolazione adulta. Gli
stessi dati sui ricoveri ospedalie-ri in Italia, individuano nelle
malattie cardiache una delle più comuni cause di ricovero dei pazienti
di età superiore ai 65 anni. Negli ultimi anni sono stati conseguiti
importanti progressi nel trattamento delle malattie cardiache grazie
prevalentemente al miglioramento dell'efficacia delle cure somministrate
e al ricorso alle moderne tecnologie telematiche; quest'ultime hanno
permesso di sviluppare modelli assistenziali innovativi, che riducono
sensibilmente i tempi di intervento sui pazienti, altrimenti costretti
ad una prolungata ospedalizzazione. L'utilizzo della telemedicina nella
cardiologia moderna, infatti, consente di creare una rete in grado di
assistere il paziente cronico direttamente a casa propria, collegandolo
con l'ospedale e con il medico di famiglia garantendo così continuità
e personalizzazione delle cure. Per
ulteriori informazioni: Comune di Roma. Assessorato Politiche Sociali:
Tel 06 67105156/7.
ARTS: AROMATICA

MINISTERO
PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - Direzione
Generale per i Beni Archeologici - Nell'ambito
della V Settimana della Cultura 2003 (5-11 maggio). AROMATICA:
Essenze, profumi e
spezie tra Oriente e Occidente. Un'occasione
unica per ammirare oggetti preziosi e curiosi, selezionati dalle più
prestigiose collezioni museali, molti dei quali mai esposti, che
documentano l'uso di essenze, profumi e aromi tra sacro e profano,
attraverso un arco di tempo che va dal IV millennio a.C. ai nostri
giorni, rimandando a civiltà e culture tra Oriente e Occidente,
quali il Vicino e Medio Oriente Antico, Grecia, Etruria, Roma imperiale,
Islam, India, Cina, Giappone, Sud Est Asiatico, Africa, America
precolombiana.

L'esposizione,
si struttura in tre percorsi specifici tra loro complementari: ai
visitatori è offerta nel primo percorso la possibilità di riconoscere
essenze e profumi attraverso numerosi punti olfattivi, accessibili anche
ai non vedenti, e accostati alle vetrine degli oggetti. In particolare,
si segnalano le formule riprodotte con l'aiuto della creatrice di
profumi sulla base di ricette raccolte dai testi antichi: il kyphi,
profumo egiziano; l'olio per la sacra unzione ricordato dai testi
biblici; il pregiatissimo unguentum parthicum, il profumo creato per i
re dei Parti; il profumo di rosa, molto usato nel mondo romano; l'acqua
di fior d'arancio, uno dei più raffinati profumi del mondo islamico;
una miscela di incensi usata un tempo in Giappone per un vero e
proprio gioco di abilità olfattiva, fino ad arrivare a due fragranze
contemporanee, una di ispirazione occidentale ed una orientale. Per
quanto riguarda gli aromi, segnaliamo un'interessante ricostruzione
della storia dell'aroma del caffè e una nota sul cacao nell'America
precolombiana. Il secondo percorso documenta le principali piante
aromatiche, la loro diffusione ed il loro uso a scopo farmaceutico e
terapeutico. In un pannello botanico appositamente allestito verranno
esposte piante odorose autoctone, dove l'essenza è localizzata di
solito in peli ghiandolari della superficie delle foglie o dei fiori e
verrà ampiamente illustrato l'uso razionale degli olii essenziali, i
cui usi sono molteplici, da quelli aromatizzanti e alimentari a quello
dell'industria dei profumi, tutta basata sulla fissazione degli odori
naturali. Il terzo percorso consiste nell'esposizione di una curiosa
collezione di spezie e aromi africana, di epoca coloniale.
Approfondimenti diversi e diversi ambiti disciplinari: la storia antica,
l'archeologia, la bioarcheologia, la storia dell'arte, l'antropologia,
l'etnologia, l'orientalistica, l'indologia, l'islamistica, la botanica,
la chimica, la storia della farmacia, l'erboristeria, la profumeria.
Dal 7
Maggio all'8 Luglio 2003, Museo Nazionale d'Arte Orientale, Via Merulana
248 (Roma). Orari: 9-14; 9-13 festivi; 9-13 ; 9-19 martedì e giovedì;
chiuso il primo e il terzo lunedì del mese.
ARTS: LA
FATICA DELLE DONNE

Mostra
fotografica di Paolo del Papa sulla condizione femminile nel mondo che
si avvale di immagini esclusive, originali, di alta intensità
cromatica, di forte impatto emotivo, raccolte in tutti gli angoli del
pianeta. Uno spaccato di vita femminile agli albori del terzo millennio,
in un'affascinante compresenza di colori, contrasti, volti e paesaggi
dove lo scorrere delle sensazioni è una questione di spazio, ma anche
di tempo.
La fatica
delle donne è quella che si fa per lavorare, per sollevare pesi, per
conciliare tempi di vita frenetici, responsabilità gravose. E' la
fatica che si fa per resistere a discriminazioni, umiliazioni e torture,
per curare persone anziane e malate, per mettere insieme quello che
serve a fare la spesa, per crescere i figli, per difendere e ricostruire
gruppi familiari e sociali dilaniati dai conflitti. Alcune immagini di
questa mostra-evento lasciano capire come, oltre la sofferenza, dentro
questa fatica ci siano la voglia di arrivare a un obiettivo, la curiosità,
la tenerezza, il desiderio di essere graziose, l'allegria, l'amore, la
capacità di guidare altre persone verso giornate migliori. Il Comune di
Roma - Assessorato alle Pari Opportunità propone alla cittadinanza
questo percorso di riflessione fatto di splendide fotografie, ma anche
di parole poetiche e di musica, in un momento in cui una drammatica
attualità ci obbliga, non solo ad esprimere un'opinione, ma ad
assumerci delle responsabilità individuali e comuni.
Paolo Del
Papa può essere definito un reporter di pace, un fotografo del
quotidiano, della vita di tutti i giorni, che è sempre eccezionale! Un
fotografo che riesce a rubare un attimo, uno sguardo, un gesto, che
riesce a mettere in posa una bambina, sulle orme di un carrarmato appena
passato davanti al suo campo profughi. Paolo Del Papa è un fotografo
del coraggio, il coraggio di descrivere il mondo con la sua voglia di
normalità, con il suo diritto alla differenza.
In questa
mostra che copre oltre vent'anni di attività e molti viaggi, alcuni fra
popolazioni mai raggiunte prima, si scopre il mondo: un mondo diverso da
quello che immaginiamo, un mondo ancora non omologato, un mondo vivo, un
mondo che purtroppo sta sparendo.
Dal 6 al
31 Maggio 2003, al Teatro India (Lungotevere dei Papareschi). Ingresso
gratuito.
ARTS: SAN
PIETROBURGO E L'ITALIA. 1750-1850

"In
fondo emergeva lentamente, tra l'acqua lattiginosa e il cielo
madreperlaceo, cinto della sua corona murale merlata di torricelle, il
magnifico profilo di San Pietroburgo, i cui toni d'ametista separavano
con una linea di demarcazione quelle due pallide immensità. L'oro
scintillava in pagliuzze e aghi su quel diadema, il più ricco, il più
bello che abbia mai portato la fronte d'una città. Nulla era più
splendido di quella città d'oro sull'orizzonte d'argento, dove la sera
aveva i colori dell'alba. Una luce scintillante ma fredda cadeva dal
cielo chiaro; era un azzurro boreale, polare per così dire, con
sfumature di latte, di opale, d'acciaio. Sotto questa volta lattiginosa
l'immensa mappa del golfo si tingeva di colori indescrivibili. Ora erano
dei bianchi di madreperla, ora dei grigi d'una finezza incredibile, più
in là dei blu opachi come lame di damasco, o ancora riflessi
iridati" (Théophile Gautier, 1866).

La mostra
"San Pietroburgo e l'Italia. 1750-1850" ospitata dal 29 aprile
all'8 giugno 2003 nelle sale del Complesso del Vittoriano nasce in
occasione del 300° anniversario della fondazione di questa "città
astratta e premeditata" come la definì Dostoevskij, con
l'obiettivo di offrire una visione della creativa presenza dell'Italia
nella storia di questo luogo incantato attraverso oltre cento opere tra
oli, acquarelli e disegni provenienti dall'Hermitage, dal Museo della
Storia della Città, dal Museo Russo, dal Museo dell'Accademia delle
Arti di San Pietroburgo raramente esposte all'estero. Promossa
dalla Provincia di Roma - Presidenza della Giunta, Assessorato alla
Cultura e Politiche Giovanili, Fondazione Roma Europa e dall'Ambasciata
della Federazione Russa in Italia, la Mostra si avvale del patrocinio
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero per
gli Affari Esteri. Il
percorso della mostra "San Pietroburgo e l'Italia. 1750-1850"
si snoda attraverso quattro sezioni: la prima riguarda gli architetti
italiani; una seconda sezione è costituita da pittori italiani operanti
in Russia; la terza è dedicata ai nostri scenografi; la quarte mostra
tele di artisti italiani presenti nelle collezioni russe dell'epoca.
Complesso
del Vittoriano: Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali, Roma). Da
Martedì 29 Aprile 2003 a Domenica 8 Giugno 2003. Orario: dal lunedì al
giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 -
20.30. Costo del biglietto: euro 8.50 intero; euro 6.00 ridotto. Per
informazioni: tel. 06 6780664.
ARTS:
HIMALAYA.
LE PORTE DEL CIELO

Una mostra
dedicata agli oggetti artistici e cerimoniali provenienti dalle regioni
himalayane, reperti legati allo sciamanesimo nepalese, un viaggio
fotografico fino al lago di Gosaikunda. L'Himalaya,
terra dove tradizioni, arti, etnie e paesaggi si fondono in un mosaico
di culture, stili di vita e religioni, è il teatro di un viaggio, quasi
un pellegrinaggio per raggiungere il luogo del raduno annuale degli
sciamani Jakhri. Dalle jungle del Terai alle vette montane, un percorso
attraverso scenari dove lo sciamanesimo si intreccia con il buddhismo
tibetano e l'induismo, dando vita a riti e cerimonie propizie al
benessere individuale e della comunità. Un
tema, quello dello sciamanesimo, raramente toccato fino a questo momento
per la difficoltà di immergersi in una dimensione dove tutte le risorse
culturali ed umane sono coinvolte, viene ora,in parte, svelato grazie a
Yaky e Zhambala Collection. L'allestimento,
nelle affascinanti stanze dello storico negozio Yaky, adiacente al
Portico d'Ottavia, ricreerà un'immagine di quella dimensione visionaria
ed extrasensoriale dove solo lo sciamano può accedere, identificandosi
con gli spiriti che si manifestano attraverso di lui. Gli oggetti
esposti, pregevoli dal punto di vista artistico e ricchi di valore
simbolico, tracceranno la percezione di come ogni elemento sia imbevuto
di spirito vitale e di come il fine ultimo del rituale sia il
riconnettersi con l'assoluto che si manifesta in ogni forma della
natura.
Sede:
"Spazio Yaky", Via Santa Maria del Pianto 55 (Roma). Fino al 2
Giugno 2003. Ingresso libero. Con il patrocinio e il finanziamento della
Regione Lazio.
Himalaya:
il sistema montoso più alto al mondo, con cime che superano gli 8000
metri di altitudine. E' il risultato della collisione di due zolle
continentali, indiana ed asiatica, inizialmente unite, che 200 milioni
di anni fa circa, si sono separate per la formazione di un rift. La
zolla indiana quindi, spinta dai movimenti dell'astenosfere, muovendosi
in rotazione verso nord-est, in direzione della costa meridionale
dell'Asia antica, dopo uno spostamento di diversi milioni di anni (circa
40-50 milioni di anni fa), è entrata in collisione con il continente
asiatico e, nell'enorme impatto, si è incuneata sotto l'Eurasia per
circa 2.000 km, provando il sollevamento e il corrugamento sia della
zolla asiatica che dei fondali marini. Montagne che arrivano fino a
8.848 metri (Sagarmatha, Everest); e 8 dei 14 "ottomila" del
mondo che si trovano in cinque zone diverse del Nepal: il massiccio del
Kanchenjunga, il massicio del Khumbu (Sagarmatha, Lhotse, Cho Oyu) e
Makalu, quello del Manaslu, del Annapurna e del Dhaulagiri. Evoluzioni
millenarie; e i segni che permangono, quali fiumi (es. il Karnali, da
nord a sud), che formano strutture simili a piccoli arcipelaghi e acque
termali (Tato Pani).
ARTS: RITRATTO
DI VENEZIA

Ritratto
di Venezia: Fotografie di Ingrid von Kruse. Con
i suoi ritratti Ingrid von Kruse, nata ad Amburgo nel 1935, ha ottenuto
fama internazionale. Ha fotografato personalità come Michail Gorbaciov
e Willy Brandt, Karl Popper, Federico Fellini e Peter Stein. Dal 1985 le
sue opere sono esposte nei musei tedeschi e all'estero.
L'artista
ha con Venezia un rapporto speciale. Nell'arco di dodici anni Ingrid von
Kruse ha visitato più volte Venezia, fotografando luoghi e persone. Il
risultato del suo personalissimo confronto con la Serenissima è
contenuto nel volume Venedig - Stimmen zwischen Stein und Meer (Hirmer
Verlag München), pubblicato nel 1996. Le intense fotografie in bianco e
nero sono accompagnate da lettere immaginarie dell'artista indirizzate a
persone che hanno stimolato o reso possibile il suo lavoro.
Le
immagini di Ingrid von Kruse si distinguono dalla grande massa delle
tipiche raffigurazioni di Venezia: non sono le classiche vedute da
cartolina di Piazza San Marco o il Ponte dei Sospiri - sono magistrali
ritratti e nature morte che emozionano, soprattutto per l'attenzione ai
dettagli. La testa del cavallo di pietra, il gioco di ombre sulla scala,
il pescivendolo sornione o un Massimo Cacciari pensieroso: le istantanee
di Ingrid von Kruse sono dense di simboli e costituiscono, tutte
insieme, una sorta di natura morta che non si limita a significare
Venezia, ma che getta una luce completamente nuova su questa città. Con
fotografie per la prima volta in mostra.
14 maggio
- 14 settembre 2003, Casa di Goethe: Via del Corso 18 - 00186 Roma. Tel.
06 32650412. Orario
di apertura: 10.00 - 18.00. Chiuso il lunedì. Ingresso
euro 3,00, ridotto euro 2,00.
www.casadigoethe.it
CINEMA:
IN BIANCO E NERO

Il neonato
cinema, inizia a diventare grande nel primo decennio del novecento.
Inghilterra, Germania, Francia, Russia e Stati Uniti, sono i luoghi
fisici e culturali principali protagonisti. E prima dell'esplosione di
Hollywood negli anni '40 e '50 la migliore produzione era russa ma
soprattutto tedesca. Un cinema caratterizzato dal bianco e nero e
dall'arte del mimo (prima dell'evoluzione del sonoro), avente tre
tematiche principali: politica, comica ed horror. Cinema
Politico: "Ottobre", "La corazzata Potemkin" e
"Alexander Nevsky" (URSS) e soprattutto il capolavoro di
fantascienza sociale "Metropolis" (Germania, '26) di Frizt
Lang. Cinema
Horror: "Nosferatu il vampiro" (Germania, '22) di Friedrich
Murnau, "Frankeinstein" di James Whale (USA, '31), "Dracula
Primo" di Tod Browning (USA, '31) (in cui spicca un grandissimo e
storico Bela Lugosi), "Freaks" anch'esso di Browning (USA,
'32), "La mummia" di Karl Freund (USA, '34), "King
Kong" di M. C. Cooper e E. B. Schoedsack (USA, '33). Cinema
Comico: Charlie Chaplin, i fratelli Marx, e la coppia Oliver & Hardy
(Stanlio e Ollio), i maestri assoluti. Poi
un idolo: Rodolfo Valentino (scomparso precocemente nel 1926); il
suo più importante film è stato forse proprio l'ultimo: "Il
figlio dello sceicco". Negli
anni '30 il cinema diventa arte di fruizione, passione e gusto di massa.
E parallelamente la scienza cinematografica si evolve.

E, verso
gli anni '40, due i passi fondamentali: il perfezionamento dei metodi di
accostamento del sonoro alle immagini il sonoro; e il
"technicolor". Anche se la tecnica splendida ed originaria del
bianco e nero rimase comunque radicata. Tra
le prime pellicole con queste nuove caratteristiche, due opere
fondamentali, ora classiche, ma allora dunque rivoluzionarie:
"Biancaneve e i sette nani" (il primo lungometraggio animato -
Walt Disney, 1937) e "Via col vento" (Victor Fleming, 1939). E
tanti capolavori: "Viale del tramonto" (USA, '50), di Billy
Wilder; "Casablanca", di M. Curtiz (USA, '42); "Eva
contro Eva" (con Bette Davis e Anne Baxter - USA, '50);
"Cantando sotto la pioggia", di e con Gene Kelly (USA, '52);
ed i musical di Gene Kelly, Fred Astaire e Ginger Rogers; i gialli di
Alfred Hitchcock; il mito di James Dean; Marlon Brando, Ingrid Bergman,
Marlene Dietrich, Greta Garbo, Ava Garden, Rita Hayworth, Audrey Hepburn,
Grace Kelly, Jack Lemmon, Elizabeth Taylor, Cary Grant, Clarke Gable,
Gary Cooper, James Stewart... E
poi Orson Welles: una enorme inventiva e capacità analitica che gli
permise, per primo, di slegarsi dal sentimentalismo per rendere la
pellicola un mezzo di arte comunicativa d'impatto e di pensiero critico
(es. "Quarto Potere").
FUN: CILIEGIE

Frutto
prelibato, reperibile solo da giugno ad agosto, è ricco di calcio,
fosforo, ferro e Vitamina A e C, e povero di calorie (circa 38 per 100
grammi)
Scelta e
conservazione: si consiglia di acquistare frutti sodi, privi di
ammaccature e con il picciulo di colore verde vivo e intenso.
Conservarle poi in luogo fresco e asciutto, all'interno di un sacchetto
di carta marrone (mai nella plastica). Essendo molto sensibili al
freddo, è sconsigliato tenerle in frigorifero a temperature troppo
basse.
I
picciuoli? Non è assolutamente vero siano tossici. Contengono tannino e
sono ricchi di sali di potassio. Per una bevanda disintossicante e
diuretica, ottima in caso di dieta dimagrante, preparare un infuso con
10 gr. di picciuoli e 1/4 di acqua bollente, al quale aggiungere un
cucchiaino di miele.

Ciliegie
terapeutiche: Diuretiche, lassative, dietetiche, aiutano a ridurre
l'ipertensione e hanno effetti positivi per il sistema cardiovascolare.
I ricercatori della Michigan State University hanno inoltre scoperto che
le ciliegie hanno potere antidolorifico, grazie agli antociani, sali
presenti nel frutto responsabili del loro colore, che avrebbero la
stessa azione analgesica dell'aspirina, senza fastidiosi effetti
collaterali.
Dieta
anticellulite (da fare per un giorno ogni 15, per due mesi complessivi):
un chilo di ciliegie, poi verdura, pane integrale, yogurt. Alimenti
principali da assumere negli altri giorni: broccoli, carciofi, cicoria,
cavolo, mele, prezzemolo, spinaci.
FUN: IL
BALLAR GIOIOSO
Il ballar
gioioso: il Rinascimento e la Festa a Villa Borghese. Canti, balli e
giochi di corte. Dal 12 al 15 giugno 2003, Orario: 17.00-20.00. Piazzale
antistante la Galleria Borghese – Roma. Ingresso gratuito. L'iniziativa
è realizzata grazie al sostegno della Provincia di Roma.

Un gruppo
di musici e danzatori in costumi rinascimentali e con strumenti d'epoca
(flauti, ghironda, flauto e tamburo, spinetta, zampogna, liuto,
chitarrino, chitarra moresca) propone festose musiche e danze
provenienti dai libri "da sonar sopra ogni sorte de istromenti",
ovvero brani destinati al divertimento nelle corti del Rinascimento
italiano. Per ricreare, anche se deformate dai secoli, le atmosfere
delle antiche feste romane all'aperto e quindi le emozioni che fecero
così grande la nostra storia, sempre con l'obiettivo di "fare
festa". Un "Professore di ballare" propone balli
castellani, antichi giochi e danze popolari coinvolgendo il pubblico di
ogni età in divertenti animazioni di gruppo. La
manifestazione-esibizione ha anche uno scopo istruttivo per i bambini:
la danza sociale, sotto forma di gioco, è stimolo al movimento, al
controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni, e genera azioni
che si svolgono nello spazio, oltre che nel tempo. La scoperta ed il
perfezionamento delle proprie altitudini motorie permette ai ragazzi dì
sviluppare attenzione, concentrazione e senso del ritmo, liberandoli da
inibizioni e condizionamenti e stabilendo nel contempo dei rapporti
interpersonali corretti e piacevoli.
MUSIC:
NINFA...
TOP SENSATION

Per il
lussurioso non c'è altro che carne, e solo questa è l'oggetto del suo
amore. La "carne" di cui trattasi è il "frutto" della collaborazione
artistica di alcune tra le menti più fertili in circolazione nell'ambito
musicale indipendente della penisola, che comprende i nomi tra i più
disparati provenienti da vari settori della musica underground, ma non
solo. L'alchimia sonora e l'eclettismo trasudano copiosi dalle tracce di
"Et Pourquoi Pas?" cd single intitolato a Ninfa, singolo apripista che
anticipa l'uscita imminente - si parla della prossima estate - dell'album
vero e proprio "Top Sensation", cantato e suonato anche dai vari Neffa,
Sam e Julian dei Feel Good Production, Matteo Agostinelli degli Yuppie
Flu, Georgeann dei Delta V e molti altri, il tutto affidato alla
produzione di Ohm Guru affiancato da Massimo Greco, Roberto Mantovani,
Roberto Vernetti e dalla stessa Ninfa.

A
ricordarci del recente passato di Ninfa - trascorsi da deejay, da
selezionatrice di hits, musicista con gli "Sciacalli", "Avvoltoi", "Semismart"
- questo godibile, freschissimo mod-shake in stile "bardottiano",
traccia alquanto smodata/agitata sostenuta da un cantato ironico che
strizza l'occhio al più poliedrico dei party sound, sbracato e
scatenato come una sbronza architettata per ammaliare la vittima di
turno. I riferimenti che saltano agli occhi sono molteplici; come
le sensazioni che continuano a travolgenti, ascolto dopo ascolto. Altre
suggestioni, altre fascinazioni, si fanno largo con l'incedere ipnotico
di "Garden Of Delight", strumentale sperimentalismo che fonde in giuste
dosi esotismo, downtempo e reminescenze pop dell'età dello Spazio.
Musica impossibile da catalogare e da circoscrivere in definizioni che
la priverebbero della sua plusvalenza destabilizzante… ballate questo
disco, scompostamente, animatamente, fatevelo scorrere fin sotto la
pelle, magari sorseggiando il vostro drink tropicale preferito, poi
mixatelo con una compilation della Blaxploitation o dateci dentro con la
colonna sonora di un qualsiasi film di Quentin Tarantino. Che aspettate
a divenire… ninfomaniaci?
Ninfa "Et
Pourquoi Pas?" (One Eyed Fish/Emi Music Italy)
www.ninfa.net
VISION: VILLA
SCIARRA

Villa
Sciarra, una delle più piccole ville di Roma, comprende nei suoi 7.500
ettari una flora molto rigogliosa e ricca: Magnolie, Cedri, Palme delle
Canarie e Palme nane, Cipressi e Lauri; d'altronde proprio qui
sorgevano, ai tempi della antica Roma, gli "Horti di Cesare", che dalle
alture di Monteverde scendevano fino al Tevere. L'entrata principale
della Villa è su Via Calandrelli 23, nei pressi del Gianicolo. Il suo
iter storico parla di diversi passaggi di proprietà; fino all'acquisto,
agli inizi del '900, da parte di un diplomatico americano, George Wurth,
che investì molte ricchezze per trasformarla nella forma attuale e per
arricchirla a livello botanico. A quell'epoca la Villa era meglio
conosciuta come la "Villa dai Pavoni Bianchi" per l'ampia voliera fatta
costruire dallo stesso Wurth per l'allevamento dei volatili.
Immediatamente dopo l'entrata del cancello, sulla sinistra, si può
ammirare una fontana decorata con motivi rupestri, tema spesso
utilizzato per le statue della villa con ninfe, satiri e personaggi
mitologici, forse perché in età arcaica sul luogo dove oggi sorge la
villa vi fosse un bosco sacro dedicato alla ninfa Furrina, protettrice
delle acque. Diversi sono i punti suggestivi della villa, dalla
cosiddetta montagnola situata in fondo al viale principale poco prima
dell'edificio, oggi sede dell'Istituto di Cultura Germanica, al
chioschetto dei glicini collocato proprio in cima alla montagnola vicino
il tempietto circolare con una bellissima cupola in ferro battuto; e poi
tre importanti opere come le fontane dei Putti e della Tartaruga o la
statua della Astrologia.

Nome:
Villa Sciarra. Localizzazione:
nei pressi del Gianicolo. Superficie:
mq 7.500. Datazione:
intorno al 1902. Orario
di apertura: dall'alba al tramonto. Ingresso
principale: Via Calandrelli 23.
VISION: PETROLINI
Dalle
macchiette a Molière... IL
PERCORSO DI UN COMICO. Mostra
dei documenti dell'Archivio Petrolini. SIAE,
Biblioteca e Raccolta Teatrale del Burcardo; Via del Sudario, 44 (a
fianco del Teatro Argentina). Dall'11 Aprile al 31 Maggio 2003. Orari:
tutti i giorni 9-13, martedì e giovedì 14.30-17. Prenotazione visite
guidate: 06 6819471. Ingresso libero.

La figura
di Ettore Petrolini rappresenta in modo emblematico le vicende del
teatro di varietà dei primi decenni del Novecento. Riassumendo in sé
l'attore e l'autore, Petrolini inventò un repertorio ed una maniera che
hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento.
Nato nel 1884 a
Roma, nella storica Via Giulia, Petrolini fu dominato fin dall'infanzia
dall'amore per il teatro. I suoi esordi, all'inizio del secolo, furono
caratterizzati dalla creazione di macchiette e parodie dissacranti che
suscitarono l'entusiasmo dei Futuristi. Più tardi, si volse alla
rielaborazione di opere più impegnative, fino al Medico per forza di
Molière, per approdare infine alla scrittura di commedie nuove e
complesse come Chicchignola, del 1930. Oggi
è possibile ripercorrere le tappe della sua vicenda artistica grazie
alla documentazione che Petrolini stesso raccolse durante la sua breve
esistenza (morì a soli cinquantadue anni), con una cura ed una
lungimiranza insolite per un uomo di spettacolo, e che forse trovano una
spiegazione nel suo timore d'essere dimenticato - come accade spesso
agli attori dei quali, dopo la scomparsa, nulla resta - timore espresso
nel suo ultimo libro, Un po' per celia e un po' per non morire,
pubblicato poco prima della morte. Molti
documenti erano stati da lui raccolti ed utilizzati per i suoi libri,
come Abbasso Petrolini (1922), una selezione delle critiche che lo
riguardavano, e l'autobiografia Modestia a parte (1932). I libri,
infatti, gli sembravano offrire una garanzia d'immortalità, molto più
durevole del semplice ricordo degli spettatori affezionati. Dopo
la sua scomparsa, gli eredi di Ettore Petrolini si trovarono in possesso
di un importante archivio, ricco di testimonianze che illustravano la
vivacità del teatro di varietà nei primi decenni del Novecento, una
documentazione insolitamente approfondita per un genere di teatro
considerato "minore", quindi effimero e destinato a lasciare
poche tracce dietro di sé. Già
nel giugno del 1939, la Biblioteca e Raccolta teatrale della SIAE, si
era arricchita di un primo importante fondo di testimonianze delle
vicende artistiche di Ettore Petrolini, donato dai figli dell'attore.
Nel 2001 l'Associazione Culturale Ettore Petrolini ha donato l'intero
archivio alla Biblioteca e Raccolta Teatrale della SIAE, un'istituzione
che, sin dall'apertura al pubblico nel 1932, custodisce un patrimonio di
grandissimo valore, per la consistenza, la ricchezza e la vastità della
documentazione a disposizione degli appassionati di teatro. La
Biblioteca e Raccolta teatrale del Burcardo ha voluto celebrare questo
importante avvenimento con una mostra dedicata ad Ettore Petrolini che
si è inaugurata il 10 aprile, presentando al pubblico almeno i
documenti più significativi dell'Archivio, che è oggi aperto alla
consultazione di studiosi ed appassionati. Mario Scaccia, intervenuto
all'inaugurazione della mostra, ha dichiarato di amare in modo viscerale
Petrolini, così come Molière, confessando di trovare non poche
analogie fra i due autori. Al Burcardo hanno presentato la mostra anche
Enrico Vaime, che ha sottolineato la genialità e l'internazionalità di
Petrolini la cui fama è ancora viva in Francia e in America, il
giornalista Nicola Fano, la professoressa Anna Maria Calò,
dell'Associazione Culturale Ettore Petrolini e Maria Teresa Iovinelli,
responsabile della Biblioteca del Burcardo. La
mostra si articola in un percorso cronologico-tematico, che segue le
tappe salienti della vita e della carriera artistica di Ettore Petrolini,
dalla nascita nel 1884 nella romanissima via Giulia. Si ricostruiscono
così, con foto d'epoca e documenti originali - contratti, locandine,
scritti autografi - gli esordi nei teatrini di provincia e nei café-chantant,
le tournée americane degli anni 1907-1912 e quelle in Europa e in Nord
Africa degli Trenta, e soprattutto la progressiva formazione del
repertorio petroliniano, dalle macchiette alle riviste, alle commedie
della maturità. Foto con dedica e lettere provenienti dall'archivio
sottolineano i rapporti di stima e collaborazione con i Futuristi e con
i molti autori italiani - Fausto Maria Martini, Ugo Ojetti, Gino Rocca,
Augusto Novelli, Alfredo Testoni, Roberto Bracco, solo per citare
qualche nome - di cui portò sulle scene le commedie, adattate
alla sua personalissima comicità, sempre con grande successo. Anche
le prove cinematografiche di Petrolini sono ampiamente documentate, con
immagini esclusive provenienti dall'archivio fotografico, che mostrano
fotogrammi, oltre che dei film più noti come Nerone e il Medico per
forza, anche del primo film interpretato da Petrolini nel 1919 (ancora
ai tempi del cinema muto), Mentre il pubblico ride, trasposizione
cinematografica del suo atto unico Radioscopia di un duetto scritto in
collaborazione col futurista Cangiullo. Numerosi
gli accessori di scena esposti nella mostra: le parrucche di Sganarello
nel Medico per forza e dell'Illusionista, il cappello e i salamini
dell'omonima macchietta, il cilindro, i guanti e il bastone di Gastone,
oltre ai costumi di Faust per Oh Margherita, di Nerone e di Fortunello. Sono
esposti anche l'intera serie dei manifesti realizzati da Mario Pozzati
che ritraggono Petrolini nelle sue più celebri interpretazioni, alcuni
quadri realizzati dal pittore Ghiglia, manifesti e caricature di Onorato
e di altri celebri disegnatori.
Ettore
Petrolini masce a Roma il 13 Gennaio 1884 nella casa paterna di Via del
Granchio; figlio di un fabbro, fu un comico attore-autore, dotato di
straordinario estro scenico. Già dal 1903 intraprende la carriera di
chansonnier e macchiettista nei caffè-concerto, passando dalle sale di
second'ordine ai teatri più eleganti. E' il padre di indimenticabili
macchiette romanesche (Gastone, Giggi er Bullo, Er sor Capanna,
Fortunello), di testi celebri (Chicchignola - 1931, Romani de Roma -
1945, Nerone - 1945) e di libri autobiografici (Modestia a parte - 1932,
Un po' per celia un po' per non morire - 1936). Il 29 Giugno 1936 muore
a Roma, nella sua casa di Via Maria Adelaide. Narra la leggenda che, in
punto di morte, vedendo entrare in camera sua un sacerdote con l'olio
santo, esclamò: "Mo' sì che so' fritto...!".
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