ROMA IN TAXI: OTTOBRE 2003



IN COPERTINA: FEDERICO FELLINI


ZOOM: LA RIVOLUZIONE DEL BENE

16 OTTOBRE 1978 - 16 OTTOBRE 2003... KAROL WOJTYLA: XXV ANNI GIOVANNI PAOLO II

Roma, 13 ottobre 2003, ore 15.00, Aula Giulio Cesare, il Sindaco di Roma e il Presidente del Consiglio Comunale consegnano al Cardinal Vicario i doni della città per Giovanni Paolo II, nel XXV anniversario del Pontificato. Alla presenza del Cardinale Camillo Ruini (Vicario del Papa per la Diocesi di Roma), Walter Veltroni (Sindaco di Roma), Giuseppe Mannino (Presidente del Consiglio Comunale di Roma), Piero Schiavazzi (giornalista vaticanista, curatore generale delle manifestazioni promosse dal Ministero Italiano degli Affari Esteri per il XXV anniversario del Pontificato di Giovanni Paolo II), Mario Baccini (Presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura italiana all'Estero), Massimo Ghini, Amedeo Minghi.

"I Rappresentanti del Popolo romano, il Successore di Pietro, il Campidoglio: ecco raccolti insieme i protagonisti della peculiare ed irripetibile vocazione di Roma, che non può prescindere dall'intreccio di tali presenze. Qui si ritrovano la Roma civile e la Roma cristiana, non contrapposte, non alternative, ma unite insieme, nel rispetto delle differenti competenze, dalla passione per questa Città e dal desiderio di renderne esemplare volto per il mondo intero" (Giovanni Paolo II, 15 gennaio 1998, discorso in occasione della visita in Campidoglio).

"Scrivo per dare voce ad un sentimento di gioia e di gratitudine che unisce noi tutti, figli della Chiesa di Roma, e che è condiviso da quanti vivono in questa città, oltre ad essere un sentimento diffuso nel mondo intero. Il 9 novembre 1978, poco dopo la sua elezione, Giovanni Paolo II, ha detto: "Sono profondamente consapevole d'essere diventato Papa della Chiesa Universale perché Vescovo di Roma". Il Ministero di Vescovo di Roma, quale successore di Pietro, è la radice dell'universalità" (Cardinale Camillo Ruini, Vicario di Roma).

La Madonna nell'Arte Contemporanea. Omaggio ai XXV anni di Pontificato di S.S. Giovanni Paolo II. Pantheon, Roma, dal 14 ottobre al 20 novembre 2003: l'arte testimone dell'Europa cristiana nel messaggio di grandi artisti contemporanei al Papa. Venticinque pittori e scultori, tra i più notevoli della contemporaneità, hanno dedicato la loro creatività artistica al tema mariano, in onore della figura e dell'opera del Santo Padre. Celebri artisti hanno eseguito le loro opere appositamente per il Pontefice, ispirandosi alla Vergine. Un segnale importante per la costruzione di un'Europa Cristiana anche per mezzo dell'arte. Giovanni Paolo II, infatti, nel 1999, con la Lettera agli artisti, aveva incentivato, il dialogo tra gli operatori dell'arte e la Chiesa, mai affievolitosi in duemila anni di storia. Una mostra a cura di Mons. Renzo Giuliano e Lorenzo Zichichi, coadiuvati da Gloria Porcella (Galleria Ca' d'Oro); coordinamento artistico di Norberto G. Kuri, allestimento di Giorgio Orlandi. Organizzazione: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Vicariato, Comune di Roma.


ZOOM: MADRE TERESA

MADRE TERESA DI CALCUTTA. 19 ottobre 2003: la beatificazione. "Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù".

Gonxha Agnes nasce il 26 agosto 1910 a Skopje, nel centro storico e geografico dei Balcani. E' la più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu. All'età di diciotto anni, nel settembre 1928, entra nell'Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come "le Suore di Loreto", in Irlanda. Riceve il nome di suor Mary Teresa. In dicembre parte per l'India; è a Calcutta il 6 gennaio 1929. Il 24 maggio 1937 suor Teresa compie la Professione dei voti perpetui. Il 17 agosto 1948 indossa per la prima volta il sari bianco bordato d'azzurro. Il 7 ottobre 1950 la Congregazione delle Missionarie della Carità è riconosciuta ufficialmente nell'Arcidiocesi di Calcutta. Madre Teresa fonda nel 1963 i Fratelli Missionari della Carità; nel 1976 il ramo contemplativo delle sorelle, nel 1979 i Fratelli contemplativi, e nel 1984 i Padri Missionari della Carità. Il 5 settembre 1997 la vita terrena di Madre Teresa giunge al termine; con 4.000 suore di Madre Teresa presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo.

"Carissimi Fratelli e Sorelle, sin dall'inizio, ho voluto porre il mio pontificato sotto il segno della speciale protezione di Maria. Più volte, poi, ho invitato l'intera comunità dei credenti a rivivere l'esperienza del Cenacolo, dove i discepoli erano assidui e concordi nella preghiera con Maria, la madre di Gesù. La Chiesa prende sempre più coscienza di essere madre, come Maria. Essa è la culla in cui Maria depone Gesù e lo affida all'adorazione e alla contemplazione di tutti i popoli. Su questo cammino spirituale e missionario intende proseguire, sempre accompagnata dalla Vergine Santissima, Stella della nuova evangelizzazione, aurora luminosa e guida sicura del nostro cammino" (Giovanni Paolo II, dal messaggio per la giornata missionaria mondiale 2003).


ZOOM: SAPERE I SAPORI

PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE NELLE SCUOLE. Roma, Ottobre 2003: la Giunta Regionale del Lazio, presieduta da Francesco Storace, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Antonello Iannarilli, stanzia 300.000 euro per la nuova edizione del progetto di educazione alimentare che coinvolge tutti gli alunni del Lazio insieme con le loro famiglie e affida l'esecuzione del progetto all'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio (Arsial).

"Sapere i sapori" è un progetto di comunicazione ed educazione alimentare (promosso dalla Regione Lazio e rivolto a tutti gli alunni delle scuole del Lazio), nato con l'obiettivo di educare le nuove generazioni a "scelte consapevoli e sane", attraverso la conoscenza diretta dei processi produttivi degli alimenti. Il programma si sviluppa attraverso esperienze dirette rivolte, non solo agli alunni e ai docenti, ma anche ai genitori e ai nonni degli scolari, formatori per eccellenza. "Sapere i sapori" si articola in lezioni teoriche e pratiche in aziende agricole, fattorie, frantoi, caseifici, sotto la guida di esperti nel campo: agronomi e psicologi.

Nel 2003 gli istituti scolastici interessati dal programma educativo sono stati oltre 400 con un coinvolgimento di oltre 570.000 persone tra alunni, familiari e docenti. Le iniziative realizzate nel corso delle edizioni annuali di "Sapere i sapori" sono state raccolte in un cd-rom. Quest'ultimo costituisce un utile supporto didattico a disposizione degli insegnanti, e non solo, per scoprire i prodotti tradizionali del territorio e le radici storiche, ambientali e sociali che li caratterizzano.

"Vogliamo creare e consolidare una relazione tra mondo della scuola e mondo della produzione, finalizzata anche all'orientamento scolastico e lavorativo; e vogliamo inoltre promuovere stili di vita sani, basati sulla conoscenza e sulla consapevolezza di scelte alimentari che tengano conto dei gusti e dei disgusti dello studente. Il progetto rappresenta anche una ulteriore occasione per promuovere e valorizzare le tradizioni alimentari e gastronomiche del nostro territorio". (Antonello Iannarilli).

www.regione.lazio.it


SHOPPING: CORDLESS!

Telecom Italia lancia Aladino, il telefono fisso che funziona come un cellulare. Da dicembre 2003 si potranno inviare e ricevere MMS dal telefono di casa e nei primi mesi del 2004 sarà disponibile anche il telefono per le videochiamate. Con design innovativo, funzioni e menù di navigazione simil-cellulare, il tradizionale telefono fisso diventa un terminale con display a colori, menù ad icone, una vasta scelta di suonerie, giochi e sms a scrittura facilitata. Attualmente i telefoni fissi in Italia sono oltre 18 milioni e con Aladino (il cui prezzo sarà di 129 euro iva inclusa), Telecom Italia si propone di sostituirli gradualmente accelerando un importante processo di innovazione. Le misure di Aladino sono 125 mm di altezza, 46 mm di larghezza e 25 mm di spessore; con un'autonomia fino a 120 ore in stand by e 12 ore di conversazione. Funzionamento: come per i telefoni cellulari, sul display di Aladino è visualizzato un menù che contiene le varie funzioni del telefono: dagli SMS, alla lista delle chiamate ricevute ed inviate, dall'orologio ai giochi fino ai principali servizi di Telecom Italia. Inoltre Aladino dispone di un tasto che permette di collegarsi direttamente al nuovo servizio 4*. Per tutti i clienti abbonati al servizio "chi è", grazie alle 5 suonerie in dotazione, ciascuna associabile ad un numero entrante, è inoltre possibile riconoscere le chiamate in arrivo. Servizi: attraverso l'icona "Servizi Telecom Italia", è possibile ascoltare la segreteria telefonica e si possono attivare e disattivare facilmente i servizi di avviso e trasferimento di chiamata. E' inoltre possibile accedere direttamente all'Info 412 per scaricare loghi e suonerie, conoscere l'ora esatta, richiedere il servizio sveglia e utilizzare i giochi disponibili. Sms: scrivere gli SMS sarà più semplice grazie all'opzione che consente di accedere alla funzione di "scrittura facilitata". Chi intende inviare messaggi ad un altro telefono fisso pagherà 3 centesimi di Euro (IVA inclusa), mentre, per inviarli verso i cellulari, il prezzo sarà di 10 centesimi di Euro (IVA inclusa). Sarà inoltre disponibile un particolare abbonamento chiamato Chat SMS: al prezzo di 1 euro al mese sarà possibile spedire un numero illimitato di SMS verso i telefoni fissi e usufruire di uno sconto del 10% sui messaggi da fisso a mobile. 4*: per accedere direttamente nel mondo ai servizi attraverso il menù vocale. Dopo aver digitato il 4 seguito dall'asterisco, è sufficiente pronunciare o scegliere tra le varie opzioni il servizio che interessa tra quelli offerti da Telecom Italia: inviare e ricevere messaggi vocali, consultare la segreteria, conoscere l'intestatario di un numero telefonico, consultare l'elenco abbonati, la sveglia e l'ora esatta, accedere alla rubrica telefonica e a tanti altri servizi. (informazioni utili, numeri di emergenza e di pubblica utilità).

"Click! Optical Mouse", "Cordless Click! Optical Mouse" e "Cordless Click! Plus Optical Mouse": i nuovi mouse Logitech offrono prestazioni e affidabilità costanti senza sfere da pulire. "Cordless Click! Optical" e "Cordless Click! Optical Plus" liberano inoltre dall'ingombro dei cavi grazie alla connessione a radiofrequenza veloce, l'unica tecnologia per mouse cordless che consente di ottenere le stesse prestazioni dei mouse con cavo. Una tecnologia che migliora tre aspetti fondamentali dei mouse cordless: velocità di risposta (125/sec), velocità di trasmissione e latenza. Il risultato è fluidità e precisione di movimenti. Il prezzo dei tre prodotti si aggira rispettavamente intorno ai 50, 70 e 80 euro.


ARTS: MACROAUTUNNO

Roma, Autunno 2003: ad un anno dalla sua nascita, MACRO propone quattro mostre personali di artisti internazionali di altissimo livello: Vik Muniz, Domenico Bianchi, Jun Nguyen-Hatsushiba, Paola Pivi; ed infine un'installazione dell'architetto Odile Decq, che ha firmato con Benoîte Cornette il progetto di ampliamento strutturale del MACRO stesso.

 

VIK MUNIZ, a cura di Germano Celant: La mostra di Vik Muniz si articola in due sezioni: una antologica, che ripercorre con circa 23 opere il lavoro dell'artista, e l'altra in cui vengono presentati 14 ritratti esposti per la prima volta al MACRO. Vik Muniz nasce a São Paulo, Brasile, nel 1961. Vive e lavora a New York, dove è considerato tra i più importanti protagonisti della scena artistica contemporanea mondiale.

DOMENICO BIANCHI, a cura di Danilo Eccher: Al MACRO saranno presenti 140 opere che costituiscono una sorta di mosaico che narra la sua carriera in un allestimento progettato dall'artista.

PAOLA PIVI, a cura di Laura Cherubini: Paola Pivi è nata nel 1971 a Milano, vive e lavora a Londra e ad Alicudi. Per il MACRO realizza una suggestiva installazione fotografica di cui sono protagoniste delle zebre ritratte fra le montagne innevate del Parco Nazionale degli Abruzzi.

JUN NGUYEN-HATSUSHIBA, a cura di Yuko Hasegawa: Nato a Tokyo nel 1968, compie i suoi studi negli Stati Uniti. Oggi vive e lavora a Ho Chi Minh City, in Vietnam. Quella presentata dal MACRO è la prima personale dell'artista a Roma: tre i video proiettati, attraverso i quali sarà possibile una lettura esaustiva del suo percorso artistico strettamente legato alla storia recente del Vietnam.

ODILE DECQ, "MACRO-MICRO": Per la prima volta in Italia, al MACRO, un'esposizione realizzata dall'Agenzia Francese di Azione Artistica (AFAA) presenta il lavoro dell'architetto francese Odile Decq, che ha firmato con Benoîte Cornette il progetto di ampliamento dello stesso museo.

Inaugurazione delle mostre: Sabato 27 settembre, ore 18.30. Mostre: Vik Muniz, Domenico Bianchi, Jun Nguyen-Hatsushiba, Paola Pivi e Odile Decq. Direttore: Danilo Eccher. Sede: MACRO, Via Reggio Emilia 54 - 00198, Roma. Durata mostre: dal 28 settembre 2003 al 4 gennaio 2004. Orario: da martedì a domenica 9.00-19.00; festività 9.00-14.00; (lunedì chiuso). Biglietto: intero euro 5,20; ridotto euro 4,20; gratuito fino ai 18 anni e oltre i 65. Servizi al pubblico: bookshop, caffetteria, mediateca, postazioni multimediali. Catalogo: ELECTA.


ARTS: OPERE SU CARTA

Otto e Novecento. Opere su Carta. Sabato 27 settembre 2003, la Nuova Galleria Campo dei Fiori inaugura la sua prima mostra autunnale: Otto e Novecento. Opere su carta. L'esposizione, a cura di Lela Djokic, comprende una cinquantina di opere dell'800 e del primo '900. Esposti pastelli, tempere, gouache, acquerelli, disegni, incisioni, di alcuni fra i più noti artisti, italiani e non, come: D. Baccarini, G. Balla, G. Boldini, C. Cagli, O. Carlandi, A. De Carolis, T. Duclére, R. Dal Molin Ferenzona, E. Roesler Franz, F. Gentilini, G. Grotz, G. Guerrini, C. Levi, G. Marussig, S. Matta, F. P. Michetti, A. Noci, P. Picasso, F. Pirandello, A. Raphael, G. A. Sartorio, G. Signorini, A. Spadini, R. Vespignani.

Roma: dal 27 settembre al 15 novembre 2003, presso la Nuova Galleria Campo dei Fiori (Via di Monserrato 30). www.nuovagalleriacampodeifiori.it


ARTS: MONELLI BANDITI

Monelli Banditi: Scenari e Presenze della giustizia minorile in Italia. Mostra fotografica: Roma, Complesso del S. Michele (Via S. Michele 25). Dal 1 Ottobre al 30 Novembre 2003. Ingresso gratuito.

Un progetto frutto di una preziosa collaborazione interistituzionale tra il Ministero della Giustizia - Dipartimento Giustizia Minorile, l'Archivio di Stato di Roma, l'Istituto Luce e la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Roma. L'idea della mostra nasce in seguito al ritrovamento di un fondo di 4.000 foto, provenienti dagli Istituti minorili di tutta Italia, conservato presso la Scuola di formazione del personale della Giustizia Minorile di Roma. La parte più consistente del fondo, costituita da 2.800 foto realizzate dall'Istituto Luce nel 1951 su commissione della Direzione Generale degli istituti di prevenzione e pena, è quella da cui è stato selezionato il materiale fotografico esposto in questa mostra. Le immagini proposte raccontano le storie di vita di questi "monelli-banditi" proiettandoci nel loro quotidiano, scandito dai ritmi severi degli istituti di rieducazione. Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Roma si deve la concessione del Complesso del S. Michele, famoso ex-carcere minorile, per l'allestimento della mostra. La scelta, non casuale, del S. Michele, aggiunge a questa mostra una suggestione in più. Le foto, infatti, saranno esposte al 1° piano dell'edificio, da poco restaurato, in cui si trovavano le celle occupate dai minori, ospiti del centro. Le foto esposte mantengono viva l'emozione intensa di chi ha avuto l'occasione di poter "sbirciare" in un mondo sconosciuto, lontano dalla propria realtà e dal proprio tempo. L'occhio attento e curioso dell'obiettivo si fissa su di una dimensione differente, scomoda da ricordare, ma difficile da rimuovere, quella del carcere minorile. Echi e memorie di un passato non lontano, queste foto offrono la possibilità di riflettere, anche se a distanza, sull'evoluzione e sul futuro della giustizia minorile in Italia.

GUIDA ALLA LETTURA DELLE FOTO: Nel dicembre 2001 è stata istituita, presso la Scuola di formazione del personale per i minorenni di Roma, la Commissione di sorveglianza e scarto sugli archivi. In tale occasione è stato reperito un fondo fotografico di circa 4000 foto ed altro materiale filmico proveniente da istituti minorili. Le 2.800 foto realizzate dall'Istituto Luce nel 1951 (oggi i negativi sono conservati presso il suo ricco Archivio) costituiscono la parte più consistente del fondo. Il lavoro era stato commissionato dalla Direzione generale degli istituti di prevenzione e pena per una campagna fotografica che documentasse la vita all'interno delle loro strutture e contrastasse l'azione denigratoria promossa dalla stampa a danno degli istituti di pena. La tradizione di utilizzare la fotografia a fine di propaganda era stata inaugurata dal Guardasigilli Dino Grandi che nel 1940 aveva commissionato, sempre all'Istituto Luce, la prima campagna fotografica dedicata agli Istituti di prevenzione e pena, per celebrare il decennale delle leggi penali e della riforma penitenziaria. Le foto esposte nella mostra sono tratte dal fondo del 1951. Esse ritraggono una realtà carceraria molto edulcorata, dove regna l'ordine e la pulizia ed ogni cosa è al suo posto. Le inquadrature sono studiate secondo lo stile fotografico dell'epoca e la scelta oculata dei momenti della vita quotidiana, lo studio, il lavoro, la ricreazione e le funzioni religiose, mira a dimostrare che all'interno degli istituti gli internati erano trattati bene. Lo sforzo dei fotografi, tuttavia, non ha potuto nascondere, anzi ha contribuito ad esaltare l'impressione di vuoto, vastità e squallore degli ambienti (corridoi, scale, cortili) che la presenza di una pianta o di un vaso di fiori non riesce ad ingentilire. Dalle immagini emerge la povertà degli arredi (dormitori, servizi igienici, infermerie) e degli oggetti (letti, comodini, stoviglie di stagno), l'uniforme grigiore dei muri che si confonde con quello degli abiti da lavoro e delle divise, la spersonalizzazione dei ragazzi (taglio dei capelli, divise, mancanza di oggetti personali), la povertà e la ripetitività dei giochi (girotondi, pallone, il ping pong, poche biciclette per tutti), la monotonia dei comportamenti, la mancanza di spontaneità e di vivacità. La logica restrittiva del processo di rieducazione che pervade le immagini è tuttavia contraddetta, a tratti, da sguardi, gesti e atteggiamenti dei protagonisti, dai quali traspare un'umanità che un occhio attento saprà cogliere.


CINEMA: LA ROMA DI FELLINI

"LA ROMA DI FELLINI". Settembre-Dicembre 2003: omaggio per il decennale della scomparsa di Fellini (1993- 2003). Il 31 ottobre 1993 moriva Federico Fellini: a dieci anni dalla scomparsa, la città di Roma vuole dedicare al grande regista che la immortalò in film memorabili, un ciclo di iniziative in segno di omaggio. Da settembre a dicembre 2003, mostre, concerti, proiezioni di film, installazioni, presentazioni di volumi, per ricordare il percorso umano e artistico del celebre regista, sin da ragazzo intimamente legato alla Capitale. "Che cos'è Roma? A che penso quando sento la parola Roma? Penso ad un faccione rossastro che assomiglia a Sordi, Fabrizi, la Magnani. Penso ad un terreno bruno, melmoso; a un cielo ampio, fasciato, da fondale dell'opera, con colori viola, neri, argento; colori funerei. Ma tutto sommato è un volto confortante. Gli intellettuali, gli artisti, che vivono sempre in uno stato di frizione fra due dimensioni diverse - la realtà e la fantasia - trovano qui la spinta adatta e liberatoria della loro attività mentale: con il conforto di un cordone ombelicale che li tiene saldamente attaccati alla concretezza. Giacché Roma è una madre, ed è la madre ideale, perché indifferente. È una madre che ha troppi figli, e quindi non può dedicarsi a te, non ti chiede nulla, non si aspetta niente. Ti accoglie quando vieni, ti lascia andare quando vai, come il tribunale di Kafka. In questo c'è una saggezza antichissima; africana, quasi; preistorica." (Federico Fellini).

"La Roma di Fellini": Ospitata a Roma al Complesso del Vittoriano (4 ottobre - 15 novembre 2003) e a Parigi all'Hotel de Ville (febbraio - maggio 2004), la mostra "La Roma di Fellini" è promossa dal Comune di Roma e dalla Mairie de Paris. Attraverso fotografie del regista (di cui 200 inedite), costumi, spezzoni, manifesti originali dei film "romani" come ad esempio Roma, Lo sceicco bianco, Satyricon, La dolce vita, interviste, schizzi, disegni e dediche del regista sulle tovaglie e i tovaglioli delle trattorie romane, la rassegna vuole raccontare lo sguardo di Fellini sulla città eterna.

"Fellini al femminile": Inaugurazione 4 ottobre: Promossa dal Comune di Roma e ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 4 al 25 ottobre 2003 la mostra "Fellini al femminile", a cura di Maite Carpio e Riccardo di Mambro Santos, ripercorre la rappresentazione della Donna nell'arte felliniana. Ad accogliere il visitatore la gigantografia di un disegno inedito di Fellini, Autoritratto con marionette, e L'Harem felliniano, una galleria di ritratti con le diverse sfaccettature che il regista ha conferito al suo ideale di Donna. Il percorso prosegue con La Donna mitologica. Tributo ad Anita, una sezione dedicata alla figura di Anita Ekberg, icona di un'intera epoca, che rappresenta la trasformazione avvenuta nell'iconografia del regista nel rappresentare una donna dall'alta carica sensuale; La Donna celluloide, in una stanza vengono proiettate le sequenze più famose ed emblematiche del cinema di Fellini per ricreare il binomio Uomo-Donna nell'ottica felliniana; Il corpo metamorfico raccoglie i disegni di Fellini raffiguranti il corpo umano con alcune opere a soggetto maschile, altre dedicate alla figura femminile e una serie di disegni raffiguranti la singolarissima fusione dei due sessi all'interno di uno stesso corpo. Ventinove disegni inediti, realizzati negli ultimi due anni di vita, sono eccezionalmente esposti in Erotomachia corpus di grande impatto visivo dove il tema dell'universo femminile viene affrontato in maniera ludica, liberatoria, drammatica ma, al tempo stesso, ironica.


FUN: ROMA EUROPE FESTIVAL

Da molti anni, in autunno, Roma torna ad essere la capitale europea della cultura e dello spettacolo: ROMAEUROPA FESTIVAL, giunto alla diciottesima edizione, con i suoi 30 eventi, i 350 artisti provenienti da tutto il mondo, le 62 serate, i 45.000 posti per il pubblico, trasforma la città in un palcoscenico straordinario! La proposta culturale del Festival (dal 20 settembre al 30 novembre), si articola in sei diversi spazi nella città: dai Teatri Argentina e Valle alla suggestiva Villa Medici, dall'Auditorium-Parco della Musica al Brancaleone ed al rinnovato Palladium. La festa di apertura presso la Villa Medici con una ricca performance di prosa, musica e balletto; poi Alessandro Baricco con il suo "Racconto dell'Iliade"; ed ancora i Concerti di Musica, ancora alla Villa Medici, e "The Powerbook", con Deborah Warner al Teatro Argentina; mentre al Valle, Richard Move con Marta@RomaEuropa; e al Brancaleone, Keith Khan con Mix & Match, Moti Roti Night.

Spettacoli in programma, dal 15 ottobre al 30 novembre. 15 ottobre: Palladium, La Frontiere, con Yoshi Oida. 16-19 ottobre: Argentina, The Cost of Living, con Lloyd Newson. 17-19 ottobre: Valle, Alladeen, The Builders Association. 24-26 ottobre: Argentina, Pond Way, con la Merce Cunningham Dance Company. 30 ottobre-2 novembre: Palladium, Giorgio Barberio Corsetti, in Iniziali BCGLF. 31 ottobre-2 novembre: Valle, Shadows, con William Yang. 1 novembre: Brancaleone. 6-8 novembre: Palladium, Danzando Lolita, con Stefano Benni. 7-9 novembre: Valle, Foi, con Sidi Larbi Cherkaoui Ballet. 15-16 novembre: Palladium, Ciclo Filmico della Tragedia Endogonidia. 15 novembre: Brancaleone, Vjamm All Stars and Friends. 21-30 novembre: Valle, Societas Raffaello Sanzio, Tragedia Endogonidia. 20-21 novembre: Palladium, Indigenous People in India, con Dinaz Stafford. 22- 23 novembre: Palladium, Cantastorie d'Oriente, con Tzam e Baibussynova. 27-29 novembre: Palladium, Peter Sellars e Antonin Artaud in For an End. 29-30 novembre: Brancaleone e Auditorium, Sonarsound Roma.

Sonarsound: Serata conclusiva del Romaeuropa Festival: Domenica 30 novembre 2003, Auditorium - Parco della Musica. Sala Settecento, Sala Sinopoli, Sala Santa Cecilia. Dalle ore 19.00 alle ore 23.30. Fra le musiche elettroniche del Sonarsound di Barcellona, per la prima volta la musica diventa protagonista nelle tre sale simultaneamente, attraverso la creazione di un percorso sonoro fatto da dieci ore di musica in cui muoversi liberamente. Artisti internazionali ed italiani, per una nuova visuale sullo stato eclettico della musica di oggi: dal post-rock elettronico alla musica concreta, dalla techno e le sue derivazioni ai micro suoni minimalisti... Danilo Rea Martux-m (Italia): ore 19.15-20.00, Sala Sinopoli. Schneider Tm (Germania): ore 19.30-20.10, Sala Settecento. Ryoji Ikeda (Giappone) : ore 20.00-20.45, Sala Santa Cecilia. Jamie Liddell (Gran Bretagna): ore 20.15-21.00, Sala Sino poli. The Puppetmostaz (Germania): ore 21.15-22.30, Sala Santa Cecilia. M. Herbert big band (Gran Bretagna): ore 21.30-22.30, Sala Sinopoli. Tujiko Noriko (Giappone): ore 21.30-22.15, Sala Settecento. Frame visuals di Nina di Majo (Italia): ore 19.00-19.50, Sala Santa Cecilia. Mass visuals di Bianco-Valente (Italia): ore 22.15-23.30 Sala Settecento.


SPORT: L'ASI CONTRO IL DOPING

25 novembre 2003: Aula Magna del Rettorato dell'Università degli Studi di Roma Tre, Via Ostiense 159 (Roma), il Convegno: "Doping, un pericolo per tutto lo sport".

Lo sport si trova ad affrontare – ormai anche a livello amatoriale – una delle emergenze più gravi e al tempo stesso estese di tutta la sua storia: il doping. E' un problema assai ampio, che investe molti segmenti della società: i giovani, le persone che praticano sport, le famiglie, i medici, le istituzioni, gli organismi e le organizzazioni sportive. Il doping, nasce da una cultura aberrante, che si alimenta non solo nei comportamenti di alcuni esponenti delle elite sportive ma anche e soprattutto nell'agire quotidiano di chi pratica sport o fa praticare sport, a diversi livelli  (un esempio: ogni anno migliaia di frequentatori di palestre spendono in media da 500 a 700 euro a testa in anabolizzanti e sostanze stimolanti!!!). "Alterare le prestazioni", "migliorare le performances", "aumentare la resistenza alla fatica" e "incrementare la potenza" sono alcune delle definizioni usate più comunemente, ma sono altrettanti falsi ideologici, nella realtà questi atti sono in tutto e per tutto dei reati. E' una visione dello sport che mira unicamente al successo a tutti i costi, senza badare alle implicazioni di carattere etico, sociale e sanitario che derivano da tali comportamenti. Per sconfiggere il doping sono indispensabili le leggi e la loro applicazione, ma proprio perché si tratta di un problema sociale, non sono sufficienti. Il convegno che si terrà il 25 novembre p.v., presso l'Aula Magna del Rettorato dell'Università degli Studi di Roma Tre, sita in via Ostiense 159,  in collaborazione con l'Asi, intende andare nella direzione di creare maggiore consapevolezza su questo tema, secondo questo schema di analisi: Chiara consapevolezza del problema e chiara informazione su cosa sia il doping; Le sostanze doping più diffuse; Responsabilizzazione dei cittadini; Il doping è un reato, si va in galera; Calcio, ciclismo e atletica: i casi più rilevanti; La repressione, una parte del problema. Nel cercare di riportare lo sport a come l'aveva pensato il barone Pierre de Coubertin, l'uomo che fec rinascere, a fine Ottocento, le Olimpiadi, e che sognava il miglioramento dell'uomo attraverso lo sport e l'affratellamento dei popoli, dicendo inoltre che l'importante era dare il meglio di sé, in ogni campo, e lo sport poteva aiutare i giovani a crescere più sani, si discuterà dettagliatamente secondo i temi sopra descritti e al termine degli interventi ci sarà un momento di dibattito tra i relatori e gli studenti che potrà ulteriormente chiarire i reali problemi del doping.


VISION: FRANCESCO

Francesco nasce ad Assisi nell'inverno del 1182, da Pietro di Bernardone e Madonna Pica. Muore nel tramonto del 3 Ottobre 1226 alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli. Il 16 Luglio 1228 è dichiarato Santo da Papa Gregorio IX. Patrono d'Italia, è celebrato il 4 Ottobre.

Testamento di San Francesco (1226): Il Signore dette a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo. E il Signore mi dette tale fede nelle chiese, che io così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo. Poi il Signore mi dette e mi dà una così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana, a motivo del loro ordine, che anche se mi facessero persecuzione, voglio ricorrere proprio a loro. E se io avessi tanta sapienza, quanta ne ebbe Salomone, e mi incontrassi in sacerdoti poverelli di questo mondo, nelle parrocchie in cui dimorano, non voglio predicare contro la loro volontà. E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come i miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient'altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il santissimo sangue che essi ricevono ad essi soli amministrano agli altri. E voglio che questi santissimi misteri sopra tutte le altre cose siano onorati, venerati e collocati in luoghi preziosi. E dovunque troverò manoscritti con i nomi santissimi e le parole di lui in luoghi indecenti, voglio raccoglierli, e prego che siano raccolti e collocati in luogo decoroso. E dobbiamo onorare e venerare tutti i teologi e coloro che amministrano le santissime parole divine, così come coloro che ci amministrano lo spirito e la vita. E dopo che il Signore mi diede dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò. E quelli che venivano per abbracciare questa vita, distribuivano ai poveri tutto quello che potevano avere, ed erano contenti di una sola tonaca, rappezzata dentro e fuori, del cingolo e delle brache. E non volevano avere di più. Noi chierici dicevamo l'ufficio, conforme agli altri chierici; i laici dicevano i Pater noster; e assai volentieri ci fermavamo nelle chiese. Ed eravamo illetterati e sottomessi a tutti. Ed io lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati lavorino di un lavoro quale si conviene all'onestà. Coloro che non sanno, imparino, non per la cupidigia di ricevere la ricompensa del lavoro, ma per dare l'esempio e tener lontano l'ozio. Quando poi non ci fosse data la ricompensa del lavoro, ricorriamo alla mensa del Signore, chiedendo l'elemosina di porta in porta. Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: "Il Signore ti dia la pace!". Si guardino bene i frati di non accettare assolutamente chiese, povere abitazioni e quanto altro viene costruito per loro, se non fossero come si addice alla santa povertà, che abbiamo promesso nella Regola, sempre ospitandovi come forestieri e pellegrini. Comando fermamente per obbedienza a tutti i frati che, dovunque si trovino, non osino chiedere lettera alcuna (di privilegio) nella curia romana, né personalmente né per interposta persona, né per una chiesa né per altro luogo, né per motivo della predicazione, né per la persecuzione dei loro corpi; ma, dovunque non saranno accolti, fuggano in altra terra a fare penitenza con la benedizione di Dio. E fermamente voglio obbedire al ministro generale di questa fraternità e a quel guardiano che gli piacerà di assegnarmi. E così voglio essere prigioniero nelle sue mani, che io non possa andare o fare oltre l'obbedienza e la sua volontà, perché egli è mio signore. E sebbene sia semplice e infermo, tuttavia voglio sempre avere un chierico, che mi reciti l'ufficio, così come è prescritto nella Regola. E tutti gli altri frati siano tenuti ad obbedire allo stesso modo ai loro superiori e a recitare l'Ufficio secondo la Regola. E quelli che siano trovati che non volessero recitare l'Ufficio secondo la Regola, o volessero in qualunque modo variarlo, o non fossero cattolica, tutti i frati, dovunque siano, per essere tenuto per obbedienza debbono presentare qualsiasi di quelli, lo dovunque lo trovino, ai custodi più prossimi di dove lo trovano. E quel custode è tenuto per obbedienza a custodirlo fermamente come un uomo in catene giorno e notte così che non possa essere strappato dalle sue mani, finché proprio lui in persona lo presenterà nelle mani del suo ministro. E quel ministro è tenuto per l'obbedienza a mandarlo per mezzo di tali frati che lo custodiscano fortemente come un uomo in catene di giorno e di notte, finché lo presentano al signore di Ostia, che è signore, protettore e correttore di tutta la fraternità. E non dicano i frati: Questa è un'altra Regola, perché questa è un ricordo, un'ammonizione, un'esortazione e il mio testamento, che io, frate Francesco piccolino, faccio a voi, miei fratelli benedetti, perché osserviamo più cattolicamente la Regola che abbiamo promesso al Signore. E il ministro generale e tutti gli altri ministri custodi siano tenuti, per obbedienza, a non aggiungere e a non togliere niente da queste parole. E sempre tengano con se questo scritto assieme alla Regola. E in tutti i capitoli che fanno, quando leggono la Regola, leggano anche queste parole. E a tutti i miei frati, chierici e laici, comando fermamente, per obbedienza, che non inseriscano spiegazioni nella Regola e in queste parole dicendo: "Così si devono intendere"; ma, come il Signore mi ha dato di dire e di scrivere con semplicità e purezza la Regola e queste parole, così cercate di comprenderle con semplicità e senza commento e di osservarle con sante opere sino alla fine. E chiunque osserverà queste cose, sia ricolmo in cielo della benedizione dell'altissimo Padre, e in terra sia ricolmato della benedizione del suo Figlio diletto col santissimo Spirito Paraclito e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i Santi. Ed io frate Francesco piccolino, vostro servo, per quel poco che io posso, confermo a voi dentro e fuori questa santissima benedizione. Amen


VISION: PIAZZA DELLA MINERVA

Santa Maria sopra Minerva: datata 1566, in passato quartiere generale dei Domenicani, è una basilica minore con titolo cardinalizio. Prima di essa, un'antico oratorio dedicato alla Vergine, eretto da papa Zaccaria nel 750 nei pressi del tempio dedicato alla Dea Minerva Chalcidica. Al proprio interno, unico esempio a Roma di architettura gotica, la chiesa ospita le tombe di Santa Caterina da Siena (sotto l'altare maggiore), Patrona d'Italia e d'Europa, e del pittore fra Giovanni da Fiesole, il Beato Angelico, nel 1984 dichiarato da Giovanni Paolo II "Patrono Universale degli Artisti".

Nella Piazza, l'Obelisco della Minerva, originario egizio con geroglifici autentici, eretto dal faraone Aprie (589-570 a.C.). Collocato nella posizione attuale da Alessandro VII (1667). In granito rosso, alto 5,47 metri (12,69 con il basamento, l'elefante e la croce terminale), fu scoperto nell'Iseo Campense dai domenicani di Santa Maria sopra Minerva, che vollero a sorreggerlo l'elefantino, disegnato da Bernini ed eseguito da Ercole Ferrara.