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ROMA
IN TAXI: FEBBRAIO 2009 |

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COPERTINA: FUTUROMA (A 100 ANNI DAL MANIFESTO FUTURISTA DI MARINETTI)

ZOOM: DAI PESO AL PESO

Ogni giorno 156 italiani perdono la vita per le conseguenze
dell'eccesso di peso. Secondo l'OMS, nel nostro paese le morti attribuibili a sovrappeso e obesità sono state circa 57.000 nel 2002, un decimo del totale. Sono gli effetti di
un'epidemia che ormai coinvolge milioni di persone: i più recenti dati Istat indicano che più di un italiano su tre (34,2%) è in sovrappeso, mentre quasi uno su 10 (9,8%) è obeso. Gli obesi adulti sono ormai un esercito di oltre 4 milioni di persone. E il loro numero è in crescita. Sovrappeso e obesità stanno ormai diventando una vera e propria emergenza che coinvolge tutti i paesi e non solo quelli occidentali, con pesanti ricadute in termini sanitari e socio-economici.
All'eccesso di peso sono associate condizioni cliniche (malattie cardiovascolari, respiratorie, osteoarticolari, aumento della pressione arteriosa, incremento di grassi e zuccheri nel sangue) che determinano una riduzione della qualità della vita e un aumento del rischio di mortalità. Ma invertire la rotta si può: con un approccio integrato basato sulle tre
"A" (alimentazione controllata, attività fisica, aiuto medico) si possono ottenere riduzioni di peso anche piccole che assicurano significativi benefici per la salute.
Parte "Dai Peso al Peso", un grande progetto nazionale che coinvolge
l'Istituto Superiore di Sanità, l'Irccs San Raffaele Pisana, Società Italiana dell'Obesità e Acaya Formazione e Salute, in partnership con Abbott ed in collaborazione con Coop. Da Febbraio a Giugno 2009, i milioni di italiani che hanno superato i limiti di peso, possono fare una sosta alla Coop per un check-up gratuito dei principali parametri correlati a sovrappeso e obesità. In oltre 50 centri IperCoop di tutta Italia, tutte le persone di età compresa tra i 18 anni e i 75 anni, in sovrappeso evidente o sospetto, possono eseguire il controllo dei valori ematologici, misurazione della pressione arteriosa, misurazione della circonferenza addominale, indice di massa corporea, valutazione della distribuzione di grasso rispetto alla massa magra, e test sul comportamento psicologico nei confronti
dell'alimentazione. L'obiettivo del progetto è quello di valutare i principali fattori di rischio legati
all'eccesso di peso creando un data base unico nel suo genere, nonché quello di aumentare nelle persone il grado di consapevolezza sulla propria condizione di rischio e incoraggiarle a modificare il proprio stile di vita. Coinvolti nel progetto 220 Medici e 100 Infermieri; 10.000 visite, 25.000 analisi ematochimiche e 20.000 misurazioni di: pressione arteriosa, peso e circonferenza addominale sono i risultati previsti. Per ogni cittadino esaminato verrà consegnato un esame obiettivo del suo stato di salute ed un manuale
"Life Style" con i consigli utili per modificare e migliorare il proprio "stile di
vita". E dal 2 Febbraio al 12 Giugno 2009, dal Lunedì al Venerdì, un operatore è a disposizione dalle 9.00 alle 18.00 per fornire informazioni al numero verde 800.928892.
OBESITA' E SOVRAPPESO
L'obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo e, contrariamente a quanto si crede, non è esclusivamente una malattia delle società del benessere. Si definisce obeso un individuo che presenta un eccesso di grasso corporeo in relazione alla massa magra, in termini sia di quantità assoluta, sia di distribuzione in punti precisi del corpo. Semplificando, se il peso eccede quello ideale del 30% il soggetto si considera in sovrappeso, se eccede del 60% si considera obeso e se eccede del 100% si considera invece obeso in maniera severa. Studi scientifici più recenti hanno dimostrato che l'aumento di peso è proporzionale ad un peggioramento della qualità di vita del soggetto.
L'obesità e il sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e rappresentano un importante fattore di rischio per la salute; sono infatti causa o aggravante di malattie cardiovascolari, ictus, diabete, alcuni tumori, malattie della colecisti, osteoartriti. Altri problemi di salute associati a un eccesso di peso corporeo sono: ipertensione, ipercolesterolemia, apnea notturna e problemi respiratori, asma, aumento del rischio chirurgico, complicanze in gravidanza, irsutismo e irregolarità mestruali.
Epidemiologia: Secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2005 erano in sovrappeso oltre un miliardo di persone in tutto il mondo ed è allarme tra i giovani: circa 22 milioni di ragazzi di età inferiore a 15 anni sono obesi, con un trend in costante aumento. In Europa le stime parlano di circa 400 milioni di persone in sovrappeso e di circa 130 milioni di obesi. Secondo
l'ultimo Rapporto sulla salute europea dell'OMS (2005), nel 2002 le morti attribuibili a sovrappeso e obesità in Italia sono state 57 mila, il 10% del totale. In Italia, complessivamente si stimano oltre 20 milioni di adulti con problemi di obesità e sovrappeso. Secondo
l'ISTAT, ben un adulto su tre (34,2%) risulta in sovrappeso (circa 16 milioni di italiani) e uno su dieci (9,8%) è obeso. Mentre l'obesità interessa in uguale misura uomini e donne, le differenze di genere sono marcate per quanto riguarda le persone in sovrappeso, che sono il 42% degli uomini rispetto al 25,7% delle donne.
Gli adulti obesi in Italia sono oltre 4 milioni, con un incremento del 25% rispetto al 1994. Il fenomeno acquista particolare rilevanza a partire dalla classe di età 45-54 anni (13% di obesi) e il valore massimo (15%) è raggiunto dalle persone di 55-64 anni. Per le donne di 45-54 anni il tasso di obesità addirittura raddoppia rispetto alla fascia d'età 35-44 (12,8 contro 5,8%). Per quanto riguarda i giovani, complessivamente si stimano oltre un milione e 600 mila ragazzi tra i 6 e i 17 anni con problemi di obesità e sovrappeso. Sono di più le persone obese nel Sud e nelle fasce di popolazione con basso status sociale. Nel Meridione, l'11,4% della popolazione è obesa, mentre al Nord-Ovest, il 7,5% è sopra la soglia dell'obesità.
L'importanza di tenersi sotto controllo: I dati sul controllo del peso indicano che chi controlla abitualmente il peso riesce a mantenerlo nel tempo. Tale dato si osserva anche nella pratica clinica. Infatti, le persone che sono riuscite a ridurre il proprio peso modificando lo stile di vita attraverso un programma integrato e un controllo abituale del peso, hanno più probabilità di mantenerlo stabile nel tempo. Dai dati ISTAT emerge che il 52,6% delle persone di 18 anni e più controlla il proprio peso almeno una volta al mese. La quota è più alta tra i sottopeso e i normopeso e più bassa tra le persone in sovrappeso e tra gli obesi. Le donne controllano il proprio peso almeno una volta al mese in misura maggiore rispetto agli uomini (60,1% contro il 44,5%). Ben il 13,9% delle persone obese e il 13,7% di quelle in sovrappeso non hanno mai controllato il loro peso.
Cause: L'obesità è una condizione causata in genere da
un'alimentazione scorretta e da una vita sedentaria: scorrette abitudini alimentari, con
l'assunzione di eccessive quantità di zuccheri e di grassi, spesso associate a stili di vita sedentari, possono infatti accrescere il rischio di diventare obesi, in particolare tra le persone che già presentano una predisposizione. Concorrono poi: condizioni genetiche (è probabile che esistano fattori genetici combinati in grado di favorire o meno la capacità di perdere peso e di mantenerlo basso) e disfunzioni ormonali.
Trattamento: Il trattamento principale è la prevenzione: adottando stili di vita sani, grazie cioè a
un'alimentazione corretta e a un'attività fisica adeguata, si può controllare il proprio peso ed evitare che superi i livelli a rischio. Nella diagnosi di obesità, diversamente, il trattamento consiste nella riduzione del peso corporeo, sotto stretto controllo medico, e nel mantenimento di un peso adeguato alla propria altezza grazie a
un'alimentazione corretta a cui si affianca un'attività fisica adeguata ed eventualmente una terapia comportamentale. Si interviene, inoltre, anche con terapie farmacologiche. La chirurgia è invece raccomandata solo in casi estremi: pazienti con obesità acuta (con Bmi >35-40) e altre patologie associate, che sono cioè ad alto rischio di mortalità, oppure che non rispondono agli altri trattamenti.
VISION/ARTS: FUTUROMA FUTURISTA

100 ANNI DEL MANIFESTO FUTURISTA DI
MARINETTI! Per celebrare il Centenario della nascita del Futurismo, dal 20 Febbraio 2009 (per proseguire nei mesi successivi) a Roma, un calendario ricco di iniziative di risonanza internazionale ed eventi cittadini, che coinvolgono l'intera Capitale proiettandola nel dinamismo, nella velocità e nella fantasia creativa di uno dei più straordinari movimenti artistici del XX secolo. Un progetto realizzato dal Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione), con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il Ministero degli Affari Esteri. Fino al 16 Maggio 2009... 46 progetti, di cui… 7 spettacoli teatrali, 6 presentazioni di libri, 5 mostre, 5 convegni multimediali, 4 mise en éspace, 2 progetti di intelligenza artificiale, 2 seminari di studio, 2 happening urbani; e ancora… un collegamento con
"Le Figaro" a Parigi, un'opera video-sonora, un progetto di spettacolazione urbana,
un'opera-balletto, un concerto, un progetto performing-media, una mostra di libri antiquari, un happening giovanile, una rassegna jazz, una pellicola capolavoro restaurata, una performance artistica, un documentario storico, un film su Marinetti e una rassegna cinematografica. Per informazioni: contact center del Comune di Roma 060608 (tutti i giorni ore 9.00-22.30) o
www.060608.it.


Il 20 Febbraio 1909 lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti pubblicava sul prestigioso quotidiano parigino
"Le Figarò" il Manifesto del Futurismo, proclama fondante di un movimento rivoluzionario che avrebbe sovvertito i parametri di gran parte della poetica del primo Novecento; un movimento destinato a permeare ogni forma artistica con teorie e suggestioni che percorreranno la vita intellettuale dell'intero secolo. Nasceva così la più fertile avanguardia italiana, caratterizzata da un radicale rifiuto del passato e della tradizione, ambiziosa di conferire alla propria azione di rinnovamento una dimensione totale, travalicando ogni confine tra i generi artistici (letteratura, teatro, pittura, scultura, musica, danza) per immergersi in ogni ambito moderno della vita sociale e del costume (cinema, design, pubblicità, arredamento, gastronomia, fotografia, architettura, moda). Nell'era della rivoluzione tecnologica, del trionfo della macchina, del vapore e dell'elettricità, della grande industria e del progresso, il Futurismo coltiva il mito della velocità e del dinamismo, affermando la visione di un uomo nuovo fortemente proiettato nel futuro, in un futuro inteso come conquista, come traguardo di un agonismo esistenziale che si realizza nell'elaborazione di forme espressive radicali e non conformiste.

Sarà, quella futurista, una rivoluzione culturale che interesserà l'intero spettro delle moderne forme espressive. Si può affermare che con il Futurismo nasca il concetto odierno di pubblicità e di comunicazione globali. Marinetti utilizzerà strumenti promozionali sino ad allora sconosciuti nonché le più rivoluzionarie tecniche della diffusione editoriale. Si pensi, in tal senso, alla stessa dirompenza dell'atto fondativo del movimento: un manifesto pubblicato su uno dei principali quotidiani della città più cosmopolita d'Europa; e all'impiego che dei manifesti in generale (veri e propri strumenti di elaborazione pubblica delle molte "rivoluzioni" del gruppo) verrà fatto nel tempo. Lo stile innovativo che impiega un linguaggio e una sintassi spesso sovvertiti, la facile riproducibilità e la distribuzione capillare per la strada o addirittura porta a porta (secondo l'idea futurista di portare l'arte nella vita quotidiana) fanno del manifesto uno strumento unico, assolutamente innovativo e di forte impatto
mediatico.


MANIFESTO DEL FUTURISMO
1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6, Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.
E' dall'Italia che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il «Futurismo», perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagl'innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri innumerevoli. Musei: cimiteri!... Identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che varino trucidandosi ferocemente a colpi di colori e di linee, lungo le pareti contese! Che ci si vada in pellegrinaggio, una volta all'anno, come si va al Camposanto nel giorno dei morti... ve lo concedo. Che una volta all'anno sia deposto un omaggio di fiori davanti alla Gioconda, ve lo concedo... Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare? Perché volere imputridire? E che mai si può vedere, in un vecchio quadro, se non la faticosa contorsione dell'artista, che si sforzò di infrangere le insuperabili barriere opposte al desiderio di esprimere interamente il suo sogno?... Ammirare un quadro antico equivale a versare la nostra sensibilità in un'urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in violenti getti di creazione e di azione. Volete dunque sprecare tutte le forze migliori, in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti? In verità io vi dichiaro che la frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche e delle accademie (cimiteri di sforzi vani, calvarii di sogni crocifissi, registri di slanci troncati! ... ) è, per gli artisti, altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa. Per i moribondi, per gl'infermi, pei prigionieri, sia pure: - l'ammirabile passato è forse un balsamo ai loro mali, poiché per essi l'avvenire è sbarrato... Ma noi non vogliamo più saperne, del passato, noi, giovani e forti futuristi!
E vengano dunque, gli allegri incendiarii dalle dita carbonizzate! Eccoli! Eccoli!... Suvvia! date fuoco agli scaffali delle biblioteche!... Sviate il corso dei canali, per inondare i musei!... Oh, la gioia di veder galleggiare alla deriva, lacere e stinte su quelle acque, le vecchie tele gloriose!... Impugnate i picconi, le scuri, i martelli e demolite senza pietà le città venerate! I più anziani fra noi, hanno trent'anni: ci rimane dunque almeno un decennio, per compier l'opera nostra. Quando avremo quarant'anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo! Verranno contro di noi, i nostri successori; verranno di lontano, da ogni parte, danzando su la cadenza alata dei loro primi canti, protendendo dita adunche di predatori, e fiutando caninamente, alle porte delle accademie, il buon odore delle nostre menti in putrefazione, già promesse alle catacombe delle biblioteche. Ma noi non saremo là... Essi ci troveranno alfine - una notte d'inverno - in aperta campagna, sotto una triste tettoia tamburellata da una pioggia monotona, e ci vedranno accoccolati accanto ai nostri aeroplani trepidanti e nell'atto di scaldarci le mani al fuocherello meschino che daranno i nostri libri d'oggi fiammeggiando sotto il volo delle nostre immagini. Essi tumultueranno intorno a noi, ansando per angoscia e per dispetto, e tutti, esasperati dal nostro superbo, instancabile ardire, si avventeranno per ucciderci, spinti da un odio tanto più implacabile inquantoché i loro cuori saranno ebbri di amore e di ammirazione per noi. La forte e sana Ingiustizia scoppierà radiosa nei loro occhi. L'arte, infatti, non può essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia. I più anziani fra noi hanno trent'anni: eppure, noi abbiamo già sperperati tesori, mille tesori di forza, di amore, d'audacia, d'astuzia e di rude volontà; li abbiamo gettati via impazientemente, in furia, senza contare, senza mai esitare, senza riposarci mai, a perdifiato... Guardateci! Non siamo ancora spossati! I nostri cuori non sentono alcuna stanchezza, poiché sono nutriti di fuoco, di odio e di velocità!... Ve ne stupite?... E logico, poiché voi non vi ricordate nemmeno di aver vissuto! Ritti sulla cima delmondo, noi scagliamo una volta ancora, la nostra sfida alle stelle! Ci opponete delle obiezioni?... Basta! Basta! Le conosciamo... Abbiamo capito!... La nostra bella e mendace intelligenza ci afferma che noi siamo il riassunto e il prolungamento degli avi nostri. Forse!... Sia pure!... Ma che importa? Non vogliamo intendere!... Guai a chi ci ripeterà queste parole infami!... Alzare la testa!... Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!...
VISION/ARTS: FOIBE. DALLA TRAGEDIA ALL'ESODO

Dal 31 Gennaio al 22 Febbraio 2009, al Sacrario del Vittoriano di Piazza Venezia (Roma - Altare della Patria - Sala delle Bandiere), in mostra circa 100 foto, documenti, giornali d'epoca e oggetti quotidiani per ricordare le tragiche vicende degli italiani giuliano-dalmati, lo sterminio delle foibe, e i circa 350.000 esiliati dal confine orientale. Organizzata
dall'Associazione Nazionale Dalmata, la mostra è divisa in due sezioni: la prima sulle foibe (con approfondimenti su luoghi, gente e vicende), la seconda sull'esodo forzato. In una sala cinema poi, le proiezioni di due documentari: ''Foibe. Martiri dimenticati'' e ''Esodo.
L'Italia dimenticata'', prodotto dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dal Centro Studi Padre Flaminio Rocchi; oltre ad uno spazio multimediale dove il pubblico può consultare volumi tematici e visionare testimonianze video.
VISION/ARTS: GIORGIA FIORIO. IL DONO, 2000-2009

Dal 27 Febbraio al 26 Aprile 2009 all'Istituto Nazionale per la Grafica (Roma, Palazzo Fontana di Trevi, Via Poli 54), una mostra dedicata
all'ultimo monumentale progetto fotografico di Giorgia Fiorio, "il Dono", che a partire dal 2000 ha impegnato
l'artista in un lungo percorso di ricerca personale sul rapporto dell'individuo con il Sacro, attraversando, in un coraggioso processo di conoscenza, tutte le forme e le manifestazioni della ritualità e della spiritualità nei vari continenti, per cogliere e mettere in luce
l'essenza della condizione umana. In mostra, 100 stampe fotografiche in grande formato, corrispondenti
all'intera serie di fotografie selezionate dall'artista per l'opera "Il Dono", che
l'Istituto Nazionale per la Grafica ha acquisito, nel corso del 2008, per le proprie collezioni. Orari di apertura al pubblico: da Martedì a Domenica, ore 10.00-19.00. ingresso libero.
Info: 06 699801.
"Alle più remote origini del Credere, nei primi Testi sacri, come nella primigenia tradizione orale pagana, si svela una fitta trama di corrispondenze: rituali, gesti da sempre ripetuti, risonanze di un medesimo fremito dinanzi al mistero
dell'esistenza. Sospeso sullo spazio-tempo universale, un labirinto di percorsi
s'interseca nella ricerca d'unisono fra l'identità esteriore dell'individuo e il sé profondo. La storia del Credere, parallelamente a quella del linguaggio, traccia il cammino del genere umano... Impronte di tracciati diversi convergono sino a sovrapporsi
sull'orma della parola dono. Attraverso multiple variabili semantiche, dono è una delle parole più antiche del linguaggio. Nella sua qualità transitiva incarna principalmente due sensi: offrire/donare e ricevere, persino prendere" (Giorgia
Fiorio)
CINEMA: VOGLIA DI CINEMA
Dal 20 Gennaio 2009, nei cinema di tutto il Lazio (escluse le sale della città di Roma), torna
l'iniziativa con la quale Regione Lazio e Anec Lazio intendono rafforzare il sistema cinema del territorio. Con 2,5 euro, è possibile acquistare un biglietto il Martedì e il Mercoledì in tutte le sale che aderiscono
all'iniziativa. Lo scopo è quello di diffondere spettacoli di qualità anche nei circuiti regionali periferici.
www.vogliadicinema.net

TOTALE CINEMA ADERENTI: 40 (ogni singolo cinema aderisce almeno con uno schermo. Nel corso
dell'iniziativa il numero degli schermi può variare di volta in volta a discrezione
dell'esercente).
PROVINCIA di ROMA (15 cinema)
Anzio: Lido (Via delle Cinque Miglia. Tel. 06 98981006).
Anzio: Moderno (Piazza della Pace 11. Tel. 06 9844750).
Bracciano: Virgilio (Via S. Negretti 44. Tel. 06 9987996).
Cerveteri: Moderno (Via Armando Diaz 29. Tel. 06 9941525).
Colleferro: Multisale Ariston (Via Consolare Latina. Tel. 06 9700588).
Fiano Romano: Cineplex Feronia (Via Tiberina km 19. Tel. 0765 451250).
Guidonia: Planet Multicinema (Viale Roma. Tel. 0774 3061).
Manziana: Quantestorie (Via IV Novembre 63. Tel. 06 9962946).
Monterotondo: Mancini (Corso G.Matteotti 52. Tel. 06 9061888).
Palombara: Cinema Nuovo Teatro (Via Isonzo 44. Tel. 0774 637305).
Pomezia: Galleria (Via della Motomeccanica 4D. Tel. 06 9122893).
San Vito Romano: Caesar (Via R.De Paolis 16. Tel. 06 95479184).
Tivoli: Giuseppetti (Vicolo dell'inversata 5. Tel. 0774 335087).
Trevignano Palma (Via Garibaldi 101. Tel. 06 9999796).
Velletri Multiplex: Augustus (Via F.Turati. Tel. 06 96149082).
PROVINCIA di FROSINONE (5 cinema)
Ceprano: Supercinema (Via Campidoglio 71. Tel. 0775 914347).
Frosinone: Multisala Nestor (Viale Mazzini 11. Tel. 0775 251740).
Isola Liri: Cinemateatro (Via Roma 2. Tel. 0776 808260).
Monte San Giovanni Campano: Cimello (Piazza G.Marconi. Tel. 0775 289502).
Sora: Supercinema (Via Settembrini 92. Tel. 0776 832055).
PROVINCIA di LATINA (10 cinema)
Fondi: Supercinema Castello (Via Giulia Gonzaga 22. Tel. 0771 511515).
Formia: Multisala Del Mare (Via Olivastro Spaventola. Tel. 0771 324112).
Gaeta: Ariston (Piazza della Libertà 19. Tel. 0771 460214).
Latina: Multisala Oxer (Viale Pierluigi Nervi 124. Tel. 0773 620044).
Latina: Giacomini (Via Umberto I 6. Tel. 0773 662665).
Latina: Corso (Corso della Repubblica 148. Tel. 0773 693183).
Sabaudia: Augustus (Piazza del Comune 10. Tel. 0773 518570).
Sperlonga: Augusto (Via Torre di Nibbio 10. Tel. 0771 548644).
Terracina: Multisala Rio (Via del Rio 19. Tel. 0773 700834).
Terracina: Cinema Teatro Traiano (Via Traiano 16. Tel. 0773 701733).
PROVINCIA di RIETI (1 cinema)
Rieti: Multisala Moderno (Via Cintia 56. Tel. 0746 297808).
PROVINCIA di VITERBO (9 cinema)
Civita Castellana: Florida (Via del Forte 34. Tel. 0761 598165).
Laquercia: Trento (Piazza Del Santuario 51A. Tel. 0761 307759).
Orte: Alberini (Via del Plebiscito 10. Tel. 0761 403585).
Tarquinia: Etrusco (Via della Caserma 32. Tel. 0766 856432).
Vasanello: Albertone Nazionale (Via S.Maria 15. Tel. 0761 409985).
Viterbo: Azzurro (Via C.Cattaneo 44. Tel. 0761 220019).
Viterbo: Lux (Viale Trento 1. Tel. 0761 340848).
Viterbo: Genio (Via Teatro Genio 16. Tel. 0761 343041).
Viterbo: Trieste (Viale Trieste 30. Tel. 0761 307083).
MEDIA/WEB: OLD E NEW MEDIA / ITALIA

Nel "Rapporto Italia 2009", l'Eurispes ha tracciato
l'identikit del popolo di Facebook, raccogliendo l'opinione su questo innovativo canale di comunicazione virtuale. Non solo. Si è anche cercato di individuare attraverso quali mezzi di comunicazione gli italiani si tengono informati e qual è il loro giudizio sul mondo dei media.
Facebook: social, quindi sono. Oggi Facebook rappresenta uno dei veicoli di aggregazione più potenti della rete, un contenitore di creatività ad alta capacità di interazione.
Nonostante il 38,1% degli italiani dichiari di non essere iscritto a Facebook, è significativa la percentuale di quanti utilizzano questa forma di comunicazione (30,7%). Quindi tre italiani su dieci contribuiscono con la loro presenza virtuale ad alimentare quello che da più parti è stato definito il
"fenomeno del millennio". C'è, poi, un 31,2% che non conosce il significato di questo termine e rimane, probabilmente, legato a mezzi di comunicazione e relazione di tipo tradizionale. Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni e quelli tra i 18 e i 24 anni (rispettivamente il 53,7% e il 52,7%) a sperimentare questo nuovo strumento di comunicazione, che, permettendo la condivisione di interessi, esperienze e desideri, consente loro di coltivare vecchie e nuove amicizie. Tra i non iscritti a questo social network prevalgono, invece, i 45-64enni (44,6%), mentre non hanno mai sentito parlare di Facebook soprattutto gli ultra65enni (65%). Il numero più consistente di iscritti a Facebook si rintraccia tra coloro che risiedono nelle Regioni centrali della nostra Penisola (39,3%). Al contrario, tra i non iscritti spiccano gli abitanti del Nord-Est (49,5%). Infine, non sono informati sul
"fenomeno Facebook", in prevalenza, gli italiani delle Isole (48,7%). Ben il 63,1% degli italiani ritiene che esso sia utile in quanto permette di ritrovare vecchi amici. Probabilmente, proprio perché svolge questa importante funzione, Facebook non viene ritenuto una perdita di tempo (45,8%). Esso, invece, non viene ritenuto un mezzo utile per fare nuove conoscenze (51,9%), per essere informati su eventi di proprio interesse (54,7%) e per passare il tempo (55,3%). Il 47,9% degli italiani crede che esso metta a rischio la privacy. In particolare, si parla di social risks, poiché, nel preciso momento in cui si mette in rete
un'informazione personale, se ne perde il controllo, con il rischio che dati delicati finiscano per entrare in possesso di sconosciuti. I giovanissimi (18-24 anni) sono coloro i quali credono, in misura maggiore rispetto agli altri, che Facebook sia uno strumento utile per ritrovare vecchi conoscenti (72,1%) e passare il tempo (49,6%). Al contrario, sono i meno propensi a credere che esso consenta di stringere nuove amicizie (56,6%). Gli italiani che hanno
un'età compresa tra i 25 e i 34 anni sono i più convinti che Facebook non abbia la funzione di informare su eventi di proprio interesse (58,4%) e che rappresenti, pertanto, una perdita di tempo (53,1%), al contrario dei 18-24enni (51,2%), 45-64enni (48,3%), 35-44enni (47,4%) e ultra 65enni (42,9%). Più affascinati dalle potenzialità dello strumento che preoccupati per i possibili rischi ad esso associati, i giovani con età compresa tra i 18 e 24 anni (51,9%) sono quelli più inclini a considerarlo non dannoso per la privacy, seguiti dai 35-44enni (44,7%). Di parere opposto sono, infine, gli ultra 65enni (54%), i 25-34enni (53,5%) e i 45-64enni (42,8%).
Informazione? Vince ancora il piccolo schermo. Ben il 43,4% degli italiani utilizza prevalentemente la tv per tenersi informato. Nel Belpaese il piccolo schermo si conferma, quindi, il mezzo di informazione prediletto, la finestra dalla quale osservare un mondo in continua evoluzione. Più bassa è, invece, la percentuale di quanti vengono a conoscenza dei principali avvenimenti che accadono in Italia attraverso i quotidiani cartacei (26,7%) o quelli on line (19,1%). Poco significativa è, infine, la tendenza a tenersi aggiornati tramite la radio (7,9%) o il free press (2,4%).
La televisione? Superficiale e diseducativa. Gli italiani non sembrano essere soddisfatti
dell'offerta televisiva, ritenendola, nella maggioranza dei casi, superficiale (49,5%), diseducativa (22,5%) e volgare (9,3%). Pochissimi infatti giudicano la programmazione televisiva pubblica in linea con i propri interessi (7,1%), utile ad accrescere le proprie conoscenze (3,9%) o divertente (3,8%).
"Amo la
radio...". Gli ascoltatori, fanno uso della radio prevalentemente per ascoltare successi musicali, passati e recenti (38,4%). La radio rappresenta, poi, un ottimo strumento per stare in compagnia (22,7%) e
un'efficace fonte di informazione giornalistica (16,2%). Alcuni, invece, utilizzano questo mezzo per abitudine (8,6%) o per seguire il programma preferito (6,2%).
Free press: la nuova informazione è gratuita! Il 33,4% degli italiani ritiene che il "free press" sia un mezzo
d'informazione che consente di apprendere le notizie con rapidità. Tuttavia,
un'informazione sui principali avvenimenti nazionali priva di approfondimenti e commenti si traduce spesso in
un'informazione superficiale (22,3%) e futile (15,8%), che, probabilmente, impedisce al pubblico di esprimere al meglio il proprio spirito critico.
D'altra parte, molti ritengono che la stampa gratuita sia scritta in modo semplice e immediato (13,7%) o che addirittura questa abbia sostituito
l'informazione veicolata dai classici quotidiani nazionali (6,8%).
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MEDIA/WEB: FARE L'AMORE A ROMA

Passeggiate nella storia sociale della Città Eterna, di Barbara Fagiani (nata nel 1968 a Roma; laureata in sociologia e giornalista professionista, vive e lavora nella Capitale; fondatrice e presidente dell'Associazione Vita Romana); prefazione di Corrado Ruggeri; casa editrice: Infinito edizioni.
Roma così non ve l'hanno mai fatta conoscere... Tra obelischi e campanili, capolavori della pittura e dell'architettura, i principali itinerari turistici della Città Eterna si popolano di zitelle, prostitute, fidanzati, chierici mondani, artisti, popolani, madri, padri e bambini di strada ma anche di personaggi famosi raccontati nelle loro vicende più intime e personali. Le storie che si snodano nella città sede dei Cesari e dei Papa Re sono ricostruite facendo ricorso alla più accurata tradizione di studi sociali. Ne risulta un'opera del tutto originale, che integra le ricerche storiche sulla società romana con il piacere sornione di girovagare per Roma. Cresce così intorno al visitatore
"il corpo" della città e delle persone che vi hanno vissuto. Questo non è un libro di curiosità ma di vita vera, vissuta, di anime e corpi che pulsano. Come la Città Eterna che li ospita.
"Fare l'amore a Roma è il racconto delle emozioni di una città che è stata centro del mondo e dei sogni di chi la guardava da lontano e poi provava a viverla, da suddito o da cristiano, da schiavo o da uomo libero. Un luogo straordinario che ha conosciuto fasti e guasti e ha influito sugli animi, modificandoli, forgiandoli, dando a chi viveva nelle sue strade caratteristiche uniche e tipiche, sulle quali si fonda il privilegio dell'esser
romano" (dalla prefazione di Corrado Ruggeri).
MOTOR/SPORT: QUALITA' DELLA MOBILITA' DELLE PROVINCE ITALIANE

Nel "Rapporto Italia 2009",
l'Eurispes ha attribuito a ciascuna provincia italiana un valore Indice sintetico di qualità della mobilità, attraverso un procedimento statistico che si articola in: identificazione dei fattori che si ritiene possano influenzare più di altri la mobilità delle singole realtà provinciali (quadro economico e demografico, trasporto privato, trasporto pubblico, rete stradale, ambiente e sicurezza); definizione di indicatori statistici che consentono il confronto tra realtà provinciali eterogenee (per superficie e popolazione); analisi e indicizzazione di ciascun indicatore statistico al fine di ottenere un unico Indicatore di Qualità della Mobilità; analisi
dell'Iqm per area geografica (valore medio) e provincia.
Indice sintetico di Qualità della Mobilità nelle province italiane: il primato del Nord.
L'accorpamento degli indicatori statistici appartenenti a ciascuna macroarea oggetto
d'indagine in un unico Indice sintetico, evidenzia come la realtà della mobilità nelle province italiane sia ben lontana da una situazione ideale (il valore medio
dell'Indice medio di Mobilità è di molto inferiore al valore massimo pari a 100), sebbene con differenze evidenti tra le singole aree geografiche: a livello nazionale, il Nord-Ovest mostra di essere
l'area le cui province hanno registrato il valore medio massimo dell'Indice (66 su 100) ed è pertanto
l'area che registra il miglior livello di mobilità. Segue il Nord-Est con un punteggio di 52,6, il Centro con un punteggio di 47,2, il Sud con un punteggio pari a 36,2 e, infine, le Isole che hanno registrato il punteggio minore, pari a 27,1. Il valore medio
dell'Indice di mobilità delle province italiane riscontrato a livello di area geografica, per quanto significativo, rischia di essere eccessivamente sintetico, poiché non considera
l'eterogeneità dei valori Indice assunti, all'interno di ciascuna area geografica, dalle singole realtà provinciali. Tale eterogeneità dei valori Indice risulta evidente nel momento in cui si considera la classifica delle province italiane per valori decrescenti
dell'Indice sintetico della mobilità, da cui risulta: un numero ridotto di realtà provinciali con Indice di mobilità superiore a 75 (solo il 17,4% del campione), delle quali la maggior parte (10 province su 18) concentrate nel Nord-Ovest e nessuna del Sud o delle Isole; un quarto circa delle realtà provinciali (25,2%) con Indice di mobilità compreso tra 50 e 75, con
un'elevata rappresentatività delle province sia del Nord Ovest (9 province su 26), sia soprattutto del Nord-Est (11 province su 26), mentre delle restanti 6 solo una (Ancona) è del Centro; una concentrazione elevata di province nella classe di valori Indice compresa tra 25 e 50 (39,8% del campione), nella quale la presenza di province del Nord-Ovest e Nord-Est (rispettivamente 5 e 7 province) è minoritaria rispetto a quella delle province del Centro e del Sud (rispettivamente 11 e 10 province); il 17,4% del campione, nella classe di valori Indice più bassa 0-25, di cui oltre la metà (72,2%) situate nelle regioni del Sud e delle Isole.
Trasporto pubblico. La seconda macroarea si riferisce al sistema di trasporto pubblico di ciascuna realtà provinciale, analizzato sia in termini di capillarità della rete (estensione della rete ferroviaria, autobus, tram, filobus, offerta di trasporto pubblico) sia in termini di qualità dei servizi offerti (tipologia di stazione ferroviaria, presenza di taxi, autovetture con conducenti). La più alta concentrazione di Province (52% del totale) si registra nella classe di valori Indice media (25-50), mentre alla classe di valori più bassa (0-25) e medio-alta (75-100) appartengono, rispettivamente, il 20% e il 18% delle Province. Così come per il quadro economico e demografico, le realtà provinciali del Nord primeggiano su quelle del Centro e del Sud: oltre il 66,7% delle province della classe di valori Indice più alta è situata nelle Regioni del Nord-Ovest (Milano, Torino, Genova, Aosta) e Nord-Est (Trieste, Bologna), cui si somma un ulteriore 33,3% di province del Centro, mentre non ci sono province del Sud e delle Isole. La concentrazione di province appartenenti a
quest'ultime aree geografiche, è viceversa particolarmente elevata nella classe di valori Indice intermedia (rispettivamente 42,6% e 28,6% delle province della classe). Le differenze riscontrate in ciascuna classe di valori Indice con riferimento alle singole variabili prese in esame riguardano, prevalentemente: la densità della rete di trasporto ferroviario, da 13 km su 100 km di superficie (classe di valori Indice 0-25), a 42 km su 100 kmq di superficie (classe di valori Indice 75-100); il numero di stazioni ferroviarie, da 0,5 unità per 100 kmq di superficie (classe di valori Indice 0-25), a 1,8 unità per 100 kmq di superficie (classe di valori Indice 75-100); la domanda di trasporto pubblico, espressa in termini di numero di individui trasportato annualmente dai mezzi pubblici per abitante, con valori medi compresi tra i 40 passeggeri (classe di valori Indice 0-25) e i 330 passeggeri (classe di valori Indice 75-100).
Trasporto privato. Per quanto riguarda la mobilità delle province italiane attribuibile al trasporto privato, espresso in termini di consistenza del parco circolante e di consumi di carburante si evidenzia che la classe di valori Indice più alta (75-100) è minoritaria rispetto a tutte le altre, essendo in essa concentrato solo il 18% delle province, contro il 41% che si trova nella classe di valori indice medio-alta (50-75), il 34% che si trova nella classe di valori Indice medio-bassa (25-50) e il 10% che si trova nella classe di valori Indice più bassa (0-25). Nella stessa classe di valori Indice più alta, la presenza di province del Nord-Ovest è di molto superiore (50% delle province della classe) rispetto a quella delle province appartenenti alle altre aree geografiche, in particolare Isole e Sud (rispettivamente 16,7% e 11,1% delle province della classe). Le differenze riscontrate in ciascuna classe di valori Indice con riferimento alle singole variabili prese in esame riguardano, prevalentemente: il numero di autovetture circolanti, che nella classe di valori Indice 0-25 assume un valore medio di circa 115.000 veicoli, contro una media di 570.000 veicoli della classe di valori Indice 75-100; il numero totale dei veicoli dotati di dispositivo ecologico Euro3 o superiore, che nella classe di valori Indice 0-25 assume un valore medio provinciale pari a circa 51.000 veicoli, contro i circa 263.000 della classe 75-100; il rapporto tra benzina consumata e veicoli circolanti, che nelle classi di valori Indice 0-25 è pari a 0,21 mentre nella classe di valori Indice più alta (75-100) è pari a 0,33.
Ambiente e sicurezza.
L'Indice di riferimento è stato calcolato considerando sia indicatori ambientali (verde urbano totale, verde urbano fruibile, inquinamento atmosferico, adozione e durata di provvedimenti anti-smog), sia indicatori di sicurezza stradale (numero di incidenti, numero di morti e feriti).La distribuzione dei valori riscontrati a livello provinciale in quattro classi dimensionali di eguale ampiezza, evidenzia una concentrazione maggiore di province nelle classi di valori Indice media (25-50) e medio-alta (50-75), che cumulativamente rappresentano il 69% del campione, contro il 18% delle province che appartengono alle classi di valori Indice più bassa (0-25) e solo il 13% che appartiene alla classe di valori Indice più alta (75-100). Nella classe di valori Indice a più alta concentrazione (25-50), la maggioranza assoluta delle Province è localizzata nel Nord (54,1% delle province della classe), seguite dalle Province del Centro e Sud (entrambe 18,9% delle province della classe) e delle Isole (8,1% delle province della classe). Le differenze riscontrate in ciascuna classe di valori Indice con riferimento alle singole variabili prese in esame riguardano, prevalentemente, la presenza di verde urbano sul territorio dei comuni capoluogo di provincia (il cui valore medio è di 500 mq per ettaro di superficie nella classe di valori Indice più bassa e cresce al crescere del valore Indice, fino a 2.000 mq per ettaro di superficie registrato nella classe di valori Indice alta); la superficie stradale pedonalizzata (nei comuni capoluogo delle province che appartengono alla classe di valori più bassa è, mediamente, di soli 0,1 mq per abitante, contro 0,8 mq per abitanti registrato nei comuni capoluogo delle province che appartengono alla classe di valori Indice più alta; la sicurezza stradale, con un numero medio di circa 4 incidenti ogni 1.000 residenti nelle classi di valori Indice più bassa (0-25) e media (25-50) e di 3 incidenti ogni 1.000 residenti nelle classi di valori Indice medio-alta (50-75) e alta (75-100).
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WORLD: MADRE TERRA
 
Dal 7 Febbraio al 29 Marzo 2009 al Palazzo delle Esposizioni di Via Nazionale in Roma (Spazio Fontana - ingresso da Via Milano 13), "National Geographic Italia", in linea con la mission della casa madre a Washington, e sulla scia della prima mostra organizzata lo scorso anno in occasione del decennale
dell'edizione italiana, presenta una seconda rassegna fotografica dedicata alla salvaguardia del Pianeta. Ingresso libero. Infoline:
06 70473525.
 
"Madre
Terra" suggerisce un percorso che si sviluppa in Africa, nelle Americhe, in Asia, Europa, Oceania e nei Poli. Attraversando zone polari e foreste, praterie e deserti, montagne, oceani, mari, i fotografi di National Geographic testimoniano le condizioni di vita di animali protetti e a rischio di estinzione, di habitat spesso minacciati dallo sviluppo e dallo sfruttamento del territorio, di popoli e gruppi umani che vivono in condizioni ai limiti della sopravvivenza. Ma le immagini esaltano anche le meraviglie del mondo, dove animali ed esseri umani convivono in scenari straordinari, aree spesso magnifiche e ancora poco contaminate. Grazie a questi scatti,
l'esposizione propone un itinerario ideale che permette di scoprire i territori degli orsi grizzly
dell'Alaska e quelli del panda gigante, le foreste equatoriali e le Alpi italiane, le praterie nordamericane e quelle australiane, i deserti nordafricani e i mari tropicali, il Mediterraneo e gli Oceani, le tigri in India e gli elefanti in Africa. Vuole anche documentare le aggressioni dello sviluppo urbano, i problemi di conservazione di zone protette ma sempre a rischio e le condizioni di vita, le abitudini, le sofferenze e le speranze degli esseri umani nelle più diverse zone del Pianeta.
 
101 scatti scelti tra i più straordinari reportages realizzati per National Geographic. I 58 autori che espongono sono tra i migliori professionisti della fotografia: William Albert Allard, James P. Blair, Sisse Brimberg, Jodi Cobb, Bill Curtsinger, David Doubilet, Nicole Duplaix, David Edwards, Peter Essick, John Eastcott e Yva Momatiuk, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, Annie Griffiths Belt, David Alan Harvey, Fritz Hoffmann, Ralph Lee Hopkins, Chris Johns, Lynn Johnson, Ed Kashi, Mattias Klum, Tim Laman, Frans Lanting, Gerd Ludwig, Pascal Maitre, Steve McCurry, David McLain, Gideon Mendel, George F. Mobley, Albert Moldvay, Michael Nichols, Paul Nicklen, Flip Nicklin, Alberto Novelli, Richard Olsenius, Randy Olson, Carsten Peter, Steve Raymer, Nicolas Reynard, Reza, Norbert Rosing, Susie Post Rust, Sandro Santioli, Joel Sartore, Brian J. Skerry, James Stanfield, George Steinmetz, Maria Stenzel, Brent Stirton, Paul Sutherland, Medford Taylor, Roy Toft, Tomasz Tomaszewski, Stefano Unterthiner, Gordon Wiltsie, Steve Winter, Cary Wolinsky, Michael Yamashita, Christian
Ziegler.
 
Guglielmo Pepe (direttore di National Geographic Italia e curatore della mostra):
"Una mostra fotografica non può offrire soluzioni né dettare le linee di un programma in difesa della Terra, ma può indicare (grazie alla forza delle immagini) i luoghi in cui sono più evidenti le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici, affinché vengano salvaguardate le bellezze e le biodiversità, la ricchezza dei territori e dei mari, la sopravvivenza delle popolazioni umane e animali... Panorami struggenti per la loro bellezza. Lembi di foresta vergine. Orizzonti incontaminati e quasi irraggiungibili. Donne e bambini felici della propria esistenza. Uomini in lotta per la sopravvivenza. Ambienti devastati dalla furia della natura e
dell'uomo. Animali liberi nel loro ambiente e altri a rischio di sopravvivenza...
"Madre Terra" è unica. E magnifica".
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