ROMA IN TAXI: AGOSTO 2003



IN COPERTINA: MICHELANGELO & NIKE


ZOOM: OBIETTIVO VACANZE

Quasi 2,3 milioni i romani ed i laziali (Roma e provincia circa 1,4 milioni) in vacanza questa estate. Secondo l'Osservatorio di "Telefono Blu", sono vacanze medie di almeno 8 giorni (dopo guerra, terrorismo e Sars). Infatti a metà Giugno solo il 40% le famiglie e i cittadini hanno prenotato un viaggio ed almeno un 4-5% lo ha già fatto. 6 su 10, di fatto, decidono all'ultima settimana. Italiani che prenotano per l'Italia direttamente anche via web al 30%, per agenzia circa il 10%, e senza prenotare il 60%. Per recarsi all'estero invece le scelte sono al 48% con Agenzia, al 29% direttamente (19% on line) e solo il 23% senza prenotare. Le analisi configurano dunque 31 milioni di italiani in vacanza per almeno 8 giorni. Un italiano su tre in almeno due località diverse. Meta estiva di punta è il mare (60-65%, per oltre 7.000 km balenabili di mare). Flessione dei turisti stranieri, extracomunitari soprattutto, come Usa e Giappone, o Extra Euro, come UK.

Flussi: Roma in testa (1,4 milioni), seguono la provincia di Latina con 300.000, poi Frosinone 250.000, Viterbo 200.000 e Rieti 150.000. Partenze con il boom in Agosto, con oltre il 55%, Giugno 7%, Luglio al 28% e Settembre al 10%. Mete preferite il mare, con oltre il 72%. I romani ed i laziali in Italia scelgono soprattutto spiagge locali e Arcipelago Pontino, Arcipelago Toscano, Abruzzo, Campania, Liguria, Sicilia, Sardegna, Romagna, Versilia e Marche; ma anche la zona Sud della Toscana. In crescita i flussi vero la Puglia. Montagna: in particolare Trentino. Campagna: molta Umbria e Toscana.

Il 15% del turismo italiano è fuori dal nostro paese. Per le mete extraeuropee, in testa Mediterraneo (ancora Mar Rosso anche se in calo, bene Tunisia e Marocco), Caraibi-Mexico, Nord America (Usa); al Sud in testa Argentina e Brasile, Oceano Indiano, Australia. Estremo Oriente in forte calo rispetto al 2002 ma in lieve ripresa (permanenza medie sopra i 12 gg). Per le mete europeee, in testa Grecia e Spagna (Baleari ma non solo); in calo il Nord Europa. Nell'est in testa Croatia e Slovenia; a seguire Repubblica Ceca ed Ungheria, Russia.

Almeno 18 milioni gli italiani al mare per una settimana in Agosto, ai quali si aggiungono altri 5 milioni presenti solo nei week end. E uno su tre cambia, nell'intera stagione, almeno due località di mare. 14 dei 23 milioni di turisti (il 70%), presso i 15.000 stabilimenti balneari che coprono circa 7000 km di costa.

Telefono Blu è un "salvagente per i turisti consumatori": con sos turista e sos consumatori, punta ad assistere il cittadino prima, durante e dopo la vacanza. Il centralino per Roma ed il Lazio è 06 37518881; i portali: www.telefonoblu.it, www.sosviaggiatore.com e www.telefonoh.it per i disabili in vacanza.


ZOOM: 19 LUGLIO 1943-2003

1486 i nomi delle vittime, del bombardamento del quartiere San Lorenzo durante la Seconda guerra mondiale che compaiono sul muro eretto in loro memoria nel Parco Caduti del 19 luglio 1943 in Via Tiburtina, a Roma. Il monumento, concepito per poter inserire eventuali altri nomi, è realizzato da Luca Zevi, vincitore di un concorso indetto dalla facoltà di Architettura di Valle Giulia (La Sapienza, Roma) e dal Comune di Roma, a cui hanno partecipato 50 architetti. L'inaugurazione, alla presenza del presidente della Repubblica, il 19 Luglio 2003, in occasione del 60° anniversario del bombardamento.

Dalle viscere della terra, ove riposano le vittime innocenti, una fascia di luce ci sospinge verso orizzonti di pace.

Non monumento e neppure memoriale. Piuttosto presenza della memoria storica nella quotidianità. Un approccio al tema della memoria - anti-monumentalismo e priorità del luogo sull'oggetto - che risulta particolarmente appropriato in relazione al ricordo delle vittime del bombardamento di San Lorenzo per almeno due ragioni: la prima di ordine spaziale, in considerazione del fatto che nel cuore dell'area già oggi insiste un monumento ai caduti di tutte le guerre; la seconda di ordine morale, essendo i 1674 (o più) morti di S. Lorenzo caduti non in combattimento, ma a causa di un bombardamento indiscriminato su un quartiere della città. Un progetto strutturale che evita di stabilire un rapporto di duplicazione e di competizione con il monumento esistente, al quale propone al contrario un dialogo nella complementarietà; evita di quindi di produrre una modificazione del giardino attorno a sé stessa, ponendosi al contrario come marchio di un'assenza (le vittime del bombardamento); sottolinea un segno già presente nell'area una porzione del bordo della grande aiuola centrale con una fascia di pura luce a terra, sulla quale sono incisi tutti i nomi delle vittime. Un progetto al negativo, perché la memoria attiva della strage sospinga il nostro cammino verso un orizzonte di pace. Un modulo scatolare in cemento armato prefabbricato - aggregato in linea - percorre il bordo dell'aiuola centrale, in corrispondenza degli ingressi dalla Via Tiburtina e dalla Via dei Peligni, per un tratto di circa 60 metri. E' per metà incassato nel terreno, a ridosso del ciglio di travertino esistente, con un'inclinazione di 45° gradi sull'orizzontale. Delle due facce emergenti dal terreno l'una, quella rivolta verso il vialetto pedonale, è chiusa da una serie continua di cristalli acidati blindati sui quali sono impressi con il laser i nomi delle 1974 vittime del bombardamento; sull'altra, retrostante alla precedente e non visibile dai visitatori, sono posizionati i portelli di ispezione. All'interno di ciascun modulo sono fissati apparecchi al neon a tenuta stagna che di notte danno uniformemente luce alle soprastanti lastre di cristallo incise. Sulle due testate triangolari della fascia è incisa la data della tragedia: 19 luglio 1943.


SHOPPING: SALDI D' ESTATE

Sono circa 11 milioni gli italiani in Luglio e almeno 15 milioni in Agosto (senza contare turisti e pendolari) che rinunciano alle vacanze e rimangono nelle città. Questa permanenze diventa quindi occasione di shopping propizio. L'osservatorio di "Telefono Blu" prevede in circa 2 miliardi di euro la disponibilità di spesa degli italiani per i saldi estivi 2003 (+15% rispetto al 2002, e circa il doppio rispetto ai saldi invernali). Queste cifre saranno così geograficamente ripartite: 800 milioni al Nord, 550 al Centro, 500 al Sud e 150 nelle Isole. Con una propensione media di spesa pro capite di circa 120 euro.

I saldi partono Sabato 12 Luglio per terminare, salve deroghe, il 22 di Agosto. I laziali spenderanno almeno 150 milioni di euro; di questi, 100 solo per i Romani. Ma queste somme non saranno spesi tutti in Regione. Dei 150 milioni previsti, i Laziali ne spenderanno infatti almeno 50 in altre zone di Italia quali turisti. Dopo Roma (67%), le città del Lazio dove si spenderà di più sono Latina (10%), Frosinone (9%), Rieti (6%) e Viterbo (5%). Sempre a Roma, i turisti provenienti da fuori regione spenderanno non meno di 30 milioni di euro; e almeno 10 milioni nelle località turistiche delle Isole e delle coste laziali.

Sos consumatori: i consigli per spendere meglio

1) Intanto ricordarsi il capo che ci interessa, quello che abbiamo visto e soprattutto il suo prezzo per capire l'esatto sconto. Quello è il vero Saldo! Nelle promozioni possiamo invece trovare merce invenduta degli anni precedenti.
2) Visitare più di un negozio con prodotti similari aiuta a non commettere errori. Potrebbe infatti esserci il rischio che venga messa in circolazione merce invenduta negli anni. Fare quindi attenzione e controllare attentamente. Il negoziante deve dimostrare la veridicità di qualsiasi asserzione pubblicitaria.
3) Gli articoli esposti devono riportare ben in chiaro i due prezzi: quello "pieno" e quello in "saldo" (percentuale). Fa parte della qualità del servizio ed è obbligatorio per legge. Le merci con sconti e ribassi devono essere separate in modo chiaro e inequivocabile da quelle non rientranti nella promozione; nel caso venga indicato un solo prezzo di vendita per la stessa voce merceologica, tutti gli articoli che rientrano nella voce reclamizzata devono essere venduti a tale prezzo. I prezzi pubblicizzati devono essere praticati senza limitazioni di quantità e senza abbinamento di vendita fino alla fine delle scorte. 
4) Attenzione alle etichette! Quelle di origine ci permettono di risalire al produttore, quelle di contenuto garantiscono la composizione del prodotto e le modalità di lavaggio per evitare rischi.
5) Attenzione ai prezzi troppo stracciati! Potrebbero nascondere delle trappole. Tenere presente che le proporzioni medie dei saldi sono: profumeria 20%-40%; pelletteria 25%-50%; calzature 20%-50%; abbigliamento 30-50%.
6) Si può chiedere al commerciante una dichiarazione scritta su quanto riportato sull'etichetta. In tal modo il negoziante, di fronte ad una incongruenza, potrà rivalersi sul produttore.
7) Conservare sempre lo scontrino. Se la merce è difettosa, si può infatti optare per la restituzione del prodotto o per un prezzo ancora inferiore.
8) Infine, salvo casi eccezionali e comprovati, non si può vietare di "provare" la merce in vendita. Occorrerà pertanto un apposito camerino e spazi necessari anche per le scarpe.


ARTS: MICHELANGELO TRA FIRENZE E ROMA

Michelangelo tra Firenze e Rom: Palazzo Venezia - Piazza Venezia - Roma. Da venerdì 11 luglio a domenica 12 ottobre 2003. SOTTO L'ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. La mostra è promossa dalla Fondazione Casa Buonarroti e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano.

Una mostra, illuminata dalla qualità altissima di oltre venti capolavori grafici di Michelangelo (disegni di figura, architettonici e di fortificazioni, mai esposti prima a Roma), che tende a rivelare alcuni momenti determinanti della carriera sovrumana del Maestro, ma anche a scoprire la sua vicenda personale ed umana, le caratteristiche della sua azione civile e politica, i profondi travagli spirituali di una lunga vita, che offre un'immagine a tutto tondo di un protagonista che di sé ha segnato il suo tempo al punto da spazzare via il passato nella storia dell'arte, non solo italiana.

Prima sezione: una serie di ritratti accompagnati da testimonianze autografe e a stampa relative alla sua attività di poeta; rappresentazione fisica e intimo sentire giustapposti a tentare un'immagine quanto più possibile viva.

Seconda sezione: il rapporto dell'artista con la Repubblica Fiorentina del Soderini, che agli albori del secolo XVI vide Michelangelo autore del David e del cartone per la Battaglia di Cascina; e con quella, effimera e gloriosa, che tra 1527 e 1530 lo ebbe in prima fila nella fazione antimedicea.

Terza sezione: il momento drammatico dell'esperienza umana e artistica di questo grande genio; i tormentati rapporti con la committenza, le opere eseguite e i progetti non portati a termine per quanto riguarda la fabbrica di San Lorenzo a Firenze. E qui si potrà approfondire la vicenda deludente della facciata della basilica di San Lorenzo, mai realizzata, e invano inseguita dall'artista attraverso tre fasi progettuali, rappresentate in mostra da tre disegni autografi; e insieme percorrere le fasi che portarono la Sagrestia Nuova al mirabile assetto che tuttora vediamo, e indagare infine la genesi lunga e complessa della Biblioteca Laurenziana.

Quarta sezione: i disegni autografi di Michelangelo, con l'esaltante e solitaria avventura della Cappella Sistina. Della secolare fortuna di questa immane impresa danno testimonianza in mostra opere cinquecentesche, tra cui la preziosa miniatura che riproduce il Giudizio Finale prima dei noti interventi censori, e una serie di stampe settecentesche.

Quinta sezione: la panoramica sulle architetture romane dell'artista ormai vecchio, dalla cupola di San Pietro alla sistemazione, già urbanistica, del Campidoglio. E i capolavori grafici di Michelangelo, come gli studi per la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e per Porta Pia.

Ingresso: Via del Plebiscito 118. Orario: 10.00 - 19.00. Biglietto: intero Euro 8; ridotto Euro 5. Visite guidate: 06 69200709. Chiuso lunedì.


ARTS: NIKE. IL GIOCO E LA VITTORIA

Roma, Anfiteatro Flavio, 4 luglio 2003 - 7 gennaio 2004. Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Soprintendenza Archeologica di Roma. L'evento, che promuove i modelli formativi dell'arte e dello sport, inaugura le iniziative del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.

E' là ad Olimpia che si affrontano i corridori più veloci, là che si giudicano la forza, il valore, la resistenza alle fatiche. E il vincitore, per il resto della sua vita, conosce la felicità e la gioia che gli vengono dai giochi. E' una gioia che si trasmette nel tempo, nei giorni: è la gloria, bene supremo per gli uomini. Pindaro (Olimpica I).

Un rametto d'ulivo, foglie d'alloro, una fronda di palma. Piante frequenti, consuete nel paesaggio mediterraneo: eppure, nella loro semplicità e fragilità, sono diventate simboli universali della gloria, addirittura dell'immortalità. Erano il premio per i vincitori, per coloro che ottenevano il successo nelle gare sportive del mondo antico.

Sublimando e celebrando la Vittoria, soprattutto nella celebrazione quadriennale dei Giochi Olimpici, gli antichi Greci hanno dato ulteriore spessore e concretezza alla definizione di un modello "classico" per l'uomo "moderno". Scendere nello stadio, cimentarsi nelle palestre o quanto meno partecipare alle gare anche da semplice spettatore diventa così un'attività non meno importante e profonda dello studio della filosofia o di assistere a una tragedia a teatro. Nel mondo greco l'esercizio fisico e la competizione leale sono diventati parti essenziali, quasi proverbiali, di una completa formazione dell'individuo: il motto "citius, altius, fortius" (più veloce, più in alto, più forte), adottato dal barone de Coubertin per le Olimpiadi moderne, è molto di più che un incitamento sportivo, può essere visto e interpretato come un vero e proprio programma morale.

Nell'arte greca e romana le figure destinate a impersonare la Vittoria erano scattanti e meravigliose, con lunghe vesti ondeggianti e ampie ali spiegate, pronte a balzare dal mondo degli uomini all'Olimpo degli dei, e a portare con sé il nome, il ricordo, l'immagine del trionfatore. La Vittoria è alata, non solo perché porta in alto il vincitore al di sopra dei comuni mortali, ma anche perché è rapida, ci passa davanti e va, letteralmente, presa al volo, come l'attimo fuggente di un destino che ben difficilmente offrirà un'altra opportunità: nella vita di un atleta, quattro anni non sono pochi e mantenere intatte le possibilità di un successo da un'Olimpiade all'altra è difficilissimo. Per questo, la figura della Nike appare inafferrabile e fascinosa, sembra scivolare via nel fruscio lieve di un peplo, nell'istantaneità irriproducibile di un sorriso. Proprio il contrario delle seriose, gravi e monumentali immagini degli sportivi che ci sono giunte dal mondo classico: discoboli piegati nello sforzo, pugili dal naso rincagnato che si riposano, atleti ansanti che si detergono con lo strigile. La Vittoria corre veloce, pronta a offrirsi a nuove mani: il vincitore viene celebrato da capolavori della poesia e scultura antica, il suo nome e la sua immagine resteranno famosi attraverso i millenni.

Il percorso della mostra, aperto dalla splendida Nike di Napoli, è studiato come un viaggio "in immagini e versi" tra alcune delle più belle opere atletiche che l'arte classica ci abbia lasciato. Attraverso le splendide raffigurazioni sui vasi attici dal museo di Taranto, di Napoli e dal Louvre per rivivere la solenne atmosfera dei Giochi e l'autentico "spirito della gara", il cui fine ultimo non è "partecipare", o "guadagnare", ma "vincere". Compagne di viaggio saranno anche opere di impressionante efficacia come i Corridori da Ercolano, per la prima volta esposti fuori dal museo di Napoli, il Pugile delle Terme, uno dei bronzi più famosi dell'antichità e l'opera che meglio di ogni altra mostra l'altra faccia delle competizioni, e cioè i sacrifici del duro allenamento dell'atleta e la difficoltà della lotta; infine, il gruppo dei lottatori da Ostia, in mostra per la prima volta dopo un restauro che contribuisce ad una sua reintepretazione. 70 circa sono le opere - tra statue, vasi, rilievi, mosaici e oggetti, gli attrezzi del gioco insieme ai corredi atletici completi delle tombe di Lanuvio e di Vulci-, esposte secondo un itinerario che virtualmente passa dall'interno del ginnasio al momento agonistico e infine alla premiazione dell'atleta.

Un allestimento essenziale e lieve come le silhouette dei vasi attici sostiene con l'uso di colori brillanti - insolito per una mostra archeologica - il clima festoso e ludico della preparazione dell'atleta-cittadino con i suoi riti o quello coinvolgente dei Giochi documentato nella sezione descrittiva delle discipline sportive. La mostra veste invece un abito più austero, dai toni e dalle sfumature più solenni, nel momento della glorificazione e della Vittoria, quando al fianco della Nike che incorona i vincitori e delle grandiose sepolture aristocratiche in cui la virtù atletica compare alla pari di quella militare, sfilano le statue celebrative dei nuovi eroi. Sono raccolte infine le creazioni di alcuni dei più grandi scultori: il Discobolo di Mirone, il Cinisco, il Diadumeno e il Doriforo di Policleto altro non sono che le immagini immortali di atleti vittoriosi. Queste opere, che per secoli sono state il paradigma della classicità, si potranno finalmente ammirare per la prima volta una accanto all'altra, come vicine erano le statue dei vincitori che affollavano i santuari panellenici. Di fronte a tutte queste immagini, che da sempre rappresentano la quintessenza del più puro spirito agonistico, stanno opere di grande impatto che ben testimoniano quale diverso spirito animasse le competizioni sportive a Roma. Di fronte all'eleganza dei vincitori greci basta l'aspetto rude, quasi brutale, dei pugili nei mosaici delle Terme di Caracalla e Eleniane a dimostrare come lo sport a Roma non fosse più una pratica nobile ma un'occasione di divertimento e tifo a volte estremi, alla pari dell'entusiasmo sfrenato che circondava contemporaneamente i giochi gladiatori nel Colosseo.


FUN: MARTINI... SI!

"Sono pronto a credere che un Martini secco pregiudichi leggermente il gusto, ma pensa a quel che fa per l'anima." (Alec Waugh)

Bianco o Rosso, Extra Dry o Rosé, liscio o con vodka, decorato con coloratissima frutta o con la semplice, ma sempre efficace, oliva verde, in tutte le stagioni e in qualsiasi momento della giornata: il Martini rimane il drink più bevuto e più amato da tutti. Sarà per il suo gusto raffinato che si adatta ad ogni palato, o per la garanzia di un marchio che, da più di 130 anni, influisce non solo sulla cultura dei cocktail, ma sullo sport, sulla pubblicità, sulla grafica, sul cinema. E proprio alla storia del cinema appartiene la celebre frase" mescolato e non agitato", richiesta che l'agente segreto James Bond era solito fare ai barman e che è diventata un dogma per i più assidui bevitori del drink. Sì perché, secondo il parere degli esperti, agitare il Martini in uno shaker non aggiunge niente al risultato, a parte una qualche, certo non bella, torbidezza.

Le origini del Martini: storia o leggenda? Sulle origini di questa bevanda sussistono svariate ipotesi che spesso sviano da quella reale. La più attendibile è quella, documentata da John Doxan in "Stirred- Not Sharred", secondo la quale un barista Ligure, di nome Martini, emigrato negli Stati Uniti, avesse creato la miscela nel 1910 presso il Knickerbocker Hotel di New York in onore di John D. Rockefeller. Un'altra ipotesi, invece, fa risalire le origini del cocktail intorno al 1860 quando il titolare di un bar di S. Francisco, pare, avesse servito un drink di nome "Martinez" ad un cliente diretto, appunto, a Martinez. L'Oxford English Dictionary invece associa erroneamente l'origine del nome del cocktail a quello del vermouth dry della Martini & Rossi, ma la ditta sarebbe nata più tardi del cocktail stesso.

Preparazione: Nel ricettario I.B.A. il "Dry Martini" è composto da 8/10 di gin e 2/10 di vermouth dry. Si prepara nel mixing glass e si filtra in coppetta cocktail. Si conclude con un lemon twist o con un'oliva verde. Ma questa è la ricetta base, il classico martini secco. Per chi ama il gusto dolce e il colore, al gin può aggiungere il vermouth rosso o rosè e decorare il cocktail con fragoline di bosco, uva, ciliegie ed altri frutti di stagione. I barman americani realizzano, col martini, dei drink davvero stravaganti e singolari: il Gibson, martini decorato con una cipollina dolce, lo Shaken Martini, preparato con lo shaker e il Dirty Martini, con l'aggiunta del succo di olive.


FUN: AUTUNNO 2003 A TEATRO

TEATRO ELISEO (tel. 06 4882114): dal 14 ottobre, "Copenhagen" di Michael Frayn, con Umberto Orsini e Giuliana Lojodice, per la regia di Mauro Avogadro, mentre al Piccolo Eliseo, dal 7 ottobre, Massimo De Francovich presenterà "Frammenti di un discorso amoroso" di Roland Barthes, per la regia di Piero Maccarinelli.

TEATRO DELLA COMETA (tel. 06 6784380): dal 23 settembre, in scena "Tre Delitti" di Clementi, Erba e Longoni, con Amanda Sandrelli, tre autori, due protagonisti ed un fatale epilogo! Dal 21 ottobre, Chiara Noschese con il suo monologo "Mondo secondo", di Duccio Camerini, una favola moderna, ma anche una storia dei nostri tempi.

TEATRO OLIMPICO (tel. 06 3265991): dal 13 ottobre, il debutto di uno spettacolo molto atteso "The Shaolin Monks", il mistero e la magia dei Monaci Shaolin; per una serata sicuramente diversa dal solito!

TEATRO VITTORIA (tel. 06 5740170): dal 2 ottobre, la Compagnia Attori e Tecnici presenta "Killer" di Carlo Benso, con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Corinna Lo Castro, per la regia di Massimo Venturiello: cosa succede se due killer, con mandanti diversi e quindi con presupposti totalmente differenti, si trovano nello stesso posto, alla stessa ora e per uccidere la stessa vittima? Dal 30 ottobre, "Alcazar" di Giovanni Clementi, una ripresa del fortunato spettacolo già presentato nella stagione scorsa dalla stessa Compagnia, con la regia di Stefano Messina.

TEATRO QUIRINO (tel. 800 013616): dal 7 ottobre, la stagione con Luca de Filippo, interprete di "Napoli Milionaria" di Eduardo De Filippo; con la regia di Francesco Rosi, sul palcoscenico anche Mariangela D'Abbraccio, una delle migliori interpreti del teatro napoletano. Dal 4 novembre Ugo Pagliai, Paola Gassman e Mascia Musy, in un lavoro di Marivaux, "Il trionfo dell'amore", con la regia di Luca De Fusco.

TEATRO VALLE (tel. 800 011616): in autunno, gli spettacoli di "Roma Europa Festival", la tradizionale manifestazione che porta a Roma il meglio del teatro, della musica, della danza e di altri arti a livello europeo! E dal 7 dicembre, "Concha Bonita" di Alfredo Arias, con musiche del grande Nicola Piovani, per il Teatro Nazionale di Chaillot.

TEATRO SISTINA (tel. 06 4200711): "Lady Day", musical di Massimo Romeo Piparo ed Amii Stewart, che interpreta la Signora Billie Holiday; e "Molto meglio in due", con Gianfranco Jannuzzo e Paola Quattrini, in una commedia musicale scritta da Jaja Fiastri ed Enrico Vaime, con musiche di Claudio Mattone.

TEATRO DI ROMA - ARGENTINA (tel. 06 6875445): dal 30 ottobre al 30 novembre, "Questa sera si recita a soggetto" di Luigi Pirandello, con la regia di Massimo Castri.


SPORT: DIVING CENTER DEL LAZIO

ROMA

ABYSS DIVERS - Centro Immersioni Santa Marinella: Via Aurelia 209 (Santa Marinella); tel. 0766 513038. ATLANTIS CENTRO SUB: Via Tiana 21 (Passoscuro); tel. 06 6672000. BLU SUB Diving Center (c/o stabilimento balneare Nuova Pineta): Lungomare Lutazio Catulo (Ostia); tel. 06 56470161. BLU SUB SCUBA TEAM OSTIA (c/o Stabilimento Balneare "Nuova Pineta"): Lungomare Lutazio Catulo (Ostia); tel. 06 56470161. CASA DEL PESCATORE DIVING CLUB: Via Caio Mario 14b; tel. 06 3210851. CENTRO IMMERSIONI CIVITAVECCHIA: Porto Turistico Riva di Traiano (Civitavecchia); tel. 0766 505220. CENTRO IMMERSIONI CIVITAVECCHIA: Via Aurelia Km.62,500 (Porto turistico di Traiano); tel. 0766 505220. CENTRO SUB ATLANTIS: Via Tiana 21 (Passoscuro); tel. 06 6672000. DIVING WORLD VENTOTENE: Via F. Siacci 38; tel. 06 8077469. EQUIPE SUB D.C. RIVA DI TRAIANO: Porto Turistico Riva di Traiano (Civitavecchia); tel. 0766 501570; Via dei Lincei 49; tel. 06 5110205. GRUPPO NASIM Diving Center: Via Aurelia c/o Porto Turistico Riva di Traiano (Civitavecchia); tel. 0766 502735; c/o Pelagos: Via Britannia 42/44; tel. 06 7009902. CENTRO IMMERSIONI LADISPOLI: Via Roma 903 (Ladispoli); tel. 06 9913333. MAKULA EQUIPE: Via Suio 15; tel. 06 33262905. MARE E DINTORNI: Via Terenzio 7; tel. 06 6833273. NAUTICA SABAZIA: S.P. Vigna di Valle Km 2,500 (Macchia delle Coste, Anguillara Sabazia); tel. 06 99607047. NEW SEA SUB: Porto Odescalchi (Santa Marinella); tel. 06 35344098. PARADISO SUB: Via Mura dei Francesi 131 (Ciampino); tel. 06 79365222. SOPRA/SOTTO IL MARE DIVING CENTER: Via Nazario Sauro 8 (Civitavecchia); tel. 0766 500654. SUN BAY DIVING CENTER: Via Aurelia km. 67.500 (Civitavecchia); tel. 0766 28854. SPORT CENTER - Diving Center CRAZY HORSE: Via Tagliamento 7; tel. 06 8845995. TOR PATERNO Diving Center: Torvaianica (Pomezia); tel. 06 5627668.

LATINA

ARCOBALENA Diving Center: Via Trento 5 (Fondi); tel. 0771 513989. ARGOMAR Diving Center: Via Bausan 2 (Gaeta); tel. 0771 464128. CIARAMAGLIA CENTRO SUB GAETA: Lungomare Caboto 332 (Gaeta); tel. 0771 470009. DIVING CENTER LATINA: Via Del Lido 51; tel. 0773 601660. NAUTICA MORI: Via C. Colombo 10-18 (Terracina); tel. 0773 727254. ORCA DIVING CLUB: Viale Amm. Bergamini 140 (San Felice Circeo); tel. 06 9333386. PIANETA MARE DC: Via Marconi 3 (Terracina); tel. 0773 709430. SCUBADIVINGCLUB: Via dell'Annunziata 66 (Gaeta). SEA DWELLERS: Via C. Colombo (Terracina); tel. 0773 727254.

PONZA

AQUALAND PONZA: Via Dante 9 (Porto); tel. 0771 809799. EXPLORER DIVING CLUB: Spiaggia Santa Maria; 0771 809873. NAUTILUS: Via Cala Feola, Piscine Naturali (Le Forna); tel. 0771 808701. PONZA DIVE EXPLORER: Via Giancos; tel. 0771 80012. PONZA DIVING CENTER: Via Banchina (Porto); tel. 0771 809788.

VENTOTENE

DIVING WORLD VENTOTENE: Via Roma 13; tel. 0771 85085. VENTOTENE DIVING ACADEMY: Via Porto Romano 21; tel. 0771 85094. VENTOTENE DIVING CENTER CORAGGIO: Via Porto Romano 4; tel. 0771 85045.


VISION: ITINERARI SUBACQUEI DEL LAZIO

FORMIA - L'Oasi blu di Gianola

Nei pressi della foce del fiume Garigliano si distende il tratto di costa di Scauri e Marina di Minturno. Proprio qui, il WWF ha creato un'Oasi Blu, che rientra nel territorio del comune di Formia. L'Oasi Blu di Gianola da un punto di vista subacqueo. ha l'arco di fondale parallelo alla costa che non supera verso il largo i 4 metri di profondità, di natura mista, ma con preponderanza di roccia. Vicino alla vasca delle tartarughe marine, a pochi metri verso il largo, c'è una sorgente sottomarina di acqua dolce. Fra le specie di fauna marina frequenti, saraghi, orate. Nello specchio d'acqua prospiciente la spiaggetta, caratterizzato da una distesa di ciottoli, in primavera sono abbondanti le seppie; i gamberi di notte. Poi polpi, donzelle, salpe e ippocampi. Le immersioni sono sconsigliate dopo abbondanti piogge, perché la piena del fiume, riversando in mare grosse quantità di limo, rende torbide le acque. Settembre è il periodo ideale. In un fondale particolarmente indicato sia per immersioni subacquee con l'Ara con autorespiratore di litraggio limitato, sia "sea watching" con maschera e pinne.

SANTO STEFANO - Capo Falcone

A Santo Stefano, non lontano dal Molo 4, si trova uno degli approdi più conosciuti dell'isola. 
Capo del Falcone ha questo nome per la tipica formazione rocciosa sita sulla parete, in alto, al centro di una piccola insenatura. Noto anche come Capo Testa d'Aquila, è particolarmente adatto per l'immersione in parete. Nella rientranza delle ampie cavità si trovano le pareti sono ricoperte da splendidi tappeti di astroidi (Astroides calycularis) e di margherite di mare (Parazoanthus axinellae). I polipi di questi organismi sessili sono floridi e dai colori intensi perché nutriti da un costante afflusso di plancton. Sotto i -20, ampie grotte formatesi dall'addossamento di massi ciclopici. Proprio qui si trova Ia maggior quantità di pesce: grossi saraghi, nuvole di sparaglioni e pesce di passo. Dai -30 metri in poi, l'immersione diventa più impegnativa, con getti rocciosi venticali verso il fondo, fino a -50 metri, nell'habitat delle gorgonie gialle e rosse. La risalita in superficie si può effettuare comodamente in parete, dove si trovano molteplici punti di appiglio così da rispettare le tappe di decompressione; altrimenti, lungo Ia cima dell'ancora della barca appoggio, con l'aiuto di un cavo di risalita ben zavorrato all'estremità.

PALMAROLA - La Secca di Mezzogiorno

Prende nome dall'Arco di Mezzogiorno, dove due altissime guglie rocciose si elevano dalla superfice verso il cielo. Particolarità del luogo è il canalone che attraversa questo innalzamento del fondale, con pareti a volte parallele, e che a volte tendono ad avvicinarsi nella parte alta, fino addirittura a congiungono in qualche punto. Un'immersione suggestiva, alla profondità di 20 metri. Intorno roccia bianca con isole di sabbia e diverse macchie di posidonia verde. Sulle rocce in ombra, qualche varietà di spugne, fra le quali quella incrostante rossa che può ricoprire vaste superfici. E moltissini organismi bentonici da osservare e fotografare. Nelle isole di sabbia si possono trovare sogliole e rombi abilmente mimetizzati, mentre sulla roccia ci sono organismi sessili come spugne, briozoi e tunicati. Con sciami di piccoli pesci colorati e, nelle cavità più in penombra, polpi e margherite gialle di mare.

PONZA - Le Formiche

In prossimità del Porto di Ponza, giungendo con il traghetto, è possibile vedere sulla sinistra un gruppo di scogli affioranti, detto delle Formiche. Uno specchio d'acqua che costituisce un habitat a se stante; con una grande estensione subacquea che consente di immergersi sia ad una decina di metri dal fondo, sia fino a - 45 metri. L'ambiente è misto: roccia lungo le falde degli scogli emergenti, posidonia e colonie di gorgonie; e anche gorgonie rosse, il cui splendore viene esaltato da un'acqua estremamente limpida. Poi cernie, pesci stanziali spirografi, colonie di claveline e varie specie di nudibranchi.

GAETA - La Nave di Serapo

A brevissima distanza dalla spiaggia di Fontania, è indicata per subacquei alle prime armi (la profondità è di pochi metri) e per appassionati di fotografia naturalistica. Si tratta infatti di un sito biologico che ospita numerosissimi organismi marini: polpi, seppie, nudibranchi di varie specie, gamberi nelle ore notturne, granchi e pesci. Il versante migliore è quello di fuori, che guarda il mare aperto e Punta Trinità. E qui, la zona dove termina la roccia e inizia la sabbia; e i canaloni nella roccia che si dipartono dall'estremitá di Ponente dello scoglio e procedono rettilinei. Al termine di questi, dopo una decina di metri, un piccolo plateau roccioso con pochi ciuffi di posidonia, con polipi, ostriche cementate sul substato roccioso, una piccola colonia di margherite di mare, perchie, sciarrani e pesci lucertola. E d'estate, lepri di mare.

SPERLONGA - Torre Capovento

Una delle antiche torri di avvistamento erette fra Sperlonga e Gaeta. Restaurata negli anni cinquanta, è crollata recentemente e oggi ne è visibile solo il basamento. Alcune rovine sono precipitate in mare, ed è consigliabile raggiunger lo specchio d'acqua sottostante la torre in barca. Suggestiva la propaggine rocciosa alta e sottile come una dorsale crestata che si protende verso il largo. Alla base, un fondale misto di scogli e sabbia con tante spacche e pertugi. Da pochissimi metri di profondità a livello della riva della caletta, si passa ad una decina di metri e oltre all'altezza della punta. Il luogo è particolarmente indicato per le immersioni notturne. Fra le spacche e gli anfratti, diversi organismi marini: labridi, gamberi e moltissime cicale Il polpo invece è più comune di giorno. D'estate, branchi di occhiate; e in settembre, nelle acque vicinane a Torre Capovento, numerose meduse della specie cassiopea, di colore giallo, con corte braccia ricche di escrescenze conformate a bottone, di diversi colori. E branchi di sugarelli, gli unici pesci immuni agli cnidoblasti venefici delle meduse. E poi branchi di pelagici. I periodi migliori per l'immersione in queste acque sono fine estate e primavera.

VENTOTENE - La secca della Molara

Molara è un termine arcaico per indicare la mola, o più propriamente macina, la grande pietra rotonda del molino o del frantoio, per macinare grano o schiacciare olive. E questa famosa secca, prende il nome dalle macine cilindriche che si trovano ancora fra antichi cocci e terraglie. Si trova proprio nel mezzo del canale fra le due isole, dove la corrente che aumenta di velocità merita attenzione. Partendo dal molo principale di Santo Stefano (della Madonnina) e facendo rotta sulla congiungente verso Cala Nave di Ventotene, dopo poche centinaia di metri, il fondo sale verso la superficie, per fermarsi a soli tre metri dal pelo dell'acqua. Nell'immersione consigliata con tempo ottimo e mare calmo, la secca si immerge e si conforma a dorsale, contornata da enormi massi che salgono dal fondo sedimentoso fino a pochi metri dalla superficie. La profondità del piede è di circa 25 metri, mentre la dorsale presenta una isobara oscillante tra i 12 e i 25 metri. D'estate, in primavera e in autunno, tanto pesce di passo, anche quello di grossa mole che segue i branchi di "mangianza": ecco l'incontro con le palamite, con le ricciole e le lecce, con i veloci e plumbei pesci serra. Scrutando tra gli scogli e nel sedimento, reperti antichi.

ZANNONE - La Secca del Varo

Anche se geograficamente Zannone è un'isola, cioè un lembo di terra emersa completamente circondata dal mare, sott'acqua Ponza e Zannone sono in realtà le propaggini emergenti di un grande, unico plateau roccioso. Quest'istmo sommerso, unisce dunque l'isola madre (Ponza) con la più piccola Zannone. Lungo questa cordigliera sottomarina diverse appendici rocciose si proiettano verso la superficie. Una di queste è la cosiddetta Secca del Varo, con il cappello che giunge sino a tre metri dal pelo dell'acqua, sita a circa cinquecento metri dalla punta del Varo, con rotta Sud-ovest. Grazie all'alto livello di limpidezza dell'acqua, è visibile la roccia ammantata di alghe scure subito sotto la superficie. I punti più belli del fondale si trovano sul versante nord-occidentale della secca, che scende subito intorno ai 3O metri e oltre. Verso il piede della parete si possono incontrare cernie, pesci di tana, polpi, murene e gronghi.