ROMA IN TAXI: OTTOBRE 2006



IN COPERTINA: SEAN CONNERY (PROTAGONISTA DEL "ROMAFILMFEST")


ZOOM: CETO MEDIO

La definizione di ceto medio è un problema complesso, soprattutto in una fase storico-economica italiana come quella attuale, in cui si registrano significative ricomposizioni delle classi all'interno della gerarchia sociale, cambiamenti strutturali del mercato del lavoro, l'accentuazione di differenze territoriali nella distribuzione del reddito (tra Nord e Sud, ma anche tra piccoli, medi e grandi centri urbani). Nell'individuazione degli appartenenti al ceto medio, si dovrebbero considerare non solo parametri economici, ma tutta una serie di fattori (titolo di studio, livello occupazionale, caratteristiche culturali, ecc.), spesso non rilevati nelle indagini statistiche campionarie.

L'Eurispes ha dunque individuato alcuni parametri economici e demografici di riferimento per identificare il ceto medio, partendo dal reddito medio annuo (calcolato dalla Banca d'Italia) percepito da un nucleo familiare composto da due persone, a cui sono stati applicati i correttivi della scala di equivalenza sulla base del numero dei componenti della famiglia. Tenuta in considerazione anche l'ampiezza familiare; fissare un parametro unico e indistinto sarebbe stata una soluzione troppo restrittiva, che non avrebbe tenuto conto delle diverse e maggiori esigenze dei nuclei familiari più numerosi.

Gli appartenenti al ceto medio, a seconda dell'ampiezza del nucleo familiare, si collocano nelle seguenti classi di reddito (elaborazione Eurispes su dati Banca d'Italia): dai 21.800 ai 23.000 euro, le famiglie di due persone; dai 29mila ai 30.600 euro, le famiglie con tre componenti; dai 35.500 ai 37.500 euro, i nuclei familiari di 4 componenti; dai 41.400 ai 43.700, le famiglie più numerose. Naturalmente i limiti di reddito (minimo e massimo) costituiscono dei confini variabili che si modificano in base all'andamento del reddito mediano annuo e vengono influenzati dai processi inflattivi in atto.

Il sistema di imposizione fiscale è un'altra variabile fondamentale che contribuisce a modificare le posizioni relative dei nuclei familiari all'interno del ceto medio. Non è indifferente tassare un nucleo familiare al 45% anziché al 40%, soprattutto perché il maggiore aggravio fiscale può procurare serie conseguenze in termini di ricchezza e di capacità di spesa familiare, di stili di vita e di consumo, di aspettative di mobilità sociale degli individui. I meccanismi impositivi, stabiliti di volta in volta a livello governativo, devono necessariamente uniformarsi alla realtà che le famiglie vivono quotidianamente.

L'Eurispes, attraverso uno studio sul campo, ha individuato i livelli di reddito di una famiglia giovane e successivamente li ha messi in relazione con le spese che essa deve sostenere per provvedere a tutte le necessità e mantenere un tenore di vita decoroso. E' stata innanzitutto identificata una famiglia di riferimento: una coppia relativamente giovane (38 anni lui, 30 lei) con due figli (un maschio di 8 anni ed una femmina di 6); una famiglia ideale se confrontata con la media statistica dell'universo demografico italiano (attualmente i nuclei familiari di quattro persone sono il 22% delle famiglie e rappresentano il 33% della popolazione), ma anche molto rappresentativa in termini dinamici, nel senso che moltissime famiglie italiane si sono trovate o si troveranno in futuro in questa tipologia di composizione numerica e anagrafica.

I redditi della famiglia tipo sono stati calcolati presupponendo che essa debba vivere con i soli redditi da lavoro, non ricevendo nessun aiuto dall'esterno. La simulazione ha quantificato i redditi per quattro ipotetiche coppie diversamente assortite da un punto di vista professionale, per un totale complessivo di otto profili lavorativi con otto diversi redditi. Le quattro coppie scelte (con le relative retribuzioni mensile, lorde e nette): muratore sposato con cassiera di un supermercato (lordo 3.329 euro - netto 2.482 euro); professore di liceo sposato con maestra elementare (lordo 3.550 euro - netto 2.545 euro); dirigente industriale sposato con borsista universitaria (lordo 3.667 euro - netto 2.610 euro); cassiere di banca sposato con commerciante al dettaglio di abbigliamento infantile (lordo 4.079 euro - netto 2.765 euro).

Queste le spese annue minime necessarie per città analizzate (fonte Eurispes): Torino 35.233 euro, Caserta 36.565 euro, Genova 36.796 euro, Cosenza 37.966 euro, Roma 39.728 euro, Treviso 40.588 euro, Bologna 43.538 euro. Le conclusioni: una famiglia tipo (coniugi con due bambini) deve poter disporre, soltanto per affrontare le spese minime necessarie, di un reddito netto annuo compreso tra i 35.233 euro di Torino e i 43.538 euro di Bologna. In conclusione: i 70.000 ipotizzati intorno alla finanziaria governativa 2006 quale soglia iniziale della "condizione di ricchezza" delle famiglie italiane non corrispondono con le reali spese minime necessarie che una famiglia deve sostenere per poter mantenere un tenore di vita decoroso.


ARTS: ILIADE@COLOSSEO

Dal 9 Settembre 2006 al 18 febbraio 2007 al Colosseo (Roma). Orari: dal 9 al 30 Settembre tutti i giorni ore 8.30-19; dal 1 al 28 Ottobre ore 8.30-18.30; dal 29 Ottobre al 31 Dicembre ore 8.30-16.30; chiuso nei giorni 25 Dicembre e 1 Gennaio; dal 2 Gennaio al 15 Febbraio ore 8.30-16.30; dal 16 Febbraio al 15 Marzo ore 8.30-17. La biglietteria chiude un'ora prima. Ingresso: intero 11 euro, ridotto 6,50 euro. Una produzione Mondadori Electa SpA. Catalogo: Electa (40 euro).

Al poema più noto dell'antichità è dedicata la nuova mostra del Colosseo (promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Soprintendenza archeologica di Roma; curata da Angelo Bottini e Mario Torelli) che intende restituire tutta la sua integrità filologica al racconto di Omero. Infatti, sebbene l'incipit sia a tutti noto, non molti sanno, o ricordano, che l'Iliade termina con i funerali di Ettore. L'episodio finale, denso di commovente amore paterno, presenta il vecchio Priamo che nulla ferma di fronte all'ostinata volontà di prendere tra le braccia, ancora una volta, il corpo del figlio. La caduta di Troia, frutto della successiva fortuna del poema in età ellenistica, in mostra è solo suggerita dal mitico cavallo, mentre la Tabula Iliaca, bassorilievo in marmo dai Musei Capitolini, racconta la fuga di Enea che aprirà la strada alla nascita di nuovi miti. Fedele, quindi, alla trascrizione del poema orale, il percorso espositivo si apre con un accenno ai prodromi, e cioè a quegli episodi fondativi del poema come il giudizio di Paride. Le successive due sezioni si dividono nella galleria di dei ed eroi, coprotagonisti dei 24 libri di cui è composta l'Iliade. Statue e teste marmoree ricordano come le divinità partecipino ed influenzino le gesta di re, principi e guerrieri a cominciare da Teti, ninfa e madre di Achille rappresentata dalla scultura di Palazzo Massimo, e da Afrodite, accanita sostenitrice dei troiani, in mostra con la splendida Aphrodite Charis proveniente dal Palatino. Più complessa, invece, la ricerca iconografica degli eroi greci e troiani, i quali spesso si celano sotto immagini idealizzate, come è il caso di Achille, identificabile nella testa del Doriforo del Museo Barracco e nella splendida figura dell'eroe nell'Anfora appunto del Pittore di Achille, prestito eccezionale dei Musei Vaticani. Priamo con la figlia Cassandra viene raffigurato in una pittura pompeiana, mentre la mite Andromaca è protagonista di un rilievo del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La sezione successiva illustra, verso dopo verso, le scene d'amore e di guerra del poema che canta ed esalta un sistema di valori profondi e aristocratici, fondamento dell'antica civiltà greca. Di questo danno dimostrazione il ricco apparato didascalico ed illustrativo della mostra che accompagna i saggi contenuti nel catalogo Electa. Infine, non si dimentica Omero, di cui il ritratto dei Musei Capitolini è il nume tutelare della mostra.


ARTS: FLOR

IL MISTERO DEL CORPO FEMMINILE: Le fotografie di Flor Garduño, dal 7 Ottobre al 26 Novembre 2006 al Museo di Roma in Trastevere (Piazza Sant'Egidio 1B). Orari: da Martedì a Domenica ore 10-20 (la biglietteria chiude un'ora prima); Lunedì chiuso. Una mostra promossa da Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con l'Istituto Svizzero di Roma e il Dicastero Cultura del Comune di Ascona (Svizzera). Organizzazione e servizi museali: Zètema Progetto Cultura. Biglietti (mostra+museo): intero 5.50 euro, ridotto 4.00 euro, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Info 06 82059127 (tutti i giorni ore 9.00 -19.30) e www.zetema.it.

Suggestivi chiaroscuri dalle forme equilibrate e simboliche, nelle 62 opere della fotografa messicana Flor Garduño. L'esposizione presenta le immagini raccolte nel libro "Flor", edito da Peliti Associati e recentemente pubblicato in Europa e negli Stati Uniti, che raccontano di una donna, prima bambina poi adolescente infine matura e consapevole, ma sempre fuori dai canoni e sempre bellissima. L'utilizzo di oggetti, maschere, animali, vegetali e velature suggerisce un mito sulle origini tutto al "femminile", in cui i corpi delle donne recano in sé i simboli di una propria sacralità in quanto dedicati alla vita. Al "maschile" vengono invece concessi un ruolo ed una presenza allusiva, sotto forma di citazione, attraverso una simbologia meditata: una spada, alcuni pistilli, un fascio di luce. Si realizza, così, con una costante dualità di corpi e oggetti una chiave di lettura privilegiata delle opere.

Flor Garduño nasce a Città del Messico nel 1957. Dopo gli studi accademici all'Accademia di San Carlos nelle città natale, diventa assistente del Maestro Manuel Álvarez Bravo. Il suo primo libro d'autore, "Magia del juego eterno", è pubblicato in Messico nel 1985. Seguono "Bestiarium" (1987) e "Testimoni del tempo" (1992), pubblicati contemporaneamente da 6 editori. La rivista svizzera di cultura "DU" dedica al suo lavoro una monografia nel gennaio 1992. La mostra "Testimoni del tempo" è stata presentata a tutt'oggi in 40 musei, tra cui l'Art Institute di Chicago, il Center of Creative Photography di Tucson, Arizona, nei Musei di Belle Arti di Città del Messico, Buenos Aires e Santiago del Chile, nel Musée de l'Elysée di Losanna, nell'Università di Salamanca. Nel 2002 pubblica "Flor" (Peliti Associati), il nuovo libro fotografico di nudi, ritratti e nature silenziose (4 edizioni). L'ultimo suo lavoro, "Nature silenziose", pubblicato da Gabriele Editore, Mendrisio (Svizzera), riceve diversi premi internazionali. L'opera di Flor Garduño è presente in numerose collezioni, tra cui quelle del MoMA di New York, J.P. Getty Museum di Los Angeles, Stiftung für Fotografie di Zurigo. In questi anni Flor Garduño ha beneficiato della Borsa Federale Svizzera per le arti applicate e del sostegno ai creatori d'arte "Fonca" (Fondo Nacional para la Cultura y las Artes de México). Flor Garduño ha due figli, Azul nata nel 1992 e Olin nato nel 1995. Vive con la famiglia tra Stabio (Svizzera) e Tepoztlán, Mor (Messico).


ARTS: EXCLUSIVE

"Secondo la mia idea, una buona fotografia deve essere a fuoco e ritrarre una persona famosa mentre fa qualcosa di non famoso. Il suo essere nel posto giusto al momento sbagliato. Ecco perché il mio fotografo preferito è Ron Galella" (Andy Warhol, 1979)

I VOLTI DEL CINEMA BY RON GALELLA: 60 FOTO VINTAGE DEL PIU' FAMOSO PAPARAZZO DI NEW YORK. Un evento "Shenker Culture Club", in collaborazione con Comune di Roma, Associazione Piazza di Spagna-Trinità dei Monti e Photology, in occasione della "Festa Internazionale del Cinema di Roma". Dal 19 Ottobre al 2 Dicembre 2006 allo "Shenker Culture Club" (Roma, Piazza di Spagna 66). Orari: la Lunedì a Venerdì ore 11-19; Sabato ore 11-15. Ingresso libero. Catalogo (in vendita al pubblico): "Ron Galella - Exclusive Diary" (Ed. Photology).

Ron Galella, italoamericano classe 1931, è il più famoso fotografo americano di celebrità, definito da Newsweek "paparazzo extraordinaire". Le sue foto furono pubblicate tra gli Anni Sessanta e Ottanta da Life, The New York Times, People, The Star e Vanity Fair. Stampate in esemplari oggi unici, sono state negli ultimi anni esposte in importanti musei e gallerie a New York, Pittsburgh, Amsterdam, Bruxelles, Milano. Per questa mostra sono stati selezionati, dalla sua vasta produzione, 60 ritratti di celebrità del cinema, scattati tra gli anni '60 ed '80. Stampe di grande fascino per la loro qualità vintage, tutte originali ed uniche, con impresso sul retro di ognuna timbro, data e firma dell'autore, e corredate di velina giornalistica.


ARTS: IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI

"Il Cinema: il migliore dei mondi possibile", mostra del fotografo Sandro Becchetti (nato a Roma nel 1935), a cura di Marco Delogu. Esposte 80 fotografie, rigorosamente in bianco e nero, che ritraggono i protagonisti del cinema e della cultura italiana e internazionale. Fra questi Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Pier Paolo Pasolini, Roman Polanski, Roberto Rossellini, Francois Truffaut, Billy Wilder, Franco Zeffirelli, Dustin Hoffman, Claudia Cardinale, Anita Ekberg, Andy Warhol. Grandi star sono ritratte in momenti di intimità, sole con se stesse davanti allo sguardo del fotografo, fuori dalle folle in cerca di autografi, e come spiega lo stesso fotografo diventano "esseri umani come tutti". Fotografie scattate alla fine degli anni '60 e all'inizio degli anni '70, quando Roma era un crocevia di incontri di personalità dello spettacolo, del cinema, dell'arte e della cultura.

Dal 29 Ottobre 2006 al 14 Gennaio 2007 presso "Cinecittàdue Arte Contemporanea" (Centro Commerciale Cinecittàdue, Viale Palmiro Togliatti 2). Orari: dal Lunedì alla Domenica ore 11.00-19.30. Ingresso libero. Info: 06 7220910.


SHOPPING-STYLE: AUTUNNO-INVERNO FASHION

L'autunno-inverno 2006-07 porta con sé uno stile sexy-comodo-funzionale. Una stagione, oversize, rock-punk, semi-grunge, caldissima, sofisticata e divertente!

Anch'essi coinvolti nel molteplice e tratteggiato ritorno agli anni '80, tornano alla ribalta i fuseaux! Adesso si chiamano "leggings", ma sostanzialmente sono sempre loro, solo fra calze e pantalone, e sempre aderentissimi. Fra larghezze e ristrettezze, in particolare convivenza poi minigonne, tubini, pantaloni a sigaretta e gonne a palloncino.

Per i momenti più freddi, il consiglio si chiama invece "maxi-pull", morbido, caldo ed avvolgente, un miniabito perfetto quale compromesso fra femminilità e tepore. Accanto ad esso, grandi berretti e colorati (ma anche e soprattutto bianco-candidi) di lana e calze pesanti da abbinare.

Con uno spettacolare salto fashion-temporale, ridiventa trend anche la "marsina militare", celebre giacca d'ispirazione napoleonica, con bottoni lucenti, di sera ma anche di giorno. E poi, ancora e sempre lana... (tartan, tweed) consistente! Quindi "tricot", classico o eccentrico che sia. Oppure una senza tempo "mantella" in pelle nera, fra il classic-punk e la dark-lady; in alternativa un letterario trench (sia di giorno che di sera).

Accessori? Finito il tempo delle pochette (le micro-borsette senza tracolla), anche la "borsa" al centro dell'attenzione è quella "extralarge", comoda, capiente e disincantata (le cui migliori estremizzazioni cromaticano in oro o argento).


MODELS: DISCOVERING

www.mcphotoint.com - www.mcphotox.com


FUN: ENADA E' IL GIOCO IN FIERA

Dal 12 al 15 Ottobre 2006 alla Fiera di Roma (Padiglioni 22-23-24), in Via C.Colombo, l'esposizione leader del settore dei giochi, con il patrocinio dei Monopoli di Stato. Le "Mostra Internazionale degli apparecchi da intrattenimento e da gioco" è un'esposizione che abbraccia l'intero mercato del gioco, dagli apparecchi da divertimento a quelli con vincita in denaro, fino a tutte le aziende protagoniste dei nuovi sistemi per le comunicazioni telematiche. 200 aziende presenti con i propri prodotti (i più recenti modelli di videogames, flippers, juke-boxes, video juke-boxes, e poi biliardi, carambole, calciobalilla, kiddie rides, attrezzature, accessori e ricambi, distributori automatici, tecnologie e servizi per sale bingo, arredamenti e impianti di sicurezza per sale attrazione, gadgettistica, internet point, bowling, etc.), in 20.000 mq.

Italiani, popolo di giocatori: nel 2005 gli italiani (sono 30 milioni quelli che almeno una volta all'anno partecipano ad un gioco pubblico) hanno destinato complessivamente ai "giochi" 28 miliardi di euro, aumentando del 10% circa quella del 2004 (25,034 miliardi). In percentuale sono aumentate maggiormente le vincite, che sono passate dai 13,5 miliardi del 2004 ai 18 miliardi del 2005 (+33%). Si tratta di un comparto economico di grande rilievo, prossimo ormai al 2% del Pil italiano. In Italia, nel 2005 i concorsi a pronostici hanno raccolto 310 milioni, le lotterie 1,3 miliardi, il lotto 7,25 miliardi e il Superenalotto 1,98 miliardi.

Apparecchi da gioco con premi in denaro: gli apparecchi installati nei pubblici esercizi sono passati dai 130.000 del 2004 agli oltre 170.000 di fine 2005 (a quota oltre 190.000 a fine 2006, grazie all'estensione della rete telematica di raccolta e controllo delle giocate).

Le regioni dove maggiore è la raccolta di giocate presso queste macchine automatiche è la Lombardia, seguita da Lazio, Emilia Romagna, Sicilia e Campania. In Italia, al 1 Marzo 2006, risultano installate 179.019 macchine automatiche da gioco con premi in denaro (103.828 presso i bar). La regione con il maggior numero di apparecchi installati è la Lombardia con 31.723 macchine. Seguono la Sicilia con 22.862, il Lazio con 21.331 (14.988 a Roma) e l'Emilia Romagna con 14.994. All'ultimo posto la Valle d'Aosta con 334 apparecchiature installate.

Quanto si gioca? Esperti del settore stimano a circa 14 miliardi di euro la somma puntata dagli italiani alla fine del 2006. A fare la parte del leone sono le slot machine (12 miliardi) rispetto ai giochi meccanici e ai videogiochi (2 miliardi). Nel 2003 la raccolta era di poco più di 360 milioni. Grazie a questo exploit, l'incasso dell'Erario è salito dai 30 milioni del 2003 fino ai 1.500 milioni del 2005. A fine 2006 i Monopoli si aspettano di incassare oltre 2 miliardi di euro.

www.enada.it


FUN: EUROCHOCOLATE 2006

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Dal 14 al 22 Ottobre a Perugia, la 13esima edizione di Eurocholate! Dopo il successo dell'edizione 2005 (oltre 1.000.000 di visitatori), nel 2006 un vero e proprio cantiere del cioccolato! Il messaggio centrale dell'evento è "Costruttori di dolcezze", un invito a tutti i golosi e non, a edificare la propria esistenza su basi positive, buone come il cioccolato! Con "Mario il muratore" quale protagonista nell'area "ChocoFamily" (in Piazza Italia), per coinvolgere con giochi e animazioni soprattutto i piccoli fans della kermesse.

L'evento è patrocinato da Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia e Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Perugia. Il tutto al sapore di cioccolato, unico, inimitabile e indiscusso protagonista della celebre manifestazione; un prodotto amato da tutti che nella "Città del Cioccolato" per eccellenza, trova la sua naturale collocazione. Di contorno, non solo una buona dose di ironia e divertimento, ma la contemporanea attenzione allo sviluppo di progetti culturali legati alle più variegate forme d'arte; e la tutela di importanti valori quali solidarietà, biodiversità, tracciabilità e sostenibilità della filiera produttiva del cacao, in prospettiva di un futuro sostenibile che limiti e tenda ad eliminare le differenze tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo.

www.eurochocolate.com


CINEMA: ROMAFILMFEST

Nicole Kidman, protagonista dell'apertura del Festival, con l'anteprima mondiale di Fur "Amo l'Italia con cui ho una grande affinità e sono particolarmente orgogliosa di tenere a battesimo questa importante manifestazione".

La prima edizione di Cinema - Festa Internazionale di Roma: all'Auditorium Parco della Musica dal 13 al 21 Ottobre 2006, con programmi e repliche nelle sale cinematografiche ed eventi in tutti i luoghi simbolici della città di Roma, da Via Veneto a Piazza del Popolo, da Fontana di Trevi a Cinecittà, alle Case del Cinema, del Jazz e delle Letterature. Ma non solo. L'evento coinvolge infatti l'intero territorio metropolitano, e poi quello della Provincia e della Regione, con un fitto programma di iniziative specifiche, rassegne parallele, incontri e dimostrazioni, musica, moda, letteratura, memoria e futuro per fare di Roma e di tutta la regione la scena formidabile di una vera festa collettiva dedicata al cinema in tutte le sue forme ed espressioni di creatività.

Roma, una delle poche città del mondo che fanno da sempre parte dell'immaginario collettivo. Roma, grande metropoli che si apre a un grande festival, anzi a una festa del cinema popolare di qualità. Roma, il primo festival che celebra l'arte dell'attore. Attori e registi di fama internazionale accanto ai protagonisti del nuovo cinema di tutto il mondo, una giuria popolare che coinvolge il vero protagonista dello spettacolo, il pubblico, un festival nel festival dedicato a giovani e giovanissimi, uno spazio appositamente pensato per i protagonisti dell'industria internazionale dell'audiovisivo. Sono questi gli elementi principali di Cinema - Festa Internazionale di Roma, una vera e propria festa per chi ama il cinema, per chi lo fa, per chi lo racconta e per chi lo vuole vivere in un clima disteso e gioioso.

Cinque le sezioni principali: "Première" (sette serate dedicate a spettacolari anteprime internazionali alla presenza dei loro protagonisti), "Il lavoro dell'attore" (un omaggio ai grandi protagonisti dell'arte della recitazione), "Competizione" (con la selezione di 14 opere inedite di autori di tutto il mondo), "Extra" (una selezione internazionale di materiali e percorsi tematici scelti per sostenere e promuovere i nuovi linguaggi dell'audiovisivo, dalle opere "fuori formato" alla televisione di qualità, dal documentario al videogame e al videoclip), "Alice nella città" (autentico "festival nel festival" per gli spettatori più giovani). E una Giuria Popolare, formata da 50 spettatori scelti tra il pubblico di chi va al cinema, ad assegnare il Premio al Miglior Film e quelli al Migliore Interprete femminile e Migliore Interprete maschile.

Numeri Utili: ChiamaRoma 06 06 06, disponibile tutti i giorni 24 ore su 24, fornisce qualsiasi informazione sulla città di Roma in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, cinese e arabo (dal Lunedì al Sabato dalle 16 alle 19). Informazioni turistiche: 06 82059127, disponibile ogni giorno dalle 9 alle 19, fornisce informazioni riguardanti eventi, arte e cultura, luoghi dello spettacolo, ristorazione, servizi utili, shopping, trasporti, in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.

www.romacinemafest.org


SHOW: ANPLAGGHED

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Dal 24 Ottobre al 3 Novembre 2006, Aldo, Giovanni e Giacomo al "Gran Teatro" (Roma, Via di Tor di Quinto). Biglietti: poltronissima 54 euro, poltrona 43 euro, seconda poltrona 22 euro. Info: 06 33270050 e www.granteatro.it.

Dopo sei anni di assenza dal palcoscenico, Aldo Giovanni e Giacomo ritornano a teatro con lo spettacolo "Anplagghed" di Arturo Brachetti, nuovissima esilarante tourneé che ha debuttato in anteprima a Fabriano (An) il 3 Febbraio 2006, per poi attraversare tutta l'Italia (Ancona, Torino, Genova, Napoli, Verona, Bologna, Firenze, Milano, Latina e Roma) e concludersi a Novembre.

I tre comici, autori e interpreti dei loro sketch, raccontano una quotidianità surreale in un quartiere di periferia di una italica metropoli. Personaggi-tipo che si esplicano in vecchiette derubate, goffi spacciatori, teppisti imbranati, vicini di casa arrabbiati... e intorno scenografie sia fisse che proiezioni filmiche. Le musiche originali, di Gino Marcelli, spaziano dal rock alla tarantella, dallo ska alla big band hollywoodiana. Il titolo dello spettacolo stravolge il temine inglese usato per definire i concerti acustici delle rock star. Lo show è il frutto della collaborazione dei tre comici con Valerio Bariletti, Cesare Alberto Gallarini, la Gialappa's Band ed Arturo Brachetti, principe dei trasformisti moderni.Il tutto condito con un gergo milanese tinto da tipiche inflessioni meridionali.

Un'enorme astronave catapulta sul palco due uomini (Aldo e Giovanni), un robot preciso e rompiscatole (Giacomo) e una donna (Silvana Fallisi, moglie di Aldo). Ignorano il nome del pianeta su cui sono atterrati, ma con battute esilaranti ne vogliono conquistare gli abitanti. Per farlo ci invitano sulla Terra, dove attraverso situazioni irreali e grottesche, ma nello stesso tempo di tutti i giorni, ironizzano sull'essere umano. Si passa dalla fila del bancomat, alla visita alla galleria d'arte, passando per prove di base jumping e inseguimenti da action movie...


SHOW: NAUFRAGHI (ALL'OROLOGIO)

Dal 24 Ottobre al 12 Novembre 2006, al Teatro dell'Orologio (Sala Artaud - Roma, Via dei Filippini, 17A). Scritto e diretto da Claudio Morici, ispirato a "Here comes the flood" di Peter Gabriel. Cast: Stefano Mondini (Primo naufrago), Luigi Romagnoli (Secondo naufrago), Nanni Candelari (Vincent), Ignazio Raso (Sem). Voce narrante: Alessandra Cassioli. Grafica: Raniero Gelli. Luci e fonica: Marius Dalog. Aiuto regia: Lucia Berardinelli. Regia: Claudio Morici. Con il patrocinio del Presidente della Regione Lazio e dell'Assessorato alle Politiche Culturali. Spettacoli: dal Martedì al Sabato ore 21.30; Domenica ore 18.00. Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro. Prenotazioni (botteghino teatro): 06 6875550. Info: www.specchiorovescio.it.

Isola di Spes. In un luogo qualunque in mezzo al mare. Nell'abitazione del guardiano del Faro, due naufraghi sono testimoni di un segreto terribile. Cosa resta quando tutto è finito? Quale compito hanno verso l'umanità gli ultimi naufraghi del genere umano? Resta la propria isola da offrire perché nessuno dimentichi. In una cornice irreale, intensa e suggestiva, due uomini piccoli, piccoli davanti a tutto ciò che stanno vedendo, di fronte alla maestosa ribellione delle forze naturali, si confrontano con le proiezioni delle loro stesse paure, ansie, emozioni... nell'attesa... Ma esiste sempre una rivincita... basta non lasciarsi andare prima dell'Alba.


MOTORS: MOBILITA'.IT

1° RAPPORTO ACI-EURISPES SULLA QUALITA' DELLA MOBILITA' NELLE PROVINCE ITALIANE: I più fortunati sono gli automobilisti di Aosta. Ma se la passano bene anche quelli di Siena, Parma, Pisa e Terni. L'inferno del traffico si trova invece a Foggia, e più in generale al Sud, a Caltanisetta, Agrigento, Bari e Siracusa. E' quanto emerge dal primo rapporto Aci-Eurispes sulla qualità della mobilità nelle province italiane. Un quadro deprimente, secondo i ricercatori, fotografia di "un Paese incapace di soddisfare la richiesta di mobilità dei propri cittadini, costretti a privilegiare, in assenza di valide alternative, l'uso indiscriminato dell'auto".

Aosta la migliore: il primo posto nella classifica se l'è guadagnato Aosta, la migliore d'Italia a rispondere alle esigenze di circolazione e trasporti pubblici dei suoi cittadini. Ma potrebbe fare meglio: secondo la ricerca, persino l'efficiente cittadina montana "è ben lontana dagli standard imposti dalla società del ventunesimo secolo". Al Nord la situazione è migliore: i primi 20 posti della graduatoria sono occupati da 10 province del centro Italia (Siena, Pisa, Terni, Lucca, Arezzo, Perugia, Massa, Firenze, Pesaro e Ascoli Piceno), sei del Nord-Ovest (Aosta, Mantova, Trento, Biella, Cuneo e Brescia) e quattro del Nord-Est (Parma, Ravenna, Udine e Bologna). Sorpresa: Roma batte Milano! Fa eccezione Milano che con il suo 72esimo posto si piazza nella zona nera delle città più congestionate e meno servite del Paese. Staccata, a sorpresa, anche da Roma che occupa la 33esima posizione. Le realtà laziali non godono di "buona salute" rispetto alla mobilità: Roma occupa il 33° posto della classifica, mentre le restanti quattro province si collocano in posizioni piuttosto critiche (Rieti 50esima, Viterbo 67esima, Frosinone 73esima e Latina 81esima). A livello regionale il primato va al centro Italia: si circola bene soprattutto in Toscana, che vanta sei province tra le prime venti. E anche in Umbria (quinta risulta Terni e tredicesima Perugia) e in Emilia Romagna, con tre province ad inizio classifica. Meno bene va in Lazio: Roma occupa il 33esimo posto, peggio ancora a Rieti (50esima), Viterbo (67esima), Frosinone (73esima) e Latina (81esima). Le città del Sud sono le peggiori, con il primato negativo di Foggia al 103esimo posto, Napoli al 95esimo, Palermo all'89esimo e tutte le altre province meridionali relegate sotto l'81esima posizione. La palma nera regionale va alla Sicilia, che conta 5 province agli ultimi posti (Ragusa al 93esimo, Trapani al 98esimo, Siracusa al 99esimo, Agrigento al 101esimo e Caltanissetta al 102esimo). Le condizioni sono dunque critiche: La bocciatura è inevitabile per "un Paese privo di un sistema adeguato di trasporto pubblico, ma anche delle infrastrutture necessarie per far fronte all'inevitabile aumento del traffico veicolare". L'Italia è il Paese più motorizzato del mondo, ricorda la ricerca, e il parco veicoli è in continua crescita.

OPINIONI A CONFRONTO

Per la netta maggioranza degli italiani, il 58,3%, la mobilità è legata soprattutto al lavoro, che rappresenta quindi la ragione principale degli spostamenti dei cittadini. L'auto privata è senza dubbio il mezzo di trasporto privilegiato: a quanti, circa il 64%, la usano sistematicamente in qualità di conducente, vanno aggiunti anche i cittadini che per i propri spostamenti ricorrono soprattutto al passaggio in macchina (poco meno di uno su quattro). Tra le ragioni del ricorso prevalente al mezzo di trasporto privato vi è innanzitutto la rapidità degli spostamenti (37%). Infatti i tempi medi di spostamento risultano sensibilmente inferiori rispetto a quelli dichiarati da quanti optano per un mezzo di trasporto pubblico: oltre il 72% impiega generalmente meno di mezz'ora per raggiungere il luogo di destinazione con la propria vettura, mentre tra quanti si spostano in autobus o in tram la percentuale scende al 40,5%. Se la mobilità privata consente maggiore rapidità, autonomia e comodità, non mancano però le criticità connesse a questo tipo di scelta: il traffico innanzitutto, indicato dal 47% degli intervistati quale principale nucleo di criticità, soprattutto da quanti abitano nei comuni di grandi dimensioni o nelle città metropolitane.

TRASPORTO PUBBLICO

Nelle ricerca Aci-Eurispes il "trasporto pubblico" è stata inteso in termini di offerta e non di soddisfazione del servizio. Gli indicatori utilizzati (densità delle linee di trasporto urbano-ferrovie e la densità delle linee di trasporto urbano-autobus) analizzano un aspetto meramente quantitativo, mentre non forniscono un quadro rispetto all'efficienza ed efficacia del servizio. La graduatoria evidenzia una distanza consistente di tutte le province italiane dall'obiettivo di situazione ideale (valore migliore=0). Questo significa che la città che si colloca al primo posto è migliore rispetto alle altre province, ma non rappresenta, comunque, una situazione ottimale.
I primi sette posti della classifica sono occupati da città metropolitane, con Torino al primo posto (0,6721), seguita da Milano (0,6784), Roma (0,7226), Napoli (0,7393), Bologna (0,7402) e Firenze (0,7651). Questi risultati scaturiscono dalla maggiore offerta del servizio pubblico presente nelle grandi città. 
Il primo posto occupato da Torino nella graduatoria (con punteggio pari a 0,6721) è determinato da valori abbastanza buoni in tutti gli indicatori considerati (ossia con scarti risicati dal valore migliore) e, inoltre, dalla seconda posizione per ampiezza della rete di autobus (pari a 780,5 km di linee per 100 km2), dalla settima posizione per l'offerta di trasporto pubblico (61 km/vettura/abitante/anno) dalla nona sia per la rete protetta (5,63% di corsia protetta sul totale della rete) sia per l'intensità d'uso del trasporto pubblico (202 viaggi/abitante/anno). Milano si colloca al secondo posto (0,6874) della graduatoria, perché risulta seconda per offerta di trasporto pubblico (pari a 80 km/vettura/abitante/anno), terza sia per intensità d'uso del trasporto pubblico (393 viaggi/abitanti/anno), sia per rete protetta (12,67% di corsia preferenziale sul totale della rete), mentre risulta fortemente penalizzata dal 43° posto per ampiezza della rete di autobus (pari a 229,5 km di linee per 100 km2) e dalla situazione parcheggi. La terza posizione di Roma è determinata dal fatto che è seconda per intensità d'uso del trasporto pubblico (con 467 viaggi/abitante/anno) e quinta nell'offerta di trasporto pubblico (66 km/vettura/abitante/anno), inoltre rappresenta la città con uno dei parchi bus urbani più giovani (al quinto posto con l'età media di 6,35 anni). Per quanto riguarda gli aspetti negativi si evidenzia una carenza della rete stradale percorsa da autobus (163,2 km di linee per 100 kmq) che la colloca al 60° posto e, anche qui come Milano, una forte criticità per quanto riguarda i parcheggi.

www.aci.it


SPORT: LA LEGGENDA DI PRIMO CARNERA

Dal 16 Settembre al 3 Dicembre 2006 al Palazzo della Provincia di Pordenone (Corso Garibaldi 8). Orario: da Martedì a Venerdì ore 15.30-19.30; Sabato e Domenica ore 10.00-19.00; Lunedì chiuso. Visite al mattino su prenotazione. Ingresso: intero 5 euro, ridotto 3 euro; ridotto scuole 1 euro. Info: 0434 231418 e www.provincia.pordenone.it.

A cento anni dalla nascita, avvenuta il 25 Ottobre 1906, la leggenda di Primo Carnera continua. Leggenda perché l'esistenza, le vicissitudini, l'immagine popolare e le imprese sportive del primo pugile italiano divenuto campione del mondo hanno assunto un aspetto che ha travalicato la realtà, divenendo mito e simbolo per intere generazioni.

Carnera (Sequals, Pordenone, 1906-1967) è stato il gigante, l'uomo più forte del mondo con i suoi 2 metri di statura in una società dove l'altezza media non raggiungeva il metro e settanta. Carnera è stato il pugile italiano più popolare, perché ha portato la prima cintura iridata all'Italia (per la seconda si sono dovuti aspettare 23 anni), nella categoria più affascinante: i pesi massimi. Carnera è stato uno degli sportivi che più ha colpito l'immaginazione insieme a Coppi, Bartali, Nuvolari, il grande Torino e pochi altri, diventando un evento emotivo e mediatico che ha superato i confini della boxe, trasformandosi in elemento di costume, storia sociale, linguaggio ("Mangia che diventi forte come Carnera" hanno detto le madri per anni ai bambini). Carnera è stato strumento di un periodo storico, il Fascismo, nel quale il suo corpo eccezionale e i suoi trionfi sono divenuti trasposizione al popolo dell'eccezionalità e dei successi del regime. Carnera è stato il simbolo per milioni di emigranti, partiti come lui per combattere la fame e che nella sua parabola vedevano allo stesso tempo un esempio da seguire e una forma di riscatto: il "gigante buono" capace di trasformarsi da povero in ricco, da manovale in campione, da anonimo a idolo. Carnera è stato infine il gigante dei valori, non solo sportivi, che sono sempre stati la bussola della sua intensa esistenza: spirito di sacrificio, famiglia, onestà, generosità, determinazione a non arrendersi mai, legame con le radici, convinzione che è l'istruzione e non la fama a emancipare.

La mostra consente al visitatore di riscoprire chiaramente la vicenda umana e sportiva di uno dei pochissimi sportivi che sono entrati di diritto nella storia del "Novecento". Otto le sezioni: 1) Il friulano Carnera (emigrazione in Friuli Venezia Giulia fra 800 e 900). 2) La "montagna" Carnera (mito e leggenda dell'uomo gigante). 3) Alle origini del pugilato. 4) Carnera e il pugilato (la carriera sportiva). 5) Arte e sport negli anni del fascismo. 6) La lotta per vivere (Carnera e il catch). 7) Da Sequals a Hollywood (Carnera e il cinema). 8) La forza del mito.

Esposti gli oggetti culto della vita sportiva (la cintura mondiale di Carnera, i guantoni da combattimento, la corda da allenamento, le scarpette, i pantaloncini, ma anche la maglia azzurra, i palloni, e la mitica Coppa Rimet della nazionale italiana di Calcio due volte campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e il corredo da corsa del pilota automobilistico Tazio Nuvolari) si accompagnano agli oggetti d'arte classica provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze raffiguranti scene di pugilato e alle opere degli artisti del '900 che hanno raffigurato, tra gli anni '20 e '40, il mito dello sport. Ed ancora, gli inediti manifesti di boxe provenienti dalla raccolta Salce con i significativi esempi di Carnera "testimonial" nella nascente pubblicità commerciale o quelli della trasvolata atlantica del decennale di Italo Balbo, impresa concomitante al successo mondiale di Carnera.


MUSIC: BOSSA NOVA

Caetano Veloso: "La musica che ha infuso all'uomo della strada il rispetto per se stesso. La musica che ti accompagnava in spiaggia, al mare e ti rendeva felice".

In origine incredibile mix di jazz e samba, nata alla fine degli anni '50 nella zona sud di Rio de Janeiro (Copacabana e Ipanema di sfondo), con la linfa originante della chitarra e della voce di João Gilberto, del pianoforte di Tom Jobim, della poesia di Vinicius de Morais; ispirata culturalmente dalla "rive gauche" francese, abbraccia l'atmosfera di rinascita economica e nazionalista del Brasile di Juscelino Kubitschek. Un movimento che diventa successo nazionale negli anni '70, dopo la scoperta americana (Frank Sinatra su tutti), ed assurge al ruolo di protagonista musicale internazionale con il consolidato alone di migliore espressione della musica popolare brasiliana di qualità.

Un samba suonato in modo minimalista, soffuso, senza particolare enfasi vocale e senza vibrato, su ritmo lento, se non lentissimo (difficilmente supera gli 80 battiti per minuto), ma con un incedere incalzante. La data ufficiale di nascita della bossa nova è generalmente fatta coincidere con l'uscita, nel 1958, del disco Canção do Amor Demais della cantante Elizete Cardoso, su musiche di Antonio Carlos Jobim e testi di Vinicius de Moraes, che conteneva la canzone "Chega de Saudade" (nella quale suonava proprio João Gilberto). I padri e co-inventori della bossa nova sono comunemente considerati il compositore e musicista Antonio Carlos Jobim, il poeta Vinicius de Moraes e il cantante e chitarrista João Gilberto. I suoi principali protagonisti ed interpreti: Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto, Carlos Lyra, Roberto Menescal, Newton Mendonça, Ronaldo Bóscoli, Sylvinha Telles, Nara Leão, Toquinho, Edu Lobo, Elis Regina, Luiz Bonfá, Astrud Gilberto.

GAROTA DE IPANEMA

La "Ragazza di Ipanema (in portoghese "Garota de Ipanema") è il brano di bossa nova più noto al mondo. La leggenda dice che i due autori, Vinicius de Moraes (per i testi) e Antonio Carlos "Tom" Jobim (per la musica), si incontrassero regolarmente in un bar di Ipanema per scrivere una commedia musicale. Il bar (Bar Veloso) era sulla strada che una ragazza percorreva tutti i giorni per recarsi da casa alla scuola. La ragazza si chiamava Heloisa Pinheiro. La ragazza (Helo per gli amici), viveva realmente in Rua Montenegro ed era cliente dello stesso bar, oltre ad essere alta, abbronzata, mora con gli occhi verdi, bella e giovane. Guardandola tutti i pomeriggi i due musicisti colsero l'ispirazione per la canzone. Oggi il Bar Veloso si chiama "The Girl from Ipanema" e il nome della strada è divenuto, da Rua Montenegro, Rua Vinícius de Moraes.


MEDIA: T9-INFOVIDEO

Giorno per giorno, mese per mese... mostre, spettacoli, eventi, speciali, notizie, sport... su Roma, Lazio, Umbria e... tutte le più importanti trasmissioni in onda su T9... la Tua Televisione!

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VISION: ROMAPOESIA FESTIVAL

"romapoesia festival della parola 2006"... X edizione... 14-30 Ottobre 2006... Il Festival "romapoesia" compie dieci anni. Dal 1997 dunque, un appuntamento irrinunciabile per chi ama e segue la scena della poesia. Con una vocazione specifica: quella di liberarla dall'intimismo malinconico e crepuscolare in cui la percezione comune la confina, di contribuire alla ricostruzione di un corpo integro: poesia ad alta voce, poesia canto, poesia musica, poesia azione, poesia visione. Restituire dunque i diversi linguaggi in cui la poesia si incarna sia dando vita a sperimentazioni innovative sia frequentando la poesia di luoghi lontani.

www.romapoesia.it


WORLD: RIO!

Rio de Janeiro ("Fiume di Gennaio") è città celebre per le sue spiagge turistiche (Copacabana e Ipanema) su cui si affacciano schiere di alberghi moderni, per la gigantesca statua di Gesù (il "Cristo Redentor") sul monte Corcovado, e per il suo annuale e fantastico carnevale. Rio de Janeiro, la metropoli che possiede la più grande "foresta urbana interna", è la seconda città del Brasile dopo San Paolo, e fu la capitale brasiliana fino al 1960, anno in cui la più moderna e piccola Brasilia ne prese il posto. Si trova a 22° 54' Sud di latitudine e 43° 14' Ovest di longitudine; ha una popolazione di oltre 6 milioni di abitanti (il doppio è la popolazione compresa nell'area metropolitana) e occupa una superficie di 1.256 kmq.

Storia: l'area su cui sorge Rio de Janeiro venne raggiunta da esploratori portoghesi nel corso di una spedizione guidata dall'italiano Amerigo Vespucci nel Gennaio del 1501 (gli europei la chiamarono "Rio de Janeiro" pensando che la Baia di Guanabara fosse la foce di un fiume). La città venne ufficialmente fondata il 1 Marzo 1565 dal cavaliere portoghese Estácio de Sá, che la chiamò São Sebastião do Rio de Janeiro, in onore del Re Sebastiano I del Portogallo.

Distretti: La città viene comunemente divisa in "Centro Storico", "Zona Sud" (quella turistica, con le rinomate spiagge), "Zona Nord" (prettamente industriale), "Zona Ovest" e Barra da Tijuca (l'area sorta più recentemente). Il "Centro" è sia parte storica che cuore della comunità finanziaria della città. Tra i luoghi di interesse: la "Chiesa della Candelaria", la "Cattedrale", il "Teatro municipale".

La "Zona Sud" è composta da diversi distretti (São Conrado, Leblon, Ipanema, Arpoador, Copacabana, Leme, Botafogo e Flamengo) che compongono la famosa linea costiera di Rio. Il quartiere della spiaggia di Copacabana ostenta una delle più spettacolari feste di Capodanno del mondo, con più di due milioni di festeggianti che si affollano sulla sabbia per guardare i fuochi d'artificio che vengono sparati dalle barche. Oltre Copacabana e Leme, nel distretto di Urca, si trova il Pan di zucchero ("Pão de Açúcar"), il cui nome caratterizza la famosa gobba che si erge dal mare. La cima può essere raggiunta con una funivia accessibile dal Colle di Urca ("Morro da Urca"), e offre una vista seconda solo a quella del Corcovado. La più alta montagna della città comunque, con 842 meteri, è la Pedra da Gávea di São Conrado. La "Zona Nord"
di Rio ospita lo Stadio Maracanã (il più grande stadio di calcio del mondo). La "Zona Ovest", la regione metropolitana più distante dal centro di Rio de Janeiro, comprende Barra da Tijuca, Jacarepaguá, Campo Grande, Santa Cruz e Bangu. Barra da Tijuca è un'area a sviluppo accelerato, che attrae principalmente la parte più ricca della popolazione, mentre i distretti confinanti della zona ovest sono quelle che rivelano le più nette differenze tra classi sociali.

I 75 ANNI DEL CRISTO REDENTOR

In rua Cosme Velho 513 si trova la stazione del trenzinho do Corcovado (gobbo), il trenino a cremagliera che sale fino ai 709 metri del più alto morro carioca (accoglie oltre 300.000 turisti all'anno). Ha corse ogni mezz'ora (andata-ritorno costa 20 reais), il tempo di percorso alla salita è di 17 minuti e di 25 alla discesa. Durante il percorso, tutto attorno la mata Atlantica, la rigogliosa giungla tropicale di un verde intenso. Giunti alla stazione di arrivo, occorre salire i 222 gradini che conducono al culmine del belvedere, dove è sita la statua in cemento armato del Cristo Redentore (disegnata dal brasiliano Heitor da Silva Costa e realizzata in 5 anni dallo scultore francese Paul Landowsky, è alta 38 metri compresa la base e pesante 1.145 tonnellate). L'opera fu inaugurata il 12 Ottobre 1931, quando Guglielmo Marconi la rischiarò accendendone le luci da Genova (è stata di recente restaurata e dotata di una suggestiva illuminazione notturna). Da allora è il simbolo della città, e rappresenta la fede e il calore del popolo brasiliano che accoglie il mondo a braccia aperte.