ROMA IN TAXI: GIUGNO 2003



IN COPERTINA: ALBERTO SORDI


ZOOM: RE-CUP ON LINE

Il presidente Francesco Storace presenta il nuovo servizio della Regione Lazio. L'assessore all'Informatica Giulio Gargano: dal 19 Maggio 2003, tramite il portale internet www.regione.lazio.it si possono effettuare le prenotazioni sanitarie e la scelta o la revoca del medico di base.

Il Centro unico di prenotazione (Cup) regionale permette di fissare appuntamenti per prestazioni diagnostiche o trattamenti specialistici presso ambulatori pubblici o convenzionati, anche all'interno di strutture ospedaliere. Dopo il successo del Recup telefonico, il centro unico di prenotazione regionale, parte il progetto denominato "Recup" on line, che prevede la federazione di tutti i Cup locali delle Aziende sanitarie locali (Asl) e delle Aziende ospedaliere (Ao) del territorio in un unico Cup centrale. Il Recup garantirà prenotazioni in ogni realtà locale per ognuna delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario regionale e permetterà il monitoraggio di liste e tempi di attesa, producendo un report on line sul grado di efficienza. In questo modo, le strutture deputate al controllo avranno: il quadro aggiornato di tutte le prestazioni effettuate nell'intero ambito territoriale e avranno libero accesso alle informazioni sui tempi delle liste d'attesa e potranno, quindi, intervenire con tempestività, per correggere eventuali disfunzioni. Inoltre,  dal 19 maggio, il Recup permetterà la prenotazione via web della prestazione sia da parte dei medici che delle farmacie. Sostanzialmente, se il medico di base è collegato in rete al portale, può far partire direttamente dal suo studio, la prenotazione per la prestazione sanitaria necessaria al paziente. Un altro servizio importante per l'utente è quello della scelta o revoca del medico di base, attraverso internet. Eliminando il disagio del cittadino a recarsi nelle Asl per la scelta del nuovo medico, sul portale verrà offerto un elenco. Periodicamente aggiornato,  con tutti i medici di base presenti nella regione. L'applicazione delle nuove tecnologie al  settore sanitario ha l'obiettivo di aumentare il grado di soddisfazione dei cittadini, consentendo, al tempo stesso, una notevole riduzione dei costi. Il sistema regionale del servizio telefonico di prenotazione, già permette un risparmio in termini di risorse finanziarie pari a 3,5 milioni di euro l'anno, attraverso la razionalizzazione dei call center operanti nelle Asl e la convergenza dei numeri verdi in un unico centro di prenotazione telefonica regionale. Prossimamente invece, il progetto per le cartelle cliniche informatizzate e per il sistema informativo dell'emergenza. Le cartelle cliniche informatizzate permetteranno la condivisione totale o parziale - in modo sicuro e nel rispetto della privacy - delle informazioni contenute, a cura degli operatori sanitari che "agiscono" sullo stesso paziente, ma appartenenti a strutture diverse. La Regione ha, inoltre, in programma la realizzazione, nel corso del 2003, del fascicolo personale sanitario dei medici di Medicina generale. Utilizzando la banca dati dell'anagrafe degli assistiti, che conterrà le informazione sul paziente raccolte dal medico di famiglia, verranno create cartelle cliniche specialistiche dello stesso paziente che ha ricevuto trattamenti in strutture ospedaliere diverse. Il sistema informativo dell'emergenza riguarda una serie di servizi di ausilio al personale sanitario, che si trova al di fuori delle strutture sanitarie, per esempio in ambulanza, o in visita a domicilio. Il progetto prevede l'integrazione del sistema Gipse (controllo satellitare), con il sistema informativo dei posti letto di ogni struttura ospedaliera del territorio. Il personale paramedico della cosiddetta "Ambulanza informatizzata" attraverso un collegamento satellitare sarà in grado di registrare il paziente al momento della prima assistenza, tagliando tutti i tempi dell'accettazione, e, attraverso l'interrogazione on line del Sistema informativo ospedaliero dei posti letto, decidere quale struttura sanitaria sia la più vicina e attrezzata per il ricovero. Il medico di pronto soccorso avvertito dell'arrivo del paziente sarà in grado di consultare la cartella clinica per una prima diagnosi e ottenere, così, pronto il quadro clinico al momento in cui il ricoverato varcherà la soglia del Dipartimento di emergenza e accettazione. Numero verde del Centro di prenotazione unico telefonico: 800 986868.

PIANO SANITARIO REGIONALE - TRIENNIO 2002-2004

PRINCIPI: EQUITA', CENTRALITA' DELLA PERSONA, PROMOZIONE DELLA SALUTE, QUALITA, TRASPARENZA E ACCESSIBILITA' DEI DATI, SOSTENIBILITA' ECONOMICA        

STRUMENTI: POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITA' DI PREVENZIONE, RIQUALIFICAZIONE DELL'ASSISTENZA OSPEDALIERA, SVILUPPO DELLA RETE DI ASSISTENZA TERRITORIALE, ASSISTENZA FARMACEUTICA, RIABILITAZIONE, MEDICINE NON CONVENZIONALI

Il principio etico che ispira il Piano Sanitario Regionale del triennio 2002-2004 è l'impegno a perseguire un obiettivo ambizioso, ma possibile, e cioè quello di orientare il sistema e l'organizzazione del servizio sanitario verso la copertura del diritto alla salute, affinché ogni cittadino del Lazio possa esprimere la piena potenzialità del proprio essere ed aggiungere tempo e qualità alla propria vita. Questo principio implica lo sviluppo di un sistema sanitario sostenibile che faccia fronte con equità ai bisogni delle persone e delle generazioni a venire. Tenendo conto dei vincoli esistenti e delle risorse disponibili, è necessario adottare una pianificazione a medio e lungo termine ed un diverso modo di operare, improntato alla cooperazione tra il sistema sanitario regionale e le forze sociali presenti nella Regione. Le azioni del sistema dovranno, comunque, esplicarsi in un'ottica di vocazione di servizio verso gli altri, nel rispetto dell'autonomia del paziente e nella valorizzazione della dignità umana di fronte ad ogni situazione della vita.


ZOOM: ALCOL A ROMA

Ricerca realizzata dal "Centro di Riferimento Alcologico Regionale" su commissione dell'Assessorato alle Politiche Sociali e della Salute del Comune di Roma.

  • Bevitori 1.840.588 (maschi 1.029.704, femmine 834.540)

  • Bevitori considerati a rischio 350.588 (maschi 148.177, femmine 198.833)

  • Astemi 815.383 (maschi 226.032, femmine 565.695)

ROMA: CHI SONO I BEVITORI A RISCHIO

  • Persone sole (separati, divorziati, single in età avanzata)

  • Persone con problemi lavorativi (pensionati, casalinghe in età avanzata)

  • Giovani con mancanza di adulto di riferimento

  • Giovani con esempio di forte consumo di alcol in famiglia

  • Persone con stress

I bevitori eccessivi tendono ad essere forti consumatori di tabacco, cannabis, anfetamine. L'uso di amfetamina sembra infatti essere più frequente nei soggetti che consumano quantità eccessive di alcol. Relativamente alla cannabis si può osservare che l'uso di questa sostanza è assai rara nel gruppo dei soggetti astemi, mentre la prevalenza d'uso è certamente più elevata nel gruppo dei bevitori problematici, specie se maschi. I bevitori inoltre, fumano tabacco più frequentemente degli astemi; sono soprattutto le donne (specie se bevitrici problematiche) a fumare più dei maschi.

In sostanza a Roma i maschi bevono moderatamente più delle femmine (che sono più frequentemente astemie). Va, ad ogni modo, fatto rilevare che le donne, se bevitrici, tendono comunque ad eccedere spesso come se non più degli uomini. Tuttavia, i dati indicano anche fortemente la presenza di distinti gruppi a rischio nell'ambito della popolazione che sono rappresentati dai pensionati/e e dalle casalinghe di età più avanzata. Inoltre, sono i separati/divorziati a presentare con maggiore frequenza pattern di consumi alcolici eccessivi.

Per quanto riguarda le famiglie i dati messi in luce dall'indagine sembrano confermare che la presenza di un padre e zii paterni astemi è più frequente nei soggetti astemi a loro volta, mentre, in ambo i sessi, l'uso eccessivo di alcol caratterizza quei gruppi familiari in cui il padre, gli zii ed il nonno paterno consumano quantità eccessive di alcol.

TABELLA DEL CONSUMO

  • Uomo in buono stato di salute: MAX 3 UNITA' ALCOLICHE AL GIORNO

  • Donna in buono stato di salute: MAX 2 UNITA' ALCOLICHE AL GIORNO

  • Anziano in buono stato di salute: MAX 2 UNITA' ALCOLICHE AL GIORNO

  • Anziana in buono stato di salute: MAX 1 UNITA' ALCOLICA AL GIORNO

Numero verde del Centro di riferimento Alcologico Regionale (dal lun. al ven. ore 9.00/13.00): 800 046655.


SHOPPING: CANDELE

La nascita delle candele risale al tempo degli Etruschi, che le costruivano con cera e sego e come stoppino utilizzavano stoppa o giunchi; venivano poste nelle tombe e sugli altari con funzioni religiose e utilizzate nelle abitazioni per illuminare. Le candele di cera d'api erano utilizzate dai ricchi: bruciavano lentamente ed emanavano una piacevole fragranza, ma erano molto costose. Invece le candele di sego (un grasso animale) venivano usate dalle persone più povere: bruciando facevano fumo ed emanavano uno sgradevole odore. All'inizio del 1800 venne scoperta prima la stearina, che sostituì il sego, e poi la paraffina che viene usata tuttora nella fabbricazione delle candele. Ora le candele costituiscono un raffinato complemento d'arredo e creano un'atmosfera incantata e romantica nelle nostre abitazioni, in gel, in cera, scolpite, modellate in forme diverse, dipinte, decorate a découpage, sono diventate un oggetto da regalare agli amici o per creare nella propria casa un atmosfera particolare.

Realizzazione: In commercio troviamo diversi tipi di cera. La cera d'api (venduta in panetti, vaschette o fogli di colore giallo), la paraffina (in scaglie o blocchi di colore bianco quasi trasparente) e la stearina (in scaglie o blocchi di colore bianco opaco). La stearina rallenta lo scioglimento della cera, ne facilita la colorazione e l'estrazione dagli stampi e riduce la fumosità. L'ideale per la preparazione delle candele è utilizzare una miscela di paraffina e stearina (più o meno 80% di paraffina e 20% di stearina), in commercio possiamo trovare comunque la cera pre-miscelata (in polvere o granelli), già pronta da sciogliere e anche già colorata. Il gel per candele è in vendita già pronto, colorato o trasparente. Lo stoppino è un cordoncino di cotone imbevuto di cera che viene posizionato al centro della candela. In commercio sono reperibili stoppini già pronti o filo da incerare di varie dimensioni: se lo stoppino è troppo grande rispetto alla candela, farà fumo, se invece è troppo piccolo la candela si spegnerà facilmente.  Per le candele in gel lo stoppino più adatto è quello cerato rigido. Se non si dispone cera o gel già colorati, si può sciogliere insieme alla cera (o gel) un pezzettino di pastello a cera oppure acquistare gli appositi coloranti per candele. Alla cera sciolta o al gel si possono aggiungere essenze profumate.

Consigli: Per ottenere un effetto ottimale occorre, la prima volta, lasciar bruciare la candela per 2-3 ore. Non lasciare la candela accesa senza sorveglianza. E' preferibile accendere le candele in cera su un appoggio non infiammabile, così possono consumarsi senza pericolo. Se della cera liquida dovesse traboccare, basta spegnere la fiamma e rinforzare con le dita la parete da dove fuoriesce la cera. Quando la cera è di nuovo solida, si può riaccendere la candela. Le candele esposte a corrente d'aria non bruciano uniformemente. E non conservare le candele al sole: potrebbero deformarsi e perdere tonalità di colore.


ARTS: SIRONI. GLI ANNI DELLA SOLITUDINE 1940-1960

A Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, in via IV Novembre, la mostra realizzata su  progetto di Mariastella Margozzi e Romana Sironi (nipote dell'artista) e curata da Vittoria Sgarbi. Composta da 140 opere, è divisa in diverse sezioni: la prima presenta i dipinti ad olio e le tempere; la seconda illustra l'attività di Sironi come scenografo teatrale; la terza si sofferma su uno dei settori più amati dall'artista, quello della grafica pubblicitaria attraverso i bozzetti realizzati per la FIAT di Torino.

Mariastella Margozzi: Finito il fascismo e quindi anche le committenze pubbliche, Sironi si isola e viene isolato, ma continua a lavorare. Cerca nuovi linguaggi espressivi, con uno spirito drammatico. Quando i valori del fascismo cadono si sente "spiazzato", entra in crisi e non si sente più utile per la società. Questo suo periodo di crisi profonda è rappresentato da ciò che produce in quel periodo: la sua diventa una umanità avvilita, isolata e la sua pittura estremamente materica.

Silvano Moffa: Il vero tentativo che si fa con questa mostra è il superamento di certe etichettature con cui spesso vengono imbalsamati alcuni artisti e le capacità critiche. Sironi mi ha affascinato da sempre proprio per la sua mancanza di accondiscendenza verso il potere.

Vittorio Sgarbi: Sironi ha creduto al fascismo non per convenienza ma per convinzione, forse come nessun'altro. Era un uomo perso, come uno a cui viene detto che Dio non esiste. Il suo rapporto con lo Stato e con il potere è di tipo "antico", come per esempio lo aveva Michelangelo. Nella sua opera non c'è mai né retorica né servilismo, per questo è l'unico artista che dopo il fascismo, pur con il turbamento personale, continua a lavorare, ad essere guardato con rispetto e ad essere invitato a diverse mostre. Il suo è un dramma personale ma non stilistico, la sua non è una pittura fascista ma di Stato. Non c'è discontinuità nel suo lavoro, egli ha rigenerato sul piano estetico la retorica del fascismo. Quando l'ideologia cede, resta la forma. Il giudizio etico su Sironi non può quindi che essere positivo. Questa mostra avrebbe potuto intitolarsi "Visioni di un mondo perduto".

Romana Sironi: Sarebbe stato un artista con qualsiasi regime perché è stato un artista da quando è nato.

Fino al 20 luglio 2003. Per ulteriori informazioni: 800297814

www.sironi1940-1960.it


ARTS: LA BELLEZZA VENUTA DAL MARE

Scultura contemporanea: il Litorale romano ospita i grandi maestri internazionali. Emilio Greco, Venanzo Crocetti, Wolfang Kossuth, Alessandro Romano, Enzo Carnebianca. Sono solo alcuni dei nomi dei maestri scultori le cui opere, a partire da venerdì 23 Maggio, sono in esposizione in una mostra internazionale ispirata al "bello". L'evento è promosso ed organizzato dal XIII Municipio e fortemente sostenuto dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, testimonianza del nuovo volto di Ostia, sempre più proiettata verso un turismo internazionale e pronta a farsi promotrice di una proposta  culturale dall'elevato livello artistico. 40 opere, 20 artisti per una mostra che gode della direzione scientifica del Prof. Francesco Sisinni (già Direttore del Ministero dei Beni Culturali) che presiede il Comitato Scientifico e che coordinerà il ciclo di eventi dedicati all'arte: convegni, conferenze, presentazioni di libri, attività di ricerca archeologica e di archeologia subacquea. Fino al 30 settembre presso il Porto Turistico di Roma, lungo la passeggiata che diventa così punto di incontro tra passato e presente, non lontano dal parco archeologico di Ostia Antica, testimonianza del patrimonio storico e culturale di Roma e del Mediterraneo.


ARTS: SALGADO. IN PRINCIPIO

Il 15 Maggio alle ore 19.00, presso l'Auditorium di Roma, nello spazio Auditorium Arte, l'inaugurazione, in anteprima mondiale, della mostra "In Principio" di Sebastião Salgado, concepita da illy per raccontare e valorizzare le vite e le storie dei coltivatori di caffè verde. Una selezione di 25 immagini, in bianco e nero di grande formato, dedicate agli uomini e alla terra del Brasile, sono la prima tappa del viaggio fotografico di Salgado e illy che attraverserà i principali paesi produttori di caffè crudo. Le immagini della mostra, scattate nel mese di Luglio 2002, documentano le varie fasi del raccolto del caffè nelle piantagioni brasiliane: dalla raccolta dei frutti o ciliegie di caffè, all'essiccazione, sino al momento in cui i chicchi partono per il loro viaggio verso i maggiori mercati di consumo nei caratteristici sacchi di juta. Sullo sfondo la Zona da Mata e Patrocinio, nell'area del Cerrado del Minas Gerais e la zona Venda Nova do Imigrante nello stato di Espirito Santo.

Roma, Parco della Musica: Viale De Coubertin 30. Auditorium Arte, dal 16 Maggio al 31 luglio 2003. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00. Biglietto d'ingresso: 1 euro. Info: 06 80241436. La mostra, promossa dal Comune di Roma, è realizzata da illy, in collaborazione con Contrasto, all'interno di FotoGrafia, il Festival Internazionale di Roma.


ARTS: MOVIMENTO ARTE CONCRETA. 1948-1952

Nell'Aprile 1930 usciva il numero unico "Art Concret", la rivista di un gruppo di pittori e scultori parigini fondata da Theo Van Doesburg, pittore, architetto, teorico dell'arte olandese la cui ricerca volta ad una forma di astrattismo geometrico viene vissuta come ricerca rigorosa di rapporti di verticali e orizzontali collegati da rigorosi rapporti matematici. Nel Manifesto sull'Arte Concreta (1930), Van Doesburg enuncia il proprio testamento artistico: un'articolazione tra l'esperienza di "De Stijl", i fenomeni della cultura d'avanguardia e una sottile polemica con Mondrian.

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, la mostra "Movimento Arte Concreta. 1948-1952" costituisce un approfondimento su quella componente concretista sviluppatasi a Milano dalla fine del 1948 intorno a personalità  quali Bruno Munari (Milano, 1907-1998), Atanasio Soldati (Parma, 1896-1953), Gillo Dorfles (Trieste, 1910) e l'architetto e designer Gianni Monnet (Torino, 1912-Milano, 1958), successivamente denominata Movimento Arte Concreta.

Le circa quaranta opere in mostra, molte di esse "storiche" e tutte realizzate tra il 1948 e il 1952, evidenziano la ricerca di forme pure e primordiali accanto al rigore geometrico cui si richiamavano gli artisti (in lotta con post cubisti e realisti) aderenti alla prima fase, più omogenea ed esclusiva, del Movimento Arte Concreta poi dissoltosi nel 1958. Oltre ai quattro fondatori del Movimento, sono presenti in mostra, con opere esposte nelle principali occasioni "storiche" oltrechè in numerose Biennali a Venezia, i seguenti artisti: Gianni Bertini, Gianfranco Bombelli Tiravanti, Enrico Bordoni, Ferdinando Chevrier, Nino Di Salvatore, Augusto Garau, Max Huber, Galliano Mazzon, Mario Nigro, Ideo Pantaloni, Regina (Bracchi) e Luigi Veronesi, oltre ai componenti del gruppo torinese (Biglione, Galvano, Parisot e Scroppo), prima ramificazione dalla "centrale" milanese, tutti partecipi alla fase iniziale e di maggior rilievo critico-storiografico del Movimento.

Roma, Museo del Corso: Via del Corso 320. Da Martedì 13 Maggio a Domenica 31 Agosto 2003. Orario: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 20.00; chiuso il Lunedì. Biglietto: intero Euro 7,50; ridotto Euro 5,0. Informazioni: 06 6786209.


FUN: NIPPOCUCINA

Gran pregio della cucina nipponica è la sua leggerezza e digeribilità: i grassi sono quasi assenti, i vegetali vengono cotti pochissimo per mantenere intatte le qualità nutritive, oltre che la forma, il colore e il sapore. I giapponese utilizzano in cucina tutto ciò che in natura è commestibile. Una terra naturalmente non ricca, con difficoltà di coltivazione e pastorizia; e le isole dell'arcipelago aspre e montuose. Questa condizione, accanto ad una millenaria tradizione di sobrietà, ha abituato gli abitanti a cibarsi di tutto: foglie, radici, erbe di montagna dagli squisiti aromi e inaspettati sapori, verdure, riso, ma soprattutto dei frutti del mare.

Nella cucina giapponese, la raffinatezza nella presentazione delle vivande equivale all'importanza che ha il gusto. Tre sono le cose fondamentali, il sapore, la bellezza, il vasellame. I sapori sono molto leggeri e armonizzati secondo ferree regole ed utilizzando umili prodotti. Diventa elegante ciò che è povero, squisito ciò che di per sé ha solo un gusto leggero. Un ruolo molto importante nella cucina e nell'arte è il rapporto che queste due parti devono avere con la natura. Il popolo giapponese ama la natura e cerca quanto è possibile di entrare con essa in sintonia. E' così che nella cucina ci si trova di fronte a quello che i giapponesi chiamano Shun No Aji, ossia "il sapore delle stagioni".

Cibi e stagioni

Primavera: fresche erbe di montagna e germogli di bambù, una delicatezza che va gustata freschissima. Estate: il vasellame di vetro, con la sua trasparenza dà una piacevole sensazione di freschezza; tofu e pasta fredda sono alcuni dei cibi più tipici. Cubetti di tofu con soumen, ovvero sottili vermicelli bianchi, sono serviti su un piatto, posato sul ghiaccio e accompagnati da una salsina scura con la quale vengono insaporiti. La verdura di stagione è la melanzana. Autunno: la temperatura è mite. Viene gustato il riso del nuovo raccolto, accompagnato dai funghi, le castagne, le patate dolci, oppure semplicemente in bianco, cotto nella maniera tradizionale. Inverno: Gran festa di Capodanno. In splendide scatole di legno laccato, quadrate e a più strati, è servito l'Osechi, il cibo di fine anno: sardine, frittate, fagioli neri cotti a lungo in un sugo dolce, nodi d'alga, piccole orate, pezzetti di pollo, radice di loto all'aceto, uova di pesce e altre delicatezze. Le verdure di stagione sono gli spinaci e altre dalle foglie verdi.

Ingredienti principali

Aburage: Formaggio di soia fritto. Aceto di riso: "su", tipo aceto di mele. Aonori: Alga essiccata. Daikon: "grossa radice", tipo ravanello bianco. Dashi: Brodo di pesce liofilizzato  istantaneo. Fu: Pasta di proteine vegetali. Fuki: Farfaraccio, tipo sedano. Gari: zenzero sottaceto, di colore rosato, tagliato a fettine. Karashi:  Salsa piccante. Kombu: Alga nera e rigida. Mirin: vino dolciastro, ottenuto dalla lavorazione di diversi tipi di riso glutinoso. Miso: pasta di soia fermentata con sale, lievito e altri ingredienti. Mitsuba: Prezzemolo di palude. Nori: Tipo di alga, si presenta in foglie essicate. Saké: Acquavite di riso. Sansho: Pepe giapponese. Shari: il riso per sushi già condito con aceto e zucchero. Shoyu: salsa di soia giapponese, scura o chiara. Tofu: Formaggio di soia. Torigai: Molluschi, sostituibili con ostriche. Umeboshi: Prugne in salamoia. Urakachi: Salsa di soia chiara. Wasabi: radice giapponese, viene usata grattugiata per arricchire il sushi, grazie anche al suo sapore pungente e stuzzicante.


SPORT: GOLDEN GALA 2003

Roma, 11 luglio, Stadio Olimpico: la XXIII edizione

La storia: sono gli anni della Guerra fredda. Per questo motivo gli Stati Uniti e tutti i paesi della NATO decidono di boicottare le Olimpiadi di Mosca. Dalla mente di Primo Nebiolo nasce allora il Golden Gala, un Meeting per unire I popoli e gli atleti, per dare l'opportunità, a chi non era a Mosca, come Edwin Moses, di prendersi una rivincita. L'anno dopo, invece del Golden Gala viene organizzata a Roma la Coppa del Mondo ma le ragioni sono sempre le stesse e il grande successo di queste due manifestazioni lo decreta l'enorme affluenza di pubblico. Fino all'edizione del 2000, quando il Golden Gala viene contrassegnato da un fantastico record del mondo che si aggiunge a quelli di Vigneron, Bubka, Aouita ed El Guerroj. Ad ottenerlo è la giavellottista norvegese Trine Solberg-Hattestad che, al quarto lancio riesce a far atterrare il giavellotto alla misura record di 68,22 metri.

Per la serata dell'11 luglio, lo Stadio avrà una nuova configurazione: verranno chiuse entrambe le curve, con particolari coperture dal sicuro effetto scenografico, per fare in modo di ridurre la capienza da 86.000 a 50.000 posti. Diecimila tagliandi di Tribuna Tevere verranno distribuiti, grazie ad un accordo Fidal-Regione Lazio, ai 378 Comuni del Lazio, offrendo così l'opportunità a tanti giovani di poter assistere al meeting. Ci sarà anche Haile Gebrselassie: lo straordinario mezzofondista etiope, correrà all'Olimpico i 5000 metri, "Gebre", il campione "che sorride" (smailing champion, così soprannominato per il sorriso costantemente stampato sulle sue labbra) è primatista del Mondo dei 5000 metri (12:39.36) e dei 10000 metri (26:22.75). E poi El Guerrouj contro Cornelius e William Chirchir sui 1500 mt.

IV EDIZIONE DEL PALIO DEI COMUNI E 300 COMUNI NELL'AMBITO DEL PERONI-GOLDEN GALA

Sono numerosi i progetti realizzati in collaborazione fra Fidal e Regione Lazio per promuovere al meglio la XXIII edizione del Peroni-Golden Gala che si svolgerà venerdì 11 Luglio allo stadio Olimpico di Roma. L'iniziativa di maggior rilievo sarà il Palio dei Comuni, una staffetta 20x300m riservata ai bambini, che si svolgerà, come ogni anno a partire dal 2000, qualche ora prima dell'inizio del meeting internazionale di atletica leggera e che vedrà sulle piste dello stadio circa 400 alunni delle scuole medie inferiori. Ciascuna squadra correrà i suoi 300 m dando vita gara emozionante per chi vi partecipa e per i loro genitori. Il regolamento prevede che il primo frazionista percorrerà i primi 100 metri in corsia, come se fosse una gara di 800 m.e via via gli altri partecipanti fino al traguardo.

AL PERONI-GOLDEN GALA BENEFICENZA A FAVORE DELL'AIDOS

La XXIII edizione del Peroni-Golden Gala si avvarrà di una partenership molto importante, l'AIDOS Associazione italiana donne per lo sviluppo che dal 1981 è impegnata in progetti per affermare i diritti umani delle donne e bambine del Sud del mondo. Al fine di sostenere l'associazione per ogni biglietto Peroni-Golden Gala acquistato 1 euro andrà devoluto in beneficenza.

Nella Giornata Mondiale per la Popolazione, in occasione del Golden Gala 2003 la FIDAL, Federazione Italiana Di Atletica Leggera, aderisce dunque alla campagna "maternità senza rischi. un diritto per tutte le donne" lanciata da AIDOS, nell'ambito dell'iniziativa Face to Face del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione.

www.goldengala.it


VISION: MARCIAPIEDI DI ROMA

25 Anni di fotografia di Franco Di Giamberardino... emozionarsi ogni volta che osservo impotente qualcosa di vecchio e abbandonato come se non contasse più nulla...

Nelle capitali europee è sempre più frequente incrociare con lo sguardo persone che vivono per strada, alcune mendicano, altre no. Sono giovani e vecchi, che portano addosso, chi più chi meno, i segni dell'abbandono, della disperazione, della rabbia. Per qualcuno di loro forse è stata una scelta di vita, una loro libertà. Franco Di Giamberardino fotografa queste persone da più di trent'anni e ora il frutto di questo suo lavoro viene presentato nella mostra Marciapiedi di Roma che consiste in una esposizione di 80 fotografie in bianco e nero, realizzate dal 1975 in poi. Le immagini della gente di strada, riprese da questo fotografo di grande talento, suscitano in chi le guarda sentimenti di grande rispetto e ammirazione: le donne anziane, gli ubriachi conservano intatta davanti all'obiettivo di Franco tutta la loro compostezza e dignità. S. Lorenzo, la stazione Termini, Campo de' Fiori, Trastevere, Villa Borghese e alcune zone periferiche sono i luoghi metropolitani che maggiormente occupano la retrospettiva di questo fotografo, che spazia con la stessa competenza e sensibilità dai ritratti, ai paesaggi, agli scorci offerti dalla quotidianità, ma sempre con lo stesso sguardo unificante caratterizzato dai segni del tempo che passa inesorabilmente. Lui stesso afferma di fotografare, in un certo senso, sempre le stesse cose, che significa emozionarsi ogni volta che osservo impotente qualcosa di vecchio e abbandonato come se non contasse più nulla, e quindi lasciato invecchiare, ammuffire, arrugginire, senza la speranza che avvenga un miracolo e che qualcuno si accorga che quella persona, quell'animale, quella cosa ancora esiste, che può essere salvata, restaurata, adoperata e rimessa a nuovo, restituendole così dignità, vita e speranza.

Franco Di Giamberardino vive da sempre a Roma e già nell'adolescenza manifestava una grande passione per l?immagine e per la tecnica fotografica. Ha iniziato a fotografare con una vecchia Exacta-Varex, acquistata lavorando al laboratorio sviluppo e stampa di Vasari in Via della Croce. Studia presso la Scuola di Stato per la Cinematografia e la Televisione. Qui incontra il suo grande maestro, il professor Vaclav Vick di Praga, direttore della fotografia e collaboratore di nomi celebri della storia del cinema quali i registi Alessandro Blasetti e Julien Duvivier. Nel 1968 Franco Di Giamberardino entra in Rai, dove lavora per Rai Due come assistente operatore per 10 anni. In questo periodo viaggia molto, fotografando e accumulando moltissimo materiale che costituisce oggi parte del suo consistente archivio, formato soprattutto da immagini a colori. Si dedica inoltre alla macrofotografia a colori, mostrando una sensibilità pittorica tale da far avvicinare le sue foto alle tele astratte di grandi artisti. Le foto di Roma si concentrano soprattutto dagli anni Settanta in poi. Successivamente la sua sensibilità nel vedere e sentire le cose lo porta a lasciare l'ambiente lavorativo della Rai, ritenuto troppo coercitivo e ostile per uno spirito libero come il suo. Negli anni riceve riconoscimenti importanti, tra i quali spiccano le parole del grande maestro della fotografia Henri Cartier Bresson, che trova le sue foto plasticamente rigorose e vibranti di calore umano. Apprezzano le sue foto personaggi come il regista John Huston (quando, ancora studente, Franco girava sul set della Bibbia), Lanfranco Colombo (fotografo e critico fotografico), il famoso fotografo di Fellini Tazio Secchiaroli, Nando Garrese dell'Agenzia Magnum, Giovanni Malagodi, Tito Amodei, Merette Chagall (nipote del grande artista) e non ultimo, Aimé Maeght (della Fondazione Maeght a St.Paul de Vance). Nonostante tutto questo, Franco Di Giamberardino rifugge mostre, pubblicazioni e popolarità, tranne nel 1981, quando con la sequenza di cinque foto dal titolo L'indecisione, vinse come III classificato il concorso per l'Anno Santo a Palazzo Braschi.

Museo di Roma in Trastevere: Piazza S. Egidio 1b - 00153 Roma. Tel. 06 5813717. Dal 4 Giugno al 7 Luglio 2003. Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00. Chiuso il Lunedì. Biglietto: Euro 2,60 intero; Euro 1,60 ridotto. Promossa ed organizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e curata da Elena Cardenas Malagodi.


VISION: VILLA D'ESTE

35.000 mq complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d'acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 mq di viali, vialetti, rampe...

Voluta dal cardinale Ippolito II d'Este, nominato Governatore civile della città di Tivoli da papa Giulio III, che lo volle in questo modo compensare dopo averlo sconfitto nella corsa al soglio pontificio, la Villa fu elaborata dal napoletano Pirro Ligorio: questi affidò il restauro del convento benedettino all'architetto G. A. Galvani, mantenendo per sé la realizzazione del magnifico giardino. Il lavoro compiuto dal Ligorio fu veramente notevole: si trattava di superare molti problemi pratici e cominciò creando l'alto terrapieno del giardino, utilizzando le vecchie mura urbane come contrafforti, scavò sotto la città di Tivoli una galleria lunga 600 m che dal bacino dell'Aniene portava una mole incredibile d'acqua fino alla vasca sopra la fontana dell'Ovato, convogliò l'acqua della sorgente Rivelese fino alle cisterne della Villa e calcolò esattamente quanta acqua ci sarebbe voluta per realizzare tutti i giochi che aveva in mente, usando solo il principio dei vasi comunicanti. Si avvalse anche della collaborazione di valenti idraulici quali Giacomo della Porta e Claude Venard, che realizzò l'organo idraulico. Passata alla morte del cardinale nelle mani dei parenti, Alessandro e Luigi, passò poi agli Asburgo parenti di Maria Beatrice, ultima Este: la sua situazione stava degenerando a vista d'occhio, quando venne parzialmente salvata dal cardinale de Hohenlohe, che ne rinverdì i fasti ospitando anche il celebre Franz Liszt. Nel 1919 in base al trattato di St. Germain lo Stato Italiano ne divenne possessore.

Mercoledì 18 Giugno alle 11.30, alla presenza del Ministro Urbani, la cerimonia di riapertura di Villa d'Este di Tivoli, dopo gli interventi di valorizzazione e adeguamento museale iniziati nel 1999.