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ROMA
IN TAXI: MAGGIO 2006 |

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COPERTINA: RADIOTAXI 3570 A CASTEL SANT'ANGELO
 
ZOOM: FORUM PA
'06
Il forum della pubblica amministrazione: 17esima mostra convegno dei servizi ai cittadini e alle imprese. Da Lunedì 8 a Venerdì 12 Maggio 2006 alla Fiera di Roma (ingresso visitatori: Via Cristoforo Colombo 295).
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dall'8 al 12 Maggio 2006, nel Quartiere Fieristico, la 17esima edizione di "Forum P.A.", la Mostra-Convegno che promuove un confronto diretto ed efficace tra Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, imprese e cittadini sul tema della qualità dei servizi e dell'efficienza dell'azione pubblica. La sua missione è favorire un migliore rapporto tra cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche, promuovendo una P.A. effettivamente orientata ai risultati.
www.forumpa.it

Intervista a Carlo Mochi Sismondi - Direttore generale del FORUM PA
Dottor Mochi Sismondi, ogni nuova edizione del "Forum PA" è caratterizzata da uno slogan, che ne esplica i contenuti e ne sintetizza gli obiettivi. Quale avete scelto per l'edizione 2006?
Il FORUM PA del 2006 si situa in un momento particolare della vita del Paese (per altro anche del Comune di Roma): siamo infatti all'inizio di una nuova legislatura e quindi è necessario ritornare ai "valori fondamentalI" per riprendere la strada con un orientamento certo. Così, dopo aver parlato di sussidiarietà orizzontale nel 2004 con lo slogan "Cittadini al servizio del cittadini" e di responsabilità delle PA nel 2005 parlando di "Qualità delle PA per la qualità della vita", nel 2006 mettiamo al centro la capacità delle amministrazioni e con esse dell'intera società di essere comunità. Il tema è quindi "Fare insieme: le pubbliche amministrazioni in rete per la garanzia dei diritti e la competitività del Paese". Scegliere una metafora così ricca e suggestiva come quella delle rete ci permette di mettere al centro delle nostre riflessioni la capacità delle amministrazioni di lavorare insieme per migliori servizi e maggiore efficienza. FORUM PA 2006 è così articolato in 9 aree tematiche, ciascuna dedicata ad un aspetto della rete di cooperazione che è condizione necessaria perché la PA possa rispondere con equità ed efficienza alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
Il concetto di "rete" sembra richiamare anche quelli di coinvolgimento, partecipazione, collaborazione. Si dibatte dunque in merito ad una "rete" che si estende idealmente dalle pubbliche amministrazioni, alle imprese, ai cittadini? Ed anche dai produttori di servizi (e di beni) ai "consumatori"? E' questo il messaggio di fondo che lanciate con l'edizione 2006 del Forum?
Certamente. "Fare rete" vuol dire uscire dalle amministrazioni e guardare non tanto alle istituzioni, ma alle relazioni che esse sanno stabilire con le varie componenti della società. Il focus è quindi sulle relazioni; la rete è un'immagine intrinsecamente paritaria, fatta di nodi e non di gerarchie, in cui ciascuno è insieme centro e periferia, e soprattutto da ciascuno parte una serie di interazioni il più possibile fattive. Sembra un discorso filosofico; ma è invece la condizione abilitante per ritrovare nel Paese la necessaria "cultura del fare". Pensiamo a quel che è successo per la TAV: l'insegnamento è che non si costruisce contro, ma solo se si riesce a mettere in piedi processi di partecipazione. Lo stesso vale per la produzione e fruizione di servizi. La sussidiarietà orizzontale ormai sancita dalla Costituzione (ultimo comma dell'art. 118) spezza definitivamente quello che gli studiosi chiamano "paradigma bipolare", che vuole da una parte la PA che fornisce i servizi e dall'altra i cittadini che ne usufruiscono e che intervengono solo ogni 5 anni con il controllo dato dal voto. Ormai i cittadini sono e devono essere invece protagonisti permanenti della vita pubblica come co-produttori di servizi (pensiamo a quanto sta facendo la cittadinanza organizzata in tanti campi). In sintesi una PA a rete guarda fuori in cerca non di "consenso", ma di alleati e soci. Lo stesso vale ovviamente per il mondo produttivo: prendere come partner vuol dire accettare regole chiare di mercato, ma anche coglierne gli aspetti innovativi e gli scenari.
Anche l'edizione di quest'anno è caratterizzata dall'attivazione di numerosi ed interessanti convegni...
Ben 9 le declinazioni della rete che costituiscono lo scheletro del programma congressuale. Del FORUM PA 2006, tutte riguardanti in un modo o nell'altro le autonomie locali, ormai cardine del rapporto tra cittadini e PA. Esse sono:
1. una rete di servizi per un moderno stato sociale. Una rete di servizi e politiche per la famiglia, per l'infanzia, per gli anziani, per l'inclusione delle fasce più deboli, per la sicurezza dei cittadini, per disegnare un nuovo welfare nell'Italia del federalismo. Il braccio di questa protezione sociale è una pubblica amministrazione moderna, snella, equa, che opera in un'ottica di servizio.
2. una rete di cittadini e di territori. Una rete inclusiva aperta alla società, alle imprese, al terzo settore, ai cittadini secondo il principio della cooperazione. Una pubblica amministrazione moderna integra i vari soggetti pubblici in un sistema di governance interistituzionale ed opera secondo il principio costituzionale della sussidiarietà orizzonta e verticale.
3. una rete di efficienza. Una pubblica amministrazione moderna è una PA efficiente, che ottimizza le risorse di cui dispone, che opera sulle base
dell'economicità e sostenibilità dell'azione amministrativa, che misura le performance e valuta la propria capacità di raggiungere risultati. A partire da un'efficace sistema dei controlli e dalla diffusione dei buoni esempi di caccia agli sprechi, si può costruire una rete di "buona gestione".
4. una rete di amministrazioni in rete. Una pubblica amministrazione a rete e in rete. Con questi obiettivi è patito un grande piano di modernizzazione ed innovazione tecnologica destinato a realizzare: un sistema integrato di servizi on-line; a spingere i reengineering dell'organizzazione e dei processi; l'interscambio, la cooperazione applicativa e la condivisione dei dati tra PA.
5. una rete per la competitività del sistema Paese. Una PA moderna è una fattore di competitività sia per l'intero Paese che per i sistemi economici locali. Questo sforzo non può essere svolto da una singola amministrazione, ma deve essere frutto di una cooperazione di soggetti diversi sul territorio. La promozione dello sviluppo obbliga le amministrazioni ad uscire dal palazzo ed a integrare soggetti diversi in una visione condivisa di crescita e benessere.
6. una rete di comunicazione. Una PA moderna ha bisogno di una rete condivisa di comunicazione, di informazioni di pubblica utilità e di comunicazione interna. Dopo la lunga gestazione della legge 150 e una attuazione spesso difficile e disomogenea nel Paese, è necessario uno sforzo comune che riconosce la comunicazione pubblica come un "diritto" dei cittadine e insieme come una parte integrante del servizio delle PA.
7. Una rete di persone. Una PA professionale investe innanzitutto sulle sue risorse umana. Per innovare occorre offrire Alle persone: organizzazioni, lavoro e processi di apprendimento che li aiutino a valorizzare il loro potenziale e la loro professionalità. Ma occorre anche affrontare le questioni urgenti della dirigenze e dell'accesso al lavoro pubblico.
8. una rete per la salute. Un'assistenza sanitaria equi, di qualità e in tempi certi e ragionevoli è il primo diritto nelle aspettative dei cittadini. Per rispondere a queste esigenze è necessario che si consolidi una rete di attori disposti a confrontarsi e a condividere principi comuni. Nello stesso tempi una rete di "sanità elettronica" è un obiettivo per conciliare in forma trasparente e democratica risorse scarse con bisogni sempre crescenti.
9. una rete per la tutela dell'ambiente e del territorio. Città sane, mobilità sostenibile, qualità dell'aria e dell'ambiente, gestione integrata del ciclo dei rifiuti, bolletta energetica... e impegni previsti dal Protocollo di Kioto. Sono tante le questioni che le amministrazioni devono affrontare per garantire una migliore qualità della vita ai cittadini. Anche in questo campo occorre fare rete per superare la frammentarietà degli interventi.
ZOOM: FACCIAMO PIENA LUCE!

Tutte sotto la sufficienza per l'efficienza energetica dell'illuminazione pubblica: è impietoso il giudizio sui capoluoghi del Lazio che emerge da "Facciamo piena luce!", prima indagine realizzata da Legambiente e dall'Università di Padova sul tema. Prima nel Lazio Latina (al 9° posto), seguita da Frosinone (13°), Roma (20°) e Viterbo (47°). Nessuna risposta da Rieti.
Tipologie di lampade utilizzate, potenza e consumi complessivi del parco lampade installato nella città, investimenti: questi gli argomenti dei dati forniti dai Comuni, analizzati poi attraverso cinque indici che incidono per l'80% sulla classifica finale: dall'efficienza luminosa dell'impianto al consumo di energia per km2, ma anche il consumo per punto luce, il valore medio del punto luce in euro, fino ai numeri sugli investimenti del Comune nella rete d'illuminazione.

Grandi i margini di miglioramento: oltre agli indici tecnici, di grande interesse è il confronto tra i tassi di efficienza energetica degli impianti installati nei comuni analizzati con quello del comune più efficiente, Pavia. Si evidenzia così il potenziale risparmio energetico e il risparmio in termini di mancate emissioni di CO2. A Roma si potrebbero risparmiare ben 29.130 MWh all'anno se il livello di efficienza energetica fosse come quello di Pavia, quindi assolutamente realizzabile, con una riduzione delle emissioni di CO2 di quasi 21.000 tonnellate all'anno; a Latina 1.708 MWh risparmiati e 1.230 tonnellate di CO2; a Viterbo 2.080 MWh e 1.498 tonnellate di CO2 e Frosinone 815 MWh e 587 tonnellate di CO2.
Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio: "Ecco cosa intendiamo quando parliamo di efficienza energetica. Non è una questione da filosofi o da sognatori ma una strada importante per rendere concreta l'innovazione tecnologica, per ridurre i consumi e le emissioni inquinanti, affrontando la questione energetica da tutt'altra direzione rispetto a quella del carbone. Visto che sono già notevolissimi i margini di miglioramento nel risparmio energetico in questo settore, che incide solo per l'1,9% sui consumi nazionali, il risultato finale estendendo gli interventi potrebbe essere davvero eccezionale. Si investa allora su questo: l'efficienza energetica può essere una delle chiavi per il futuro ambientale ed economico della nostra regione".
www.legambiente.lazio.it
ARTS: ROMAGNA FUTURISTA

Dal 14 Aprile al 18 Giugno 2006 al Museo San Francesco in Via Basilicius (San Marino Città - Repubblica di San Marino). In mostra, opere di Boccioni e Balla, Ginna e Corra, Mario Guido Dal Monte, Giannetto Malmerendi, sculture e ceramiche di Leonardo Castellani e ceramiche delle botteghe Gatti e Ortolani, manifesti letterari e poesie, libri, partiture originali. Promossa dalla Repubblica di San Marino; a cura di Beatrice Buscaroli con Alessandro Ortenzi. Orari fino al 10 Giugno: dal Lunedì al Venerdì ore 9-17, Sabato e Domenica ore 9-18; orari dall'11 Giugno: tutti i giorni ore 9-18. Biglietti: intero 6,00 euro; ridotto 3,00 euro. Info e prenotazioni: 0549 882548.

Una mostra sul Futurismo in nome di Umberto Boccioni: Umberto Boccioni è romagnolo, benché sia nato a Reggio Calabria il 19 Ottobre 1882. Ma la sua presenza e la sua aura rimasero sempre uno dei punti fermi del futurismo romagnolo, il cui unico gruppo futurista, quello imolese, si chiamò appunto "Umberto Boccioni". Nel corso degli oltre trent'anni della storia futurista, la Romagna seppe proporre all'interno del movimento numerosi e sempre nuovi episodi ricchi di suggestioni originali e di contributi peculiari alla storia dell'avanguardia. Ed è quindi nel suo ricordo che alla vigilia delle celebrazioni per il centenario del manifesto di F.T. Marinetti (1909) la Romagna racconta con questa mostra la marcata specificità. Tra le numerose declinazioni del futurismo in Italia, quella romagnola esprime una "storia della prima ora", fu infatti precocissimo e coincise con la nascita del turismo balneare e dei variopinti stili di vita che esso proponeva.
ARTS: ROSEMARIE TROCKEL
Dal 19 Maggio al 30 Giugno 2006 presso l'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo (Largo di Villa Massimo 1-2). Orari: da Lunedì a Giovedì ore 9-13 e 14-17, venerdì ore 9-13. Ingresso gratuito. Info: 06 44259340.
Importante esposizione, a cura di Jonas Storsve e Joachim Blüher, dedicata ai disegni di Rosemarie Trockel, artista molto importante nel panorama internazionale. In mostra una preziosa selezione di circa venti disegni provenienti dalla collezione del Centre Pompidou/Musée National d'Art Moderne di Parigi. L'arte di Rosemarie Trockel è fondamentalmente eclettica, dove tutto viene accolto e si compenetra. Al di là dell'eterogeneità di stili e materiali, nel suo lavoro è rintracciabile un preciso disegno di fondo, dove gli oggetti rappresentati sottendono una ricerca socio-politica che rielabora stereotipi associati all'immaginario collettivo. All'inizio del Ventunesimo secolo la Trockel si interroga inoltre sul mito della donna in un sistema artistico dominato da un'ideologia ancora prevalentemente maschile. La Trockel ha esposto nei più importanti musei del mondo, come il Centre Pompidou di Parigi (2000), il Dia Center of the Arts di New York (2002), ha partecipato alle più importanti rassegne internazionali, come la Biennale di San Paolo del Brasile (1994) e la Biennale di Venezia nel 1999.
ARTS: INGEBORG BACHMANN

COSI' LUMINOSO E' IL MONDO E COSI' DISSENNATO: dal 30 Marzo al 2 Luglio 2006, in mostra alla Casa di Goethe (Roma, Via del Corso 18), "Ingeborg Bachmann e Roma", con fotografie di Garibaldi Schwarze. Orario: da Martedì a Domenica ore 10-18 (Lunedì chiuso): Biglietti: intero 3 euro, ridotto 2 euro. Info: 06 32650412.

Il 25 Giugno 2006 Ingeborg Bachmann, una delle più importanti scrittrici del Novecento, avrebbe compiuto 80 anni. In occasione di questo compleanno, a lei dedicata una mostra a Roma, città dove la Bachmann (nata a Klagenfurt nel 1926) visse per molti anni dopo aver soggiornato a Monaco e Zurigo, e dove morì nel 1973. La mostra nella Casa di Goethe racconta la vita romana della Bachmann tra il 1954 e il 1973, le sue amicizie con scrittori italiani, tedeschi e austriaci e con rappresentanti della cultura internazionale a Roma. Ingeborg Bachmann era vicina alla rivista letteraria "Botteghe Oscure" e alla sua editrice, la principessa Margherite Caetani. La mostra illustra anche "l'allegria" dell'incontro con il mostro sacro della poesia italiana, Giuseppe Ungaretti (la Bachmann tradusse le sue poesie) e l'amicizia con la grande poetessa russa Anna Achmatova, nonché la relazione e collaborazione della Bachmann con il compositore Hans Werner Henze, che ancora oggi vive a Marino, nei Castelli romani. Al centro della mostra i ritratti fotografici realizzati tra il 1969 e il 1972 dal fotografo italiano Garibaldi Schwarze. Le fotografie di grande formato, pubblicate ora per la prima volta nel catalogo della mostra, mostrano la scrittrice nella sua quotidianità romana: la Bachmann sorride, riflette, legge, discute, si stupisce, fa la spesa, cucina, fuma, legge i giornali...
www.casadigoethe.it
SHOPPING: UNIVERSITA' 5X1000

INVESTI SUL FUTURO! Gli Atenei romani insieme per far crescere l'Università pubblica con il 5 per mille! Le quattro Università pubbliche di Roma (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e Iusm) lanciano insieme per la prima volta una campagna di comunicazione per chiedere a cittadini, studenti e famiglie un sostegno attraverso la donazione del 5 per mille delle imposte. La legge finanziaria di quest'anno permette di sostenere l'università pubblica e la ricerca, destinando alle Università il 5 per mille delle imposte, senza alcun onere aggiuntivo e senza cambiare la propria scelta sull'8 per mille. Occorre solo mettere una firma sulla dichiarazione dei redditi per indicare che si intende destinare il 5 per mille delle imposte a una università di propria scelta. Le università contano su questa risorsa, per investire in miglioramenti della didattica e soprattutto in ricerca, per favorire la creazione di opportunità di lavoro per i giovani. Le quattro università statali di Roma invitano tutti (in particolare gli studenti, le loro famiglie, i laureati e quelli che hanno a cuore il ruolo dell'Italia nella ricerca) a destinare il 5 per mille delle proprie imposte a un ateneo.
Per donare il 5 per mille a un Ateneo di propria scelta il contribuente deve indicare il nome dell'Università e il codice fiscale nell'apposito riquadro sul Cud o sui modelli per la dichiarazione dei redditi (Università "La Sapienza" 80209930587; Università Tor Vergata 80213750583; Università Roma Tre 04400441004; Iusm 80229010584).
STYLE: WORLD PRESS PHOTO 2006

"Fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2006", Dal 4 al 28 Maggio 2006 al Museo di Roma in Trastevere (Piazza S. Egidio 1B). Orario: tutti i giorni ore 10-20 (chiusura cassa ore 19); Lunedì chiuso. Biglietti (integrati mostre e museo): intero 5,50 euro; ridotto 4 euro; gratuito per le categorie previste dalla legge vigente. Info: 06 5816563.
La mostra, 190 fotografie, è presentata dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con Contrasto e la World Press Photo Foundation di Amsterdam e fa parte di FotoGrafia, Festival Internazionale che si svolge nei principali spazi espositivi della Capitale. E' presentata in contemporanea anche a Milano nella Galleria Carla Sozzani. Aperta fino al 28 Maggio, per proseguire poi il suo tour nel resto del mondo.
Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell'ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da 50 anni, una giuria indipendente formata da esperti, scelti tra i più accreditati in campo internazionale è chiamata ad esprimersi sulle migliaia di domande inviate da ogni parte del mondo alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Tutto della produzione internazionale viene esaminato per il Premio, quindi il meglio organizzato nell'esposizione e nel catalogo. Si tratta quindi anche di un'occasione per vedere raccolte insieme le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo.
La giuria del 49° concorso World Press Photo 2006 ha dovuto selezionare 83.044 immagini, inviate da 4,448 fotografi professionisti di 122 paesi. La giuria ha premiato 60 fotografi, per 10 categorie diverse, provenienti da 25 nazioni: Argentina, Australia, Bangladesh, Canada, Cile, Colombia, Repubblica Ceca, Repubblica Popolare Cinese, Danimarca, Francia, Grecia, Ungheria, India, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Norvegia, Olanda, Polonia, Russia, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.
Il Premio World Press, Foto dell'Anno 2005 viene assegnato al fotografo la cui immagine, selezionata tra tutte quelle pervenute, rappresenta un evento, una situazione o un argomento di grande rilevanza giornalistica dell'anno, e dimostra un eccezionale livello di percezione visiva e di creatività. La giuria internazionale del 49° concorso World Press Photo 2006 ha premiato come Foto dell'anno 2005 l'immagine a colori del fotografo canadese Finbarr O'Reilly, dell'agenzia Reuters. La fotografia mostra madre e figlio in un centro di emergenza alimentare, a Tahoua, nel Niger, ed è stata scattata il 1 Agosto 2005.
Il presidente della giuria World Press Photo 2006 James Colton, ha descritto così l'immagine vincitrice: "Questa fotografia mi ha colpito fin dalla prima volta che l'ho vista. E' rimasta impressa nella mia testa anche dopo che avevo visto tutte le altre migliaia di immagini del concorso. Questa immagine ha tutto: bellezza, orrore e disperazione. E' semplice, elegante e commovente".
Non si tratta soltanto di immagini sensazionali. La mostra World Press Photo è anche un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di visitatori che ogni anno visitano la mostra in tutto il mondo, sono la dimostrazione del potere che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
www.worldpressphoto.nl
MODELS: ...
EXTRA-BLONDE!

www.mcphotoint.com
FUN: PIADINA

La piada viene normalmente classificata come pane azzimo, che significa non fermentato, fatto senza l'uso del lievito (dal greco azymos). I suoi ingredienti sono di assoluta semplicità: farina, acqua e sale. Il "pane dei Romagnoli", diceva il Pascoli.
Conosciuta ed apprezzata da tanti buongustai e perché no, anche golosamente invidiata, la piada o piadina romagnola (pjida o pié) ha origini antiche e racconta la storia della gente di Romagna (popolo da sempre vissuto a stretto contatto con la terra e con la durezza della vita ad essa legata) presentandola come lei stessa è; semplice, di facile accostamento, generosa. Questo "pane" di vecchissima tradizione (preparato fin dai tempi dei Romani) è stato riconosciuto nella gastronomia tipica romagnola quale alimento sano e genuino e, come tante altre specialità ed antichi alimenti, ha una sua storia personale fra cultura popolare e ricette di cucina. Inizialmente la piadina la si trovava unicamente nelle tavole delle famiglie contadine al posto del pane quando la povertà si faceva maggiormente sentire, essendo preparata con un tipo di impasto che procurava una maggiore sensazione di sazietà poi, negli anni, l'evoluzione nella preparazione della piadina ha fatto si che venisse modificata la ricetta originaria in base alle tradizioni ed alla cultura di ogni città della Romagna inserendosi nella cucina tradizionale romagnola fra i prodotti gastronomici tipici ed acquistando una fama non solo nazionale ma anche internazionale. Si mangia calda oppure fredda ed è buonissima sia da sola sia farcita con salumi, formaggi, salsiccia, verdure gratinate o erbette (da non disdegnare la farcitura dolce con Nutella, miele o marmellata) ma in ogni caso sempre accompagnata dagli ottimi e generosi vini tipici delle campagne romagnole (il sangiovese, il trebbiano, il pagadebit, l'albana, la cagnina, ecc.). La si può gustare quasi ovunque e sono numerosi, lungo le strade della Romagna, i piccoli chioschi (baracchini della piadina) che propongono la piada sia nella versione classica sia con i vari ripieni. E' un mangiare fragrante e saporito alla portata di tutti ed essendo un valido sostituto del pane la piadina Romagnola può accompagnare qualsiasi tipo di pietanza... provare per credere!
L'azdora (la reggitrice, donna-padrona della casa da cui dipendeva indiscutibilmente l'organizzazione familiare) preparava l'impasto della piadina con farina, acqua, sale e strutto di maiale (oppure olio per cucinare) ed una volta suddiviso in piccole pagnotte le "tirava" con é s-ciadùr (il matterello) fino ad ottenere dei dischi per poi lasciarle cuocere rapidamente sul testo molto caldo. Negli anni dove la povertà era pesante si faceva la pjida armescla (la piadina mescolata) che veniva preparata mischiando la farina di granoturco con quella di grano ed era soprannominata la pjida ad furmantoun (la piadina di granoturco) che indicava la piadina della miseria. La composizione originaria dell'impasto con il passare degli anni ha subito delle trasformazioni e nuovi prodotti hanno sostituito quelli del passato. Inizialmente era completamente assente la lievitazione poi, verso gli anni trenta, si cominciò ad aggiungere un pizzico di bicarbonato (che aveva l'inconveniente di ingiallire l'impasto) e successivamente prese piede la dose (composta da vari ingredienti e venduta direttamente dai fornai) che eliminò l'ingiallimento.
RICETTA DELLA PIADINA ROMAGNOLA CLASSICA
Ingredienti: 1 Kg. di farina tipo "0", 150 gr. di strutto, un pizzico di sale, acqua o latte quanto basta (con il latte diventa più morbida); a piacimento, è possibile aggiungere una bustina di lievito oppure 4 gr. di bicarbonato. Preparazione: unire tutti gli ingredienti con l'acqua o il latte fino ad ottenere un impasto abbastanza sodo (ma senza lavorarlo eccessivamente perché si potrebbero formare delle bolle durante la cottura); far riposare per circa un' ora coperto con uno strofinaccio pulito; suddividere poi l'impasto in pagnottelle che, una volta distese con il mattarello, devono formare delle "piade" di circa 25-30 cm. di diametro (lo spessore, che durante la cottura cresce, dipende dai gusti e può andare da 2 fino a 6 millimetri); la piada deve essere cotta su di una teglia in ghisa o, ancora meglio, in terracotta sotto cui deve ardere un fuoco allegro (la piadina deve essere cotta in fretta); utilizzare un coltello lungo a lama larga per rigirare in senso orario e rivoltare spesso la piadina; durante la cottura, si formano in superficie delle bolle medio-piccole più cotte che conferiscono l'aspetto caratteristico; è consigliabile "sforacchiare" entrambe le superfici della piadina con una forchetta per migliorare la cottura interna.
www.piadinaonline.com
FUN: LAMBRUSCO

Il termine Lambrusco indica una serie di vitigni differenti, da cui si possono distinguere il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Grasparossa e il Lambrusco Salamino (vitigni "minori" sono il Lambrusco Marani, il Lambrusco Maestri, il Lambrusco Montericco, il Lambrusco Viadanese o Grappello Ruberti). I vini di lambrusco DOC si trovano nel Modenese, nel Reggiano, e nel Mantovano: Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Reggiano, Lambrusco Grasparossa Colli di Scandiano e Canossa, Lambrusco Mantovano.
Un vino rosso... frizzante! Il Lambrusco è un vino dalle caratteristiche particolari, inimitabile, del tutto originale, straordinario e forse unico tra tutti i vini contemplati dall'intera enologia. Un carattere così allegro e gioviale, gradevole ma mai troppo "impegnativo", versatile e quindi sempre all'altezza di ogni situazione, al Lambrusco è bastato poco tempo per farsi tanti amici, anche al di fuori della terra emiliana che lo ha visto nascere. Di antiche e nobili origini ha subito, nel corso degli anni, una lenta evoluzione che non ha prodotto modifiche sostanziali alle sue particolari caratteristiche, limitandosi invece ad affinarle ed esaltarle progressivamente.
Dal 1970, il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e il Lambrusco Salamino di Santa Croce hanno ottenuto la Denominazione di Origine Controllata. Da allora, grazie all'impegno dei produttori e all'azione del Consorzio modenese, si sono ottenuti ulteriori miglioramenti qualitativi nel rispetto della tradizione.
I Lambruschi costituiscono una famiglia di vitigni che da secoli si sono integrati nel paesaggio modenese. Da questi si ottiene un vino generoso e franco come la gente che abita in queste terre, inconfondibile per una attitudine naturale: la rifermentazione primaverile. Di "Vitis labrusca" (un vitigno selvatico) si parla fin dall'epoca romana, ma solo nel XIX secolo alcune linee genetiche prevalgono e assumono, grazie alle caratteristiche naturali e all'evolversi del lavoro dell'uomo, una fisionomia specifica. Si arriva così a codificare tre tipi di vino simili, ma distinti. In provincia di Modena questi sono il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e il Lambrusco Salamino di Santa Croce. Sono vini moderni con spiccate caratteristiche organolettiche: una spuma vivace ed evanescente, un profumo intenso e persistente e un gusto ricco esaltato da una buona acidità compensata nelle versioni semisecche e amabili da un più o meno accentuato quantitativo di zuccheri, facili da bere, generosi negli abbinamenti a cibi non solo tradizionali, adatti quindi alle diverse cucine internazionali. Vini completi, che, serviti freschi, sono adatti per molte occasioni di consumo come testimoniano i successi ottenuti in Italia e nel mondo.
www.lambrusco.net
CINEMA: ROMADOCFEST

5° Festival Internazionale del Documentario di Roma: dal 26 Maggio al 3 Giugno 2006 presso il Cinema Trevi - Cineteca Nazionale (Roma, Vicolo del Puttarello 25, zona Fontana di
Trevi).
Tema del Festival: A proposito di diversità... che cos'è la normalità? (Talking about diversity, what would normal be?). Sezioni in concorso: "Roma e il suo territorio" (con opere prime e seconde sulla città di Roma, la sua provincia e la sua regione); "Internazionale" (con opere provenienti da tutto il mondo). Sezioni non competitive: "Rockumentary" (vetrina su lavori presenti e passati legati al mondo del rock e alla musica in genere); "Memorie di archivio" (che raccoglie documentari restaurati dalla Cineteca Nazionale e dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico).
Nelle 4 precedenti edizioni... oltre 14.000 visitatori; un totale complessivo di circa 48.320 minuti di proiezioni; 2 mostre fotografiche tematiche sulla città di Roma; 2 concorsi di fotografia documentaria; 16 film/documentari restaurati e non proiettati in anteprima...
www.romadocfest.it
CINEMA: LA CITTADELLA DEL CORTO

12° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTO DI FICTION: dal 29 Maggio al 4 Giugno 2006 a Trevignano (località sulla riva del Lago di Bracciano, in provincia di Roma): una competizione internazionale (con una selezione della migliore produzione breve mondiale) e una competizione nazionale (con film di produzione italiana, realizzati in pellicola e in formati video e digitali). Nell'edizione 2005, oltre 45.000 euro di premi (in denaro e servizi). Anche per il 2006, Regione Lazio presente con la nona edizione di "CortoLazio" (15.000 gli euro stanziati per la realizzazione di tre cortometraggi tratti da sceneggiature che esaltano il territorio regionale).
www.cittadelladelcorto.it
SHOW: ALEGRIA

Dal 28 Aprile al 28 Maggio 2006 sotto il Grand Chapiteau Area Spettacoli di Roma, Via Cristoforo Colombo (di fronte alla Fiera di Roma). Orari: Martedì alle 21.00, Mercoledì alle 17.00 e alle 21.00, Giovedì alle 21.00, Venerdì alle 17.00 e alle 21.00, Sabato alle 17.00 e alle 21.00, Domenica alle 17.00 e alle 21.00.

Musica, luci e danza... Ancora in Italia la magia del circo più poetico! Dopo il successo di "Saltimbanco" nel 2004... "Alegría", il nuovo spettacolo del Cirque du Soleil. Applaudito da oltre 7 milioni di spettatori in tutto il mondo, Alegría evoca il tempo in cui l'elemento fantastico e quello magico erano parte integrante della vita quotidiana. "Alegría" ("gioia", "gaiezza" in spagnolo) è un susseguirsi di sogni, una fusione barocca di acrobazie incredibili, numeri aerei mozzafiato, un gioco straordinario di luci e una scenografia monumentale. Alegría tratta del potere e della trasmissione del potere attraverso i tempi, del passaggio dalle monarchie antiche alle democrazie contemporanee, della giovinezza e della vecchiaia. Questa è la tela di fondo sulla quale si muovono i personaggi di Alegría.
www.lecirquedusoleil.it
SHOW: TEO TEOCOLI
SHOW

TEO TEOCOLI SHOW ("NON ERO IN PALINSESTO"): uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Teo Teocoli. Calendario: 9-19 Marzo a Milano (Teatro Smeraldo), 21-25 Marzo a Bologna (Teatro delle Celebrazioni), 30 Marzo a Varese (Teatro Apollonio), 4-8 Aprile a Torino (Teatro Colosseo), 2-7 Maggio a Genova (Teatro Politeama).

Dopo il grande successo di pubblico e di critica delle ultime stagioni in teatro, ancora Teo Teocoli con il suo "Teo Teocoli show" (sottotitolato, "Non ero in palinsesto"). Per il pubblico, la conferma di un grande artista, di un vero fuoriclasse della comicità che, ogni volta, riesce a stupire, a rinnovarsi, ad inventare, a stravolgere, a far ridere senza soluzioni di continuità. Questa è la sua "vis teatrale", queste le "conseguenze" per il pubblico!
MOTORS: SISS

SALONE INTERNAZIONALE SICUREZZA STRADALE: dal 18 al 20 Maggio 2006, al PalaFiere di Riva del Garda (TN), la quarta edizione del SISS - Salone Internazionale della Sicurezza Stradale. L'appuntamento costituisce una importante occasione di confronto e dialogo nel panorama internazionale per istituzioni, imprese, associazioni e tutte le realtà pubbliche e private legate alla sicurezza stradale. Il SISS non è solo un appuntamento espositivo: numerosi e significativi sono i convegni e i workshop organizzati all'interno del Salone, volti ad evidenziare gli ultimi promettenti traguardi raggiunti e le più recenti evoluzioni in materia di sicurezza stradale, con la partecipazione di esperti del settore, rappresentanti del Governo Italiano ed esponenti di importanti associazioni internazionali.
L'ACI, primo promotore della manifestazione, punta sul SISS perché coinvolge attivamente l'intera filiera della mobilità ponendo come unico obiettivo comune l'innalzamento degli standard di sicurezza sulle strade. I risvolti economici e sociali sono evidenti: l'incidentalità stradale colpisce ogni anno trecentocinquantamila famiglie italiane, con un costo di quasi trentaquattro miliardi di euro (pari al 2,5% del PIL).
www.sissonline.it
MOTORS:
IL CIRCUITO DI SAN MARINO

AUTODROMO INTERNAZIONALE ENZO E DINO FERRARI DI IMOLA - Lunghezza: m. 4959 m; curve: 10 a sinistra, 6 a destra; massimi dislivelli: -6,22& e +7,81%; linea d'arrivo: m. 358.

Le origini: la voglia di velocità fa parte del patrimonio genetico della gente di Imola fin dall'antichità. Quando Imola, all'epoca della civiltà dell'antica Roma, si chiamava Forum Cornelii, nell'80 avanti Cristo, disponeva già di un anfiteatro dove correvano le bighe, in attesa dei... cavalli d'acciaio. Le basi della pista attuale vengono tracciate alla fine degli Anni '40. Per dare ossigeno (e lavoro) alla depressa economia del periodo post-bellico, viene varata una serie di lavori pubblici tra cui costruzione di una strada che collega la via Emilia, dove oggi c'è la curva della Rivazza, al paesino di Codrigano, arrivando all'attuale Curva della Tosa. Così a quattro imolesi appassionati di corse motoristiche (Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi) viene in mente di realizzare un autodromo tra quelle colline. All'entusiasmo dei quattro si aggiunge poi l'intraprendenza di Checco Costa, che sarà in seguito l'organizzatore di grandi manifestazioni motociclistiche.

Il primo Gran Premio valido per il mondiale corso ad Imola fu nel 1980. In quell'anno il circuito del Santerno sostituì Monza. Dal 1981 la corsa prenderà il nome di GP di San Marino e diventerà la seconda gara italiana dopo il GP d'Italia che ritornerà nel circuito
brianzolo.
www.autodromoimola.it
SPORT: RACE FOR THE CURE

Lo sport scende in campo per sostenere la lotta ai tumori con la maratona che combatte il tumore al seno. Domenica 21 Maggio, allo stadio delle Terme di Caracalla, la settima edizione di "Roma Race for the Cure", la mini-maratona di 5 chilometri che sostiene la prevenzione e la raccolta di fondi per la lotta ai tumori al seno. L'evento, che nell'edizione 2005 ha coinvolto più di 20.000 partecipanti, è organizzata dall'associazione Komen Italia Onlus, in collaborazione con il Comune di Roma e l'Università "Cattolica".
Oltre alla gara per professionisti, in programma anche una passeggiata non competitiva di 2 chilometri; il tutto attraverso alcuni tra i luoghi più suggestivi del centro storico di Roma. Con un contributo minimo di 10 euro per gli adulti (12 euro dal 15 al 21 Maggio) e 6 euro per i bambini, per sostenere la lotta contro i tumori al seno. Madrina della manifestazione la conduttrice tv Ilaria D'Amico.
Sin da Venerdì 19 Maggio, allo stadio delle Terme di Caracalla, l'apertura del "Villaggio Race", villaggio della prevenzione che offre visite senologiche, mammografie ed ecografie mammarie gratuite rivolte in particolare a donne disagiate. Nel villaggio inoltre, musica, spettacoli ed area giochi per i più piccoli.
www.raceforthecure.it
MUSIC: STADIO OLIMPICO LIVE...

EAGLES: SABATO 27 MAGGIO
Due date per il tour italiano 2006: 27 Maggio a Roma (Curva Sud Olimpico) e 29 Maggio all'Arena di Verona.

LIGABUE: SABATO 3 GIUGNO
Nome e Cognome Tour 2006 (dal 15 Febbraio al 6 Agosto).

ROGER WATERS: VENERDI 16 GIUGNO
Cinque date per il tour italiano 2006: 4 e 5 Giugno all'Arena di Verona, 6 Giugno a Palermo, 16 Giugno a Roma (Curva Sud Olimpico) e 12 Luglio a Lucca (nell'ambito del Summer Festival).
MUSIC: COMABERENICE.
IL VIAGGIO NEL DOLORE

Roma è più fredda del solito. E quando entro nell'abitacolo dell'auto rammento con ineffabile precisione: sono tre giorni che non uso il mezzo, parcheggiato, tra l'altro, tra le fronde di una stradina poco frequentata dai raggi solari. Mentre lascio riscaldare il motore, cerco tra i compact disc quello che mi accompagnerà durante il tragitto. La copertina mi colpisce subito, penso si tratti di uno degli ultimi acquisti della mia compagna, in fondo l'auto è sua. Continuo a studiare l'artwork del compact mentre le prime note di un intro strumentale riempiono le casse dell'impianto. L'album ha un titolo desueto, "L'oceano facile" e la band non ha una denominazione tanto più comune: Comaberenice. Guardo il cielo terso e scuro, scorgo numerose stelle, alcune forse apparterranno alla Chioma di Berenice. Quando ingrano la marcia parte il primo brano cantato, Comaberenice (omonima opening track), ha una dirompenza inaspettata, un crogiolo di note e riff graffianti. Sembra si tratti di una promessa, un giuramento al cielo, alle stelle. Percorro la strada e subito vengo assalito dal secondo brano, Vene... malinconico, furioso... il diario di un testimone algido, ironico che osserva qualcun altro lasciarsi corrompere, corrodere, dilaniare. Il suono della band, compatto e lacerante, è nella mia testa, si fa strada, regalandomi immagini chiare e crude.
Fermo ad un semaforo, entro nelle atmosfere di Strada senza memoria, una poesia, un ricordo passato... un antico impegno e poi il fuoco che esplode nel ritornello incontenibile. E così mentre vedo scorrere le strade della capitale intorno all'auto ormai accogliente e comoda, passano dai coni Veleno (e nettare), Nemico, Spore di fuliggine, Salvami. Storie, vicende osservate da occhi non giudici ma curiosi, onnivori. Ad un semaforo molto pigro, leggo i nomi dei componenti del gruppo romano. Pako Longo voce e chitarra; Giorgio Duca chitarra; Daniele Valentini basso; Sandro Salomone batteria. La storia continua, il protagonista/spettatore del concept album incontra "La figlia di Icaro" condannata a ricalcare le orme del padre e subito dopo osserva Sam oltrepassare la sua "Frontiera" e mandare a quel paese "la vita che non è fatta per lui". Sono quasi alla fine del cd e pressoché a destinazione. L'ultima track parte. Branchie scoppia in tutta la sua potenza, il testo chiude il cerchio. Il protagonista ormai ha deciso. Abbandona l'oceano (facile) e percorre i pochi ma importanti passi veramente liberi sulla terra ferma, assaporandone il gusto dolce e il peso fatale. Tutto si chiude con un outro strumentale, una sorta di marcia funebre che accompagna l'ascoltatore al silenzio. Un silenzio necessario dopo un ascolto del genere ma anche esageratamente colmo di ricordi, i ricordi di chi si è incontrato lungo la strada, lungo il viaggio nel dolore dei Comaberenice. Fermo la macchina di fronte ad un locale, la gente continua ad entrare. Percorro un tragitto diverso rispetto a quello degli avventori e dopo aver salutato un ragazzo che mi apre la porta laterale del medesimo locale, scendo una paio di rampe di scale. Gli altri sono pronti. Scuri e carichi. Ricordo il perché sono lì. Ricordo perché quelle storie facevamo più male del dovuto. Ricordo perché la promessa riecheggia ancora nella mia mente. Quando imbraccio la chitarra e salgo sul palco, stringo la mano ai miei compagni di viaggio e attendo che le luci si accendano lentamente mentre il primo brano sembra esplodere nel desiderio di liberarsi e i Comaberenice sono pronti per raccontare la loro storia.
Pako Longo

I COMABERENICE nascono nell'anno 2004. Daniele Valentini (Basso) Giorgio Duca (Chitarra) e Sandro Salomone (Batteria). Anche se, la rock-band ufficiale in realtà, prende forma completa e definitiva soltanto nell'estate dello stesso anno, con l'ingresso del cantante chitarrista Pako Longo. I quattro ragazzi si trovano subito a loro agio, riescono con molta facilità a mescolare i loro stili e le loro ispirazioni raggiungendo un feeling viscerale, nel sound e nella composizione dei pezzi. I brani miscelano buone dosi di potenza ad atmosfere psichedeliche, da arie dark a riff decisamente grunge, tutto ben evidenziato dalle melodie di voce. Suonano al: Totem Village (Velletri), RadioLondra Cafè, il Locale (Roma), il Wonderville (Roma). Partecipano a manifestazioni romane come il Martelive fino ad arrivare all'evento Vertigo Rock Time organizzato dagli stessi alla discoteca Alien di Roma salutando l'anno 2004. Calcano il palco del Qube per RadioRock. E manifestazioni nazionali come SanRemo Rock&Trend nel febbraio 2005 (San Remo). Strada facendo, la band, stringe un legame professionalmente solido, guadagnandosi la stima di un loro vecchio amico: Mauro Munzi (batterista Line Out - DhAmm - Web - ElettroJoyce ed attualmente militante nel progetto If come batterista e co-produttore). Inizia così una collaborazione dove M. Munzi ricopre la figura del produttore, considerato, da lì in poi il loro quinto elemento. È proprio a Roma negli Acme Recording Studios di Mauro Munzi che i quattro ragazzi riescono a dare forma definitiva ai loro brani, a dar vita concreta al loro già ben collaudato live-sound, definendo il loro concetto di fare, creare e proporre la propria musica.
Nasce la Soundfactor (etichetta discografica indie) e nasce nei COMABERENICE la voglia e l'esigenza di concretizzare questo percorso in un unico album. Il primo per la band al completo: L'OCEANO FACILE.
MEDIA: TV-MOTORS

TELEROMA56...
MOVING MOTORI: MERCOLEDI ORE 21.00 e SABATO ORE 12.30 - www.teleroma56.tv

T9... ABS MOTORI:
LUNEDI ORE 21.30 e DOMENICA ORE 13.40 - www.t9tv.com

VISION: FESTIVAL DELLA FILOSOFIA

INSTABILITA': dall'11 al 14 Maggio 2006, presso l'Auditorium Parco della Musica, la prima edizione del "Festival Internazionale della Filosofia di Roma". Una manifestazione promossa dal Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Culturali) e prodotta dalla Fondazione Musica per Roma. Curatori scientifici del Festival: Paolo Flores d'Arcais e Giacomo Marramao. Il tema di questo primo festival (che diventerà uno degli appuntamenti annuali più importanti per la vita culturale di Roma) è l'Instabilità, declinata nei suoi aspetti più strettamente filosofici, ma anche scientifici, artistici, religiosi, politici, sociologici. Quattro le giornate del festival, articolate in oltre quaranta iniziative, tra lezioni magistrali, incontri, tavole rotonde, confronti a due, eventi spettacolari, musicali, performance di artisti, in stretta attinenza con il tema di riferimento; con oltre cinquanta studiosi e personalità dei più diversi ambiti culturali che hanno aderito all'invito del Sindaco Veltroni, per assicurare una presenza composita e rappresentativa delle tendenze in atto.
www.auditorium.com
WORLD: SAN MARINO

Una storia che ha inizio nell'anno 301 dell'era cristiana con la leggenda del Santo venuto dal mare. Un Santo (al quale la leggenda fa risalire il merito di aver fondato la Repubblica), tagliapietre nato nell'isola di Arbe in Dalmazia che salì sul Monte Titano per fondarvi una piccola comunità di cristiani perseguitati per la loro fede al tempo dell'Imperatore Diocleziano. Prima di ciò, è certo che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma è solo dall'età medioevale che si hanno notizie certe sulla esistenza di un Cenobio, di una Pieve, di un Castello, di elementi in definitiva che convergono ad una conferma del fatto che sulla vetta del Monte Titano esisteva una Comunità organizzata.
San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi. In questa terra di libertà non fu infatti mai negato il diritto d'asilo e l'aiuto ai perseguitati dalla sventura e dalla tirannide, qualunque fossero la loro condizione e le loro idee. Oggi la Repubblica di San Marino indipendente, democratica e neutrale continua a vivere fedele alle antiche tradizioni e sempre più sensibile alle istanze del progresso.

Tradizioni millenarie in un antico borgo medievale, che a San Marino si fondano su una storia autentica e documentata, che ha visto innalzare gli antichi vessilli, diffondere il limpido suono delle chiarine e levare le balestre, mai per offendere, ma sempre e solo in difesa di un'antica libertà. Ogni anno le minuscole contrade del centro storico subiscono una metamorfosi: il variopinto percorso turistico diurno diventa una sorta di teatro serale, dove i protagonisti si susseguono in cortei e sfilate creando un clima di colori, di note, di emozioni. Tra il rullo dei tamburi e lo squillo delle trombe, oltre cinquecento figuranti con splendidi costumi d'epoca, cortei pittoreschi, vessilli variopinti, giochi di bandiere, offrono ogni sera momenti di intensa suggestione ed alta spettacolarità nel suggestivo palcoscenico della Cava dei Balestrieri. Musici, teatranti, giocolieri e saltimbanchi coinvolgono il pubblico in divertenti spettacoli itineranti. La celebrazione della tradizione medioevale decanta le tipiche consuetudini gastronomiche mediante la rivalutazione dei cibi di una volta. Per tutta la durata della manifestazione, i ristoranti del centro offrono a quanti desiderino avvicinarsi ai sapori di una volta, prelibati menu ispirati alle ricette dell'epoca, debitamente ricavate da accurati ed approfonditi studi di ricerca storica, reinventando in chiave moderna quei cibi, usciti dalla fantasia dei nostri progenitori. Il mercato medioevale, col brulicare di luci soffuse e di calde atmosfere, è la splendida cornice dove le botteghe delle Arti e dei Mestieri esaltano al meglio la creatività artistica delle antiche usanze, di quegli usi e costumi che i tempi moderni hanno ormai cancellato.
In qualunque parte del territorio (vasto 61 kmq), in particolare dalla cima del suo monte (alto 750 metri), lo sguardo si perde in un panorama unico ed ammaliante, tra le fertili terre dell'Emilia Romagna e le morbide colline delle Marche e del Montefeltro, fino a tuffarsi nel mare Adriatico. Il territorio sammarinese si compone di nove antichi Castelli (oltre alla Capitale San Marino, Serravalle, Borgo Maggiore, Faetano, Domagnano, Chiesanuova, Acquaviva, Fiorentino e Montegiardino). Questi piccoli centri sono sorti in conseguenza dei primi insediamenti urbani della popolazione; in ognuno di essi c'è qualcosa da scoprire o da visitare. I Castelli sono collegati tra loro da una rete urbana agevole e di rara bellezza, che consente piacevoli soste in aree verdi nell'incantevole cornice delle colline appenniniche e del
Montefeltro.
www.visitsanmarino.com
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